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	Commenti a: Libertà di parola (un appello)	</title>
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		<title>
		Di: Gato Porcari		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/10/liberta-di-parola-un-appello/#comment-103826</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gato Porcari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 03:56:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma mo all&#039;università ci vanno cani e porci?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma mo all&#8217;università ci vanno cani e porci?</p>
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		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/10/liberta-di-parola-un-appello/#comment-103747</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 15:05:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...e credo che nessuno di noi sia davvero responsabile di quello che fa.

spiegare please :)
baci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;e credo che nessuno di noi sia davvero responsabile di quello che fa.</p>
<p>spiegare please :)<br />
baci</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: alligator		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/10/liberta-di-parola-un-appello/#comment-103745</link>

		<dc:creator><![CDATA[alligator]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 14:50:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la questione come al solito est complessa.
per inciso, la generazione del sessantotto, cui appartengo, era largamente intrisa di pacifismo da un lato e di leninismo dall&#039;altro.
e aveva il mito della rivoluzione, ma non, come sembra credere sebastian76, dell&#039;azione per l&#039;azione, della prova, eccetera.
il terrorismo, da un lato risponde alla violenza dello stato con la sua stessa moneta e dall&#039;altro punta alla sollevazione proletaria per la rivoluzione comunista, mica pizza e fichi.
si è ucciso e ci si è fatti uccidere, imprigionare e distruggere la vita non in quanto assassini, ma in quanto comunisti rivoluzionari.
allora a morucci, della cui redenzione non mi interessa un fico, chiederei, ferma restando la sua reticenza sui fatti, cosa, dio santo, cosa pensavano di ottenere con le loro azioni, cosa c&#039;è nella testa di uno che spara un giudice o a un sindacalista o a un giornalista eccetera a &quot;fini politici&quot;, come vede se stesso, eccetera: ma questo lo chiederi io, altri avranno altre domande.
ancora di più mi piacerebbe parlare con riina e non aspetterei la sua redenzione.
non ci credo alle redenzioni.
e credo che nessuno di noi sia davvero responsabile di quello che fa.
la &quot;colpa&quot; è una convenzione etica di cui abbiamo un bisogno strumentale cui non corrisponde alcunché di oggettivo, di assoluto, eccetera.
a meno di non essere credenti.
enti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la questione come al solito est complessa.<br />
per inciso, la generazione del sessantotto, cui appartengo, era largamente intrisa di pacifismo da un lato e di leninismo dall&#8217;altro.<br />
e aveva il mito della rivoluzione, ma non, come sembra credere sebastian76, dell&#8217;azione per l&#8217;azione, della prova, eccetera.<br />
il terrorismo, da un lato risponde alla violenza dello stato con la sua stessa moneta e dall&#8217;altro punta alla sollevazione proletaria per la rivoluzione comunista, mica pizza e fichi.<br />
si è ucciso e ci si è fatti uccidere, imprigionare e distruggere la vita non in quanto assassini, ma in quanto comunisti rivoluzionari.<br />
allora a morucci, della cui redenzione non mi interessa un fico, chiederei, ferma restando la sua reticenza sui fatti, cosa, dio santo, cosa pensavano di ottenere con le loro azioni, cosa c&#8217;è nella testa di uno che spara un giudice o a un sindacalista o a un giornalista eccetera a &#8220;fini politici&#8221;, come vede se stesso, eccetera: ma questo lo chiederi io, altri avranno altre domande.<br />
ancora di più mi piacerebbe parlare con riina e non aspetterei la sua redenzione.<br />
non ci credo alle redenzioni.<br />
e credo che nessuno di noi sia davvero responsabile di quello che fa.<br />
la &#8220;colpa&#8221; è una convenzione etica di cui abbiamo un bisogno strumentale cui non corrisponde alcunché di oggettivo, di assoluto, eccetera.<br />
a meno di non essere credenti.<br />
enti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: sebastian76		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/10/liberta-di-parola-un-appello/#comment-103713</link>

