<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Autismi 1 &#8211; Il mio lavoro	</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 20 Dec 2008 15:06:13 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
	<item>
		<title>
		Di: giacomo s.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/#comment-102226</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo s.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 15:06:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12120#comment-102226</guid>

					<description><![CDATA[naturalmente era &quot;a differenza di Franz K. non credo che potrei scrivere e basta&quot; non &quot;a differenza di Franz K. non credo che potrei scrivere&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>naturalmente era &#8220;a differenza di Franz K. non credo che potrei scrivere e basta&#8221; non &#8220;a differenza di Franz K. non credo che potrei scrivere&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giacomo s.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/#comment-102225</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo s.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 15:04:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12120#comment-102225</guid>

					<description><![CDATA[in realtà è una professione che esiste, anche se ovviamente nel racconto è un po&#039; trasformata; scienza del suolo (o pedologia), si chiama; gli adepti sono geologi, o anche agronomi (come lo sono io), o forestali, o laureati in scienze ambientali (in altri paesi esistono corsi di laurea specifici); e appunto è il mio lavoro; a differenza di Franz K. non credo che potrei scrivere; proprio perchè la letteratura mi prende troppo, e ho bisogno di fare altro; mi sento più vicino agli scrittori - ce ne sono tanti, e anche tra i migliori - che lavorano e hanno lavorato, spesso appunto in campi molto distanti dalla letteratura; naturalmente, e qui Franz ha ragione è molto difficile, e uno sogna di fare solo lo scrittore; ma appunto, non credo che io potrei; e francamente, mi sembra che molta della migliore narrativa narrativa italiana sia venuta dai margini, da persone cioè che (apparentemente) non fanno parte del mondo letterario; è questa una specificità della nostra narrativa (impensabile per es. nella letteratura francese!), che forse dovrebbe consolare un po&#039; gli scrittori come Franz che hanno una vita durissima; come dire, per me Franz potrebbe benissimo esserne orgoglioso;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in realtà è una professione che esiste, anche se ovviamente nel racconto è un po&#8217; trasformata; scienza del suolo (o pedologia), si chiama; gli adepti sono geologi, o anche agronomi (come lo sono io), o forestali, o laureati in scienze ambientali (in altri paesi esistono corsi di laurea specifici); e appunto è il mio lavoro; a differenza di Franz K. non credo che potrei scrivere; proprio perchè la letteratura mi prende troppo, e ho bisogno di fare altro; mi sento più vicino agli scrittori &#8211; ce ne sono tanti, e anche tra i migliori &#8211; che lavorano e hanno lavorato, spesso appunto in campi molto distanti dalla letteratura; naturalmente, e qui Franz ha ragione è molto difficile, e uno sogna di fare solo lo scrittore; ma appunto, non credo che io potrei; e francamente, mi sembra che molta della migliore narrativa narrativa italiana sia venuta dai margini, da persone cioè che (apparentemente) non fanno parte del mondo letterario; è questa una specificità della nostra narrativa (impensabile per es. nella letteratura francese!), che forse dovrebbe consolare un po&#8217; gli scrittori come Franz che hanno una vita durissima; come dire, per me Franz potrebbe benissimo esserne orgoglioso;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fanto		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/#comment-101958</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fanto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 13:14:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12120#comment-101958</guid>

					<description><![CDATA[A una prima lettura ho pensato che il protagonista fosse un geologo, ma il linguaggio usato dall&#039;autore è troppo semplice e poco tecnico. Inoltre non credo che i geologi scavino buche profonde con mani e piccone, anzichè con una pala meccanica.
Dopo averlo riletto, l&#039;unica spiegazione che ho trovato credibile è che il protagonista sia una specie di &quot;mago della terra&quot; che sezionandola riesce a prevederne la fertilità, nel caso di terreni coltivabili, o la stabilità, nel caso di terreno edificabile. Questo spiegherebbe la sua difficoltà nello spiegare il suo lavoro agli altri.  Però non sarebbe coerente il riferimento alle persone che fanno il suo stesso lavoro.
Sono un po&#039; confuso.

Per l&#039;autore: nell&#039;ultimo paragrafo c&#039;è un refuso (a meno che mi sfugga l&#039;eccezione alla regola grammaticale), dove è scritto &quot;...starò lì a riflettere a ciascuna delle fosse...&quot;, credo andrebbe scritto &quot;...starò lì a riflettere SU ciascuna delle fosse...&quot;.

