L’ORDINE DEL CREATO

30 dicembre 2008
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Perché tengo tanto a coniugare la riflessione sull’omosessualità a quella sull’ateismo e sulla diffusione della cultura scientifica? Perché sono convinto che una vera e profonda accettazione dell’omosessualità nelle nostre società non possa che conseguire all’affrancamento dal retaggio abramitico. Quel retaggio in virtù del quale si ritiene che un “creatore” abbia voluto generi e specie così come sono, immutabilmente: l’ordine del “creato”.

Da tale retaggio viene l’ottuso trincerarsi di molti dietro al cosiddetto “diritto naturale”. Da qui i feroci attacchi da parte dei vari fondamentalismi abramitici – in primis quello vaticano – contro il movimento Lgbt.

Costoro non hanno digerito Darwin. Costoro – se messi alle strette – giungono a inventarsi la teoria dell’Intelligent Design. Per costoro le rivendicazioni femministe e gay (vedi gli attacchi che riservano alla Ru486 e alla teoria gender) vanno contro l’ordine naturale e dunque contro la creazione. (Lo dicevano anche delle suffragette un secolo fa).

Con costoro non si può discutere: costoro devono solo essere sconfitti politicamente. Come è avvenuto in Spagna. Come purtroppo non sta avvenendo in Italia.

Franco Buffoni

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41 Responses to L’ORDINE DEL CREATO

  1. lambertibocconi il 30 dicembre 2008 alle 09:28

    Talmente inoppugnabile da suscitare i roghi.

  2. soldato blu il 30 dicembre 2008 alle 10:25

    Potrei dire di essere pienamente d’accordo, innanzi tutto sul fatto che debba essere un vittoria “politica”.

    Ma poi con quel “con costoro non si può discutere” vengo rigettato nella miseria politica non solo di chi lotta per la laicità, ma di tutti quelli che oggi aspirano a un mondo diverso.

    Corresponsabili della fine delle “ideologie” e novelli apprendisti di un “pansindacalismo” che pensa di cambiare il mondo attraverso “rivendicazioni”, scordano la lezione della storia.

    Una politica si costruisce conquistando gli animi a un “progetto” di mondo.
    Del “progetto” non conta in primis quali siano i contenuti, ma che sia convincente ed efficace.
    Dentro questa “capacità di convinzione” e “efficacia” che segnano i vincoli di qualsiasi politica, possono allora scorrere i “buoni” contenuti che possono fare del mondo un mondo migliore.

    Astutamente si fa politica, perchè sempre si ha a che fare con la moltitudine.

    Se ciò che è finito – fortunatamente – è il partito monolitico, e ogni individualità giustamente tende all’autonomia, coloro che oggi si sentono chiamati all’agire politico devono sapere che non possono contare su schieramenti definiti.

    Il passo da “guerra di trincea” a “guerra di movimento” sembra che la sinistra non l’abbia mai fatto.

    E chi non è capace di trasformare il proprio nemico in alleato può benissimo limitarsi a lottare per i diritti della propria appartenenza.
    Ma questa non è politica è oikonomia.

  3. cacioman il 30 dicembre 2008 alle 11:45

    L’omosessualità invece non va legata all’ateismo (ma che c’entra? se uno è ateo e ha cultura scientifica allora accetta il figlio omosessuale? Vale anche il viceversa: gli omosessuali sono tutti atei non superstiziosi?).
    La battaglia sui diritti LGBT va legata alla battaglia sull’accettazione del diverso (sia questo omo, extra, down, ecc.) e in questa battaglia non dobbiamo perdere la nostra identità : persone che col diverso ci parlano, ci polemizzano e magari lo battono pure (ma solo politicamente).

  4. Carla il 30 dicembre 2008 alle 13:45

    la trincea delle religioni, è inespugnabile…
    il resto è storia, e la scienza la serve :-)
    l’ateismo però, è solo uno scudo.

  5. sergio falcone il 30 dicembre 2008 alle 15:03

    Perfettamente d’accordo con “cacioman” (… divertente…).

  6. Satana il 30 dicembre 2008 alle 16:44

    Evoluzionismo e creazionismo sono due facce della stessa medaglia: la concezione lineare e progressista del tempo. Inoltre la moderna società egualitaria è palesemente ispirata al monoteismo biblico !

