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	Commenti a: La rivoluzione di un padre	</title>
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		<title>
		Di: Paolo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/02/09/la-rivoluzione-di-un-padre/#comment-106797</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 15:40:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ lucia
Il suo commento non mi ha lasciato indifferente.
Il dramma che lei sta vivendo è il dramma di centinaia di migliaia di persone al mondo che, come lei, soffrono ogni giorno.
La mia stessa vita è stata una vita di sofferenza ma, devo ringraziare Dio, non mi ha mai abbandonato completamente, anzi, mi ha spesso aiutato a venire fuori dai momenti bui della mia vita.
Ho imparato a superare quei momenti di difficoltà guardando il mondo da una prospettiva diversa, considerando che tutto sommato dovevo ritenermi un uomo fortunato se mi confrontavo con altre persone più sofferenti di me. E in un certo senso è così. C&#039;è sempre chi soffre più di noi, solo che non ce ne accorgiamo perché siamo concentrati sulla nostra unica sofferenza che ci sembra essere la peggiore di tutte, quella più insopportabile, che nessuno può capire.
Ho un profondo rispetto per le persone che soffrono, per questo mi dispiace che le mie parole abbiano assunto un significato diverso da quello che avrei voluto dare. 
La mia osservazione sull&#039;aspetto economico era peraltro marginale, e voleva soltanto mettere alla luce un aspetto, anche se forse può essere apparso inopportuno in quella determinata circostanza, non mi sarei mai aspettato che esso fosse enfatizzato in tal modo.
Adesso comprendo il suo disagio e me ne rammarico, ma vorrei che anche lei capisse la buona fede con la quale ho sollevato l&#039;argomento, che ripeto, non intendeva ledere la sensibilità di nessuno.
Avrei preferito approfondire il resto delle argomentazioni proposte piuttosto che concentrarmi su quelle singole parole.
In sostanza, volevo difendere la battaglia del papà di Eluana, nell&#039;interesse (o presunto tale) della figlia. Volevo contrastare lo sciacallaggio dei mass media e la vergognosa manipolazione politica del governo, volevo che la Chiesa si occupasse dei problemi della Chiesa e che i manifestanti se ne tornassero a casa loro.
Volevo inoltre che la tragedia umana che ha colpito la famiglia Englaro fosse rispettata con il silenzio di tutti.
Il commento che ho pubblicato qui il 12 Febbraio è stato il mio primo commento, ho atteso parecchio tempo prima di esprimermi, proprio perché ero consapevole che non si trattava di una scelta semplice.
Ma volevo anche che la battaglia portata avanti da Beppino Englaro,
aprisse lo spazio per una discussione seria sul testamento biologico,
affinché chiunque di noi possa essere libero di decidere sulle sorti della propria vita, con assoluto rispetto, qualunque esse siano.
Non volevo certamente lasciare intendere che chi viene curato rimane un peso economico a carico della società, ma al contrario, e cioé per chi decide di non accanirsi col trattamento terapeutico (ad esempio il caso di Eluana), che quelle risorse economiche &quot;liberate&quot; possano servire per salvare altre vite umane (non ho detto per pareggiare i conti in rosso del governo, che comunque non pareggerà mai), ma come una sorta di &quot;liquidazione&quot; o di &quot;assicurazione&quot; diciamo così, da parte di chi decide di non voler vivere più in favore di chi invece può essere salvato.
Inoltre volevo concludere dicendo che la mia voleva essere anche una sorta di provocazione, non nei confronti di chi soffre, ma verso chi ha &quot;usato&quot; questa triste vicenda in modo rozzo e bigotto con il semplice gusto di far prendere aria alla bocca.
Spero di cuore che lei possa affrontare i suoi problemi, superandoli.
