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	Commenti a: Morfologia della fiaba degli dèi	</title>
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		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/02/morfologia-della-fiaba-degli-dei/#comment-103432</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 06:29:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[que vivan le mad(am)nes(s:) con la coda!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>que vivan le mad(am)nes(s:) con la coda!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: maria v		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/02/morfologia-della-fiaba-degli-dei/#comment-103417</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria v]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 22:57:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[OT, ma non ho mail privata, siate pazienti, vi prego

gina gina gina...ti bacio e rilancio :-)   ginaaaaaa devi ascoltare questa superfiga pazzesca (appena scoperta grazie a luigi su absolute) 
 questa favolosa&quot;Quing&quot;-madonna che mi ha appena catapultata fuori dal letargo, te la dedico così tutta anatomica :-)  calza a pennello ;-) con tutta...  
 Testa, Cuore, Culo :-)))  

Kopf, Herz, Arsch

http://it.youtube.com/watch?v=86H_uoKJf4E]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OT, ma non ho mail privata, siate pazienti, vi prego</p>
<p>gina gina gina&#8230;ti bacio e rilancio :-)   ginaaaaaa devi ascoltare questa superfiga pazzesca (appena scoperta grazie a luigi su absolute)<br />
 questa favolosa&#8221;Quing&#8221;-madonna che mi ha appena catapultata fuori dal letargo, te la dedico così tutta anatomica :-)  calza a pennello ;-) con tutta&#8230;<br />
 Testa, Cuore, Culo :-)))  </p>
<p>Kopf, Herz, Arsch</p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=86H_uoKJf4E" rel="nofollow ugc">http://it.youtube.com/watch?v=86H_uoKJf4E</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/02/morfologia-della-fiaba-degli-dei/#comment-103396</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 18:39:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(maria:!!!!!!! obrigada e....... apri le casse:)
http://www.youtube.com/watch?v=nFF8bubMc40]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(maria:!!!!!!! obrigada e&#8230;&#8230;. apri le casse:)<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=nFF8bubMc40" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=nFF8bubMc40</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Daniele Ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/02/morfologia-della-fiaba-degli-dei/#comment-103376</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 15:26:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dawkins, come zelota della scienza (tale si autodefinisce), è per me una sorta di implicita conferma.

