Gradazioni di Viola


À gauche il s’agit d’un violet saturé RVB composé de 100% de bleu et 75% de rouge. À droite c’est ce même violet séparé en quadrichromie, ce qui donne 51% de cyan et 65% de magenta. Comme on peut le voir, la séparation quadri ne parvient pas à restituer un violet pur.

( Una fra tante)
di
Viola Amarelli

Fard. Terra. Rimmel. Matita, per gli occhi e per le labbra. E stretti i capelli lucidi, cortina nera di arabie e medioriente. Maschera tribale, jeans improbabili su fianchi, pancia e cosce, chili di carne e grasso che strabordano, gonfiando un bomber arancio, lo stesso del rossetto. E nelle feste, parenti e capitoni, in motoretta, cacciarla la pistola, una fra tante a casa, premi il grilletto. Sparando, all’aria, al mondo, rumore di casino come un tamburo rituale a richiamare sorte, dire son io son qui venite, soldi e. Nessun ragazzo, nessun uomo da un pezzo. E ritrovarsi con uno morto ucciso. Sfortuna nera. Io non volevo, no, gesù, davvero.

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  13 comments for “Gradazioni di Viola

  1. macondo
    11 gennaio 2009 at 18:50

    Viola, ti facevo più una Viola d’amore che di guerra.
    T’arrabbi (e mi spari) se ti dico che prefrisco le tue poesie?

  2. lucia cossu
    11 gennaio 2009 at 20:41

    tremendo, terra e fard e sempe morte, come questi giorni, come tutti i giorni da qualche parte

  3. 11 gennaio 2009 at 21:38

    sembra la sintesi di una sanguina scenografia, la vedrei perfetta per le visioni di Almodóvar.

  4. 11 gennaio 2009 at 21:42

    :)

  5. 11 gennaio 2009 at 21:46

    oh my God! *sanguigna

  6. Parco
    11 gennaio 2009 at 21:51

    Retorica a go-gò

  7. soldato blu
    11 gennaio 2009 at 22:06

    A me pare che non ci sia definizione più giusta:
    “gradazioni”.
    Non c’è alcun stacco dalla poesia.
    Il mondo si presenta con la stessa intensità di luce.
    Variano le componenti al cambio delle situazioni.
    Ma noi restiamo avvolti nella nostra coperta, viola.

  8. 11 gennaio 2009 at 23:12

    Cara Viola, a proposito di gradazioni, questa ricorda ‘Quartieri Spagnoli’, la vedo quasi come una continuazione:
    Magro il palazzo pigiama, la cannottiera/ nera su nero lungo i quartieri/ spande eleganza/ alto, le spalle larghe/…

    ti dona molto comunque sia anche questo bel viola sangria
    Abele

  9. stalker
    12 gennaio 2009 at 00:12

    Fard. Terra. Rimmel. Matita, per gli occhi e per le labbra.

    parenti e capitoni

    E ritrovarsi con un morto ucciso.

    …intravedo il volto di manuela terracciano, e di tante altre donne come lei, in una notte di fine d’anno in cui ogni inibizione cessa e a tutti i costi bisogna divertirsi…

    viola, parole forti
    crudelmente reali

    v

  10. nadia agustoni
    12 gennaio 2009 at 03:20

    anche a me ha ricordato l’episodio dei quartieri spagnoli.

    la “maschera tribale” e la morte , accostamento potente.

    un saluto

  11. véronique vergé
    12 gennaio 2009 at 09:10

    Qualche riga di descrizione. Una scena di teatro. Lotta dei colori. I vestiti sono di guerra. Molto crudele, la maschera tribale, perché si appica al fiato. Un garofano carmin fiorisce sulla pelle incisa.

    Bellissimo Viola.

    I nomi dei colori di pittura indovinano l’universo ampio dell’immaginazione. Chi si rammenta la magia di mescolare i colori di pittura in un bicchiere?

  12. no/made
    12 gennaio 2009 at 12:46

    ormai il nostro è un paese in cui ci si sveglia con la voglia di mettere subito le mani alla pistola.

  13. roberto donatelli
    12 gennaio 2009 at 13:53

    lacca di garanza profonda, alambicco viola dalle intense bolle

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