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	Commenti a: Trip Tryque Trac	</title>
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		<title>
		Di: Fabio D'Angelo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/31/trip-tryque-trac/#comment-103198</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 20:43:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nino e il suo Pandino, immensi marinai di feste naufragate.

Un abbraggio.
Fabio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nino e il suo Pandino, immensi marinai di feste naufragate.</p>
<p>Un abbraggio.<br />
Fabio</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/31/trip-tryque-trac/#comment-102950</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 11:19:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Teqnofobico,

Spero leggere ancora un testo di te...

Con affetto,

véronique]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Teqnofobico,</p>
<p>Spero leggere ancora un testo di te&#8230;</p>
<p>Con affetto,</p>
<p>véronique</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/31/trip-tryque-trac/#comment-102930</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 08:31:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a te qui es là
et aussi à tes freres et sere (soirs)
auguri
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a te qui es là<br />
et aussi à tes freres et sere (soirs)<br />
auguri<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: teqnofobico		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/31/trip-tryque-trac/#comment-102927</link>

		<dc:creator><![CDATA[teqnofobico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 04:44:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[c@r@ véronique,
la &quot;mise en jeu&quot; non va tradotta, poi ché va benissimo così: d&#039;altronde ci si mette in gioco continuamente, anche per niente e per nessuno, figurarsi se per qualcosa e per qualcuno... hai detto dei &#039;luminosi avvicinamenti&#039;, ebbene, forse questi servono a dare un fioco fuoco fatuo alle mie ottenebrate ombre... eh sì, per quanto acuto sia l&#039;omonimo mio fratellone, e intelligente, è un dono che ha voluto fare all&#039;ottuso testo e stupidello, per cui lo potresti benissimo leggere senza lucidità e dunque con la matta mattìa con cui si è scritto... con affetto,
teqnofobico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>c@r@ véronique,<br />
la &#8220;mise en jeu&#8221; non va tradotta, poi ché va benissimo così: d&#8217;altronde ci si mette in gioco continuamente, anche per niente e per nessuno, figurarsi se per qualcosa e per qualcuno&#8230; hai detto dei &#8216;luminosi avvicinamenti&#8217;, ebbene, forse questi servono a dare un fioco fuoco fatuo alle mie ottenebrate ombre&#8230; eh sì, per quanto acuto sia l&#8217;omonimo mio fratellone, e intelligente, è un dono che ha voluto fare all&#8217;ottuso testo e stupidello, per cui lo potresti benissimo leggere senza lucidità e dunque con la matta mattìa con cui si è scritto&#8230; con affetto,<br />
teqnofobico</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/31/trip-tryque-trac/#comment-102864</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 11:53:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[brillante]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>brillante</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/31/trip-tryque-trac/#comment-102863</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 11:52:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12928#comment-102863</guid>

					<description><![CDATA[Teqnofobico,

Il dialogo che hai scritto è brillanto. La parola è &quot;mise en jeu&quot; (non so tradurre l&#039;espressione), forse la parola è in gioco, con luminosi avvicinamenti.
Ho letto il commento di Enzo Campi è acuto, intelligente.
Se no ho lasciato commento, è la mia pigra mente che è la ragione, non il testo.
Direi con lucidità che il dialogo è troppo intelligente per me, che sono più nell&#039;emozione e l&#039;affettivo.

Auguri per il caput&#039;anni!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Teqnofobico,</p>
<p>Il dialogo che hai scritto è brillanto. La parola è &#8220;mise en jeu&#8221; (non so tradurre l&#8217;espressione), forse la parola è in gioco, con luminosi avvicinamenti.<br />
Ho letto il commento di Enzo Campi è acuto, intelligente.<br />
Se no ho lasciato commento, è la mia pigra mente che è la ragione, non il testo.<br />
Direi con lucidità che il dialogo è troppo intelligente per me, che sono più nell&#8217;emozione e l&#8217;affettivo.</p>
<p>Auguri per il caput&#8217;anni!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: teqnofobico		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/31/trip-tryque-trac/#comment-102854</link>

