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	Commenti a: Il mercato degli organi: il buco nero della globalizzazione	</title>
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		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 19:26:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cari Giuseppe e Nerina Negrello,ritorno a vedere e trovo questo agghiacciante decreto a confermare ulteriormente ed evidentemente la mia nesperienza ed una direzione del sistema Sanità che non posso che biasimare. Per motivi di equilibrio personali finora ho cercato di darmi in azioni &quot;civili&quot; di altro ambito, ma forse può invece essere utile unirsi. Anche se ovviamente io sono ricattabile perché malata per sempre potrei essere disponibile non solo a raccontare e testimoniare, ma anche a cercare i modi per rendere ciò piu&#039; incisivo. Si deve cominciare a pensare a meccanismi di tutela ulteriori per trovare nuove regole ora indispensabili o trovare il modo di dimostrare le violazioni che quotidianamente avvengono in ogni ambito. C&#039;è un modo utile di cercare prove che non siano finalizzate al solito cercare risarcimenti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cari Giuseppe e Nerina Negrello,ritorno a vedere e trovo questo agghiacciante decreto a confermare ulteriormente ed evidentemente la mia nesperienza ed una direzione del sistema Sanità che non posso che biasimare. Per motivi di equilibrio personali finora ho cercato di darmi in azioni &#8220;civili&#8221; di altro ambito, ma forse può invece essere utile unirsi. Anche se ovviamente io sono ricattabile perché malata per sempre potrei essere disponibile non solo a raccontare e testimoniare, ma anche a cercare i modi per rendere ciò piu&#8217; incisivo. Si deve cominciare a pensare a meccanismi di tutela ulteriori per trovare nuove regole ora indispensabili o trovare il modo di dimostrare le violazioni che quotidianamente avvengono in ogni ambito. C&#8217;è un modo utile di cercare prove che non siano finalizzate al solito cercare risarcimenti?</p>
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		<title>
		Di: giuseppe catozzella		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giuseppe catozzella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 15:03:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molte grazie per la pubblicazione di questo comunicato stampa della Lega contro la predazione di organi, che mette in evidenza un altro aspetto strettamente legato al travagliatissimo tema degli espianti nei nostri ospedali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molte grazie per la pubblicazione di questo comunicato stampa della Lega contro la predazione di organi, che mette in evidenza un altro aspetto strettamente legato al travagliatissimo tema degli espianti nei nostri ospedali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lega antipredazione		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/19/il-mercato-degli-organi-il-buco-nero-della-globalizzazione/#comment-102755</link>

		<dc:creator><![CDATA[lega antipredazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 02:38:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24124 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
lega.nazionale@antipredazione.org
www.antipredazione.org
nata nel 1985

COMUNICATO STAMPA
 Anno XXIV n.13
2 Luglio 2008

NUOVO DECRETO PER FACILITARE LA DICHIARAZIONE
DI MORTE CEREBRALE E PROCACCIARE ORGANI PER TRAPIANTO
Estese indagini strumentali invasive per cercare segni di morte e non quelli di vita

Di nascosto, nel silenzio totale per paura di un dibattito pubblico, nell&#039;omertà e collusione delle istituzioni sanitarie è stato emesso dall&#039;ex Ministra Livia Turco il decreto 11 Aprile 2008 «Aggiornamento del decreto 22 agosto 1994, n. 582 relativo al: “Regolamento recante le modalità per l&#039;accertamento e la certificazione di morte”». Proprio ad un giorno dalla votazione del 13 aprile 2008 per l&#039;elezione del nuovo Governo: prassi illecita e quindi impugnabile. Il decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 136 del 12/06/2008 ed entrato in vigore il 28/06/2008, va a semplificare il già infame decreto n. 582/94 per la dichiarazione di cosiddetta “morte cerebrale” a cuore battente.

Norma voluta dal Centro Nazionale Trapianti (Nanni Costa e le lobby trapiantistiche istituzionali), con l&#039;alibi dello sviluppo tecnologico e strumentale, che ha predisposto e imposto nel totale arbitrio medico, in assenza di consenso, “indagini strumentali del flusso ematico cerebrale”, dannose per i pazienti, facendo assurgere tali indagini (angiografia cerebrale, ecc.) ad esami risolutivi in caso di difficoltà di diagnosi. Inevitabili le complicanze legate a questa metodica invasiva e pericolosa (anche mortale) e gli effetti collaterali dei mezzi di contrasto utilizzati, come ampiamente documentato nella letteratura internazionale specifica. Tale esame su soggetto con lesioni cerebrali è da condannare.