		<dc:creator><![CDATA[sebastian76]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 11:44:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tashego, ho mescolato con una reazione di pancia o sia pure di intestino due o tre cose diverse:
1) la guerra e la gioventù. Non è una mia invenzione da noia di serata invernale, ne ha parlato Hillman, la trovi in tanta letteratura, da Fabrizio del Dongo al Milton di Una questione privata, a Patroclo e Achille nell&#039;Iliade, la guerra è da sempre per molta gioventù attrazione che supera l&#039;orrore.  Per alcuni che sono passati nella guerra da giovani il suo ricordo è uno strazio orrendo da rimuovere, per altri è l&#039;esperienza più importante e significativa della proprio vita. 
2) la memorialistica degli anni di piombo. Forse sono traviato da qualche esempio di cattiva memorialistica e in questo Erri de Luca dà un suo formidabile contributo, ma da certe letture e dichiarazioni esce una generazione che si è trovata orfana della grande prova (la Resistenza, una lotta di liberazione anti coloniale o antiimperialista o antifascista come in Vietnam, Angola, Portogallo, Grecia, Sud America) e per dare tutto se stesso, per affrontare la prova decisiva ha portato agli estremi della lotta armata uno scontro politico che poteva avere altri sbocchi. Non discuto il fatto che ci fosse una forte base politica, ma l&#039;involuzione verso la lotta armata non è stata tanto una necessità politica, quanto la necessità alla Del Dongo di provarsi nell&#039;occhio del tifone.
3) la reazione di vaffanculo. Mandare affanculo qualcuno vuol dire che con costui non vuoi averci più a che fare; nel caso di Morucci dire che non si ha nulla da imparare da una sua analisi politica e che non si vuole ascoltare l&#039;ennesima riedizione della memoria di anni sostanzialmente gloriosi anche se politicamente sconfitti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tashego, ho mescolato con una reazione di pancia o sia pure di intestino due o tre cose diverse:<br />
1) la guerra e la gioventù. Non è una mia invenzione da noia di serata invernale, ne ha parlato Hillman, la trovi in tanta letteratura, da Fabrizio del Dongo al Milton di Una questione privata, a Patroclo e Achille nell&#8217;Iliade, la guerra è da sempre per molta gioventù attrazione che supera l&#8217;orrore.  Per alcuni che sono passati nella guerra da giovani il suo ricordo è uno strazio orrendo da rimuovere, per altri è l&#8217;esperienza più importante e significativa della proprio vita.<br />
2) la memorialistica degli anni di piombo. Forse sono traviato da qualche esempio di cattiva memorialistica e in questo Erri de Luca dà un suo formidabile contributo, ma da certe letture e dichiarazioni esce una generazione che si è trovata orfana della grande prova (la Resistenza, una lotta di liberazione anti coloniale o antiimperialista o antifascista come in Vietnam, Angola, Portogallo, Grecia, Sud America) e per dare tutto se stesso, per affrontare la prova decisiva ha portato agli estremi della lotta armata uno scontro politico che poteva avere altri sbocchi. Non discuto il fatto che ci fosse una forte base politica, ma l&#8217;involuzione verso la lotta armata non è stata tanto una necessità politica, quanto la necessità alla Del Dongo di provarsi nell&#8217;occhio del tifone.<br />
3) la reazione di vaffanculo. Mandare affanculo qualcuno vuol dire che con costui non vuoi averci più a che fare; nel caso di Morucci dire che non si ha nulla da imparare da una sua analisi politica e che non si vuole ascoltare l&#8217;ennesima riedizione della memoria di anni sostanzialmente gloriosi anche se politicamente sconfitti.</p>
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		<title>
		Di: Giulio Marzaioli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/10/liberta-di-parola-un-appello/#comment-103701</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giulio Marzaioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 09:40:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La miopia (e ignoranza della legge e dei prinicipi elementari di democrazia) di alcuni commenti in calce all&#039;appello mi sembrano assai più pericolosi della partecipazione di Morucci ad un dibattito all&#039;Università in qualità di testimone (non già docente o insegnante o professore etc.). Chi meglio di Morucci, che non solo si è dissociato assolutamente dalle BR ma ha condannato la sua stessa posizione di quegli anni in ogni sede, può trasmettere il significato del terrorismo, non già per giustificare, bensì proprio per non dimenticare le deviazioni che hanno portato a tante e tali tragedie? Nessuno restituirà le vittime ai loro parenti, ma cosa c’entra questo con la necessità di non dimenticare quel periodo storico? Andrei anche io ad ascoltare Riina nell&#039;ipotesi improbabile di un pentimento &quot;operoso&quot; e credo che una delle ragioni di arretratezza del nosto bel Paese stia proprio nella paura di affrontare con lucidità i temi cruciali della nostra storia. Abbiamo bisogno soltanto di condannare o possiamo anche analizzare e approfondire i percorsi sociologici, ideologici e mentali che hanno portato al terrorismo, onde non rischiare corsi e ricorsi storici? Lo chiedo a Frascella e a Gasparri e a Frati...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La miopia (e ignoranza della legge e dei prinicipi elementari di democrazia) di alcuni commenti in calce all&#8217;appello mi sembrano assai più pericolosi della partecipazione di Morucci ad un dibattito all&#8217;Università in qualità di testimone (non già docente o insegnante o professore etc.). Chi meglio di Morucci, che non solo si è dissociato assolutamente dalle BR ma ha condannato la sua stessa posizione di quegli anni in ogni sede, può trasmettere il significato del terrorismo, non già per giustificare, bensì proprio per non dimenticare le deviazioni che hanno portato a tante e tali tragedie? Nessuno restituirà le vittime ai loro parenti, ma cosa c’entra questo con la necessità di non dimenticare quel periodo storico? Andrei anche io ad ascoltare Riina nell&#8217;ipotesi improbabile di un pentimento &#8220;operoso&#8221; e credo che una delle ragioni di arretratezza del nosto bel Paese stia proprio nella paura di affrontare con lucidità i temi cruciali della nostra storia. Abbiamo bisogno soltanto di condannare o possiamo anche analizzare e approfondire i percorsi sociologici, ideologici e mentali che hanno portato al terrorismo, onde non rischiare corsi e ricorsi storici? Lo chiedo a Frascella e a Gasparri e a Frati&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: adele		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/10/liberta-di-parola-un-appello/#comment-103699</link>