		<dc:creator><![CDATA[teqnofobico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 04:17:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ véronique

ma come!?! proprio tu, che mi dicesti &#039;sempre gentile&#039;, onesto ti pare saltarmi a piè pari, senza lasciar traccia d&#039;uno straccio di commento il mio minuto testo? eh sì, che pure auguri &#039;anno felice a tutti!&#039; - è proprio una &#039;felicità pinocchia&#039; la mia nel non riceverne qualche tua parola... scherzo: duemilanovaugurissimi a te e ai francesi!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ véronique</p>
<p>ma come!?! proprio tu, che mi dicesti &#8216;sempre gentile&#8217;, onesto ti pare saltarmi a piè pari, senza lasciar traccia d&#8217;uno straccio di commento il mio minuto testo? eh sì, che pure auguri &#8216;anno felice a tutti!&#8217; &#8211; è proprio una &#8216;felicità pinocchia&#8217; la mia nel non riceverne qualche tua parola&#8230; scherzo: duemilanovaugurissimi a te e ai francesi!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/31/trip-tryque-trac/#comment-102812</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 16:11:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Apprezzo molto l&#039;ultimo racconto per la fantasia.

Anno felice a tutti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apprezzo molto l&#8217;ultimo racconto per la fantasia.</p>
<p>Anno felice a tutti!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Enzo Campi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/31/trip-tryque-trac/#comment-102808</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enzo Campi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 15:15:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12928#comment-102808</guid>

					<description><![CDATA[A colui che qui spaccia l’omonimia denegando la possibilità combinatoria d’un presunto affraternamento, e a coloro i quali avranno la ventura di leggere questo mio distratto e obliquo “sguardo”.

In prima istanza i “beni” e le “prime necessità”. Niente di più superfluo, oserei dire. Nel “bene” ristagna l’atavico e utopico “amato”. Da qui l’assioma in cui sfinirsi: non si ama mai nulla e nessuno, casomai si può venerare, ma questo è un altro discorso e ci porterebbe troppo lontano. Le “prime necessità” non necessitano d’essere frequentate, non più di tanto almeno e non certo nelle pratiche letterarie e/o oratorie (è pur sempre un “velo” oratorio quello che permette la messa in opera della trasparenza e della levità del “rivenditore”). Non c’è dispendio, né spreco. Non c’è uso né abuso. Nelle “prime necessità” la dépense è naturalmente improduttiva, non fomenta il gesto, né genera punti di fuga. 
Abolito quindi il consueto eccoci piombare nelle “necessità tutte” che sono, per l’appunto e allo stesso tempo, tutte e nessuna: un po’ come dire indistinte, non definibili in forma e sostanza. 
Per il nostro “rivenditore” se le prime necessità rasentano il vano e il vacuo, le necessità tutte si designano come necessarie per un degno incipit letteratio. Gli “Astrologari strogolanti” e gli “Antiquitari oracolanti” sono il nostro punto di partenza. Ma, in vero, non si dà partenza che non sia già finita in sé e che non sia comunque destinata a sfinirsi lungo il transito.
Cosa ci offre questo transito?
In prima istanza (la ripetizione giova e ci permette l’avvicinamento a quello sfinimento appena accennato) una “nemesi d’ì imaginaria”, già speculo d’un imponderabile “semen”, che allitterandosi nell’inseminazione permette, per dirlo alla Heidegger, un’apertura della radura. La radura, così aperta e, se così si può dire, pre disposta, permette al transitante di porre in opera una certa disseminazione. 
Ci sarebbe qui il bisogno di attardarsi proprio su questi “semi”. 
In prima istanza (qui la ripetizione, ne converrete, contiene già i semi della differenza): “l’esiziale esistenza e la vitale inesistenza”. L’esizio, nel senso di distruzione, ripropone in un procedimento sinonimico la nemesi di cui sopra e si offre, si dà in pasto come “contrario”, o meglio come contrappunto al “vitale” (anche se, per certi versi, la vita e la nemesi spesso devono essere letti in chiave sinonimica piuttosto che antitetica). L’(in)esistenza qui assume un ruolo di supporto, non ricopre il ruolo di protagonista ma di spalla. Il nostro protagonista è l’Abbecedario, ovvero la “scrittura”. Il transito ci porta dai semi al sema. Non c’è altro protagonista, né in questo pezzo “facile facile”, né in altri pezzi che lo stesso autore ha, nel corso del tempo (“Un luogo dove ritrovare il tempo?), portato alla mia (dis)conoscenza. 
Uso della lingua, ab-uso della lingua. Ci si conduce alla lingua e la si smembra, quasi senza ritegno, ma al solo scopo di ricostruirla e di reinstradarla verso molteplici e indistinti punti di fuga. L’ab-uso della lingua è una delle accezioni di quel dépense che le “prime necessità” ci impediscono di contattare. Dispendio e menzogna, smembramento e ricongiunzione. Un transito inesausto e riproposto ad aeternum.
E’ forse questo il messaggio che si cela (che si rende trasparente attraverso il velo del rivenditore-imbonitore) nelle pieghe delle parole?
Questa scrittura si ripiega uscendo fuori di sé, si estende mettendosi en abyme, fluisce e rifluisce. Un transito inarrestabile, riproposto e differenziato. Sarà forse un caso che quell’imbonitore viene apostrofato come “ri-venditore” e non come un semplice venditore? Non credo. Qui ciò che conta è proprio quel prefisso, quel “ri” che amplifica e surdetermina il gioco che ri-mette in gioco lo stesso gioco (sempre uguale e sempre diverso), il gioco attraverso il quale si gioca il gioco e ci si rende giocati dal gioco (“Tutti i libri sono un unico libro, che si scrive, che ci scrive”). Ciò che conta è quel “ri” che ad ogni  punto si predispone sempre al suo stesso ri-cominciamento.