  7. macondo il 30 dicembre 2008 alle 17:30

    @ soldato blu,
    oikonomia alla agamben, intendi?
    PS.: potresti rimettere nel tuo post i passaggi teorico-politici che ti hanno portato a quella tua sintesi? il mio neurone non riesce a seguirti

  8. Roberto Maggiani il 30 dicembre 2008 alle 19:59

    Sono d’accordo per quello che riguarda la diffusione della cultura scientifica e per i diritti civili dei gay. Mi pare invece una bruttale approssimazione quella di legare nella sequenza logica che tu proponi omosessualità, ateismo e scienza. Il fatto che per contrastare coloro che lottano contro i diritti civili degli omosessuali sia necessario ricorrere ad una sorta di ateismo di massa, non mi trova per niente d’accordo.
    Mi pare che il cosiddetto retaggio abramitico non possa disturbare le menti che ragionano, ma semmai possa assuefare, e quindi danneggiare, un popolo ignorante; allora quello che occorre fare è lottare per elevare culturalmente ogni persona umana. Creando un contesto culturale adeguato di libera espressione di idee e scelte, in cui il cervello di ognuno possa essere libero di ragionare, diventa plausibile, come lo è per me che ho studiato fisica, essere uomini fiduciosi nella scienza oppure essere uomini di fede e di scienza, senza temere una sorta di schizofrenia in questo. E’ chiaro che scienza e fede dovranno restare ben distinti e che sono semplicemente due punti di vista differenti su una stessa realtà e che il contrasto subentra quando gli ambiti di valutazione e giudizio traboccano l’uno nell’altro.
    Il “disegno intelligente” sul Cosmo, non intacca in nessun modo l’evoluzionismo, sono due ambiti differenti. La teologia parla di “disegno intelligente”, ma come questo progetto (per così dire) Dio l’abbia inserito nel Cosmo non è affar loro; l’arrivo dello stato evolutivo dell’autocoscienza e della coscienza del mondo e l’anelito al divino, questo può studiarlo la scienza, al massimo in concomitanza con gli storici. La teologia si può occupare del dover essere del cosmo proponendo una visione spirituale per esso non di come è in essere fisicamente e di come si evolve. E’ chiaro che la storiella dei sette giorni in cui Dio crea il mondo è una metafora che vuole spiegare, a modo suo e a gente semplice di allora, che c’è un disegno intelligente nel cosmo ma che questo disegno sia stato attuato in quel modo narrato all’inizio della Bibbia è chiaro che solo una mente culturalmente retrograda possa crederlo; ecco che allora torno con l’idea che la lotta non è per ottenere i diritti degli omosessuali, ma la lotta è per ottenere civiltà, cultura, pensiero, è la lotta contro l’ignoranza, la stessa che conduce le persone a non accettare o, meglio, ad avere paura degli extra, dei down, dei malati di HIV, ecc., è l’ignoranza.
    Rimane però certo, a mio avviso, un dato di fatto per i credenti in un Dio che parla di genere maschile e femminile, ed è che quel Dio, prima ancora di parlare di generi, ha parlato di uguaglianza e di amore come il comandamento fondante di tutto il suo messaggio, in barba ad ogni legge, e siccome l’omosessualità è un dato di fatto per molti uomini e donne, mi pare normale che anche costoro abbiano pieno diritto di cittadinanza al cospetto sia di Dio che della società umana a pretendere libertà affettiva e di pratica religiosa, poiché nessuno ha chiesto, al presunto Dio, di essere omo o etero, è chiaro che la libertà dell’uno è pari alla libertà dell’altro; ma questa forma di razzismo si sconfigge sconfiggendo l’ignoranza del popolo, dopodiché “vox populi, vox Dei”, si sa…anche gli amici di Vaticalia poi si adegueranno, è successo sempre così nella storia.
    Ci sono dei buoni segnali in questo senso. Il popolo in fondo non è stupido e la intransigenza non la ama molto; due segnali in questo senso, uno è il fatto che c’è stato un calo clamoroso della frequentazione delle udienze in Vaticano in questi due anni e inoltre che in chiesa alla messa di Natale a mezzanotte il numero di persone è calato…un segnale?

