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	Commenti a: Oggi è morta mia madre. O forse ieri, non so	</title>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 01:37:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[fratello,
dall&#039;altra parte del mondo dove ora sto ti dico che, come tu ben sai, la porta di casa, come lo scorso natale, è sempre aperta. Ti abbraccio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>fratello,<br />
dall&#8217;altra parte del mondo dove ora sto ti dico che, come tu ben sai, la porta di casa, come lo scorso natale, è sempre aperta. Ti abbraccio.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/30/oggi-e-morta-mia-madre-o-forse-ieri-non-so/#comment-101269</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 07:31:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una cosa io non ho capito:

si constata che si è fatta letteratura? (Figuriamoci, la scoperta!)

Oppure si vuol dire che non bisogna, o è troppo difficile,
fare letteratura di certe cose?

Perchè la figura banale del signor Ciola, a quanto pare a me,
non fa altro che ciurlare nel manico degli altri per far vedere
che lui ce l&#039;ha più lungo.

Vizio evidente, dal momento che ogni suo commento segue sempre
e solo un unico canovaccio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa io non ho capito:</p>
<p>si constata che si è fatta letteratura? (Figuriamoci, la scoperta!)</p>
<p>Oppure si vuol dire che non bisogna, o è troppo difficile,<br />
fare letteratura di certe cose?</p>
<p>Perchè la figura banale del signor Ciola, a quanto pare a me,<br />
non fa altro che ciurlare nel manico degli altri per far vedere<br />
che lui ce l&#8217;ha più lungo.</p>
<p>Vizio evidente, dal momento che ogni suo commento segue sempre<br />
e solo un unico canovaccio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/30/oggi-e-morta-mia-madre-o-forse-ieri-non-so/#comment-101267</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 07:16:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido pienamente il commento di Natàlia.
Nel testo bellisssimo di Francesco, c&#039;è un pudore, una sincerità
che sottolinea lo stile sobrio.
E&#039; nella voce giusta, riservata che ho sentito l&#039;anima, l&#039;amore che un figlio ha per la sua mamma.
Si puo dire che questo amore si è sublimato nella scrittura come una lacrima nera sotto il sole.
L&#039;immagine del deserto( accompagnando la voce di Camus) è questo: il cammino attraverso la solitudine della pena per raggiungere il canto.
Questo testo rimanerà nel mio cuore: solo qualche pezzo sul blog restano stampati nella memoria( &quot;nella giostra della rete&quot;, come lo diceva Franco Arminio)...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido pienamente il commento di Natàlia.<br />
Nel testo bellisssimo di Francesco, c&#8217;è un pudore, una sincerità<br />
che sottolinea lo stile sobrio.<br />
E&#8217; nella voce giusta, riservata che ho sentito l&#8217;anima, l&#8217;amore che un figlio ha per la sua mamma.<br />
Si puo dire che questo amore si è sublimato nella scrittura come una lacrima nera sotto il sole.<br />
L&#8217;immagine del deserto( accompagnando la voce di Camus) è questo: il cammino attraverso la solitudine della pena per raggiungere il canto.<br />
Questo testo rimanerà nel mio cuore: solo qualche pezzo sul blog restano stampati nella memoria( &#8220;nella giostra della rete&#8221;, come lo diceva Franco Arminio)&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Natàlia Castaldi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/30/oggi-e-morta-mia-madre-o-forse-ieri-non-so/#comment-101252</link>

		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 21:54:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... secondo me sig. Sciola non è il pezzo a sfociare nella letteratura ma la letteratura ad invadere il pezzo come un salvagente cui lo scrittore si aggrappa per non colare a picco.
non è facile gestire un pezzo che parli del proprio dolore intimo, soprattutto quando a scrivere è un uomo, maschio, che deve parlare di &quot;mamma&quot; ... dunque la letteratura, l&#039;analisi linguistica, la citazione ... non sono altro che un modo per nascondersi in ciò che è già stato detto sì da sentirsi meno a nudo, meno fragile, meno solo nell&#039;esressione del proprio dolore.