Preghi Dio, abbi fede in lui, egli non ha mai abbandonato nessuno, e non
abbandonerà neppure lei, egli non dimentica mai i suoi figli e quelli più bisognosi sono i suoi prediletti, sono quelli che erediteranno il regno dei cieli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ lucia<br />
Il suo commento non mi ha lasciato indifferente.<br />
Il dramma che lei sta vivendo è il dramma di centinaia di migliaia di persone al mondo che, come lei, soffrono ogni giorno.<br />
La mia stessa vita è stata una vita di sofferenza ma, devo ringraziare Dio, non mi ha mai abbandonato completamente, anzi, mi ha spesso aiutato a venire fuori dai momenti bui della mia vita.<br />
Ho imparato a superare quei momenti di difficoltà guardando il mondo da una prospettiva diversa, considerando che tutto sommato dovevo ritenermi un uomo fortunato se mi confrontavo con altre persone più sofferenti di me. E in un certo senso è così. C&#8217;è sempre chi soffre più di noi, solo che non ce ne accorgiamo perché siamo concentrati sulla nostra unica sofferenza che ci sembra essere la peggiore di tutte, quella più insopportabile, che nessuno può capire.<br />
Ho un profondo rispetto per le persone che soffrono, per questo mi dispiace che le mie parole abbiano assunto un significato diverso da quello che avrei voluto dare.<br />
La mia osservazione sull&#8217;aspetto economico era peraltro marginale, e voleva soltanto mettere alla luce un aspetto, anche se forse può essere apparso inopportuno in quella determinata circostanza, non mi sarei mai aspettato che esso fosse enfatizzato in tal modo.<br />
Adesso comprendo il suo disagio e me ne rammarico, ma vorrei che anche lei capisse la buona fede con la quale ho sollevato l&#8217;argomento, che ripeto, non intendeva ledere la sensibilità di nessuno.<br />
Avrei preferito approfondire il resto delle argomentazioni proposte piuttosto che concentrarmi su quelle singole parole.<br />
In sostanza, volevo difendere la battaglia del papà di Eluana, nell&#8217;interesse (o presunto tale) della figlia. Volevo contrastare lo sciacallaggio dei mass media e la vergognosa manipolazione politica del governo, volevo che la Chiesa si occupasse dei problemi della Chiesa e che i manifestanti se ne tornassero a casa loro.<br />
Volevo inoltre che la tragedia umana che ha colpito la famiglia Englaro fosse rispettata con il silenzio di tutti.<br />
Il commento che ho pubblicato qui il 12 Febbraio è stato il mio primo commento, ho atteso parecchio tempo prima di esprimermi, proprio perché ero consapevole che non si trattava di una scelta semplice.<br />
Ma volevo anche che la battaglia portata avanti da Beppino Englaro,<br />
aprisse lo spazio per una discussione seria sul testamento biologico,<br />
affinché chiunque di noi possa essere libero di decidere sulle sorti della propria vita, con assoluto rispetto, qualunque esse siano.<br />
Non volevo certamente lasciare intendere che chi viene curato rimane un peso economico a carico della società, ma al contrario, e cioé per chi decide di non accanirsi col trattamento terapeutico (ad esempio il caso di Eluana), che quelle risorse economiche &#8220;liberate&#8221; possano servire per salvare altre vite umane (non ho detto per pareggiare i conti in rosso del governo, che comunque non pareggerà mai), ma come una sorta di &#8220;liquidazione&#8221; o di &#8220;assicurazione&#8221; diciamo così, da parte di chi decide di non voler vivere più in favore di chi invece può essere salvato.<br />
Inoltre volevo concludere dicendo che la mia voleva essere anche una sorta di provocazione, non nei confronti di chi soffre, ma verso chi ha &#8220;usato&#8221; questa triste vicenda in modo rozzo e bigotto con il semplice gusto di far prendere aria alla bocca.<br />
Spero di cuore che lei possa affrontare i suoi problemi, superandoli.<br />
Preghi Dio, abbi fede in lui, egli non ha mai abbandonato nessuno, e non<br />
abbandonerà neppure lei, egli non dimentica mai i suoi figli e quelli più bisognosi sono i suoi prediletti, sono quelli che erediteranno il regno dei cieli.</p>