  9. manuel cohen il 30 dicembre 2008 alle 20:47

    Caro Franco, in queste ore drammatiche in cui ancora una volta si consuma la tragedia mediorientale senza fine, non posso non riconnettere la questione dell’omosessualità oltre che all’ateismo e alla diffusione (minoritaria) di una cultura scientifica, all’orrore della guerra.
    Il nodo sta sempre, sta ancora, nel dissidio tra ‘natura naturans’ e ‘natura naturata’. L’ordo naturalis, almeno quello che ‘passa’ secondo la accezione comune, è quello imposto dalle società nei secoli, non quello che davvero si presenta in natura: intendo, nel suo continuo movimento e processo trasformativo. Sin dalle elementari si adducono gli esempi ‘edificanti’ di mammiferi che felicemente si accoppiano, magari sempre fedeli, e svezzano i propri cuccioli… mentre si tace sulla promiscuità sessuale di tante specie, e si allude con ripugnanza a qualche altra perché ‘ermafrodita’…in nome della ‘sana’ riproduzione della specie umana su un asse terrestre che sta per esplodere a causa della forte incontrollata, incondizionata, natalità…..dono della vita abramitico che ci porterà alla implosione…. D’altro canto, a chi non ne avesse memoria, ricordo che il papa che presto faranno santo, recatosi in Africa nel corso delle sue scorribande di EVANGELIZZAZIONE negli anni ‘Ottanta, in piena emergenza AIDS, invece di informare le popolazioni sulla tragedia in atto, si limitò a dire “unite e procreatevi”, per poi morire di fame e di peste… ricordo che ci fu una precisa RESPONSABILITA’ nel contrastare tutte le ‘politiche’ preventive, ci fu la crociata contro l’uso del preservativo. Oggi, vediamo che intere tribù e generazioni di africani sono stati spazzati via dall’Aids e da chi si è opposto ai metodi contraccettivi in nome della ‘cultura della vita’. In nome della cultura della vita, ogni ripugnante esercizio di discriminazione ,sopruso, violenza fisica o morale ai danni delle persone sessualmente ‘diverse’ (da chi? da che cosa?) è stato ed è perpetrato nei secoli. Le religioni monoteiste hanno gravissime responsabilità, e non a caso, si ritrovano spesso sulla stessa lunghezza d’onda nel reprimere, condannare, ferire …l’altro ‘prossimo’. “TRASFORMARE IL PROPRIO NEMICO IN ALLEATO”… una bella frase fatta, ma così ipocrita e così inattualizzabile se penso a tutte le persone care, agli amici, ai parenti, morti anche a causa dell’Aids, della discriminazione, della vergogna. Se penso a tutti i suicidi, o presunti tali, indotti da una cultura dell’odio del diverso, se penso a tutte le persone che conosco e nella cui storia personale, ritrovo gli stigmi, anzi, le stimmate, dell’offesa, dell’insulto, della violenza in tutte le sue manifestazioni. Dichiarare guerra alla guerra, dichiarare odio all’intolleranza, delegittimare papi rabbini imam diviene un atto necessario. Delegittimare governi pusillanimi antisociali e che offendono la laicità dello stato è un atto di guerra dovuto. Non si dialoga con i sordi, e non si dialoga se il proprio status non viene riconosciuto, garantito, o pariteticamente tutelato. Grazie Franco, tuo anabramitico amico.

  10. macondo il 31 dicembre 2008 alle 00:31

    Gli zapatisti, che in queste ore stanno svolgendo il Primo Festival Internazionale della Rabbia Degna a Città del Messico, municipio autonomo di Oventik e San Cristobal de Las Casas (un po’ di: pubblicità progresso, non guasta), hanno intitolato la loro tavola rotonda “Le quattro ruote el capitalismo”, e la quarta ruota è il “Disprezzo”. Ora, sarei quanto meno ingenuo a dire che solo il capitalismo produce il disprezzo per il diverso (omosessuale, indigeno, nero, ecc.), ma senza dubbio il capitalismo ci ha messo tanto di suo. E se a ciò aggiungiamo che le gerachie ecclesiastiche della Chiesa ufficiale (contro cui, lo so, al suo interno molti ministri del culto hanno sempre combattuto, ma è oggettivamente una minoranza) hanno sempre appoggiato il Potere, anche nelle sue forme maschiliste e razziste e fasciste, allora 2+2 fa: 3. Non dico 4, perché il quarto è la paura atavica, intemporale, dell’essere umano per il diverso, che combatte con la repressione, l’esclusione, il disprezzo.

  11. bimodale il 31 dicembre 2008 alle 02:23

    sono semplicemente d’accordo con Franco. dovrebbe essere questione poli-etica. sì… lo dicevo in altri post e in altri commenti… nuclei ‘armati’ omosessuali ;)

  12. soldato blu il 31 dicembre 2008 alle 08:42

    @ manuel cohen

    mi chiami in causa, citando questa questa frase “trasformare il proprio nemico in alleato”, per accusarmi di ipocisia

    io ho semplicemente fatto l’errore di scrivere di getto ciò che pensavo, come se stessi discutendo con amici che mi conoscono.
    riconosco di aver sbagliato

    non si capisce infatti ciò che io intendevo dire con quella frase: conquistare “individualmente” chi si professa cristiano, con “la politica”, per farne un alleato nell’opera di distruzione di ogni chiesa

    diceva lenin – che non mi è simpatico – che per raddrizzare un ramo bisogna piegarlo dall’altra parte.

