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	Commenti a: &#8220;Albertine&#8221; o l&#8217;inadeguatezza del realismo. Incontro con Rick Moody	</title>
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		<title>
		Di: paolo sciola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/07/albertine-o-linadeguatezza-del-realismo-incontro-con-rick-moody/#comment-102034</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo sciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 10:43:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[D&#039;accordo Loris, non conosco il resto della sua produzione (di Moody, dico).
Dunque il mio giudizio è per ovvie ragioni monco.
E&#039; che sono entrato in una fase in cui non sopporto più la letteratura fine a se stessa.
Né, del resto, ho mai sopportato i libri di intrattenimento (leggi best-seller).
L&#039;ideale sarebbe la via di mezzo, ovvero libri ben scritti, che non se la menano troppo, capaci nello stesso tempo di interessare il lettore.
Mi dirai che è pieno di questo tipo di produzioni.
Io non credo.
Raggiungere questo equilibrio è per chiunque scriva il risultato di una vita di dedizione.
Nel mio piccolo è quello che cerco di fare, lontano da tutto e da tutti.
Hemingway diceva che la letteratura è architettura, non arredamento interno.
Ecco: a me pare che Moody faccia molto arredamento e poca architettura, almeno in Purple America.
Dal poco che ho letto di D.F. Wallace mi pare che sia uno che scrive molto bene, meglio a mio parere di quanto non faccia Moody.
Naturalmente è un&#039;opinione come un&#039;altra.
Un saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo Loris, non conosco il resto della sua produzione (di Moody, dico).<br />
Dunque il mio giudizio è per ovvie ragioni monco.<br />
E&#8217; che sono entrato in una fase in cui non sopporto più la letteratura fine a se stessa.<br />
Né, del resto, ho mai sopportato i libri di intrattenimento (leggi best-seller).<br />
L&#8217;ideale sarebbe la via di mezzo, ovvero libri ben scritti, che non se la menano troppo, capaci nello stesso tempo di interessare il lettore.<br />
Mi dirai che è pieno di questo tipo di produzioni.<br />
Io non credo.<br />
Raggiungere questo equilibrio è per chiunque scriva il risultato di una vita di dedizione.<br />
Nel mio piccolo è quello che cerco di fare, lontano da tutto e da tutti.<br />
Hemingway diceva che la letteratura è architettura, non arredamento interno.<br />
Ecco: a me pare che Moody faccia molto arredamento e poca architettura, almeno in Purple America.<br />
Dal poco che ho letto di D.F. Wallace mi pare che sia uno che scrive molto bene, meglio a mio parere di quanto non faccia Moody.<br />
Naturalmente è un&#8217;opinione come un&#8217;altra.<br />
Un saluto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Loris R		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/07/albertine-o-linadeguatezza-del-realismo-incontro-con-rick-moody/#comment-101933</link>

		<dc:creator><![CDATA[Loris R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 09:31:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=11753#comment-101933</guid>

					<description><![CDATA[Ciao Paolo

Ognuno ha il diritto di farsi o non farsi piacere una cosa: dipende da cosa si cerca, sbaglio?

Se cerchi una trama bene congegnata non la troverai certo nei testi di Rick Moody, che viene da una tradizione di letteratura estetizzante, dove una frase scritta bene conta più di un colpo di scena. 

Anzi, in Moody si nota la stessa sfiducia nella fiction di David Foster Wallace: con sdegno prendono atto del fatto che oggi la fiction è il modo in cui le notizie e la pubblicità ci vengono propinate, e cercano altre vie d&#039;espressione. 

Personalmente  Rosso Americano non  ha fatto impazzire neanche me, però &quot;La più lucente corona d&#039;angeli in cielo&quot;, &quot;cercasi batterista: chiamare Alice&quot; e &quot;racconti di demonologia&quot; li ho trovati molto belli e godibili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Paolo</p>
<p>Ognuno ha il diritto di farsi o non farsi piacere una cosa: dipende da cosa si cerca, sbaglio?</p>
<p>Se cerchi una trama bene congegnata non la troverai certo nei testi di Rick Moody, che viene da una tradizione di letteratura estetizzante, dove una frase scritta bene conta più di un colpo di scena. </p>
<p>Anzi, in Moody si nota la stessa sfiducia nella fiction di David Foster Wallace: con sdegno prendono atto del fatto che oggi la fiction è il modo in cui le notizie e la pubblicità ci vengono propinate, e cercano altre vie d&#8217;espressione. </p>
<p>Personalmente  Rosso Americano non  ha fatto impazzire neanche me, però &#8220;La più lucente corona d&#8217;angeli in cielo&#8221;, &#8220;cercasi batterista: chiamare Alice&#8221; e &#8220;racconti di demonologia&#8221; li ho trovati molto belli e godibili.</p>
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		<title>
		Di: paolo sciola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/07/albertine-o-linadeguatezza-del-realismo-incontro-con-rick-moody/#comment-101923</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo sciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 23:40:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=11753#comment-101923</guid>