poi, quelle che lei chiama &quot;disquisizioni accaddemiche&quot; non sono altro che semplicissimi collegamenti linguistici, di una naturalezza infantile quanto spontanea che qualunque persona, che ami le lingue e ne abbia fatto il proprio mestiere, compie in modo quasi inconscio... parola e pensiero sono l&#039;uno dipendente dall&#039;altro, per un traduttore questi passaggi si arricchiscono e si moltiplicano in un istante a dismisura... mi creda, parola di traduttrice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; secondo me sig. Sciola non è il pezzo a sfociare nella letteratura ma la letteratura ad invadere il pezzo come un salvagente cui lo scrittore si aggrappa per non colare a picco.<br />
non è facile gestire un pezzo che parli del proprio dolore intimo, soprattutto quando a scrivere è un uomo, maschio, che deve parlare di &#8220;mamma&#8221; &#8230; dunque la letteratura, l&#8217;analisi linguistica, la citazione &#8230; non sono altro che un modo per nascondersi in ciò che è già stato detto sì da sentirsi meno a nudo, meno fragile, meno solo nell&#8217;esressione del proprio dolore.</p>
<p>poi, quelle che lei chiama &#8220;disquisizioni accaddemiche&#8221; non sono altro che semplicissimi collegamenti linguistici, di una naturalezza infantile quanto spontanea che qualunque persona, che ami le lingue e ne abbia fatto il proprio mestiere, compie in modo quasi inconscio&#8230; parola e pensiero sono l&#8217;uno dipendente dall&#8217;altro, per un traduttore questi passaggi si arricchiscono e si moltiplicano in un istante a dismisura&#8230; mi creda, parola di traduttrice.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/30/oggi-e-morta-mia-madre-o-forse-ieri-non-so/#comment-101250</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 20:57:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io invece apprezzo e con-sento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io invece apprezzo e con-sento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo Sciola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/30/oggi-e-morta-mia-madre-o-forse-ieri-non-so/#comment-101249</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Sciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 20:21:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Altro autorefuso (marò&#039;)
&quot;lo lascio a chi vorrò intervenire dopo.&quot;
(Magari dopo interverrò di nuovo, chissà, se non sarò bannato per l&#039;eterno)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altro autorefuso (marò&#8217;)<br />
&#8220;lo lascio a chi vorrò intervenire dopo.&#8221;<br />
(Magari dopo interverrò di nuovo, chissà, se non sarò bannato per l&#8217;eterno)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo Sciola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/30/oggi-e-morta-mia-madre-o-forse-ieri-non-so/#comment-101248</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Sciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 20:18:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi segnalo un refuso personale:
&quot;Il tuo spaesamento circa la data del decesso, e la relativa mancanza di dolore - leggi indifferenza - è rivelata proprio dal tenore della citazione.&quot;
Perdònomi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi segnalo un refuso personale:<br />
&#8220;Il tuo spaesamento circa la data del decesso, e la relativa mancanza di dolore &#8211; leggi indifferenza &#8211; è rivelata proprio dal tenore della citazione.&#8221;<br />
Perdònomi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo Sciola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/30/oggi-e-morta-mia-madre-o-forse-ieri-non-so/#comment-101247</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Sciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 20:15:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Voce fuori dal coro (se si può).
A me, con tutto il rispetto per il tuo dolore privato, la scomparsa di &#039;maman&#039; suona piuttosto letteraria.
Suona talmente letteraria che la letteratura non ha potuto fare ameno (sic) di affacciarsi nella tua commemorazione, con tanto di citazione.
Voglio dire: il pezzo è abbastanza bello, ma il dolore mi sa tanto di inautentico.
Mi lasciano basito gli attestati di solidarietà e di compartecipazione di ritorno che ho letto nei commenti: diciamo il cordoglio postdatato.
Non era questo che volevi.
Il dolore, quando c&#039;è davvero, è una faccenda talmente privata che non ha bisogno di &#039;complicità&#039;.
Tantomeno di pubblicità.
Al massimo lo si vive da soli o lo si condivide con i diretti interessati.
Quello che volevi era ottenere ammirazione per essere riuscito a fare letteratura di te stesso, partendo da un piccolo pretesto.
Ci sei riuscito benissimo.
Dirò di più: con un approccio narrativo più posato, meno &quot;veloce&quot;, potresti tirarne fuori un ottimo racconto postmoderno.
Un racconto fatto di richiami al personale, citazioni congrue e rimandi pertinenti.
Un racconto che, zigzagando in apparenza, arrivi al cuore e alla testa di chi legge, direttamente o meno.
Un buon esempio di metaletteratura (mica facile!)
Il tuo spaesamento circa la data del decesso, e la relativa mancanza di dolore - leggi indifferenza - è rivelata proprio dal tenore della citazione.
A Mersault non importava niente che la madre fosse morta - una seccatura come un&#039;altra nel mare piatto della sua indifferenza esistenziale, niente più che una complicazione burocratica (mi pare di ricordare che nella veglia lui poi accettasse di mangiare qualcosa e di concedersi una sigaretta davanti al cadavere della madre, cosa che scandalizzò non poco i presenti ed ebbe un peso non indifferente nel processo per l&#039;assassinio dell&#039;arabo sulla spiaggia).
Parentesi nella parentesi: della serie: farsi la barba o uccidere, che differenza c&#039;è? (per gentile concessione del Vasco da bagno nazionale).
Questo è palese nel finale, quando scrivi:

- Dico mà come se lei fosse presente e mi rivolgessi a lei - come quando mia madre mi telefonava in Francia e lasciava dei messaggi in segreteria che erano delle domande, ovvero presupponevano un interlocutore che evidentemente era assente. “Tutto a posto? Verrai a Natale? Se devi lavorare non fa nulla…” eh già. E io quando ascoltavo la registrazione le rispondevo - o ero tentato di replicarle - in differita -.

&quot;Come se lei fosse presente&quot;, &quot;mi telefonava in Francia&quot;, &quot;messaggi in segreteria&quot;, &quot;interlocutore...assente&quot;, &quot;quando ascoltavo la registrazione&quot;, &quot;le rispondevo...in differita&quot;.

Segnali chiari, che il testo sottolinea, di una distanza - o indifferenza - e della recisione di un legame ombelicale madre-figlio che solo nella morte - ovvero in absenti corpore - può essere ricostruito o vagheggiato nel pensiero. 
L&#039;insistere sulle varie possibilità di traduzione è pretesto più che contesto, ed è anche questo spia della difficoltà di rapportarsi, a suo tempo, al &quot;solido&quot; di un rapporto mai giunto a pienezza o compimento.
Le disquisizioni accademiche sul &quot;deceduta&quot; o &quot;morta&quot;, su &quot;mamma&quot; o &quot;madre&quot; rafforzano questa impressione, come se il tutto (la vita) potesse ridursi più o meno all&#039;uso preciso dei termini corretti.
Il rapporto tra &quot;il marcio&quot; (la morte) riferito agli intellettuali in traduzione (esiliati all&#039;estero?) rispetto a un decesso concreto (quello della madrelingua) lo lascio a chi vorrò intervenire dopo.
Comunque una bella lettura.
(Segnalo un refuso: &quot;Il riferimento alla lingua francese me l’ha suggerita&quot;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voce fuori dal coro (se si può).<br />
A me, con tutto il rispetto per il tuo dolore privato, la scomparsa di &#8216;maman&#8217; suona piuttosto letteraria.<br />
Suona talmente letteraria che la letteratura non ha potuto fare ameno (sic) di affacciarsi nella tua commemorazione, con tanto di citazione.<br />
Voglio dire: il pezzo è abbastanza bello, ma il dolore mi sa tanto di inautentico.<br />
Mi lasciano basito gli attestati di solidarietà e di compartecipazione di ritorno che ho letto nei commenti: diciamo il cordoglio postdatato.<br />
Non era questo che volevi.<br />
Il dolore, quando c&#8217;è davvero, è una faccenda talmente privata che non ha bisogno di &#8216;complicità&#8217;.<br />
Tantomeno di pubblicità.<br />
Al massimo lo si vive da soli o lo si condivide con i diretti interessati.<br />
Quello che volevi era ottenere ammirazione per essere riuscito a fare letteratura di te stesso, partendo da un piccolo pretesto.<br />
Ci sei riuscito benissimo.<br />
Dirò di più: con un approccio narrativo più posato, meno &#8220;veloce&#8221;, potresti tirarne fuori un ottimo racconto postmoderno.<br />
Un racconto fatto di richiami al personale, citazioni congrue e rimandi pertinenti.<br />
Un racconto che, zigzagando in apparenza, arrivi al cuore e alla testa di chi legge, direttamente o meno.<br />
Un buon esempio di metaletteratura (mica facile!)<br />
Il tuo spaesamento circa la data del decesso, e la relativa mancanza di dolore &#8211; leggi indifferenza &#8211; è rivelata proprio dal tenore della citazione.<br />
A Mersault non importava niente che la madre fosse morta &#8211; una seccatura come un&#8217;altra nel mare piatto della sua indifferenza esistenziale, niente più che una complicazione burocratica (mi pare di ricordare che nella veglia lui poi accettasse di mangiare qualcosa e di concedersi una sigaretta davanti al cadavere della madre, cosa che scandalizzò non poco i presenti ed ebbe un peso non indifferente nel processo per l&#8217;assassinio dell&#8217;arabo sulla spiaggia).<br />