Aspetto con ansia i prossimi racconti. 
Ciao grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A una prima lettura ho pensato che il protagonista fosse un geologo, ma il linguaggio usato dall&#8217;autore è troppo semplice e poco tecnico. Inoltre non credo che i geologi scavino buche profonde con mani e piccone, anzichè con una pala meccanica.<br />
Dopo averlo riletto, l&#8217;unica spiegazione che ho trovato credibile è che il protagonista sia una specie di &#8220;mago della terra&#8221; che sezionandola riesce a prevederne la fertilità, nel caso di terreni coltivabili, o la stabilità, nel caso di terreno edificabile. Questo spiegherebbe la sua difficoltà nello spiegare il suo lavoro agli altri.  Però non sarebbe coerente il riferimento alle persone che fanno il suo stesso lavoro.<br />
Sono un po&#8217; confuso.</p>
<p>Per l&#8217;autore: nell&#8217;ultimo paragrafo c&#8217;è un refuso (a meno che mi sfugga l&#8217;eccezione alla regola grammaticale), dove è scritto &#8220;&#8230;starò lì a riflettere a ciascuna delle fosse&#8230;&#8221;, credo andrebbe scritto &#8220;&#8230;starò lì a riflettere SU ciascuna delle fosse&#8230;&#8221;.</p>
<p>Aspetto con ansia i prossimi racconti.<br />
Ciao grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/#comment-101944</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 10:29:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12120#comment-101944</guid>

					<description><![CDATA[@andrea raos: le guide alpine spesso per arrotondare fanno disgaggi, un lavoro pesante e poco gratificante che preferirebbero sostituire sempre, potendo, con l&#039;accompagnamento di clienti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@andrea raos: le guide alpine spesso per arrotondare fanno disgaggi, un lavoro pesante e poco gratificante che preferirebbero sostituire sempre, potendo, con l&#8217;accompagnamento di clienti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea raos		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/#comment-101932</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 09:01:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12120#comment-101932</guid>

					<description><![CDATA[visto che non sapevo cosa fosse sono andato a cercare, magari interessa anche a qualcun altro:

&quot;Il disgaggiatore (o anche disgaggista) esegue la pulizia e la messa in sicurezza di pareti rocciose e pendii, sui quali provvede alla rimozione manuale di materiale pericolante come sassi, arbusti o piante d&#039;alto fusto. Il lavoro, richiesto per lo più dagli enti pubblici, viene svolto spesso in situazioni estreme e richiede una buona preparazione alpinistica.&quot;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>visto che non sapevo cosa fosse sono andato a cercare, magari interessa anche a qualcun altro:</p>
<p>&#8220;Il disgaggiatore (o anche disgaggista) esegue la pulizia e la messa in sicurezza di pareti rocciose e pendii, sui quali provvede alla rimozione manuale di materiale pericolante come sassi, arbusti o piante d&#8217;alto fusto. Il lavoro, richiesto per lo più dagli enti pubblici, viene svolto spesso in situazioni estreme e richiede una buona preparazione alpinistica.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paolo sciola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/#comment-101913</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo sciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 21:02:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12120#comment-101913</guid>