    per una volta che mi assumo una specie di funzione calmieratrice rispetto a un’altra frase – solo quella frase – del post di Franco Buffoni:

    “con loro non si può discutere”

    perchè politicamente scorretta
    e intendendo con “loro”: i cristiani non certo le istituzioni ecclesiali
    l’unica volta che non mi faccio trasportare dall’ira e dall’istinto omicida al solo sentirre le parole “papa” e “chiesa”, qualcuno mi prende per opportunista e amico del giaguaro

    grazie manuel, per me è stata una buona lezione

    @ macondo

    io sono una bestia istintiva, poco aduso a svolgere ragionamenti sistematici – perchè ho anche qualcosa da dire contro “metodo” e “sistema” – e, forse, non sarei nemmeno in grado di farlo

    posso solo dire che molta della polpa che manca alle mie quattro frasi buttate lì, è stata rubata a Stuart Mill, William James, Wittgenstein, Rorty

    cosa sia l'”oikonomia” di Agamben non so, con lui sono arrivato fino al seminario sulla “Lettera ai Romani” e già mi aveva girato, poi con l’operazione Warburg-Binswanger, l’ho mandato a cagare definitivamente
    tanto per rientrare negli abiti che mi competono

  13. manuel cohen il 31 dicembre 2008 alle 11:14

    @ Soldato blu: ti devo delle scuse per essere stato ‘sopra le righe’ nel giudicare duramente quella tua frase. Credo che invece si possa tranquillamente dialogare con te, ciao :-)

  14. lorenzo galbiati il 31 dicembre 2008 alle 15:27

    Non si combatte il neocreazionismo in questo modo, dicendo che Darwin è di noi atei (e magari atei omosessuali) e l’ID è di voi credenti nei tre monoteismi (e magari omofobici). Non si fa mai un buon servizio alla scienza quando la si usa apertamente per fare una battaglia politica o religiosa. Così si alimentano atteggiamenti integralisti, siano essi teistici, ateistici, scientisti.

  15. bimodale il 31 dicembre 2008 alle 17:26

    è vero lorenzo, bisognerebbe semplicemente lasciare l’italia. o suicidarsi oppure comportarsi come il 99percento degli italiani: in maniera ipocrita e falsa. chi se ne fotte? se la tua famiglia ti considera, grazie al papa, un malato e ti disprezza, mica puoi reagire fanaticamente come farebbe un omofobico integralista o un fautore del pensiero unico razionale… hai ragione lorenzo. è proprio questo il problema: gli atei i non integralisti i non omofobici i non esclusivamente razionalisti non hanno il dono della battaglia violenta… per questo i fautori dell’ID e i papalini e i razionalisti ne approfittano. ci fosse una militanza gay a rispondere coi manganelli ai manganelli… magari non cambierebbe nulla…. ma sai che liberazione… e poi fare le battaglie per dimostrare come la pedofilia sia quasi esclusivamente perpetrata dai maschi di famiglia, e poi elencando le tragedie familiari, le famiglie ‘normali’ maschio e femmina sposati in chiesa, e poi facendo capire alla gente che i bambini soldati sono addestrati da maschi etero… sarebbe una buona battaglia per tappare la bocca ai fautori del monorazionalismo maschio e creazionista?
    fatto sta che ancora si parla e si scrive di cose che dovrebbero essere scontate.

  16. franco arminio il 31 dicembre 2008 alle 19:50

    franco
    condivido profondamente.
    un saluto da arminio

  17. Alligator il 1 gennaio 2009 alle 16:40

    c’è sempre uno che viene su e disce: apperò ma c’è anche un fondamentalismo ateo e allora no ai fondamentalisti da qualsiasi parte provengano e l’ID non è solo dei mono-teismi eccetera.
    il fatto è che ratzinger ha detto che si nasce maschi o femmine, tertium non datur: come si dialoga con gente che disce cazzate del genere?
    e per di più vuole imporle come legge morale per tutti?
    che bisogno c’è di lenzuolare commenti allo stato di evidenza?
    ateismo e diritti omosessuali e darwinismo e cetera si legano eccome: sono il pacchetto fondamentale della battaglia contro l’attuale infamia del mondo, i credenti (in qualsiasi dio, certo).

