Gradazioni di Viola

7 gennaio 2009
Pubblicato da

(doxa)
di
Viola Amarelli

Affogammo, tra cumuli di
plastica, allumini, tubi già innocenti
incuranti metastasi di merci
ingoiammo fossili refoli di vento, l’eccedenza di stock, i filamenti
brillavano inesausti prendi prendi
intossicammo la mielina coi midolli,incapsulati, polistirolo espanso
colorando di nero seppie ataviche,
pillole e polveri per tirare avanti.
Bruciammo terra, i polmoni, le radici
continuando a ripeterci bugie,
sopraffatti, sconfitti, aspettando ci regalassero
gli avanzi, mentre ci chiedevano insistenti
su cavi, satelliti, diapason impazziti
se fossimo – e perché no – felici.

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28 Responses to Gradazioni di Viola

  1. franz krauspenhaar il 7 gennaio 2009 alle 16:13

    E io sono felice (nonostante tutto) di aver letto questa vera chicca.

  2. véronique vergé il 7 gennaio 2009 alle 16:50

    Magnifica le sfumature del colore viola, mi fa pensare al fiore ( malva, violetta). E’ un colore profondo, in armonia con l’anima.

    La poesia di Viola
    è l’ultimo grido
    del mondo.
    Il lento
    seppellimento
    delle scorie
    nessuno respiro
    sola una violetta
    non puo sostenere
    la lotta.

  3. sparz il 7 gennaio 2009 alle 16:50

    sì’, anch’io, molto bella, grazie Viola (e effeffe).

  4. teqnofobico il 7 gennaio 2009 alle 17:20

    – e perché no –
    bellissimi doppi sensi dell’innocenza colpevole e della colpa innocente, dati in ‘pasto’ di ta l’eccedenza di stock e il neroseppia chiaroscuroveggente: anche le merci così posson diventare grazie:
    merci bien

  5. bevitore il 7 gennaio 2009 alle 18:05

    a proposito di viola:

    “Dalla Terra c’era una signorina che stava alla finestra e, con gli occhi del binocolo puntati verso la Luna, sventolava un fazzolettino viola.
    L’uomo, dalla Luna, pensò che quello era un viola che non faceva pandant con il viola della sua bandiera della pace.
    Si guardò le spalle convinto che il saluto con fazzoletto colorito fosse rivolto a qualcun altro.
    E invece era proprio per lui.”

    scusate, potrebbe essere spamm.

    il fatto è che il web è come una grande matrioska dentro cui sta una matrioska più piccola e più piccola e più piccola………

  6. carla il 7 gennaio 2009 alle 18:49

    è proprio bella…(immediata nella sua fluidità verbale)
    e realistica.
    complimenti!

  7. nadia agustoni il 7 gennaio 2009 alle 19:16

    molto bella, (anche l’immagine).
    un saluto

  8. soldato blu il 7 gennaio 2009 alle 19:21

    Magnifica poesia la tua, Viola.
    A te e a effeffe, grazie.

  9. Salvatore D'Angelo il 7 gennaio 2009 alle 19:22

    compartecipo della bellezza
    saldan

  10. andrea il 7 gennaio 2009 alle 20:44

    che bella.

  11. macondo il 8 gennaio 2009 alle 00:07

    La vera chicca, e non solo contenutistica, è la chiusa, con quella quasi-rima che apre, con la leggerezza dell’ironia e con il “perché no” dove io metterei il punto interrogativo, alla joie de vivre, malgrado tutto, di noi mutanti in via di assuefazione alle “metastasi di merci”.

  12. stalker il 8 gennaio 2009 alle 00:16

    vero, è li la forza! anche se mi è piaciuta e mi ha colpita proprio perchè mancava il punto interrogativo.
    forse è proprio lì la forza, appunto, malgrado tutto.

  13. marco rovelli il 8 gennaio 2009 alle 01:18

    Davvero bello, Viola, questo tuo far musica, e lievemente, dell’onnivora umana macina, che tutto annichilisce, indistintamente.

  14. franco arminio il 8 gennaio 2009 alle 06:55

    cara viola mi associo ai complimenti
    e sono felice che tanta intensità sia made in irpinia.
    spero di vederti a uno dei prossimi incontri della comunità provvisoria.
    armin

  15. lambertibocconi il 8 gennaio 2009 alle 08:15

    Grande! Buona giornata e complimenti.

  16. Natàlia Castaldi il 8 gennaio 2009 alle 11:29

    se fossimo … felici.
    un’ipotetica che termina in tronco, la risposta è nel frastuono che il lettore digerisce nello scandito ed incalzante ritmo delle cose accumulate, ammassate in necessari-inutili prossimi rifiuti.
    bella.

  17. william dollace il 8 gennaio 2009 alle 12:29

    bellissimo….complimenti a.

  18. lucia cossu il 8 gennaio 2009 alle 13:26

    grazie

  19. viola il 8 gennaio 2009 alle 14:01

    Grazie a tutti, di cuore, per la lettura e a effeeffe per l’ospitalità cromatica, Viola

  20. Abele Longo il 9 gennaio 2009 alle 16:26

    Arrivo in ritardo, Viola, ma non potevo non dirti quanto è bella. La tua musicalità, come sempre, e il saper andare al dunque e in fondo.
    un caro saluto
    Abele

  21. Chiara Daino il 10 gennaio 2009 alle 00:39

    ” Per le cantate che si svolgevano nell’aria io rimavo ” – così Viola –
    ” ancora pienamente ” – così come: Amelia.
    Nell’atto che fu: agìto e concluso
    [ Affogammo/ingoiammo/intossicammo/Bruciammo ]
    rimane – tappeto di note – la luce di colore continua
    [ brillavano/colorando/continuando ].

    Rimane un unico ” chiedere ” doppio: ” se fossimo” e ” se fossimo felici “.

    Grazie Viola e Grazie Francesco per i gradi che sono: gradazioni di una scala di sensi.

    Chiara

  22. enricodelea il 10 gennaio 2009 alle 12:03

    notevole, disvelatoria, radicale

    complimenti (è banale, ma non trovo altre espressioni)

  23. pasquale vitagliano il 10 gennaio 2009 alle 15:48

    E se fossimo – perché no? – felici, anche grazie alla tua poesia?

  24. livio romano il 11 gennaio 2009 alle 22:52

    Ma che bella è questa poesia, e l’altra, quella pubblicata oggi, Viola! Figurati poi che nel “Dizonario affettivo” ho messo la parola Viola…

  25. s. il 12 gennaio 2009 alle 17:36

    a me non piace.
    il passato remoto me la fa suonare un po’ retorica e certe immagini le trovo troppo criptiche.
    però trovo assolutamente spiazzante la chiusura, quel “perchè no” senza punto di domanda.
    s.

  26. Giacomo il 12 gennaio 2009 alle 23:27

    Il “perchè no” finale, spacca!

  27. william dollace il 13 gennaio 2009 alle 01:00

    viola era un bel pò che non c’era un post godibile, grazie ancora

  28. viola il 13 gennaio 2009 alle 14:25

    lieta delle condivisioni come delle perplessità sinceramente espresse, entrambe aiutano, i miei ringraziamenti, V.



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