Proprio per questo motivo si crea un conflitto di interessi per i medici che eseguono tali esami, che nell&#039;ammettere la presenza di flusso cerebrale andrebbero incontro alla denuncia dei parenti che possono contestare l&#039;esposizione del malato ad un grave rischio non giustificato e non finalizzato al suo interesse ma all&#039;espianto.
A tal proposito il prof. Dr Massimo Bondì, patologo e chirurgo generale, del Comitato medico- scientifico della Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi afferma: “E&#039; un insulto alla vita, perché iniettare un liquido di contrasto concentrato nelle arterie endocraniche, dove c&#039;è già un edema e un ematoma, vuol dire aumentare la pressione endocranica e l&#039;edema stesso, attuando così proprio il contrario di quello che una terapia medica finalizzata alla vitalità del tessuto cerebrale richiederebbe... Questa norma trasforma il medico in strumento di morte anziché di vita... Al contrario, infatti, in questi casi si deve eseguire un drenaggio trans-cranico tubulare aspirativo precoce dell&#039;ematoma, il più precoce possibile, atto a diminuire l&#039;ipertensione endocranica che porta, se non risolta, alla dichiarazione di “morte cerebrale”.
La corsa verso la “morte cerebrale” è data dalla riduzione dei controlli da tre a due, all&#039;inizio e alla fine delle 6 ore del periodo di “osservazione”; riduzione a 6 ore anche per i bambini, contro le 12/24 del precedente regolamento per l&#039;utilizzo dell&#039;indagine del flusso ematico encefalico. Nel caso di “danno cerebrale anossico” cade l&#039;obbligo delle 24 ore di attesa prima dell&#039;inizio della osservazione se si ricorre alle indagini invasive del flusso ematico cerebrale. Si sviluppa il mercato immaginologico: per l&#039;elettroencefalogramma (EEG) si introduce l&#039;utilizzo di strumentazione digitale che non mette però al riparo da errori e da possibili falsificazioni. Inoltre si conferma nel decreto Turco il “test dell&#039;apnea”, già denunciato a livello internazionale come lesivo per il paziente.
La Turco si è avvalsa della L.578/93 art. 2 c.3 che attribuisce al Ministro della Sanità, escludendo il Parlamento, la facoltà di modificare i protocolli per la dichiarazione di “morte cerebrale”. Chiediamo all&#039;attuale Ministro On. Maurizio Sacconi di valersi della stessa legge per emettere un nuovo decreto che anteponga l&#039;interesse dei malati in rianimazione a quello del procacciamento di organi per trapianto, sentite le associazioni dei cittadini coinvolte, come la nostra attiva dal 1985.

Consiglio Direttivo
Presidente
Nerina Negrello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI<br />
E LA MORTE A CUORE BATTENTE<br />
24124 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22<br />
Tel. 035-219255 &#8211; Telefax 035-235660<br />
<a href="mailto:lega.nazionale@antipredazione.org">lega.nazionale@antipredazione.org</a><br />
<a href="http://www.antipredazione.org" rel="nofollow ugc">http://www.antipredazione.org</a><br />
nata nel 1985</p>
<p>COMUNICATO STAMPA<br />
 Anno XXIV n.13<br />
2 Luglio 2008</p>
<p>NUOVO DECRETO PER FACILITARE LA DICHIARAZIONE<br />
DI MORTE CEREBRALE E PROCACCIARE ORGANI PER TRAPIANTO<br />
Estese indagini strumentali invasive per cercare segni di morte e non quelli di vita</p>
<p>Di nascosto, nel silenzio totale per paura di un dibattito pubblico, nell&#8217;omertà e collusione delle istituzioni sanitarie è stato emesso dall&#8217;ex Ministra Livia Turco il decreto 11 Aprile 2008 «Aggiornamento del decreto 22 agosto 1994, n. 582 relativo al: “Regolamento recante le modalità per l&#8217;accertamento e la certificazione di morte”». Proprio ad un giorno dalla votazione del 13 aprile 2008 per l&#8217;elezione del nuovo Governo: prassi illecita e quindi impugnabile. Il decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 136 del 12/06/2008 ed entrato in vigore il 28/06/2008, va a semplificare il già infame decreto n. 582/94 per la dichiarazione di cosiddetta “morte cerebrale” a cuore battente.</p>
<p>Norma voluta dal Centro Nazionale Trapianti (Nanni Costa e le lobby trapiantistiche istituzionali), con l&#8217;alibi dello sviluppo tecnologico e strumentale, che ha predisposto e imposto nel totale arbitrio medico, in assenza di consenso, “indagini strumentali del flusso ematico cerebrale”, dannose per i pazienti, facendo assurgere tali indagini (angiografia cerebrale, ecc.) ad esami risolutivi in caso di difficoltà di diagnosi. Inevitabili le complicanze legate a questa metodica invasiva e pericolosa (anche mortale) e gli effetti collaterali dei mezzi di contrasto utilizzati, come ampiamente documentato nella letteratura internazionale specifica. Tale esame su soggetto con lesioni cerebrali è da condannare.<br />
