Photoshoperò #10 – detto anche dei due e più mondi

immagine di copertina: Philippe Schlienger

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  21 comments for “Photoshoperò #10 – detto anche dei due e più mondi

  1. teqnofobico
    1 febbraio 2009 at 04:16

    chereffeffe,
    sono appena rientrato a casa, e subito mi fai ripartire!
    che bel voyage au bord du train!
    vado alle porte del sonno con un pò di grazia, grazie a te!
    un abbraccio
    g.c.

  2. 1 febbraio 2009 at 09:37

    io invece lo vedo stamani, effeffe, ma è un modo di viaggiare bene la domenica, grazie.

  3. soldato blu
    1 febbraio 2009 at 10:11

    Ogn’or mi meravigli, tu effeffe
    sia treno, sia trina di vento
    o, sguincio, un pavimento
    dove posano, calando come beffe

    le tue scarpe guarnite da un merletto
    mentre osservi naso all’aria oppure cerchi
    nei visi della gente sentimenti parchi
    e ristauri in questo mondo disastrato

    piccoli paesi in photoshop, però
    porzioni di città esistenti
    e tutti sanno che non menti

    dicendo, lieve, live: “ Vedenti
    osservate la vita, però
    guardate al margine del mo’.”

  4. soldato blu
    1 febbraio 2009 at 10:32

    Mi ero dimenticato: una domanda:
    l’immagine di copertina di Philippe Schlienger
    l’ahi scelta perché in primo piano c’è
    il nostro comune amico Franz?

    G.C.

  5. 1 febbraio 2009 at 10:38

    e Biondillo dietro (a sinistra) :-)
    effeffe

  6. 1 febbraio 2009 at 10:41

    a proposito soldatino, il filmato del caravaggio che mi inviati linkato e ke facettimo dalle misericordie non se scarichette
    effeffe

  7. 1 febbraio 2009 at 11:15

    Quel fischiettio, come dovrebbe essere la vita…Viola

  8. 1 febbraio 2009 at 11:24

    registrato alla Contrescarpe (nomenomen) una vita (forse due) fa
    effeffe

  9. fem
    1 febbraio 2009 at 11:47

    tanti mondi e modi de passà.
    treni soffitti binari e sfere
    ‘sta geometria acustica de parole mi è piaciuta assai

    fem

    (gravitate de profondeur…)

  10. 1 febbraio 2009 at 11:58

    fem dom

    fimina qui domina li sensi de le cose
    (autrement dit)
    hai sgamato le carte segrete della composizione

  11. fem
    1 febbraio 2009 at 13:54

    non per niente mi chiamavano “Lady Sgame” (pronuncié à l’anglais) :-))

    baci baci e baci

  12. véronique vergé
    1 febbraio 2009 at 17:48

    Che bellezza! Ho l’impressione di ritrovare un lembo d’infanzia,
    un velo delicato, un tempo poetico,
    un tempo di storia raccontata in murmuro,
    il tuo murmuro,
    vedo sul finestrino il tuo sguardo
    di bambino attraversare campo di neve,
    nella corsa del treno le tue parole cantate
    hanno la perfezione dell’aurora;
    mi rammento come bambina cantavo
    storie in murmuro mentre la corsa del mondo
    galoppa;
    la luna dei viaggiatori nasce e scompare,
    scompare e nasce
    sento il tuo fischio allegro e sospeso
    per fare tornare la memoria.

    Grazie per questo viaggio con te e altri commentatori,
    è bello come quando sei alla cima di albero
    e vedi il mondo.

    Posso prendre un altro biglietto?

  13. filippo
    1 febbraio 2009 at 18:23

    Cose.-Oasi- Non so. Lepri alla luce dei fari. Un’unghiata di gelo. Voci.Verba,una babele. Bello. Cha cha cha

  14. carmine vitale
    1 febbraio 2009 at 19:12

    repeat : Genius!
    c.

  15. 1 febbraio 2009 at 20:12

    stupendo. vai guagliò!

  16. 1 febbraio 2009 at 23:28


    y los pies suben por calles de fatigas y dolores,
    cunas de fango ayer
    por los perdidos ideales se despiertan hoy
    mientras que tus sueños
    todavía nos trazan combinaciónes de líneas
    de blanca y negra humanidad …

    en los pasos nudos de tus pies
    todo el encanto de una voz antigua

  17. 2 febbraio 2009 at 09:30

    Si’ ‘nu babà!
    Great.

  18. francesco forlani
    2 febbraio 2009 at 10:36

    to Cream or not to cream?
    ho sentito annarella per stasera
    appuntamento confermato se parte il treno stop
    musica dottor Zivago e colbacco stop
    col bacco col tabacco e colla venere stop
    navigli al Bart via casale 6 angolo naviglio grande stop
    bottiglia di calvados per Grog (sex, grog and rock and roll)
    nous sommes tous des reversables
    effeffe

  19. 4 febbraio 2009 at 12:58

    al respiro – reso. Amalgama dei Sensi/Suoni…

    fischia forte Francesco!

  20. liviobo
    4 febbraio 2009 at 17:22

    notevolisssimo, mi pare che si va raffinando ulteriormente il linguaggio. da segnalare in particolare: le immagini in incipit; la sbellicante filastrocca del trenino; i lirici, emozionanti, vertiginosi decalage vocali, quasi simulazioni di gallerie o di interferenze del segnale.
    cito il soldato blu: ogn’or mi meravigli, tu effeffe

  21. 4 febbraio 2009 at 18:50

    merci à vous
    camarades
    effeffe

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