					<description><![CDATA[Non avevo mai letto niente di Moody.
La settimana scorsa ho comprato Rosso Americano (Purple America) al 50 per cento in una libreria remainders di Cagliari.
Pensavo d&#039;aver fatto un affare.
Bel libro Bompiani, narrativa americana contemporanea, possibilità di stare al passo con i tempi e valutare la concorrenza - si fa per dire - di là dall&#039;Atlantico.
Delusione somma dopo due o tre pagine.
Scrittura arzigogolata, non chiara, con pretese di farsi letteratura.
Un inutile e pretenzioso soffermarsi su descrizioni minime del disfacimento corporale materno non privo di un insano compiacimento nelle descrizioni.
Sono andato avanti, sperando fosse lo sfortunato inizio, il bisogno di oliare la ruota narrativa.
Manco per idea.
Il seguito era più o meno sulla stessa falsariga, se non peggio.
Totale assenza di plot e di chiarezza.
Mancanza di struttura, solo arredamento interno.
Cioè: un bel niente in mezzo con un sacco di contorno barocco, leggi fasullo. Parole su parole che nascondono il niente dell&#039;autore e la totale mancanza di idee.
Devo essere arrivato a pagina trenta, forse meno. Il mio masochismo non è riuscito ad amdare oltre.
Per ripicca, o per caso, mi è capitato sottomano un oscar Mondadori di una ventina d&#039;anni fa: Appuntamento a Samarra di John O&#039;Hara.
Che differenza.
Se penso agli editori italiani che si precipitano a tradurre ogni minima minchiatina che viene dall&#039;altra parte dell&#039;oceano e trascurano qualche buono scrittore indigeno che si dibatte da decenni per farsi pubblicare, mi viene il voltastomaco.
Oltre che un sorriso di sufficienza per l&#039;esterofilia nostrana.
Questo è quello che penso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non avevo mai letto niente di Moody.<br />
La settimana scorsa ho comprato Rosso Americano (Purple America) al 50 per cento in una libreria remainders di Cagliari.<br />
Pensavo d&#8217;aver fatto un affare.<br />
Bel libro Bompiani, narrativa americana contemporanea, possibilità di stare al passo con i tempi e valutare la concorrenza &#8211; si fa per dire &#8211; di là dall&#8217;Atlantico.<br />
Delusione somma dopo due o tre pagine.<br />
Scrittura arzigogolata, non chiara, con pretese di farsi letteratura.<br />
Un inutile e pretenzioso soffermarsi su descrizioni minime del disfacimento corporale materno non privo di un insano compiacimento nelle descrizioni.<br />
Sono andato avanti, sperando fosse lo sfortunato inizio, il bisogno di oliare la ruota narrativa.<br />
Manco per idea.<br />
Il seguito era più o meno sulla stessa falsariga, se non peggio.<br />
Totale assenza di plot e di chiarezza.<br />
Mancanza di struttura, solo arredamento interno.<br />
Cioè: un bel niente in mezzo con un sacco di contorno barocco, leggi fasullo. Parole su parole che nascondono il niente dell&#8217;autore e la totale mancanza di idee.<br />
Devo essere arrivato a pagina trenta, forse meno. Il mio masochismo non è riuscito ad amdare oltre.<br />
Per ripicca, o per caso, mi è capitato sottomano un oscar Mondadori di una ventina d&#8217;anni fa: Appuntamento a Samarra di John O&#8217;Hara.<br />
Che differenza.<br />
Se penso agli editori italiani che si precipitano a tradurre ogni minima minchiatina che viene dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano e trascurano qualche buono scrittore indigeno che si dibatte da decenni per farsi pubblicare, mi viene il voltastomaco.<br />
Oltre che un sorriso di sufficienza per l&#8217;esterofilia nostrana.<br />
Questo è quello che penso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Loris		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/07/albertine-o-linadeguatezza-del-realismo-incontro-con-rick-moody/#comment-101744</link>

		<dc:creator><![CDATA[Loris]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 13:33:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Franz!

Ovvio, sono d&#039;accordo con quello che dici. A me di Moody piace il lato junghiano. 

a presto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Franz!</p>
<p>Ovvio, sono d&#8217;accordo con quello che dici. A me di Moody piace il lato junghiano. </p>
<p>a presto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/07/albertine-o-linadeguatezza-del-realismo-incontro-con-rick-moody/#comment-101608</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 18:05:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto interessante. Il fantareale. C&#039;è da pensare alla nostra vita in bilico tra quotidiano novecentesco e virtualità della grande transizione epocale nella quale stiamo vivendo. Stiamo vivendo un grande momento. Non tutti i minuti sono di sessanta secondi. Il tempo è scandito da allucinazioni intermittenti che ci assorbono.
Bravo Loris Righetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante. Il fantareale. C&#8217;è da pensare alla nostra vita in bilico tra quotidiano novecentesco e virtualità della grande transizione epocale nella quale stiamo vivendo. Stiamo vivendo un grande momento. Non tutti i minuti sono di sessanta secondi. Il tempo è scandito da allucinazioni intermittenti che ci assorbono.<br />
Bravo Loris Righetto.</p>
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