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		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/02/09/la-rivoluzione-di-un-padre/#comment-106566</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 13:29:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono stata qui anche con Francesca Matteoni abbastanza dura su sfumature di significati e parole che anche in buonisssima fede vengono utilizzate solo perché in casicome questi ogni piccola sfumatura è importante per persone invalide come me. Sono certamente portatrice di un punto di vista molto di parte, ma tenete presente che credo sia un articolo e una vicenda che tocca molte persone inguaribili e la nostra è (per fortuna) una società che avrà sempre più cronici che prima non esistevano, persone come me che per la medicina classica dovrebbero essere morte e che continuano a vivere e saranno sempre delle volte in urgenza, delle volte stabili, ma sempre in una sorta di ricovero perenne anche fuori degli ospedali. Per molto tempo non ho mai nominato la mia malattia che degli amici di vecchia data scoprono ora e che mi segue dal 1992 un po&#039; per pudore ed orgoglio, un po&#039; perché non avrebbe cambiato nulla se non la percezione pietosa degli altri. Ora sento sia necessario non tirarsi indietro perché sento che c&#039;è un&#039;inversione di marcia nei diritti e nelle libertà e anche in persone meno drammaticamente colpite di Eluana Englaro si sta restringendo la possibilità di rimanere umani viventi e dignitosi senza doverlo ribadire, così come si è sentita la necessità di un film come Milk e all&#039;opposto di una canzone come quella di Povia a Sanremo. Una ragazza che aveva fatto 12 operazioni per poter riuscire a camminare un poco ogni giorno mi aveva raccontato della tortura quotidiana di venir compatita per strada in continuazione: mai nessuno che la ignorasse e la trattasse come un normale estraneo e per lei questo era straziante e fonte di rabbia e dolore. In qualche modo credo di aver capito che per motivi oggettivi siamo più esposti in zone intime che diventano pubbliche in modo oggettivo e che è difficile far capire che è restituendoci la privatezza di certe cose che continuamo a sentirci umani e rispettati e non commentando o anche esprimendo solidarietà. Sembrerà stupido ma per me è una tortura il costante commento di quando per motivi oggettivi (e anche drammatici e in realtà anche pericolosi) passo il tempo a singhiozzare o avere conati solo stando in piedi o camminando e siccome non voglio e non posso più rimanere 20 ore al giorno stesa a letto mi ritrovo ad essere in una posizione eccentrica e osservata. E&#039; per me motivo non tanto di umiliazione quanto poi di desiderio di estraniarmi e isolarmi e scomparire da ogni sguardo, ma come farlo se vengo osservata e commentata ad alta voce (e spesso in modi neanche gentili) anche se solo sono al cinema? Sono andata così a fuoco sui commenti di Paolo perché questa supremazia di coloro che possono guarire la trovo giusta e normale in un contesto di precedenza nelle liste di attesa, ma non in un contesto di risparmio di soldi quando ne vengono sprecati in ogni modo. Io sono stata e sicuramente sarò ancora costosa, e allora? Devo sentire anche questo peso oltre a quello dei miei genitori che mi scrutano per sapere se la pancia e il cuore vanno bene o andremo al solito Pronto Soccorso per l&#039;ormai solito codice giallo che spaventa loro ma non più me mentre li vedo invecchiare più velocemente? Non voglio impietosire, mi prendo e assumo anche felicemente quello che mi è capitato perché scelgo di esserci presente e anche gioiosa e anche polemica e anche capace ancora di essere musicista, ma vorrei che quando si scrive in post come questo si sapesse che tra l&#039;essere vivi e morti c&#039;è ormai un continuo anche impensabile che è a volte molto forte e duro e insieme di una fragilità impressionante su certe sfumature che per ogni singolo di noi morenti lentamente è difficile ignorare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stata qui anche con Francesca Matteoni abbastanza dura su sfumature di significati e parole che anche in buonisssima fede vengono utilizzate solo perché in casicome questi ogni piccola sfumatura è importante per persone invalide come me. Sono certamente portatrice di un punto di vista molto di parte, ma tenete presente che credo sia un articolo e una vicenda che tocca molte persone inguaribili e la nostra è (per fortuna) una società che avrà sempre più cronici che prima non esistevano, persone come me che per la medicina classica dovrebbero essere morte e che continuano a vivere e saranno sempre delle volte in urgenza, delle volte stabili, ma sempre in una sorta di ricovero perenne anche fuori degli ospedali. Per molto tempo non ho mai nominato la mia malattia che degli amici di vecchia data scoprono ora e che mi segue dal 1992 un po&#8217; per pudore ed orgoglio, un po&#8217; perché non avrebbe cambiato nulla se non la percezione pietosa degli altri. Ora sento sia necessario non tirarsi indietro perché sento che c&#8217;è un&#8217;inversione