  18. magda il 2 gennaio 2009 alle 12:56

    Dunque…..
    Ormai è mio dovere dire qualcosa che, sperando aggiunga e sposti,si discosta dal pensiero unico, in questo caso quello scientista.
    Ovviamente siamo in larga parte tutti d’accordo sull’evoluzionismo e sulla condanna unanime al creazionismo. Non che questo comporti uno sforzo immane, dato che è dai tempi di Aristotele che se ne discute, e che la teoria dell’eternità per specie condotta dallo Stagirita ha animato qualsiasi cultura e che trovo tutt’ora attuale.
    Viaggiando nei luoghi Darwiniani sudamericani,quelli diremmo evoluziogenici, come per esempio il Canale di Beagle, etc etc…..ho appreso che anche Darwin ha commesso errori tipici del borghese anglosassone istruito, trattando per esempio gli Yamanà, popolazioni indigene della Terra del Fuoco, come dei selvaggi e snobbando clamorosamente la loro cultura e tradizioni.
    I Salesiani hanno fatto anche peggio, ma apprendere che anche chi oggi nominiamo guru della conoscenza, è stato tradito dal proprio tempo, della propria cultura e della loro formazione, ci da la possibilità di riesaminare le sue teorie e aggiornarle. Schiavo anch’egli di luoghi comuni evidentemente difficili da superare. Forse è impossibile emanciparsi in tutto, in questo caso ringraziamo Darwin per la parte di progresso che ci ha regalato, ed è per questa stessa capacità critica che oggi ci permetterebbe, spero, qualche osservazione e monito.
    Da questo ho imparato anche che tutto ciò che conosciamo è un processo di mediazione tra l’interpretazione di prima mano di chi ha conosciuto i fenomeni e la nostra ignoranza. Una curiosità è quella di rivedere quanto ci è stato detto e come oggi possiamo rivisitare le fonti riappropriandoci del sapere originale.Niente è infatti esattamente come ci è stato raccontato dagli eletti della conoscienza da millenni a questa parte….ma sempre un servizio dato alle corporazioni di appartenenza e sopratutto un pegno alla sempre erroneamente difesa, esalatata, ipervalutata cultura occidentale. Uno scienziato non dovrebbe mai commettere questo errore.

  19. macondo il 2 gennaio 2009 alle 15:29

    @ soldato blu
    anche a me il nome di agamben ha sempre dato reazioni allergiche, però le tre lezioni che ha tenuto nel gennaio 2008 al parigino collège international de philosophie (istituto attualmente sotto il tiro del governo sarkoziano che tenta di bloccarne l’attività con cavilli burocratici, perché non abbiamo solo noi il berluska che ci meritiamo) su “Oikonomia – per una teologia del governo” appoggiandosi al pensiero foucaultino, sono state davvero molto interessanti, e io non ho dovuto metter mano alla pistola.

  20. macondo il 2 gennaio 2009 alle 15:34

    Errata corrige: “Per una genealogia teologica del governo”.
    Aggiunta: Di queste lezioni Agamben ha fatto un libriccino “Il Regno e la Gloria. Per una genealogia teologica dell’economia e del governo” in uscita da Seuil, che verrà presentato il 10 prossimo in una delle sedi del Collège.

  21. marco rovelli il 2 gennaio 2009 alle 15:41

    Il regno e la gloria per la verità non è un libriccino, lo direi piuttosto un librone, ed è uscito ormai quasi due anni fa. Fa parte del discorso che Agamben sta sviluppando da almeno quindici anni, ovvero Homo sacer (Il regno e la gloria è un tomo di questo progetto). Discorso nel quale la rirpesa critica di alcuni concetti foucaultiani non è certo una novità Mi permetto, essndo un lettore che riconosce in Agamben uno dei pochi maestri del pensiero di oggi, di consigliarvi di andare alle fonti, prima di essere allergici…

  22. macondo il 3 gennaio 2009 alle 12:54

    Mi spiace, ma è come la kryptonite con superman, mi provoca allergia a distanza (“Amicizia” a parte), troppo derridiano il nostro amico

  23. soldato blu il 3 gennaio 2009 alle 13:31

    @ Marco Rovelli

    per quanto riguarda Agamben.
    Si può sempre a fare a meno di “maestri” con cui non ci si sente in sintonia, accontentandosi dei maestri che si è scelti come punto di riferimento.
    Se sono allergico a qualcosa non vedo perché mi debba esporre ulteriormente al contatto.

  24. marco rovelli il 3 gennaio 2009 alle 13:46

    @ macondo
    Non mi pare che Agamben possa essere tacciato di derridismo. Anzi, il confronto critico con Derrida e la presa di distanza dalla sua critica della metafisica è decisivo in Agamben. (Il linguaggio e la morte, se non ricordo male).
    @ soldato blu
    Certo, per carità, è naturale e giusto che sia così, agire sulla base delle empatie. Ma altrettanto giusto (anche se meno naturale) disporsi ad accogliere quello che a prima vista sembrava inclinare in altra direzione rispetto alla propria disposizione. Io so di aver trovato cose preziose, anzi essenziali, in libri e scritture (ma allargo il discorso a qualsiasi altra cosa: in esperienza tout court) che all’inizio parevano non dirmi niente e anzi mi sembravano disposte in tutt’altra postura rispetto alla mia. (Tra l’altro la metafora che usi: esporsi al contatto – è significativa). Ma sono sicuro che è così anche per te. L’intelligenza cos’è se non apertura e disposizione a meravigliarsi?