Proprio per questo motivo si crea un conflitto di interessi per i medici che eseguono tali esami, che nell&#8217;ammettere la presenza di flusso cerebrale andrebbero incontro alla denuncia dei parenti che possono contestare l&#8217;esposizione del malato ad un grave rischio non giustificato e non finalizzato al suo interesse ma all&#8217;espianto.<br />
A tal proposito il prof. Dr Massimo Bondì, patologo e chirurgo generale, del Comitato medico- scientifico della Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi afferma: “E&#8217; un insulto alla vita, perché iniettare un liquido di contrasto concentrato nelle arterie endocraniche, dove c&#8217;è già un edema e un ematoma, vuol dire aumentare la pressione endocranica e l&#8217;edema stesso, attuando così proprio il contrario di quello che una terapia medica finalizzata alla vitalità del tessuto cerebrale richiederebbe&#8230; Questa norma trasforma il medico in strumento di morte anziché di vita&#8230; Al contrario, infatti, in questi casi si deve eseguire un drenaggio trans-cranico tubulare aspirativo precoce dell&#8217;ematoma, il più precoce possibile, atto a diminuire l&#8217;ipertensione endocranica che porta, se non risolta, alla dichiarazione di “morte cerebrale”.<br />
La corsa verso la “morte cerebrale” è data dalla riduzione dei controlli da tre a due, all&#8217;inizio e alla fine delle 6 ore del periodo di “osservazione”; riduzione a 6 ore anche per i bambini, contro le 12/24 del precedente regolamento per l&#8217;utilizzo dell&#8217;indagine del flusso ematico encefalico. Nel caso di “danno cerebrale anossico” cade l&#8217;obbligo delle 24 ore di attesa prima dell&#8217;inizio della osservazione se si ricorre alle indagini invasive del flusso ematico cerebrale. Si sviluppa il mercato immaginologico: per l&#8217;elettroencefalogramma (EEG) si introduce l&#8217;utilizzo di strumentazione digitale che non mette però al riparo da errori e da possibili falsificazioni. Inoltre si conferma nel decreto Turco il “test dell&#8217;apnea”, già denunciato a livello internazionale come lesivo per il paziente.<br />
La Turco si è avvalsa della L.578/93 art. 2 c.3 che attribuisce al Ministro della Sanità, escludendo il Parlamento, la facoltà di modificare i protocolli per la dichiarazione di “morte cerebrale”. Chiediamo all&#8217;attuale Ministro On. Maurizio Sacconi di valersi della stessa legge per emettere un nuovo decreto che anteponga l&#8217;interesse dei malati in rianimazione a quello del procacciamento di organi per trapianto, sentite le associazioni dei cittadini coinvolte, come la nostra attiva dal 1985.</p>
<p>Consiglio Direttivo<br />
Presidente<br />
Nerina Negrello</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe catozzella		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/19/il-mercato-degli-organi-il-buco-nero-della-globalizzazione/#comment-102689</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe catozzella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 22:11:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, mabo, per la segnalazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, mabo, per la segnalazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mabo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/19/il-mercato-degli-organi-il-buco-nero-della-globalizzazione/#comment-102654</link>

		<dc:creator><![CDATA[mabo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 23:37:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Argomento interessante e senz&#039;altro attuale , ma non sconosciuto in un recente passato. Sarà poca cosa ma vi invito a guardare un film del 1978 COMA PROFONDO , la sua visione può esercitare uno stimolo alla riflessione sull&#039;argomento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Argomento interessante e senz&#8217;altro attuale , ma non sconosciuto in un recente passato. Sarà poca cosa ma vi invito a guardare un film del 1978 COMA PROFONDO , la sua visione può esercitare uno stimolo alla riflessione sull&#8217;argomento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/19/il-mercato-degli-organi-il-buco-nero-della-globalizzazione/#comment-102402</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 10:23:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Giuseppe, non mi ero posta il problema, anche perché tecnico di qualcosa di cui capisco poco. Non lo so, so che si discute e si pone il problema che negli Stati Uniti