					<description><![CDATA[Ottimo pezzo, specie se paragonato agli standard attuali della  letteratura italiana, ovvero a ciò che passa il convento (praticamente niente, specie in termini di short stories - ma forse sono io che non ho i soldi per credere a ciò che pubblicano i ragazzi dell&#039;editoria).
Ti dirò: l&#039;ho letto qualche ora fa e sono arrivato tranquillamente alla fine. L&#039;ho fatto con gusto e ammirazione per la scrittura semplice (?) e l&#039;impianto - leggi la dichiarazione d&#039;intenti - ben presente nella prima frase. Aspettavo di coglierti in fallo e di processarti interiormente alla prima debolezza, alla prima parola o aggettivo sbagliato.
Questo non è accaduto. Sono arrivato alla fine. Sperando che non rivelassi quale fosse in realtà il mestiere dello scavafossi/e. Ho pensato: se mi dice che mestiere è questo di scavare buche gratuite allora fa crollare tutto ciò che ha detto così bene prima.
Sono arrivato con terrore all&#039;ultima riga, sperando che non ti tradissi.
Sei uno scrittore vero: non lo hai fatto.
Poi.
Dopo tre ore sono tornato qui.
Nel frattempo sono successe varie cose - lo dico per sincerità di cronaca - allo sfortunato tuo commentatore.
Un paio di birre solitarie, mezzo pacchetto di Benson blu e alcune escursioni internettiane a rincorrere le ultime imprese americane di Marco Bellinelli .
Non sono bolognese, nemmeno un appassionato di basket, ogni tanto però mi fisso con queste cose.
E&#039; che come italiani siamo abbastanza svalutati nel mondo, specie per il modo ignorante in cui vota la maggioranza dei nostri connazionali.
Se c&#039;è qualcuno che si segnala per essere andato a segno con un tiro dietro il tabellone, allora mi fa piacere leggerne i commenti.
Rileggendo il racconto - e sapendo il finale o la mancanza di finale - ho continuato a ammirare il modo, meno il contenuto o la metafora generale che contiene.
In fondo, vuoi dire, siamo tutti qui a scavare buche.
Se, anziché nella terra, tu avessi scritto che facciamo buchi nell&#039;acqua
avresti detto più o meno lo stesso.
Come in fondo fa, o crede di fare, chiunque scriva. Nel senso che ci scaviamo la fossa da noi stessi: una fossa bellissima e inutile e incomprensibile agli altri, specie a chi ci sta vicino - gli occhi di ghiaccio della moglie, come dici.
Ecco: letto in questi termini, il racconto acquista a posteriori valenze e significati (sono la stessa cosa) universali, validi per qualsiasi mestiere o occupazione umani (che brutto questo umani, io avrei scritto umana, poi magari qualche bella testa piena di grammatica o sintassi m&#039;avrebbe bacchettato sulle dita).
Sto pensando al mestiere di Berlusconi, per esempio. Scavare buche, o donne, è il sogno preterintenzionale di qualsiasi maschietto ancora in grado di prodursi in erezione.
Ma è anche il sogno del metronotte, per esempio - scavare buche nel buio. Il sogno di tutti quanti. Tutti scaviamo buche, per amore o per soldi o per forza. O per la nostra gloria presunta. In fondo l&#039;idea è quella di mettere il nostro ditino timido nell&#039;acqua, a farci circondare.
Abbiamo bisogno di costruirci il nostro mausoleo.
A misura d&#039;uomo o di cadavere (il metro da falegname).
La terra, il fango, lo sporcarsi sono inevitabili incidenti di percorso: il calarsi nell&#039;inferno.
La prima frase è questa: &quot;Il mio lavoro consiste nel fare dei buchi nella terra&quot;.
L&#039;Ultima: &quot;O forse giacerò anch&#039;io già (?) nella terra&quot;.
In fondo il vivere.
Niente di più che morire lentamente e scavarsi piano la propria fossa.
O lo scrivere.
Sperando di trovarci o non, di tanto in tanto, qualche essere vivente che ci sia caduto dentro inavvertitamente (l&#039;unico sussulto, come lettore, l&#039;ho avvertito quando hai citato l&#039;aspide mimetizzata nella sabbia - anche tu a un certo punto ti sei chiesto se non mancasse un po&#039; di vita vera e quale fosse il modo si suscitare una reazione).
Domani o dopo ti dirò di cosa non mi è piaciuto (è tanto).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo pezzo, specie se paragonato agli standard attuali della  letteratura italiana, ovvero a ciò che passa il convento (praticamente niente, specie in termini di short stories &#8211; ma forse sono io che non ho i soldi per credere a ciò che pubblicano i ragazzi dell&#8217;editoria).<br />
Ti dirò: l&#8217;ho letto qualche ora fa e sono arrivato tranquillamente alla fine. L&#8217;ho fatto con gusto e ammirazione per la scrittura semplice (?) e l&#8217;impianto &#8211; leggi la dichiarazione d&#8217;intenti &#8211; ben presente nella prima frase. Aspettavo di coglierti in fallo e di processarti interiormente alla prima debolezza, alla prima parola o aggettivo sbagliato.<br />
Questo non è accaduto. Sono arrivato alla fine. Sperando che non rivelassi quale fosse in realtà il mestiere dello scavafossi/e. Ho pensato: se mi dice che mestiere è questo di scavare buche gratuite allora fa crollare tutto ciò che ha detto così bene prima.<br />
Sono arrivato con terrore all&#8217;ultima riga, sperando che non ti tradissi.<br />
Sei uno scrittore vero: non lo hai fatto.<br />
Poi.<br />
Dopo tre ore sono tornato qui.<br />
Nel frattempo sono successe varie cose &#8211; lo dico per sincerità di cronaca &#8211; allo sfortunato tuo commentatore.<br />
Un paio di birre solitarie, mezzo pacchetto di Benson blu e alcune escursioni internettiane a rincorrere le ultime imprese americane di Marco Bellinelli .<br />
Non sono bolognese, nemmeno un appassionato di basket, ogni tanto però mi fisso con queste cose.<br />
E&#8217; che come italiani siamo abbastanza svalutati nel mondo, specie per il modo ignorante in cui vota la maggioranza dei nostri connazionali.<br />
Se c&#8217;è qualcuno che si segnala per essere andato a segno con un tiro dietro il tabellone, allora mi fa piacere leggerne i commenti.<br />
Rileggendo il racconto &#8211; e sapendo il finale o la mancanza di finale &#8211; ho continuato a ammirare il modo, meno il contenuto o la metafora generale che contiene.<br />
In fondo, vuoi dire, siamo tutti qui a scavare buche.<br />
Se, anziché nella terra, tu avessi scritto che facciamo buchi nell&#8217;acqua<br />
avresti detto più o meno lo stesso.<br />
Come in fondo fa, o crede di fare, chiunque scriva. Nel senso che ci scaviamo la fossa da noi stessi: una fossa bellissima e inutile e incomprensibile agli altri, specie a chi ci sta vicino &#8211; gli occhi di ghiaccio della moglie, come dici.<br />
Ecco: letto in questi termini, il racconto acquista a posteriori valenze e significati (sono la stessa cosa) universali, validi per qualsiasi mestiere o occupazione umani (che brutto questo umani, io avrei scritto umana, poi magari qualche bella testa piena di grammatica o sintassi m&#8217;avrebbe bacchettato sulle dita).<br />
Sto pensando al mestiere di Berlusconi, per esempio. Scavare buche, o donne, è il sogno preterintenzionale di qualsiasi maschietto ancora in grado di prodursi in erezione.<br />
Ma è anche il sogno del metronotte, per esempio &#8211; scavare buche nel buio. Il sogno di tutti quanti. Tutti scaviamo buche, per amore o per soldi o per forza. O per la nostra gloria presunta. In fondo l&#8217;idea è quella di mettere il nostro ditino timido nell&#8217;acqua, a farci circondare.<br />
Abbiamo bisogno di costruirci il nostro mausoleo.<br />
A misura d&#8217;uomo o di cadavere (il metro da falegname).<br />
La terra, il fango, lo sporcarsi sono inevitabili incidenti di percorso: il calarsi nell&#8217;inferno.<br />
La prima frase è questa: &#8220;Il mio lavoro consiste nel fare dei buchi nella terra&#8221;.<br />
L&#8217;Ultima: &#8220;O forse giacerò anch&#8217;io già (?) nella terra&#8221;.<br />
In fondo il vivere.<br />
Niente di più che morire lentamente e scavarsi piano la propria fossa.<br />
O lo scrivere.<br />
Sperando di trovarci o non, di tanto in tanto, qualche essere vivente che ci sia caduto dentro inavvertitamente (l&#8217;unico sussulto, come lettore, l&#8217;ho avvertito quando hai citato l&#8217;aspide mimetizzata nella sabbia &#8211; anche tu a un certo punto ti sei chiesto se non mancasse un po&#8217; di vita vera e quale fosse il modo si suscitare una reazione).<br />
Domani o dopo ti dirò di cosa non mi è piaciuto (è tanto).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cristiano prakash		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/#comment-101881</link>