		<dc:creator><![CDATA[adele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 09:16:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Personalmente io non ho idea di come si possa presentare Valerio Morucci in una conferenza, ho solo idea dei concetti che andrà ad esprimere ma non ho idea di come li esprimerà in qualità di oratore. Per saperlo dovrei vederlo all&#039;opera almeno una volta. Quindi non sono contraria che si tenga una conferenza del genere, piuttosto se sono curiosa vado, vedo, sento e poi commento. Non è paragonabile alla questione del Papa perché il Papa andava per inaugurare l&#039;anno accademico non per una conferenza sull&#039;Inquisizione (lì avremmo tutti atteso molto la sua partecipazione, ancora meglio se si fosse discusso insieme ad accademici laici di idee diverse da quelle del Vaticano sui desaparecidos etc...). Non è paragonabile nemmeno alla conferenza che i ragazzi di Forza Nuova si sono visti negare: a leggere i temi e i relatori della conferenza non c&#039;era niente di &quot;redento&quot;. Su certe cose si spinge troppo alla censura preventiva, come se ci fosse bisogno di profilattici mentali e non fossimo più liberi di avere un giudizio critico personale sulle cose che si sentono, vedono e percepiscono. 

Altra riflessione che andrebbe OT è sulla necessità di chiamare a parlare nelle conferenze persone che hanno partecipato personalmente con la loro storia al tema stesso in discussione. Come dire la Franzoni redenta che parla dell&#039;infanticidio. Non ci vedo un qualche cosa di male, ma mi chiedo piuttosto se ce ne sia bisogno per forza. Soratutto in questo periodo storico in cui tutto è reality show, se non hai sputato sangue tu personalmente non puoi parlare di sangue o comunque ne capisci quasi di meno. Sicuramente attira più pubblico (come l&#039;attira la scritta al cinema &quot;tratto da una storia vera&quot;) e si potrebbe aprire una discussione enorme sull&#039;iper-realismo, la fotografia, il quadro, la storia, i reality show, la pornografia etc...ma apputo..è OT...pippe mentali mie...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente io non ho idea di come si possa presentare Valerio Morucci in una conferenza, ho solo idea dei concetti che andrà ad esprimere ma non ho idea di come li esprimerà in qualità di oratore. Per saperlo dovrei vederlo all&#8217;opera almeno una volta. Quindi non sono contraria che si tenga una conferenza del genere, piuttosto se sono curiosa vado, vedo, sento e poi commento. Non è paragonabile alla questione del Papa perché il Papa andava per inaugurare l&#8217;anno accademico non per una conferenza sull&#8217;Inquisizione (lì avremmo tutti atteso molto la sua partecipazione, ancora meglio se si fosse discusso insieme ad accademici laici di idee diverse da quelle del Vaticano sui desaparecidos etc&#8230;). Non è paragonabile nemmeno alla conferenza che i ragazzi di Forza Nuova si sono visti negare: a leggere i temi e i relatori della conferenza non c&#8217;era niente di &#8220;redento&#8221;. Su certe cose si spinge troppo alla censura preventiva, come se ci fosse bisogno di profilattici mentali e non fossimo più liberi di avere un giudizio critico personale sulle cose che si sentono, vedono e percepiscono. </p>
<p>Altra riflessione che andrebbe OT è sulla necessità di chiamare a parlare nelle conferenze persone che hanno partecipato personalmente con la loro storia al tema stesso in discussione. Come dire la Franzoni redenta che parla dell&#8217;infanticidio. Non ci vedo un qualche cosa di male, ma mi chiedo piuttosto se ce ne sia bisogno per forza. Soratutto in questo periodo storico in cui tutto è reality show, se non hai sputato sangue tu personalmente non puoi parlare di sangue o comunque ne capisci quasi di meno. Sicuramente attira più pubblico (come l&#8217;attira la scritta al cinema &#8220;tratto da una storia vera&#8221;) e si potrebbe aprire una discussione enorme sull&#8217;iper-realismo, la fotografia, il quadro, la storia, i reality show, la pornografia etc&#8230;ma apputo..è OT&#8230;pippe mentali mie&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/10/liberta-di-parola-un-appello/#comment-103691</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 06:55:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@sebastian
@blackjack