  25. stalker il 3 gennaio 2009 alle 14:12

    marco rovelli, mi ritrovo nelle tue parole

    e specialmente
    “L’intelligenza cos’è se non apertura e disposizione a meravigliarsi?”

  26. soldato blu il 3 gennaio 2009 alle 15:54

    Grazie Marco. Sono pienamente d’accordo.

    Ma è proprio questa disposizione a meravigliarsi che “limita” in qualche senso la sistematicità delle mie esplorazioni. Quando il territorio non si
    apre più al mio sguardo nel suo darsi immediato, ma richiede adeguamenti
    che sento violenti – e non per questo lo devono essere per tutti [una qualche “preiscrizione” come quella di facebook] – alla mia età si preferisce
    non viaggiare o comunque non visitare più alcuni territori.
    Altri, è certo, ci troveranno ancora grandi meraviglie.

  27. magda il 4 gennaio 2009 alle 12:12

    io ci trovo la possibilità di equilibrare ciò che ho creduto di sapere fino ad ora con quello che probabilmente potrei ancora comprendere.
    è il rimpasto che viene un pò difficoltoso, sopratutto se si prentende che il risultato sia un insieme omogeneo.
    Deleuze non si mosse dal suo studio per meravigliarsi continuamente….

  28. fem il 6 gennaio 2009 alle 11:47

    Volevo aggiungere che secondo me un po’ di bella colpa a creare pregiudizi e intolleranza verso il mondo omosessuale è anche quella scuola di psicologia che afferma che l’omosessualità è causata dal comportamento dei genitori quando il bambino è piccolo (madre autoritaria, padre debole, ecc.) e che quindi si tratta di un disturbo da curare con la terapia. Ora, qui non è un fatto né di religione né di capitalismo (che hanno le loro belle colpe) ma di una scuola di pensiero che afferma certe teorie senza verificarle sperimentalmente (quindi poco scientifica. Non sto dicendo che tutta la psicologia non sia scienza, anzi, ci sono tantissimi studi di psicologia sperimentale validissimi, penso a quelli sulla percezione dei neonati o a quelli di fisica ingenua ecc…).
    Sento il bisogno di scrivere questo commento perché già su Nazione Indiana forse un anno fa, luminamenti aveva citato queste teorie e anche perché proprio io qualche mese fa ho avuto l’occasione di parlare con una psicologa (donna, atea, che si dichiara di sinistra e che ha l’età di tash, per intenderci) che affermava con sicurezza e con un tono da sentenza (che sinceramente mi ha messa molto a disagio) che noi come genitori dovevamo stare molto attenti perché i bambini ci emulano ed è così che uno poi diventa gay… insomma questa gente esercita, ne fa una professione e può rovinare le persone. Se fosse come dicono loro il 90% della popolazione mondiale sarebbe gay. Mi ricordano certi amici di Galileo che si chiamavano aristotelici.

    fem

  29. biribao il 6 gennaio 2009 alle 13:04

    Ma non capisco perché visto che c’è un metodo così collaudato che è il metodo della natura, non capisco come lo si voglia complicare in tutti i modi. Se è evoluzione, essa deve essere per il meglio e non per complicare le cose semplici. E’ lo stesso scienziato moderno, ad esempio, ad affermare che le cose si riducono alla semplicità, invece la tendenza che oggi va di moda è quella di complicare le cose semplici, come hanno fatto in Spagna, creando quella confusione che la natura invece non ha. La natura è ordine fin dentro le più piccole molecole, e non è evoluta in disordine, anzi, ha in sé una legge che la porta alla semplicità e all’economia. Oggi, che l’uomo voglia distrarre quest’ordine e questa bellezza dell’autonomia della natura e della sua semplicità, a me pare assurdo.

  30. franco buffoni il 7 gennaio 2009 alle 11:35

    fem: totalmente d’accordo con te. Ricordo che il Fuori in Italia fece la sua prima uscita a Sanremo nel 1972 proprio per contestare un convegno di psicologi di ispirazione cattolica.

    biribao: ci sei o ci fai? Se “ci sei” ti invito a guardare questi post:
    http://www.nazioneindiana.com/2008/11/04/against-nature/#more-10475 AGAINST NATURE
    http://www.nazioneindiana.com/2008/11/08/innaturale/#more-10620 INNATURALE?