Io posso affermare che una legge fisica fondamentale descritta da un&#039;ipotetica M-teoria (o da una teoria quantistica della gravità) determina tutti i fenomeni riscontrabili in natura; oppure posso predicare che ogni cosa che accade è volontà di dio. Alla base di entrambe le posizioni c&#039;è uno schematismo epistemico comune, estrinsecabile nell&#039;affermazione per cui l&#039;esistente in ogni sua manifestazione è riconducibile a un fondamento autoconsistente. Entrambi gli atteggiamenti portano significazione di un rapporto, di una percezione, di un aspetto, nonché di un modo di rendere intersoggettiva questa percezione e questo rapporto. Chi parla di volontà di dio (o di assenza di un dio riconoscibile come tale), inscrive le esperienze umane, sul piano esistenziale, in un messaggio veicolatore di forza pragmatica (il &quot;perché proprio io?&quot; del Giacobbe di turno); l&#039;intersoggettività pragmatica che ne deriva è  condivisione e &#039;comunione&#039; (niente a che fare con l&#039;eucaristia, beninteso). Chi parla di grande unificazione (o di superforza), instaura fra gli eventi, sul piano esistentivo, una connessione esplicativa di natura ipotetica (a determinate condizioni si ottengono determinati riscontri -lo &quot;hypotheses non fingo&quot; essendo un altro discorso); l&#039;intersoggettività conoscitiva che ne risulta è obbiettività e controllo. Dawkins rappresenta semplicemente uno degli esiti prevedibili nell&#039;ambito di una simile &#039;diglossia&#039; epistemica: un monismo dei linguaggi e delle dinamiche cognitive, che coincide con l&#039;assolutizzazione della scienza. Tale atteggiamento è certo possibile, ma in pratica si pone, rispetto alla realtà storica dell&#039;uomo, come un habitus mentale deprivato di contenuto informativo, poiché unilateralizza (in peggio) e appiattisce l&#039;effetto di un fenomeno culturale, snatura la stessa forza esplicativa della scienza, trasformando la scienza stessa in mito e rito, esprime l&#039;idea che in una comunità umana non possa darsi altra condivisione e comunione che il sottostare tutti alle stesse, onnipervasive, dinamiche di controllo. L&#039;altra possibilità, ovviamente, è negare ogni validità al reale potere esplicativo delle ipotesi scientifiche, declassandole a bruta tecnicità; da questo tipo di &#039;orientatio&#039; (tipico dell&#039;integralismo religioso) discende, di necessità, l&#039;idea che in una comunità umana non possa costituirsi altra forma di approccio al reale che la pressione del consenso determinata dall&#039;esercizio della forza pragmatica. L&#039;uomo della religiosità integralista è certo un servo dell&#039;idolo; l&#039;uomo del monismo scientistico &#039;à la&#039; Dawkins è d&#039;altro canto un suddito del controllo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dawkins, come zelota della scienza (tale si autodefinisce), è per me una sorta di implicita conferma.</p>
<p>Io posso affermare che una legge fisica fondamentale descritta da un&#8217;ipotetica M-teoria (o da una teoria quantistica della gravità) determina tutti i fenomeni riscontrabili in natura; oppure posso predicare che ogni cosa che accade è volontà di dio. Alla base di entrambe le posizioni c&#8217;è uno schematismo epistemico comune, estrinsecabile nell&#8217;affermazione per cui l&#8217;esistente in ogni sua manifestazione è riconducibile a un fondamento autoconsistente. Entrambi gli atteggiamenti portano significazione di un rapporto, di una percezione, di un aspetto, nonché di un modo di rendere intersoggettiva questa percezione e questo rapporto. Chi parla di volontà di dio (o di assenza di un dio riconoscibile come tale), inscrive le esperienze umane, sul piano esistenziale, in un messaggio veicolatore di forza pragmatica (il &#8220;perché proprio io?&#8221; del Giacobbe di turno); l&#8217;intersoggettività pragmatica che ne deriva è  condivisione e &#8216;comunione&#8217; (niente a che fare con l&#8217;eucaristia, beninteso). Chi parla di grande unificazione (o di superforza), instaura fra gli eventi, sul piano esistentivo, una connessione esplicativa di natura ipotetica (a determinate condizioni si ottengono determinati riscontri -lo &#8220;hypotheses non fingo&#8221; essendo un altro discorso); l&#8217;intersoggettività conoscitiva che ne risulta è obbiettività e controllo. Dawkins rappresenta semplicemente uno degli esiti prevedibili nell&#8217;ambito di una simile &#8216;diglossia&#8217; epistemica: un monismo dei linguaggi e delle dinamiche cognitive, che coincide con l&#8217;assolutizzazione della scienza. Tale atteggiamento è certo possibile, ma in pratica si pone, rispetto alla realtà storica dell&#8217;uomo, come un habitus mentale deprivato di contenuto informativo, poiché unilateralizza (in peggio) e appiattisce l&#8217;effetto di un fenomeno culturale, snatura la stessa forza esplicativa della scienza, trasformando la scienza stessa in mito e rito, esprime l&#8217;idea che in una comunità umana non possa darsi altra condivisione e comunione che il sottostare tutti alle stesse, onnipervasive, dinamiche di controllo. L&#8217;altra possibilità, ovviamente, è negare ogni validità al reale potere esplicativo delle ipotesi scientifiche, declassandole a bruta tecnicità; da questo tipo di &#8216;orientatio&#8217; (tipico dell&#8217;integralismo religioso) discende, di necessità, l&#8217;idea che in una comunità umana non possa costituirsi altra forma di approccio al reale che la pressione del consenso determinata dall&#8217;esercizio della forza pragmatica. L&#8217;uomo della religiosità integralista è certo un servo dell&#8217;idolo; l&#8217;uomo del monismo scientistico &#8216;à la&#8217; Dawkins è d&#8217;altro canto un suddito del controllo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/02/morfologia-della-fiaba-degli-dei/#comment-103356</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 12:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non posso fare a meno, all&#039;interno di questa discussione, che segnalare un libro uscito da poco e che, se anche l&#039;ho appena iniziato, mi pare molto bello:

EDWARD O. WILSON, La creazione, un appello per salvare la vita sulla terra. Adelphi 2008.

Il libro si apre con un primo capitolo intitolato: &quot;Lettera a un pastore della chiesa battista&quot;, e mette bene in evidenza come la scelta di &quot;non discutere&quot; possa essere, non soltanto sbagliata politicamente, ma anche pericolosa per i destini dell&#039;umanità.

Quello che mi ha spinto a prendere le distanze da Dawkins - e non certo da Odifreddi - è proprio un certo tono di supponenza scientifica che, per esempio, manca in Wilson.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso fare a meno, all&#8217;interno di questa discussione, che segnalare un libro uscito da poco e che, se anche l&#8217;ho appena iniziato, mi pare molto bello:</p>
<p>EDWARD O. WILSON, La creazione, un appello per salvare la vita sulla terra. Adelphi 2008.</p>
<p>Il libro si apre con un primo capitolo intitolato: &#8220;Lettera a un pastore della chiesa battista&#8221;, e mette bene in evidenza come la scelta di &#8220;non discutere&#8221; possa essere, non soltanto sbagliata politicamente, ma anche pericolosa per i destini dell&#8217;umanità.</p>
<p>Quello che mi ha spinto a prendere le distanze da Dawkins &#8211; e non certo da Odifreddi &#8211; è proprio un certo tono di supponenza scientifica che, per esempio, manca in Wilson.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria v		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/02/morfologia-della-fiaba-degli-dei/#comment-103335</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria v]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 07:42:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ragazzi, grazie, bella discussione
non ho forze a sufficienza per contribuire
(il natale mi provoca depressione post-partum, dev&#039;essere un disturbo del nome ;-) 
ma ci tenevo a offrire anch&#039;io una strenna, in particolare a gina (la mia preferita) vorrei dedicarle... semplicemente dio :-)

