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	Commenti a: Triptyque delle tre P &#8211; Piemontese (Felice), Petrova (Alexandra), Pasquale (Vitagliano)	</title>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 01:39:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Macondo
in zona il migliore resta le verre à pieds!
nella oltraggiata rue Mouffetard
les vers à pieds
i versi che si incamminano...
grazie
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Macondo<br />
in zona il migliore resta le verre à pieds!<br />
nella oltraggiata rue Mouffetard<br />
les vers à pieds<br />
i versi che si incamminano&#8230;<br />
grazie<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/19/triptyque-delle-tre-p-piemontese-felice-petrova-alexandra-pasquale-vitagliano/#comment-100758</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 01:02:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bella, profonda la poesia di Piemontese (che non leggevo più da tempo: mia distrazione o suo silenzio?), ma brutti comunque e costosissimi i bistrot de la Contrescarpe. Indubbiamente, per dire à la La Palisse, Parigi non è più quella d&#039;una volta, e anche il sottostante bistrot del Vieux Chene, storico luogo di ritrovo della &quot;canaille&quot;, oggi è solo un pub rumoroso della (à la Sarko) racaille.

Bibliografia essenziale: Jacques Yonnet, Le vie incantate di Parigi (tr. it. 2005)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella, profonda la poesia di Piemontese (che non leggevo più da tempo: mia distrazione o suo silenzio?), ma brutti comunque e costosissimi i bistrot de la Contrescarpe. Indubbiamente, per dire à la La Palisse, Parigi non è più quella d&#8217;una volta, e anche il sottostante bistrot del Vieux Chene, storico luogo di ritrovo della &#8220;canaille&#8221;, oggi è solo un pub rumoroso della (à la Sarko) racaille.</p>
<p>Bibliografia essenziale: Jacques Yonnet, Le vie incantate di Parigi (tr. it. 2005)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/19/triptyque-delle-tre-p-piemontese-felice-petrova-alexandra-pasquale-vitagliano/#comment-100718</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 09:29:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trovo bello la sfumatura tra lingua patria e lingua materna.
La lingua materna è la lingua del mondo nascita, l&#039;alba del mondo.
Non è più una lingua, ma fa parte della voce interiore, del corpo, tiene dentro forte.
Quando si parla la lingua materna, tutta la storia familiare ti porta.
Italiano, lingua madre che ho scelta, come la spearnza di vedere un&#039; altra alba.
Ho un sentimento particolare per il napoletano, perché sento la storia di una terra, il profumo dei radici, la nostalgia di uno splendore passato.
Il napoletano viaggia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo bello la sfumatura tra lingua patria e lingua materna.<br />
La lingua materna è la lingua del mondo nascita, l&#8217;alba del mondo.<br />
Non è più una lingua, ma fa parte della voce interiore, del corpo, tiene dentro forte.<br />
Quando si parla la lingua materna, tutta la storia familiare ti porta.<br />
Italiano, lingua madre che ho scelta, come la spearnza di vedere un&#8217; altra alba.<br />
Ho un sentimento particolare per il napoletano, perché sento la storia di una terra, il profumo dei radici, la nostalgia di uno splendore passato.<br />
Il napoletano viaggia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/19/triptyque-delle-tre-p-piemontese-felice-petrova-alexandra-pasquale-vitagliano/#comment-100712</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 08:37:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie a te Pasquale
e grazie a felice e ad alexandra
effeffe
ps
sulla perdita della casa dell&#039;origine sono d&#039;accordo con te. La lingua patria (la parlata delle borgate romane) in Pasolini ( la lingua patria è la lingua del luogo in cui si è e a cui non si appartiene) porta in sé tutta la violenza dello strappo, dell&#039;abbandono come il friulano (sua lingua madre) la dolcezza dell&#039;originaria appartenenza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie a te Pasquale<br />
e grazie a felice e ad alexandra<br />
effeffe<br />
ps<br />
sulla perdita della casa dell&#8217;origine sono d&#8217;accordo con te. La lingua patria (la parlata delle borgate romane) in Pasolini ( la lingua patria è la lingua del luogo in cui si è e a cui non si appartiene) porta in sé tutta la violenza dello strappo, dell&#8217;abbandono come il friulano (sua lingua madre) la dolcezza dell&#8217;originaria appartenenza</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: pasquale vitagliano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/19/triptyque-delle-tre-p-piemontese-felice-petrova-alexandra-pasquale-vitagliano/#comment-100710</link>

		<dc:creator><![CDATA[pasquale vitagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 07:46:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a Forlani per il bel colpo delle Tre P. Ed anche per i giudizi appassionati.
Penso che la questione centrale oggi sia questa: siamo tutti orfani perché non abbiamo una Terra d&#039;Origine, fosse solo della memoria, una Heimat insomma. E non è un dramma di oggi. Pasolini  - PPP appunto - questa ferita l&#039;ha portata sulla propria carne e l&#039;ha espressa nella sua profezia anti-moderna.
Vi invito a visitare la sua tomba, affiancata da quella della madre, in Friuli a Casarsa della Delizia. Lì si prova un inaudito e indicbile senso di appartenenza. La spiaggia di Ostia invece è il luogo dello smarrimento, della perdita, dell&#039;estraneità. E&#039; il Golgota. Un luogo anonimo eppure profetico proprio nel nome, Ostia è la trasfigurazione dell&#039;osceno nel più sacra degli eventi.
Grazie a tutti.