  31. bimodale il 7 gennaio 2009 alle 20:29

    biribao, la natura è semplice ma non così banale. non si spiegherebbe l’autismo… non è semplice il caos. non è semplice la sofferenza la solitudine e la depressione e il suicidio. fosse economica la natura si sarebbe fermata agli unicellulari… non ti pare? invece ci sono uomini che distruggono altri uomini, uomini che amano altri uomini. uomini che hanno creato la cultura la moda l’effimero la natura ha creato te e me e fem e buffoni. non è bello? come fai a non capire? e poi scusa, tu sei libero di pensare quello che vuoi tutti lo sono: la natura non ha creato il pensiero unico ma tanti cervelli tanti modi di fare l’amore.

  32. soldato blu il 7 gennaio 2009 alle 20:56

    vedi biribao, il problema non è la “natura”, il problema è delle cose e di chi non è “naturale” secondo i tuoi criteri, ma secondo i loro.
    che vogliamo fare? li aboliamo per decreto biribaiamo?
    oppure li annichiliamo in modo “naturale”? per esempio incenerendoli in forni crematori?
    e se qualcuno pensasse la stessa cosa di te? [io, per esempio]
    se l’evoluzione fosse così intelligente, tu non saresti mai nato.

  33. stalker il 7 gennaio 2009 alle 23:45

    “e se qualcuno pensasse la stessa cosa di te? [io, per esempio]
    se l’evoluzione fosse così intelligente, tu non saresti mai nato.”

    in effetti, se la ragione non mi aiutasse con quei pochi neurini sparsi che generosi mi vengono in soccorso, ne farei fuori parecchi, e anche con violenza, invece mi sforzo per tollerare gli intolleranti che vorrebbero tarpare le ali a coloro che non tollerano, perchè diversi da loro, e niente ha mai fatto più paura dell’altrui diversità e libertà

    a me continua a far “paura” chi si rietene depositario di verità teocratiche.

    poi alla fine, più che paura ci rido su, e mi ritengo fortunata, di non avere anche questa ulteriore gabbia…la fede…cieca!

  34. stalker il 7 gennaio 2009 alle 23:53

    biribao, forse la mia vera natura sarebbe di uccidere, niente di più naturale, istinto di sopravvivenza di molti animali, odore del sangue, fame, salvaguardia dei piccoli e della specie.
    foese sarebbe la mia vera natura, chissà…
    lo accetteresti?

  35. soldato blu il 8 gennaio 2009 alle 08:23

    @ stalker

    non ho capito.
    la citazione di quelle due frasi, porterebbe in modo logico ad intendere che classifichi l’autore tra “gli intolleranti che vorrebbero tarpare le ali a coloro che non tollerano”.
    ora, è vero che io vorrei tarpare le ali a personaggi come biribao, ma l’unica arma che mi permetto, in questo caso, è l’ironia.

    chiedo scusa se ho interpretato male.

    ma resta comunque una certa dose di ambiguità nel tuo commento:
    io, per esempio, penso che certe ali vadano tarpate, in regime democratico, per mezzo delle leggi che devono incorporare il principio per cui gli intolleranti sono costretti a tollerare il diverso e puniti se non lo fanno.

    se poi il diverso si qualifica come diverso attraverso un comportamento illegale, o si fa una battaglia civile perchè tale comportamento venga reso legittimo, oppure, se si tratta di un comportamento deliquenziale, l’intollerante denuncia la cosa e pretende dallo stato che tale atteggiamento venga punito.

    è chiaro che l’ambiguità sta nella parola “diverso” e in ciò che viene a essere compreso con questo termine. nessuno per principio può pretendere tolleranza verso chi danneggia gli altri.

    io, per esempio, considero “diversi”

    i casalesi
    le gerarchie ecclesiatiche
    il papa
    la mafia
    hamas
    l’esercito israeliano
    l’esercito americano
    bin laden
    bush
    la banca mondiale
    il presidente iraniano
    una decina di dittatori africani
    …………………………..asiatici
    i missionari in terra di missione
    i talebani
    gli indù che incendiano moschee
    i musulmani che incendiano chiese
    i cristiani che incendiano moschee
    i leghisti che non vogliono moschee
    …………
    …………
    …………
    …………
    …………
    …………
    …………
    …………
    …………

    poi, con quei quattro neuroni che ancora funzionano, illustrerò, perché tutto questo cambi, la mia opinione personale, negli appositi spazi politici,

    anche se so già che nessuno mi prenderà sul serio: pensano sempre che io li voglia prendere per il culo e perciò mi accusano di intolleranza.

