dalla camera accanto. effeffe

2 dicembre 2008
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15 Responses to dalla camera accanto. effeffe

  1. soldato blu il 2 dicembre 2008 alle 11:36

    B
    Br
    Bra
    Brav
    Bravi
    Bravis
    Braviss
    Bravissi
    Bravissim
    Bravissimo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Effeffe
    Bravissim
    Bravissi
    Braviss
    Bravis
    Bravi
    Brav
    Bra
    Br

  2. teqnofobico il 2 dicembre 2008 alle 12:16

    la disparition de la fin du fin dû

  3. macondo il 2 dicembre 2008 alle 12:28

    Ho apprezzato il tuo sacrificio a una nuova antropofagia vocale. Con juicio, però, perché ci vuole un po’ a digerirla.

  4. sergio garufi il 2 dicembre 2008 alle 13:17

    sei in un periodo ispirato, bravo furlen.

  5. véronique vergé il 2 dicembre 2008 alle 17:07

    Bellissimo. Una voce che porta in sé la profundità di un fiume, la dolcezza dei ciottoli, la terra del sud come un giardino lavorato, la densità piena delle cose essenziale, forte, la sensualità di un murmuro,
    l’ombra languida del vento, la carezza leggera sul l’ultima parola come
    un orrizzonte di mare sospeso,
    una voce ferma, “rêveuse”, “flâneuse”
    una voce che diventa canto napoletano nello slittamento,
    come un’ armonia, un sogno,
    una voce di viaggiatore e di sognatore.

    Grazie

  6. ibridamenti il 3 dicembre 2008 alle 00:09

    ma io ti ringrazio. sono commossa. e mi complimento anche qui rubando il commento sopra

    B
    Br
    Bra
    Brav
    Bravi
    Bravis
    Braviss
    Bravissi
    Bravissim
    Bravissimo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Effeffe
    Bravissim
    Bravissi
    Braviss
    Bravis
    Bravi
    Brav
    Bra
    Br

    [maddalena]

  7. fabrizio il 3 dicembre 2008 alle 01:27

    Furlen, mi ricorda Eco, ma quello è il lato oscuro della lingua, il tuo quello luminoso.
    http://it.youtube.com/watch?v=FIMsxTsofMs

  8. franz krauspenhaar il 4 dicembre 2008 alle 17:42

    Che bella cosa. C’è tutto il Furlen intorno (citazione dai Matia Bazar, modestamente).

    Quoto Véronique. La lingua del flaneur, del “fare flanella”, come si dice nel nord di chi “batte la fiacca”, del viaggiatore. L’autodialetto di Furlen.

  9. franz krauspenhaar il 4 dicembre 2008 alle 18:08

    Bello, nell’autolingua furleniana.

  10. franz krauspenhaar il 4 dicembre 2008 alle 22:47

    Ecco, grazie al sistema (WordPress) due versioni dello stesso commento:

    1. critico affettuoso

    2. sintetico ma non poliestere. (perchè stanco di provare e riprovare a vuoto col tasto “invia”)

    3. questo.

  11. effeffe il 4 dicembre 2008 alle 23:16

    Franz tu sei la trinità dei monty pyton
    effeffe

  12. effeffe il 4 dicembre 2008 alle 23:17

    python!

  13. véronique vergé il 5 dicembre 2008 alle 10:59

    Grazie Franz per una parola che non conoscevo.

    A presto…

  14. helena il 7 dicembre 2008 alle 14:30

    Bello! Ma “tu sei la trinità dei Monty Python” è di più!!!!! (

  15. Giorgio Di Costanzo (Ischia) il 8 dicembre 2008 alle 18:42

    Torniamo alle cose serie, ragazzi: ricomponetevi. Un grande giovane (è nato nel 1913) BORIS PAHOR, con un bellissimo libro “Necropoli” (da leggere! da leggere! da leggere!) ha appena vinto il Premio (simbolico) dei Lettori di “Fahrenheit” su Radio3. Meno male che in giro troviamo ancora qualcosa (di decente) da leggere. Evviva il Grande Vecchio!!!



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