La modalità del tutto a-politica della vostra percezione della vicenda terroristica italiana è la misura esatta della transizione in atto, come fenomeno de massa, da un sentirsi parte di un comune spazio civile dove accadono cose anche molto gravi – ma sempre portatrici di significati afferenti la polis, vale a dire il destino comune – a un individualismo eterno e per così dire intestinale, dove la peristalsi emotica la fa da padrona su qualsiasi possibile accenno di riflessione.
Messe così le cose, con i “vaffanculi” a Erri De Luca (che probabilmente merita, ma non certo in quanto ex-qualcosa – cosa? – quanto piuttosto per l’uso che fa del suo essere ex) come atto liberatorio alla fantozzi, eccetera, che cazzo ci dobbiamo dire?
Per un eventuale rinsavimento futuro resterebbe da annotarsi questo: com’è possibile liquidare con generiche considerazioni sull’essere giovani e la guerra, francamente imbarazzanti, oppure con un vaffanculo, tutto quel sangue versato? Quelle vite distrutte e auto-distrutte? Come sorvolare in modo così idiota su tensioni che stirarono allo spasimo le fibre civili del Paese...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@sebastian<br />
@blackjack<br />
La modalità del tutto a-politica della vostra percezione della vicenda terroristica italiana è la misura esatta della transizione in atto, come fenomeno de massa, da un sentirsi parte di un comune spazio civile dove accadono cose anche molto gravi – ma sempre portatrici di significati afferenti la polis, vale a dire il destino comune – a un individualismo eterno e per così dire intestinale, dove la peristalsi emotica la fa da padrona su qualsiasi possibile accenno di riflessione.<br />
Messe così le cose, con i “vaffanculi” a Erri De Luca (che probabilmente merita, ma non certo in quanto ex-qualcosa – cosa? – quanto piuttosto per l’uso che fa del suo essere ex) come atto liberatorio alla fantozzi, eccetera, che cazzo ci dobbiamo dire?<br />
Per un eventuale rinsavimento futuro resterebbe da annotarsi questo: com’è possibile liquidare con generiche considerazioni sull’essere giovani e la guerra, francamente imbarazzanti, oppure con un vaffanculo, tutto quel sangue versato? Quelle vite distrutte e auto-distrutte? Come sorvolare in modo così idiota su tensioni che stirarono allo spasimo le fibre civili del Paese&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/10/liberta-di-parola-un-appello/#comment-103678</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 23:10:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perdonate, ma questa polemica contro la partecipazione a un dibattito alla Sapienza di Valerio Morucci, cos&#039;avrà mai da dire, chi modera Morucci, ecc., è una bufala mediatica. L&#039;incontro, come ha chiarito il docente che l&#039;aveva proposto, era stato organizzato su richiesta di un funzionario della Questura che segue i percorsi di reinserimento degli ex-terroristi. Nessuna lezione di terrorismo: il cappello organizzativo era, anche istituzionalmente, del tutto chiaro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perdonate, ma questa polemica contro la partecipazione a un dibattito alla Sapienza di Valerio Morucci, cos&#8217;avrà mai da dire, chi modera Morucci, ecc., è una bufala mediatica. L&#8217;incontro, come ha chiarito il docente che l&#8217;aveva proposto, era stato organizzato su richiesta di un funzionario della Questura che segue i percorsi di reinserimento degli ex-terroristi. Nessuna lezione di terrorismo: il cappello organizzativo era, anche istituzionalmente, del tutto chiaro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/10/liberta-di-parola-un-appello/#comment-103677</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 23:01:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarà anche vero che la giustizia è fatta per redimere e reinserire, ma qui da noi, in questo paese di merda, succede sempre il contrario di ciò che dovrebbe succedere: chi ha ammazzato scrive libri, fa conferenze, ha sempre qualcuno pronto a sistemarlo in qualche posto pubblico, ha sempre qualcuno pronto ad ascoltarlo.
Un po&#039; di sano pudore e understatement non farebbe male a questi &#039;campioni&#039; di democrazia che, prima ammazzano, poi si pentono, poi da codardi fanno arrestare tutti gli altri raccontando (ciò che gli fa comodo) a destra e a manca pur di pararsi il culo e alla fine, ciliegina sulla torta, vogliono anche andare in giro a raccontare le loro verità.