di marcia nei diritti e nelle libertà e anche in persone meno drammaticamente colpite di Eluana Englaro si sta restringendo la possibilità di rimanere umani viventi e dignitosi senza doverlo ribadire, così come si è sentita la necessità di un film come Milk e all&#8217;opposto di una canzone come quella di Povia a Sanremo. Una ragazza che aveva fatto 12 operazioni per poter riuscire a camminare un poco ogni giorno mi aveva raccontato della tortura quotidiana di venir compatita per strada in continuazione: mai nessuno che la ignorasse e la trattasse come un normale estraneo e per lei questo era straziante e fonte di rabbia e dolore. In qualche modo credo di aver capito che per motivi oggettivi siamo più esposti in zone intime che diventano pubbliche in modo oggettivo e che è difficile far capire che è restituendoci la privatezza di certe cose che continuamo a sentirci umani e rispettati e non commentando o anche esprimendo solidarietà. Sembrerà stupido ma per me è una tortura il costante commento di quando per motivi oggettivi (e anche drammatici e in realtà anche pericolosi) passo il tempo a singhiozzare o avere conati solo stando in piedi o camminando e siccome non voglio e non posso più rimanere 20 ore al giorno stesa a letto mi ritrovo ad essere in una posizione eccentrica e osservata. E&#8217; per me motivo non tanto di umiliazione quanto poi di desiderio di estraniarmi e isolarmi e scomparire da ogni sguardo, ma come farlo se vengo osservata e commentata ad alta voce (e spesso in modi neanche gentili) anche se solo sono al cinema? Sono andata così a fuoco sui commenti di Paolo perché questa supremazia di coloro che possono guarire la trovo giusta e normale in un contesto di precedenza nelle liste di attesa, ma non in un contesto di risparmio di soldi quando ne vengono sprecati in ogni modo. Io sono stata e sicuramente sarò ancora costosa, e allora? Devo sentire anche questo peso oltre a quello dei miei genitori che mi scrutano per sapere se la pancia e il cuore vanno bene o andremo al solito Pronto Soccorso per l&#8217;ormai solito codice giallo che spaventa loro ma non più me mentre li vedo invecchiare più velocemente? Non voglio impietosire, mi prendo e assumo anche felicemente quello che mi è capitato perché scelgo di esserci presente e anche gioiosa e anche polemica e anche capace ancora di essere musicista, ma vorrei che quando si scrive in post come questo si sapesse che tra l&#8217;essere vivi e morti c&#8217;è ormai un continuo anche impensabile che è a volte molto forte e duro e insieme di una fragilità impressionante su certe sfumature che per ogni singolo di noi morenti lentamente è difficile ignorare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/02/09/la-rivoluzione-di-un-padre/#comment-106559</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 13:01:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Paolo
non è proprio scherzare dire di qualcuno che ha bisogno dello specialista e di gocce e di &quot;valutazioni&quot; e anche nominare ellettroshock (che alcune persone non consenzienti hanno subito per idee giudicate bislacche) e sondini. Purtroppo per me a me non fanno neanche il solletico (sono felice utilizzatrice di molte pratiche mediche e il sondino lo conosco) e i miei incubi li ho anche senza le sue simpatiche parole. In un luogo pubblico come questo credo sia normale venir criticati e sapere che è barbarie reagire con una tale violenza a critiche anche fossero ingiustificate e cretine. Ho cercato di argomentare su cose scritte da lei e a cui lei non ha risposto (sempre suo diritto).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Paolo<br />
non è proprio scherzare dire di qualcuno che ha bisogno dello specialista e di gocce e di &#8220;valutazioni&#8221; e anche nominare ellettroshock (che alcune persone non consenzienti hanno subito per idee giudicate bislacche) e sondini. Purtroppo per me a me non fanno neanche il solletico (sono felice utilizzatrice di molte pratiche mediche e il sondino lo conosco) e i miei incubi li ho anche senza le sue simpatiche parole. In un luogo pubblico come questo credo sia normale venir criticati e sapere che è barbarie reagire con una tale violenza a critiche anche fossero ingiustificate e cretine. Ho cercato di argomentare su cose scritte da lei e a cui lei non ha risposto (sempre suo diritto).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/02/09/la-rivoluzione-di-un-padre/#comment-105972</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 11:00:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hmmmm........vediamo.