PVIT]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Forlani per il bel colpo delle Tre P. Ed anche per i giudizi appassionati.<br />
Penso che la questione centrale oggi sia questa: siamo tutti orfani perché non abbiamo una Terra d&#8217;Origine, fosse solo della memoria, una Heimat insomma. E non è un dramma di oggi. Pasolini  &#8211; PPP appunto &#8211; questa ferita l&#8217;ha portata sulla propria carne e l&#8217;ha espressa nella sua profezia anti-moderna.<br />
Vi invito a visitare la sua tomba, affiancata da quella della madre, in Friuli a Casarsa della Delizia. Lì si prova un inaudito e indicbile senso di appartenenza. La spiaggia di Ostia invece è il luogo dello smarrimento, della perdita, dell&#8217;estraneità. E&#8217; il Golgota. Un luogo anonimo eppure profetico proprio nel nome, Ostia è la trasfigurazione dell&#8217;osceno nel più sacra degli eventi.<br />
Grazie a tutti.</p>
<p>PVIT</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giovanni Nuscis		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/19/triptyque-delle-tre-p-piemontese-felice-petrova-alexandra-pasquale-vitagliano/#comment-100705</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Nuscis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 23:36:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;In quale paese vissero
Non lo so dire:
Stampe da calendario
Rimangono,
Senza alcun ricordo.
Recupero pubblicitario
Di radici fragili e fredde,
Come di vetro.
Il mondo antico
Masticato
A fatica
Si ingolfò&quot;
Nell’occhio
Potente e misericordioso
Di un bracere acceso.&quot;

sequenze di un&#039;epopea che si direbbe familiare non meno che collettiva ed epocale, in una tensione contenuta ma incalzante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In quale paese vissero<br />
Non lo so dire:<br />
Stampe da calendario<br />
Rimangono,<br />
Senza alcun ricordo.<br />
Recupero pubblicitario<br />
Di radici fragili e fredde,<br />
Come di vetro.<br />
Il mondo antico<br />
Masticato<br />
A fatica<br />
Si ingolfò&#8221;<br />
Nell’occhio<br />
Potente e misericordioso<br />
Di un bracere acceso.&#8221;</p>
<p>sequenze di un&#8217;epopea che si direbbe familiare non meno che collettiva ed epocale, in una tensione contenuta ma incalzante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gena		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/19/triptyque-delle-tre-p-piemontese-felice-petrova-alexandra-pasquale-vitagliano/#comment-100691</link>

		<dc:creator><![CDATA[gena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 18:47:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[- Piemontese , Petrova , Pasquale  tre  voci cosi&#039; diverse per timbro e registro, eppure così particolari!


Ciao Véronique

Gena]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8211; Piemontese , Petrova , Pasquale  tre  voci cosi&#8217; diverse per timbro e registro, eppure così particolari!</p>
<p>Ciao Véronique</p>
<p>Gena</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/19/triptyque-delle-tre-p-piemontese-felice-petrova-alexandra-pasquale-vitagliano/#comment-100677</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 15:37:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=11288#comment-100677</guid>

					<description><![CDATA[Bellissime poesie in un tryptique di canti orfani.
La prima parla della &quot;festa&quot; tra amichi, del vino per dimenticare la nostra parte mortale. Celebrazione dell&#039;amizia nell&#039;arte del bicchiere condiviso.
&quot;L&#039;eternità commestibile&quot;, meravigliosa parola che dà un corpo all&#039;invisibile.
La seconda mi evoca precarietà, il sentimento di povertà. Si puo gustare il mondo senza pagare? Si puo gustare l&#039;assenza? La nudita?
La terza mi mostra una terra che ha perso i figli orfani. Una terra nuda.
Mi tocca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissime poesie in un tryptique di canti orfani.<br />
La prima parla della &#8220;festa&#8221; tra amichi, del vino per dimenticare la nostra parte mortale. Celebrazione dell&#8217;amizia nell&#8217;arte del bicchiere condiviso.<br />
&#8220;L&#8217;eternità commestibile&#8221;, meravigliosa parola che dà un corpo all&#8217;invisibile.<br />
La seconda mi evoca precarietà, il sentimento di povertà. Si puo gustare il mondo senza pagare? Si puo gustare l&#8217;assenza? La nudita?<br />
La terza mi mostra una terra che ha perso i figli orfani. Una terra nuda.<br />
Mi tocca.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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