http://it.youtube.com/watch?v=sL0CmiKIOgU]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ragazzi, grazie, bella discussione<br />
non ho forze a sufficienza per contribuire<br />
(il natale mi provoca depressione post-partum, dev&#8217;essere un disturbo del nome ;-)<br />
ma ci tenevo a offrire anch&#8217;io una strenna, in particolare a gina (la mia preferita) vorrei dedicarle&#8230; semplicemente dio :-)</p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=sL0CmiKIOgU" rel="nofollow ugc">http://it.youtube.com/watch?v=sL0CmiKIOgU</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/02/morfologia-della-fiaba-degli-dei/#comment-103293</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 08:23:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ritornato al lavoro, trovo gli auguri di un editore, con questa frase che, forse, poteva essere un&#039;indicazione per questa discussione:

Sogliono per metafora applicarsi i vocabuli della scienza alle cose incapaci di sapere; onde diciamo la natura essere ingegnosa, che l’alte quercie contemplano il cielo, e delle fere si dice che alla voce della lira di Orfeo stavano intese e maravigliate, e de’ prati ed alberi si dice che si raccordano delle loro artificiose opere nella primavera»

Vedi alla voce “Sapienza” in: Emanuele Tesauro, Vocabulario italiano, 2008.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritornato al lavoro, trovo gli auguri di un editore, con questa frase che, forse, poteva essere un&#8217;indicazione per questa discussione:</p>
<p>Sogliono per metafora applicarsi i vocabuli della scienza alle cose incapaci di sapere; onde diciamo la natura essere ingegnosa, che l’alte quercie contemplano il cielo, e delle fere si dice che alla voce della lira di Orfeo stavano intese e maravigliate, e de’ prati ed alberi si dice che si raccordano delle loro artificiose opere nella primavera»</p>
<p>Vedi alla voce “Sapienza” in: Emanuele Tesauro, Vocabulario italiano, 2008.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/02/morfologia-della-fiaba-degli-dei/#comment-103283</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 01:27:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pensavo che questa balla degli italiani brava gente non avesse più mercato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensavo che questa balla degli italiani brava gente non avesse più mercato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/02/morfologia-della-fiaba-degli-dei/#comment-103274</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 20:38:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=13034#comment-103274</guid>

					<description><![CDATA[Che sbaglio di merda, il mio. Pardon, ho sbagliato 3d...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che sbaglio di merda, il mio. Pardon, ho sbagliato 3d&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/02/morfologia-della-fiaba-degli-dei/#comment-103271</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 20:35:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; troppo di moda, fa figo oggi dire: &quot;Che paese di merda&quot;. Io invece più conosco il mondo, più apprezzo gli italiani. Abbiamo una cultura millenaria sotto il cui peso abbiamo imparato a essere ironici, scanzonati, tolleranti, ad arrangiarci, a sorridere comprensivamente dove altri si straccerebbero le vesti. E siamo, in fondo, dei buoni, abbiamo, cioè, un cuore (anche se talvolta, per pudore, lo nascondiamo). Provate a dire a un tassista di un qualsiasi paese latinoamericano &quot;sono italiano&quot;. Vi sorriderà con complicità, e si metterà a snocciolare la formazione della nazionale italiana. Provate a dirgli invece: &quot;sono nordamericano&quot;. Minimo vi farà scendere dal taxi o vi farà pagare il doppio la corsa. (La nazionalità alternativa è modificabile ad libitum, of course, come la nazionalità del taxista). Questo vuol dire che nel mondo non siamo visti come nemici. Invece in Italia ci guardiamo in cagnesco. E nessun ecumenismo, per carità. Sono mooolto di parte, e intollerante verso chi, dall&#039;alto, di questo paese ha fatto e cerca sempre di fare &quot;un paese di merda&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; troppo di moda, fa figo oggi dire: &#8220;Che paese di merda&#8221;. Io invece più conosco il mondo, più apprezzo gli italiani. Abbiamo una cultura millenaria sotto il cui peso abbiamo imparato a essere ironici, scanzonati, tolleranti, ad arrangiarci, a sorridere comprensivamente dove altri si straccerebbero le vesti. E siamo, in fondo, dei buoni, abbiamo, cioè, un cuore (anche se talvolta, per pudore, lo nascondiamo). Provate a dire a un tassista di un qualsiasi paese latinoamericano &#8220;sono italiano&#8221;. Vi sorriderà con complicità, e si metterà a snocciolare la formazione della nazionale italiana. Provate a dirgli invece: &#8220;sono nordamericano&#8221;. Minimo vi farà scendere dal taxi o vi farà pagare il doppio la corsa. (La nazionalità alternativa è modificabile ad libitum, of course, come la nazionalità del taxista). Questo vuol dire che nel mondo non siamo visti come nemici. Invece in Italia ci guardiamo in cagnesco. E nessun ecumenismo, per carità. Sono mooolto di parte, e intollerante verso chi, dall&#8217;alto, di questo paese ha fatto e cerca sempre di fare &#8220;un paese di merda&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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