		<dc:creator><![CDATA[cristiano prakash]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 09:51:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12120#comment-101881</guid>

					<description><![CDATA[ho avuto modo di apprezzare sartori grazie a biondillo che qui consigliò &quot;sacrificio&quot;.
apprezzamento confermato.
@véronique: katia è la moglie del cugino, quella che..... col biondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho avuto modo di apprezzare sartori grazie a biondillo che qui consigliò &#8220;sacrificio&#8221;.<br />
apprezzamento confermato.<br />
@véronique: katia è la moglie del cugino, quella che&#8230;.. col biondo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zang		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/#comment-101877</link>

		<dc:creator><![CDATA[zang]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 08:50:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12120#comment-101877</guid>

					<description><![CDATA[Perfetto, Andrea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perfetto, Andrea.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/#comment-101844</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 15:00:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12120#comment-101844</guid>

					<description><![CDATA[Invece trovo un vincolo con i romanzi, anche se l&#039;ultima ha una scrittura syncopée.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invece trovo un vincolo con i romanzi, anche se l&#8217;ultima ha una scrittura syncopée.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/autismi-1-il-mio-lavoro/#comment-101842</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 13:54:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12120#comment-101842</guid>

					<description><![CDATA[Un altro tono e un&#039;altro modo rispetto ai romanzi, questo racconto di Sartori: perfettamente nitido e preciso, e perfettamente elusivo. E divertente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro tono e un&#8217;altro modo rispetto ai romanzi, questo racconto di Sartori: perfettamente nitido e preciso, e perfettamente elusivo. E divertente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-06-24 20:48:43 by W3 Total Cache
-->