i medici prescrivono troppi esami per paura di denunce. Forse però romperebbe l&#039;omertà e aiuterebbe almeno in fase iniziale per paura di condividere responsabilità. Mi pongo spesso anche il problema di operatori sanitari che devono avere riconosciuto il &quot;diritto&quot; a una certa dose di errori. Intendo che non possono essere equiparati  errori anche tragici che si possono ridurre ma non eliminare a una abituale sciatteria e inadeguatezza pigra e furba se non direttamente criminale. Come avere dei controlli più stretti in ospedale se il controllo dell&#039;inetra documentazione passa solo per loro e io non posso neanche sapere cosa hanno visto nella mia radiografia se non mesi dopo. Forse alcune norme andavano bene per un sistema in cui si può scegliere e decidere che il professionista che non ti da le sufficienti informazioni e trattamento trasparente venga evitato, ma il sistema non permette questo che in casi molto rari e in generale in situazioni tranquille. Il mio dubbio e sconforto viene dal vedere che si è veramente impotenti anche solo a dire che la notte un infermiere stava per infilarti un agocannula che era caduto in mezzo al sangue del tuo drenaggio, io ho due originali di analisi di cui avevo chiesto una copia perché illeggibile totalmente datami da un medico cinque minuti dopo che l&#039;avevo chiesta (hanno due diciture diverse ma a stessa firma dell&#039;analista del laboratorio). Tutte queste cose dovrei poterle dimostrare e qui la responsabilità della struttura dovrebbe accorpare ogni singola mancanza in modo da renderla una invece che i mille rivoli di ogni singolo operatore. Ma come far sì che io possa dimostrare certi comportamenti e insieme proteggere giustamente da calunnie?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giuseppe, non mi ero posta il problema, anche perché tecnico di qualcosa di cui capisco poco. Non lo so, so che si discute e si pone il problema che negli Stati Uniti i medici prescrivono troppi esami per paura di denunce. Forse però romperebbe l&#8217;omertà e aiuterebbe almeno in fase iniziale per paura di condividere responsabilità. Mi pongo spesso anche il problema di operatori sanitari che devono avere riconosciuto il &#8220;diritto&#8221; a una certa dose di errori. Intendo che non possono essere equiparati  errori anche tragici che si possono ridurre ma non eliminare a una abituale sciatteria e inadeguatezza pigra e furba se non direttamente criminale. Come avere dei controlli più stretti in ospedale se il controllo dell&#8217;inetra documentazione passa solo per loro e io non posso neanche sapere cosa hanno visto nella mia radiografia se non mesi dopo. Forse alcune norme andavano bene per un sistema in cui si può scegliere e decidere che il professionista che non ti da le sufficienti informazioni e trattamento trasparente venga evitato, ma il sistema non permette questo che in casi molto rari e in generale in situazioni tranquille. Il mio dubbio e sconforto viene dal vedere che si è veramente impotenti anche solo a dire che la notte un infermiere stava per infilarti un agocannula che era caduto in mezzo al sangue del tuo drenaggio, io ho due originali di analisi di cui avevo chiesto una copia perché illeggibile totalmente datami da un medico cinque minuti dopo che l&#8217;avevo chiesta (hanno due diciture diverse ma a stessa firma dell&#8217;analista del laboratorio). Tutte queste cose dovrei poterle dimostrare e qui la responsabilità della struttura dovrebbe accorpare ogni singola mancanza in modo da renderla una invece che i mille rivoli di ogni singolo operatore. Ma come far sì che io possa dimostrare certi comportamenti e insieme proteggere giustamente da calunnie?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe catozzella		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/19/il-mercato-degli-organi-il-buco-nero-della-globalizzazione/#comment-102351</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe catozzella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 14:35:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Lucia: io credo che sia certo che una delle prime misure da adottare dovrebbe essere una stretta ai controlli in ospedale. Potrebbe servire, secondo te, se anche in Italia, al posto della responsabilità civile/penale dell&#039;ospedale nel quale il medico opera si sostituisse - come nei Paesi anglosassoni - la responsabilità del singolo medico? Che ogni medico si doti della propria assicurazione privata e che sia lui e solo lui a essere chiamato in causa in prima persona in caso di contenzioso, e non la struttura in cui opera? 