Buon anno a tutti (in particolare a Francesco che non vedo da circa quindici anni ) e scusate questa mia intrusione nel loco.
Enzo Campi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A colui che qui spaccia l’omonimia denegando la possibilità combinatoria d’un presunto affraternamento, e a coloro i quali avranno la ventura di leggere questo mio distratto e obliquo “sguardo”.</p>
<p>In prima istanza i “beni” e le “prime necessità”. Niente di più superfluo, oserei dire. Nel “bene” ristagna l’atavico e utopico “amato”. Da qui l’assioma in cui sfinirsi: non si ama mai nulla e nessuno, casomai si può venerare, ma questo è un altro discorso e ci porterebbe troppo lontano. Le “prime necessità” non necessitano d’essere frequentate, non più di tanto almeno e non certo nelle pratiche letterarie e/o oratorie (è pur sempre un “velo” oratorio quello che permette la messa in opera della trasparenza e della levità del “rivenditore”). Non c’è dispendio, né spreco. Non c’è uso né abuso. Nelle “prime necessità” la dépense è naturalmente improduttiva, non fomenta il gesto, né genera punti di fuga.<br />
Abolito quindi il consueto eccoci piombare nelle “necessità tutte” che sono, per l’appunto e allo stesso tempo, tutte e nessuna: un po’ come dire indistinte, non definibili in forma e sostanza.<br />
Per il nostro “rivenditore” se le prime necessità rasentano il vano e il vacuo, le necessità tutte si designano come necessarie per un degno incipit letteratio. Gli “Astrologari strogolanti” e gli “Antiquitari oracolanti” sono il nostro punto di partenza. Ma, in vero, non si dà partenza che non sia già finita in sé e che non sia comunque destinata a sfinirsi lungo il transito.<br />
Cosa ci offre questo transito?<br />
In prima istanza (la ripetizione giova e ci permette l’avvicinamento a quello sfinimento appena accennato) una “nemesi d’ì imaginaria”, già speculo d’un imponderabile “semen”, che allitterandosi nell’inseminazione permette, per dirlo alla Heidegger, un’apertura della radura. La radura, così aperta e, se così si può dire, pre disposta, permette al transitante di porre in opera una certa disseminazione.<br />
Ci sarebbe qui il bisogno di attardarsi proprio su questi “semi”.<br />
In prima istanza (qui la ripetizione, ne converrete, contiene già i semi della differenza): “l’esiziale esistenza e la vitale inesistenza”. L’esizio, nel senso di distruzione, ripropone in un procedimento sinonimico la nemesi di cui sopra e si offre, si dà in pasto come “contrario”, o meglio come contrappunto al “vitale” (anche se, per certi versi, la vita e la nemesi spesso devono essere letti in chiave sinonimica piuttosto che antitetica). L’(in)esistenza qui assume un ruolo di supporto, non ricopre il ruolo di protagonista ma di spalla. Il nostro protagonista è l’Abbecedario, ovvero la “scrittura”. Il transito ci porta dai semi al sema. Non c’è altro protagonista, né in questo pezzo “facile facile”, né in altri pezzi che lo stesso autore ha, nel corso del tempo (“Un luogo dove ritrovare il tempo?), portato alla mia (dis)conoscenza.<br />