  36. stalker il 8 gennaio 2009 alle 11:36

    soldato blu, è il contrario, quella frase mi aveva fatto ridere e la condivido.

    poi distinguo tra i “diversi”, i cui diritti in Spagna, (per ricollegarmi a biribao) vengono tutelati e si legifera fregandosene dei dettami della chiesa, al contrario che in Italia, dove la politica tutta è prona di fronte al papa, e i criminali, che certamente non vanno tollerati o tutelati.

    concordo anche con la tua lista di “diversi”

    il mio sogno sarebbe togliere da quella lista il papa.
    sogno infatti uno stato veramente laico che se ne freghi dei dettami della chiesa, e un papa ormai afono che parla a quattro gatti fuori dal tempo.

    per ora sogno, lo so.

    spero di essere stata più chiara.

  37. soldato blu il 8 gennaio 2009 alle 12:40

    scusa stalker del fraintendimento

    a me piacerebbe un mondo in cui non ci fosse necessità di un certo tipo di liste

  38. Andrea Raos il 10 gennaio 2009 alle 12:08

    forse non c’entra, forse sì, comunque ieri sera mi hanno raccontato una barzelletta francese sugli italiani che mi ha fatto piegare dalle risate. allora:

    quali sono le tre prove che dimostrano una volta per tutte che gesù cristo era italiano?

    1. fino ai 30 anni è vissuto in casa dei genitori
    2. è sempre stato convinto che sua madre fosse vergine
    3. sua madre è sempre stata convinta che suo figlio fosse dio

    :-)

  39. Massimo Vaj il 16 febbraio 2009 alle 18:31

    È singolare che per difendere il diritto all’omosessualità si debba ricorrere alla negazione di un ordine nel creato. È, come minimo, poco intelligente farlo se non si è in grado di stabilire i principi alternativi a questo supposto e ventilato ordine generale. Ordine i cui principi universali (e non morali) sono alla portata della comprensione di rarissimi individui. Tirare poi in ballo Darwin è ridicola prova di totale incomprensione del fatto che i canarini, studiati dal famoso ricercatore per fondare la sua teoria, la quale vedrebbe i delfini urlare di gioia mentre saltano da un ramo all’altro in attesa di diventare scimmie… ecco, quei canarini vivono a coppie eterosessuali. Quell’ordine supposto e francamente pure necessario, a meno che si creda che l’universo si regge su ipotesi fantasiose, non è un ordine acclamato e stabilito definitivamente in tutte le sue parti, ma bensì un ordine totale prodotto dalla somma dei disordini particolari. Per ammettere l’amore omosessuale, credetemi, non è necessario essere stupidi.

  40. Massimo Vaj il 17 febbraio 2009 alle 17:12

    Vorrei fare un’altra piccola osservazione sul concetto di “democrazia”, perché noto che nessuno qui mette in dubbio il principio quantitativo su cui si fonda. Democrazia indica che la ragione è indipendente dai principi, a meno che questi non siano decisi dalla maggioranza. Ma la maggioranza indica solo una moltitudine di individui e non è caratteristica qualitativa anzi, spesso è in contrasto con la qualità. Il fatto poi che in questo ciclo temporale di totale corruzione, la democrazia costituisca il sistema preferibile non rappresenta una ragione per eleggerla tra i modi di governo da legittimare in via di principio. E tutto ciò senza voler scomodare le ragioni che si potrebbero sollevare contro i modi di inclinare, attraverso la falsificazione dell’informazione, questo idolatrato parere della maggioranza.

  41. Massimo Vaj il 18 febbraio 2009 alle 11:02

    Se tutto fosse imputabile alla casualità il Caso sarebbe la legge di questo tutto e avrebbe, necessariamente, l’obbligo di determinare i suoi effetti. Effetti i quali, non potendo influenzare la causa che li ha generati, non potrebbero modificarla. In quella eventualità risulta chiaro che nessuno di questi effetti dovrà obbedire a leggi diverse da quelle del caso. Non si potrebbero più spiegare, né considerare logiche quindi, tutte le leggi naturali che conosciamo e subiamo. La scienza, pur nel proprio ristretto dominio, si occupa anche di quella che appare, superficialmente, come trattarsi della legge del caso, ma è costretta ad ammettere che la “non linearità” dei flussi di perturbazione è, in effetti, una ciclicità di frattali, i quali sono replicazioni diversificate di un principio unico iniziale, irradiate e diramate in tutte le direzioni geometriche, e traducibili in algoritmi precisi, completati dalla loro eccezione la quale, insieme alla regola, compone quel tipo di totalità, la quale è relativa a totalità più vaste delle quali costituiscono una particolare molteplicità di effetti. È in questa direzione che si tenta di prevedere la non linearità degli effetti dei terremoti.



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