A Giocatore d&#039;Azzardo: anche io ho vissuto a lungo all&#039;estero, e i paragoni sui temi corruzione-burocrazia-libertà d&#039;espressione e stampa-criminalità organizzata-meritocrazia sono quasi ridicoli. Ma, per ora, resto, e credo nel potere della parola, se ci si vuole far contagiare!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Lucia: io credo che sia certo che una delle prime misure da adottare dovrebbe essere una stretta ai controlli in ospedale. Potrebbe servire, secondo te, se anche in Italia, al posto della responsabilità civile/penale dell&#8217;ospedale nel quale il medico opera si sostituisse &#8211; come nei Paesi anglosassoni &#8211; la responsabilità del singolo medico? Che ogni medico si doti della propria assicurazione privata e che sia lui e solo lui a essere chiamato in causa in prima persona in caso di contenzioso, e non la struttura in cui opera?<br />
A Giocatore d&#8217;Azzardo: anche io ho vissuto a lungo all&#8217;estero, e i paragoni sui temi corruzione-burocrazia-libertà d&#8217;espressione e stampa-criminalità organizzata-meritocrazia sono quasi ridicoli. Ma, per ora, resto, e credo nel potere della parola, se ci si vuole far contagiare!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Il mercato degli organi: il buco nero della globalizzazione - ScrittInediti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/19/il-mercato-degli-organi-il-buco-nero-della-globalizzazione/#comment-102311</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il mercato degli organi: il buco nero della globalizzazione - ScrittInediti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 22:08:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] di Giuseppe Catozzella Fonte: Nazione Indiana (link all&#8217;articolo) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] di Giuseppe Catozzella Fonte: Nazione Indiana (link all&#8217;articolo) [&#8230;]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/19/il-mercato-degli-organi-il-buco-nero-della-globalizzazione/#comment-102273</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 00:14:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un gran bel lavoro e complimenti. E&#039; vero: dobbiamo parlarne, ma senza cercare il sensazionalismo, che muore dopo 15 minuti, ma per creare il fiume della consapevolezza. Questo paese è un paese corrotto, a tutti i livelli, e non rimane altro da fare che provare a cambiarlo o andarsene. Me ne sono già andato una volta e non mi dispiacerebbe, dopo essere tornato, vederlo finalmente cambiare. Ma non sono ottimista e vivo con le valigie.

Blackjack]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un gran bel lavoro e complimenti. E&#8217; vero: dobbiamo parlarne, ma senza cercare il sensazionalismo, che muore dopo 15 minuti, ma per creare il fiume della consapevolezza. Questo paese è un paese corrotto, a tutti i livelli, e non rimane altro da fare che provare a cambiarlo o andarsene. Me ne sono già andato una volta e non mi dispiacerebbe, dopo essere tornato, vederlo finalmente cambiare. Ma non sono ottimista e vivo con le valigie.</p>
<p>Blackjack</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/19/il-mercato-degli-organi-il-buco-nero-della-globalizzazione/#comment-102262</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 11:04:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho riflettuto questa notte su quello che avete scritto e anche sui miei commenti che sono sempre turbati dal mio trasporto al riguardo e perdono fuoco e a volte derivano.  
1. il primo è un problema culturale ed a quello mi riferisco quando parlo della cultura del limite e in un altro post quando citavo l&#039;umanesimo compassionevole di cui parla Fernando Bárcena  ne La sfinge muta L’apprendimento del dolore dopo Auschwitz. E&#039; agghiacciante vivere sapendo che quasi certamente non ci sarai più e trovare il modo di non esserne stravolti al punto di essere disposti a tutto (aiuterebbe  essere accolti e visti e rispettati e come già dicevo anche ignorati &quot;sanamente&quot;) sarebbe  o forse è una assoluta utopia anche se da perseguire anche perché non vale solo quando è in gioco la tua vita o quella di tuo figlio ma in ogni ambito in cui si possa avere frustrazione. Continuo a pensare che l&#039;Italia è marcia e corrotta anche perché la meritocrazia sono i mediocri a non volerla, e anche eccellenti quache volta saremo dei mediocri di fronte a uno più bravo che si merita il posto che vorremmo anche noi. Siamo sicuri di volere e desiderare e sentire anche solo il senso giusto di avere uno più bravo che ci passa davanti e magari sentire anche il piacere della sua bravura? 