30 gocce di psycosped, tre volte pro die, per quattro mesi.
Dopodiché faremo il punto della situazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hmmmm&#8230;&#8230;..vediamo.<br />
30 gocce di psycosped, tre volte pro die, per quattro mesi.<br />
Dopodiché faremo il punto della situazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/02/09/la-rivoluzione-di-un-padre/#comment-105950</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 22:15:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il commento di sopra era mio, uscito per sbaglio sotto altro nome]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il commento di sopra era mio, uscito per sbaglio sotto altro nome</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto donatelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/02/09/la-rivoluzione-di-un-padre/#comment-105948</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto donatelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 22:05:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Paolo
son felice che lei di me abbia capito tutto. Quando (spesso) avrò dei dubbi e delle domende su di me saprò a chi rivolgermi, ma forse di me stessa mi annoio abbastanza da non disturbarla tanto spesso. Io non sono mai entrata nel suo personale e soprattutto non ho mai pensato che ciò che dico abbia molta importanza, so che è un punto di vista ma anche ignorabile. Volevo mettere in evidenza come delle volte si dicano delle cose che non si pensa di dire, sono forse delle categorie che neanche ci accorgiamo di avere e che io son felice che mi si facciano notare, essendo per me il mondo più sfumato e diverso di quello che io possa immaginare. Un medico di malattie infettive al quale dissi di una mia perplessità riguardo alcune norme dopo un incidente durante un intervento che io non trovavo grave mi spiegò perché mi sbagliavo e non solo mi convinse, ma mi convinse anche di cercare di essere altrettanto chiara in situazioni di sfumature per varie persone importanti anche a costo di essere pedante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Paolo<br />
son felice che lei di me abbia capito tutto. Quando (spesso) avrò dei dubbi e delle domende su di me saprò a chi rivolgermi, ma forse di me stessa mi annoio abbastanza da non disturbarla tanto spesso. Io non sono mai entrata nel suo personale e soprattutto non ho mai pensato che ciò che dico abbia molta importanza, so che è un punto di vista ma anche ignorabile. Volevo mettere in evidenza come delle volte si dicano delle cose che non si pensa di dire, sono forse delle categorie che neanche ci accorgiamo di avere e che io son felice che mi si facciano notare, essendo per me il mondo più sfumato e diverso di quello che io possa immaginare. Un medico di malattie infettive al quale dissi di una mia perplessità riguardo alcune norme dopo un incidente durante un intervento che io non trovavo grave mi spiegò perché mi sbagliavo e non solo mi convinse, ma mi convinse anche di cercare di essere altrettanto chiara in situazioni di sfumature per varie persone importanti anche a costo di essere pedante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/02/09/la-rivoluzione-di-un-padre/#comment-105886</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 08:19:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, guardi, ci rinuncio. Ho anche altre cose da fare che perdere il mio tempo ad interloquire con una persona dispotica come lei.
Lei contesti pure quello che vuole, ma non le mie idee, così come io non contesto le sue, anche se non le condivido.
Non sono il suo dottore né il suo psicologo.
Non mi sono mai sognato di offenderla né di attaccarla personalmente,
allorché non la conosco e neppure ci tengo a conoscerla.
Lei, mia cara Signora, temo che soffra di una sorta di mania di persecuzione, travisa le parole e si sente continuamente al centro dell&#039;attenzione, come se il mondo ruotasse attorno a lei.