Una verità da assassini, perché mica basta qualche anno di galera per riportare in vita quelli che hai ucciso: la prigione non è una lavatrice e assassino, ci resti per tutta la vita.

Blackjack.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà anche vero che la giustizia è fatta per redimere e reinserire, ma qui da noi, in questo paese di merda, succede sempre il contrario di ciò che dovrebbe succedere: chi ha ammazzato scrive libri, fa conferenze, ha sempre qualcuno pronto a sistemarlo in qualche posto pubblico, ha sempre qualcuno pronto ad ascoltarlo.<br />
Un po&#8217; di sano pudore e understatement non farebbe male a questi &#8216;campioni&#8217; di democrazia che, prima ammazzano, poi si pentono, poi da codardi fanno arrestare tutti gli altri raccontando (ciò che gli fa comodo) a destra e a manca pur di pararsi il culo e alla fine, ciliegina sulla torta, vogliono anche andare in giro a raccontare le loro verità.</p>
<p>Una verità da assassini, perché mica basta qualche anno di galera per riportare in vita quelli che hai ucciso: la prigione non è una lavatrice e assassino, ci resti per tutta la vita.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sebastian76		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/10/liberta-di-parola-un-appello/#comment-103673</link>

		<dc:creator><![CDATA[sebastian76]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 22:48:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=13193#comment-103673</guid>

					<description><![CDATA[Non so se fu un fenomeno politico. La guerra è fatta per i giovani e i giovani sono fatti per la guerra. Il giovane si sente invulnerabile e immortale, il giovane si vuole provare nelle condizioni limite, vuole vedere fino a dove riesce ad arrivare, vuole scovare fino in fondo cosa c&#039;è nel suo sacco, il giovane vuole provare l&#039;esperienza estrema che dia senso alla vita. La guerra è la situazione ideale per fornire tutto ciò che manca al giovane. Morucci e gli altri una guerra non l&#039;avevano e allora se ne sono inventata una tutta per loro. Hanno fatto dell&#039;Italia il loro campo giochi alla ricerca della esperienza estrema e le vittime e il sangue entravano nel conto. Affanculo Morucci, Erri De Luca, tutto il fottuto reducismo letterario e memorialistico da 68 e da 77. Non hanno più niente da dire a nessuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se fu un fenomeno politico. La guerra è fatta per i giovani e i giovani sono fatti per la guerra. Il giovane si sente invulnerabile e immortale, il giovane si vuole provare nelle condizioni limite, vuole vedere fino a dove riesce ad arrivare, vuole scovare fino in fondo cosa c&#8217;è nel suo sacco, il giovane vuole provare l&#8217;esperienza estrema che dia senso alla vita. La guerra è la situazione ideale per fornire tutto ciò che manca al giovane. Morucci e gli altri una guerra non l&#8217;avevano e allora se ne sono inventata una tutta per loro. Hanno fatto dell&#8217;Italia il loro campo giochi alla ricerca della esperienza estrema e le vittime e il sangue entravano nel conto. Affanculo Morucci, Erri De Luca, tutto il fottuto reducismo letterario e memorialistico da 68 e da 77. Non hanno più niente da dire a nessuno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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