Parentesi nella parentesi: della serie: farsi la barba o uccidere, che differenza c&#8217;è? (per gentile concessione del Vasco da bagno nazionale).<br />
Questo è palese nel finale, quando scrivi:</p>
<p>&#8211; Dico mà come se lei fosse presente e mi rivolgessi a lei &#8211; come quando mia madre mi telefonava in Francia e lasciava dei messaggi in segreteria che erano delle domande, ovvero presupponevano un interlocutore che evidentemente era assente. “Tutto a posto? Verrai a Natale? Se devi lavorare non fa nulla…” eh già. E io quando ascoltavo la registrazione le rispondevo &#8211; o ero tentato di replicarle &#8211; in differita -.</p>
<p>&#8220;Come se lei fosse presente&#8221;, &#8220;mi telefonava in Francia&#8221;, &#8220;messaggi in segreteria&#8221;, &#8220;interlocutore&#8230;assente&#8221;, &#8220;quando ascoltavo la registrazione&#8221;, &#8220;le rispondevo&#8230;in differita&#8221;.</p>
<p>Segnali chiari, che il testo sottolinea, di una distanza &#8211; o indifferenza &#8211; e della recisione di un legame ombelicale madre-figlio che solo nella morte &#8211; ovvero in absenti corpore &#8211; può essere ricostruito o vagheggiato nel pensiero.<br />
L&#8217;insistere sulle varie possibilità di traduzione è pretesto più che contesto, ed è anche questo spia della difficoltà di rapportarsi, a suo tempo, al &#8220;solido&#8221; di un rapporto mai giunto a pienezza o compimento.<br />
Le disquisizioni accademiche sul &#8220;deceduta&#8221; o &#8220;morta&#8221;, su &#8220;mamma&#8221; o &#8220;madre&#8221; rafforzano questa impressione, come se il tutto (la vita) potesse ridursi più o meno all&#8217;uso preciso dei termini corretti.<br />
Il rapporto tra &#8220;il marcio&#8221; (la morte) riferito agli intellettuali in traduzione (esiliati all&#8217;estero?) rispetto a un decesso concreto (quello della madrelingua) lo lascio a chi vorrò intervenire dopo.<br />
Comunque una bella lettura.<br />
(Segnalo un refuso: &#8220;Il riferimento alla lingua francese me l’ha suggerita&#8221;)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/30/oggi-e-morta-mia-madre-o-forse-ieri-non-so/#comment-101235</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 17:35:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;elaborazione del lutto è una pia illusione. Si puo&#039; solo rielaborare. &quot;Rivendere&quot; la propria grande sofferenza. La propria perdita indissolubile. Voglio ancora più bene a Francesco dopo aver letto questo pezzo, questo tenero squarcio, questo amore rigato d&#039;inchiostro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;elaborazione del lutto è una pia illusione. Si puo&#8217; solo rielaborare. &#8220;Rivendere&#8221; la propria grande sofferenza. La propria perdita indissolubile. Voglio ancora più bene a Francesco dopo aver letto questo pezzo, questo tenero squarcio, questo amore rigato d&#8217;inchiostro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: renatamorresi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/30/oggi-e-morta-mia-madre-o-forse-ieri-non-so/#comment-101229</link>

		<dc:creator><![CDATA[renatamorresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 16:27:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=11461#comment-101229</guid>

					<description><![CDATA[chapeau!

r]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>chapeau!</p>
<p>r</p>
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			</item>
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