Come le dicevo, non sono uno psicologo, ma non mi riesce difficile intuire
che lei ha bisogno di rivolgersi ad uno specialista, non a me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, guardi, ci rinuncio. Ho anche altre cose da fare che perdere il mio tempo ad interloquire con una persona dispotica come lei.<br />
Lei contesti pure quello che vuole, ma non le mie idee, così come io non contesto le sue, anche se non le condivido.<br />
Non sono il suo dottore né il suo psicologo.<br />
Non mi sono mai sognato di offenderla né di attaccarla personalmente,<br />
allorché non la conosco e neppure ci tengo a conoscerla.<br />
Lei, mia cara Signora, temo che soffra di una sorta di mania di persecuzione, travisa le parole e si sente continuamente al centro dell&#8217;attenzione, come se il mondo ruotasse attorno a lei.<br />
Come le dicevo, non sono uno psicologo, ma non mi riesce difficile intuire<br />
che lei ha bisogno di rivolgersi ad uno specialista, non a me.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/02/09/la-rivoluzione-di-un-padre/#comment-105824</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 16:30:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14264#comment-105824</guid>

					<description><![CDATA[il commento di sopra era sempre indirizzato a Paolo
@ Paolo
perché pensa che parlando di questo qui a nessuno di noi intervenuti interessino anche altre questioni? Si includa lei, ma forse non ha il diritto di includere chi non conosce.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il commento di sopra era sempre indirizzato a Paolo<br />
@ Paolo<br />
perché pensa che parlando di questo qui a nessuno di noi intervenuti interessino anche altre questioni? Si includa lei, ma forse non ha il diritto di includere chi non conosce.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/02/09/la-rivoluzione-di-un-padre/#comment-105822</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 16:21:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Son felice che invece che argomentare di quello che le contesto lei passi agli insulti e voglia trovarmi ragion i personali che in commenti più in alto già troverà e che riconosco come sicura deformazione e per le quali non mi sento di avere maggiore voce in capitolo di chiunque altro, solo un&#039;ovvia prospettiva diversa e meno comune. Ovviamente per i bambini del terzo mondo (col solo significato geografico) ho usato un&#039;iperbole giusto per rendere più evidente quello che il suo ragionamento voleva dire. Io non la attacco sul personale, proprio lo trovo inutile e totalmente vacuo. Mi interessa quello che dice non le mie supposizioni su di lei che non mi permetto di fare(che forse con una tale mancanza di dati e conoscenze potrebbero essere molto molto superficiali).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Son felice che invece che argomentare di quello che le contesto lei passi agli insulti e voglia trovarmi ragion i personali che in commenti più in alto già troverà e che riconosco come sicura deformazione e per le quali non mi sento di avere maggiore voce in capitolo di chiunque altro, solo un&#8217;ovvia prospettiva diversa e meno comune. Ovviamente per i bambini del terzo mondo (col solo significato geografico) ho usato un&#8217;iperbole giusto per rendere più evidente quello che il suo ragionamento voleva dire. Io non la attacco sul personale, proprio lo trovo inutile e totalmente vacuo. Mi interessa quello che dice non le mie supposizioni su di lei che non mi permetto di fare(che forse con una tale mancanza di dati e conoscenze potrebbero essere molto molto superficiali).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/02/09/la-rivoluzione-di-un-padre/#comment-105783</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 09:56:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14264#comment-105783</guid>

					<description><![CDATA[A proposito di lente d&#039;ingrandimento.
Lei ha detto &quot;a spese dei bambini del terzo mondo&quot;.
Del terzo mondo? Perchè esiste un terzo mondo?
No. Esiste un solo mondo ed esistono solo bambini (che lei chiama del terzo mondo). Complimenti! Mi pare che anche lei esercita un certo razzismo nei confronti dei bambini del nostro mondo.
I quali, peraltro, non sono a spese di nessuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di lente d&#8217;ingrandimento.<br />
Lei ha detto &#8220;a spese dei bambini del terzo mondo&#8221;.<br />
Del terzo mondo? Perchè esiste un terzo mondo?<br />
No. Esiste un solo mondo ed esistono solo bambini (che lei chiama del terzo mondo). Complimenti! Mi pare che anche lei esercita un certo razzismo nei confronti dei bambini del nostro mondo.<br />
I quali, peraltro, non sono a spese di nessuno.</p>
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