2.  Se non ci si può e non si potrà mai affidarsi solo alla &quot;cultura&quot; degli umani, come fare ad almeno contenere pratiche aberranti? Se io che ho 35 kg di esami e resoconti non riesco a far guardare neanche il semplice certificato che dice che ho una patologia mortale talmente rara da non essere ancora mai stata riportata in alcuna pubblicazione quando sono ricoverata d&#039;urgenza  e anche se lucida e cosciente sono totalmente impotente anche a testimoniare quello che avviene e mi ha resa da difficile a praticamente intrattabile e inoperabile, cosa devo pensare di ciò che può avvenire quando nemmeno si è coscienti? Dal punto di vista delle inchieste mi informerò della tua, ma sempre dal punto di vista del paziente non c&#039;è la minima possibilità ( o almeno io non son riuscita a trovarla) di contestare e dimostrare quello che avviene in corsia. Se a me l&#039;antibiotico non lo danno come fare se poi due mesi dopo nella cartella c&#039;è scritto che me l&#039;hanno dato? Chi testimonia?, la mia compagna di stanza che dorme appena operata d&#039;urgenza? Ho passato un periodo andando con un registratore nella borsa e mi è stato detto che le affermazioni anche gravi contenute non servono ai fini di una denuncia, che ci sono troppi responsabili e quindi una diluizione delle responsabilità. L&#039;unica possibilità penale sarebbe stata costituendosi parte civile, ma non posso dopo essere anche tornata a vivere dai miei e avendo spesso spese mediche non posso rischiare e usare i loro soldi. Faccio il mio esempio perché sono un tipico esempio di errori accumulati e decisioni evitate anche ben documentate che non servono a me, non servono a cambiare il mio futuro (si riparte sempre straziantemente da zero) e non servono a nessuno per evitare errori ripetuti simili. Non c&#039;è un meccanismo di controllo degli errori e dell&#039;operato che non sia il semplice metodo mafioso dell&#039;io copro te che se sarà necessario tu aiuterai me. Come rendere esistente e neanche infamante l&#039;errore di un operatore sanitario (che ovviamente esiste e è fisiologico) e distinguerlo dalla condotta in malafede e criminale di un altro? Come sapere che se mi viene iniettato quel farmaco o vengo operata d&#039;urgenza in cartella verrà riportato? O se  non viene analizzato un reperto indispensabile alla mia guarigione, sarà dimostrabile e sanzionabile senza dover mandare sul lastrico parenti già delle volte messi in difficoltà dalla malattia stessa?  Se son da sola a firmare un consenso informato in bianco, come lo dimostro che era in bianco? Come posso non firmarlo dato che sono in una situazione di ovvia sudditanza e ricattabilità?  Credo sia su questi buchi di limpidezza e possibilità di controllo che si possono molto facilmente innestare pratiche criminali.
3. Cosa fare a livello civile oltre ai libri come il tuo? Magari io o un&#039;altro come me va a testimoniare e dire, ma se non per il punto 1, non rischia di inasprire e rendere ancora più ermetiche e incomprensibili le pratiche che si vorrebbero invece chiare?