Uso della lingua, ab-uso della lingua. Ci si conduce alla lingua e la si smembra, quasi senza ritegno, ma al solo scopo di ricostruirla e di reinstradarla verso molteplici e indistinti punti di fuga. L’ab-uso della lingua è una delle accezioni di quel dépense che le “prime necessità” ci impediscono di contattare. Dispendio e menzogna, smembramento e ricongiunzione. Un transito inesausto e riproposto ad aeternum.<br />
E’ forse questo il messaggio che si cela (che si rende trasparente attraverso il velo del rivenditore-imbonitore) nelle pieghe delle parole?<br />
Questa scrittura si ripiega uscendo fuori di sé, si estende mettendosi en abyme, fluisce e rifluisce. Un transito inarrestabile, riproposto e differenziato. Sarà forse un caso che quell’imbonitore viene apostrofato come “ri-venditore” e non come un semplice venditore? Non credo. Qui ciò che conta è proprio quel prefisso, quel “ri” che amplifica e surdetermina il gioco che ri-mette in gioco lo stesso gioco (sempre uguale e sempre diverso), il gioco attraverso il quale si gioca il gioco e ci si rende giocati dal gioco (“Tutti i libri sono un unico libro, che si scrive, che ci scrive”). Ciò che conta è quel “ri” che ad ogni  punto si predispone sempre al suo stesso ri-cominciamento.</p>
<p>Buon anno a tutti (in particolare a Francesco che non vedo da circa quindici anni ) e scusate questa mia intrusione nel loco.<br />
Enzo Campi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianluca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/31/trip-tryque-trac/#comment-102779</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 15:52:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[#Uno tenta sempre di fare il meglio e di essere al meglio – poi c’è tutto un mondo intorno e le cose migliori possono diventare impossibili#
è vero. quando poi il mondo intorno è falso e ipocrita e col sorrisetto incoraggiante ti fotte e con il coltello del pensiero unico dalla parte del manico ti indottrina a non mollare... eh... eh... :))) quando a uno non gliela vuoi dare vinta perché è così: quando il mondo intorno se ne fotte e ha il potere di decidere, decide lui le cose migliori e quelle peggiori.
c&#039;est la vie.... ou c&#039;est l&#039;italiette? :)))))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>#Uno tenta sempre di fare il meglio e di essere al meglio – poi c’è tutto un mondo intorno e le cose migliori possono diventare impossibili#<br />
è vero. quando poi il mondo intorno è falso e ipocrita e col sorrisetto incoraggiante ti fotte e con il coltello del pensiero unico dalla parte del manico ti indottrina a non mollare&#8230; eh&#8230; eh&#8230; :))) quando a uno non gliela vuoi dare vinta perché è così: quando il mondo intorno se ne fotte e ha il potere di decidere, decide lui le cose migliori e quelle peggiori.<br />
c&#8217;est la vie&#8230;. ou c&#8217;est l&#8217;italiette? :)))))</p>
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