4. Fare delle commissioni di studio e inchiesta anche per capire come davvero valutare gli errori per ripararli (che è questo spesso il vero problema)? Avere degli operatori che controllino che le norme igieniche davvero siano rispettate e poi avere un referente a cui dire che non ci si alimenta e che controlli che questo sia riportato in cartella, o che il farmaco non è stato somministrato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho riflettuto questa notte su quello che avete scritto e anche sui miei commenti che sono sempre turbati dal mio trasporto al riguardo e perdono fuoco e a volte derivano.<br />
1. il primo è un problema culturale ed a quello mi riferisco quando parlo della cultura del limite e in un altro post quando citavo l&#8217;umanesimo compassionevole di cui parla Fernando Bárcena  ne La sfinge muta L’apprendimento del dolore dopo Auschwitz. E&#8217; agghiacciante vivere sapendo che quasi certamente non ci sarai più e trovare il modo di non esserne stravolti al punto di essere disposti a tutto (aiuterebbe  essere accolti e visti e rispettati e come già dicevo anche ignorati &#8220;sanamente&#8221;) sarebbe  o forse è una assoluta utopia anche se da perseguire anche perché non vale solo quando è in gioco la tua vita o quella di tuo figlio ma in ogni ambito in cui si possa avere frustrazione. Continuo a pensare che l&#8217;Italia è marcia e corrotta anche perché la meritocrazia sono i mediocri a non volerla, e anche eccellenti quache volta saremo dei mediocri di fronte a uno più bravo che si merita il posto che vorremmo anche noi. Siamo sicuri di volere e desiderare e sentire anche solo il senso giusto di avere uno più bravo che ci passa davanti e magari sentire anche il piacere della sua bravura?<br />
2.  Se non ci si può e non si potrà mai affidarsi solo alla &#8220;cultura&#8221; degli umani, come fare ad almeno contenere pratiche aberranti? Se io che ho 35 kg di esami e resoconti non riesco a far guardare neanche il semplice certificato che dice che ho una patologia mortale talmente rara da non essere ancora mai stata riportata in alcuna pubblicazione quando sono ricoverata d&#8217;urgenza  e anche se lucida e cosciente sono totalmente impotente anche a testimoniare quello che avviene e mi ha resa da difficile a praticamente intrattabile e inoperabile, cosa devo pensare di ciò che può avvenire quando nemmeno si è coscienti? Dal punto di vista delle inchieste mi informerò della tua, ma sempre dal punto di vista del paziente non c&#8217;è la minima possibilità ( o almeno io non son riuscita a trovarla) di contestare e dimostrare quello che avviene in corsia. Se a me l&#8217;antibiotico non lo danno come fare se poi due mesi dopo nella cartella c&#8217;è scritto che me l&#8217;hanno dato? Chi testimonia?, la mia compagna di stanza che dorme appena operata d&#8217;urgenza? Ho passato un periodo andando con un registratore nella borsa e mi è stato detto che le affermazioni anche gravi contenute non servono ai fini di una denuncia, che ci sono troppi responsabili e quindi una diluizione delle responsabilità. L&#8217;unica possibilità penale sarebbe stata costituendosi parte civile, ma non posso dopo essere anche tornata a vivere dai miei e avendo spesso spese mediche non posso rischiare e usare i loro soldi. Faccio il mio esempio perché sono un tipico esempio di errori accumulati e decisioni evitate anche ben documentate che non servono a me, non servono a cambiare il mio futuro (si riparte sempre straziantemente da zero) e non servono a nessuno per evitare errori ripetuti simili. Non c&#8217;è un meccanismo di controllo degli errori e dell&#8217;operato che non sia il semplice metodo mafioso dell&#8217;io copro te che se sarà necessario tu aiuterai me. Come rendere esistente e neanche infamante l&#8217;errore di un operatore sanitario (che ovviamente esiste e è fisiologico) e distinguerlo dalla condotta in malafede e criminale di un altro? Come sapere che se mi viene iniettato quel farmaco o vengo operata d&#8217;urgenza in cartella verrà riportato? O se  non viene analizzato un reperto indispensabile alla mia guarigione, sarà dimostrabile e sanzionabile senza dover mandare sul lastrico parenti già delle volte messi in difficoltà dalla malattia stessa?  Se son da sola a firmare un consenso informato in bianco, come lo dimostro che era in bianco? Come posso non firmarlo dato che sono in una situazione di ovvia sudditanza e ricattabilità?  Credo sia su questi buchi di limpidezza e possibilità di controllo che si possono molto facilmente innestare pratiche criminali.<br />
3. Cosa fare a livello civile oltre ai libri come il tuo? Magari io o un&#8217;altro come me va a testimoniare e dire, ma se non per il punto 1, non rischia di inasprire e rendere ancora più ermetiche e incomprensibili le pratiche che si vorrebbero invece chiare?<br />
4. Fare delle commissioni di studio e inchiesta anche per capire come davvero valutare gli errori per ripararli (che è questo spesso il vero problema)? Avere degli operatori che controllino che le norme igieniche davvero siano rispettate e poi avere un referente a cui dire che non ci si alimenta e che controlli che questo sia riportato in cartella, o che il farmaco non è stato somministrato?</p>
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