Confronti a distanza

21 febbraio 2009
Pubblicato da

di Franco Buffoni

Qualche giorno fa mi è capitato di riordinare i primi numeri dello storico FUORI (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano). Proprio nel primo numero colpisce in modo particolare il bel reportage di Enrico Airone sul franchismo in Spagna.
Correva l’anno 1972, ero in Inghilterra per il dottorato (pure Mario Mieli era spesso in Inghilterra in quei mesi) e ricordo benissimo alcuni studenti spagnoli che non nutrivano alcuna speranza circa un possibile cambiamento della “situazione” nel loro paese. Troppo sigillato era il patto tra chiesa cattolica e franchismo. Dicevano: se Francisco Franco dovesse morire andrà al potere Carrero Blanco, non cambierà nulla. Io, italiano, mi sentivo al confronto fresco e giovane, lottavo per il divorzio, per la legge Basaglia, per quella sul cambiamento di sesso: potevo manifestare, scendere in piazza. Vivevo in una democrazia.
È istruttiva la lettura dell’articolo di Airone, costa un po’ di fatica per via dello scanner, ma ne vale la pena, soprattutto per chi a quell’epoca non era ancora nato. Ne vale la pena per farsi un’idea di come un italiano potesse leggere la situazione spagnola di quei primi anni settanta.
Che cosa è accaduto, poi? Perché oggi la situazione è capovolta e siamo noi che dobbiamo correre a Barcellona per sposarci, per morire decentemente o per procreare assistiti?
L’obiettivo di questo mio confronto a distanza non vuole essere distruttivamente pessimistico, bensì costruttivo: il catto-fascismo può e deve essere sconfitto. Basta un leader giovane LAICO e RADICALE, veramente SOCIALISTA, con le idee chiare su i sì e i no da pronunciare. Non lo vedo in Italia attualmente né nelle scissioni dell’arcaica sinistra, né nel PD. Ma so che c’è e spero che presto si faccia coraggio e esca allo scoperto.
Tra i titoli dei servizi che vedete in copertina, vorrei che notaste anche “Sanremo. Come si vince contro chi ci opprime”: il riferimento qui è a quelli che Mieli definiva gli psiconazisti, cioè gli psichiatri e gli psicologi di ispirazione cattolica che nell’aprile di quell’anno tentarono di tenere a Sanremo un convegno avente come principio ispiratore la medicalizzazione dell’omosessualità.
Oggi da Sanremo giunge a milioni di sprovveduti il messaggio che dall’omosessualità si possa “guarire”, che ci si possa “curare”. Siamo a un tentativo di rimedicalizzazione rozzamente orchestrato da cattolici e fascisti. VOGLIAMO RIBELLARCI?

Qui e qui per copertina e primo numero di Fuori

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15 Responses to Confronti a distanza

  1. sparz il 21 febbraio 2009 alle 11:36

    non funzionano i links a Fuori, Franco, fai qualcosa.

  2. Andrea Raos il 21 febbraio 2009 alle 11:42

    i link non funzionano, è vero. qui però ci sono un po’ di cose:

    http://www.omofonie.it/fuori.htm

  3. véronique vergé il 21 febbraio 2009 alle 12:28

    Grazie Andrea e Franco Buffoni: il link invita a ritrovare gli anni 70. Gli anni di felicità. Ero troppo bambina per ricordare.
    La Spagna di Franco era un carcere del corpo, della libertà, ipocrisia e aria afosa, senza possibilità di volare.
    la Sapgna bruciava di un sole vuoto, senza gioia.
    Il film che mi ha marcata dagli anni 7O era Cria cuervos. Mostra come il corpo della donna è chiuso, stretto. il cancro della madre è il cancro di tutta la società prigionera del franquismo. Solo la bambina puo volare nell’illusione, ma lo strillo del dolore annienta la voglia di volare.
    Ora, come lo dice il pezzo, il potere della chiesa in Italia rende l’aria afosa.

  4. Il figlio di Cicciu il 21 febbraio 2009 alle 13:00

    Perché la situazione politica italiana si è capovolta rispetto a quella spagnola? Bella domanda, ma credo ci vogliano pagine e pagine di commento per spiegarla, e io non ne sono all’altezza. Posso solo dire che il capovolgimento si è avuto anche in ambito economico. E, per quanto riguarda quello politico, non credo sia solo una faccenda di leader. Il popolo spagnolo ha risposto in un primo tempo con Aznar, che se la gioca col nostro psiconano unto dal Signore. Poi Aznar l’ha fatta fuori dal vaso (addebitando all’Eta l’attentato alla metropolitana), e il popolo spagnolo ha reagito votando Zapatero. E il Vaticano non è riuscito a metterci il naso più di tanto, malgrado l’ipercattolicesimo degli spagnoli. Comunque Zapatero è piuttosto in linea, sul piano di politica economica, con gli altri leaders europei, che sono convinti che la crisi non stia scuotendo le fondamenta neoliberista del mondo che si sono fatti (vedi ultimi vertici). Ma sto spostando la questione sul piano economico. Che però mi pare, per gli effetti devastanti che produce sulla gente, altrettanto se non più importante delle misure libertarie sul piano del costume adottate da Zapatero. Eppoi, forse l’indole opportunista della maggioranza della gente italiana lascia correre la pericolosa deriva autoritaria e di regime che si sta profilando in Italia, mentre gli spagnoli, freschi di regime fascista, forse ci stanno più attenti. Del resto, credo che neanche Mussolini all’epoca fu preso sul serio dalla maggioranza. Lo aveva lasciato fare.

  5. gianni biondillo il 21 febbraio 2009 alle 17:08

    Io da quando l’ho sentita non faccio altro che cantare la canzone di Povia.
    Solo che la canto così:
    “Luca era con lei,
    adesso invece è gay.”

    ;-)

  6. no/made il 21 febbraio 2009 alle 19:27

    Una prova in più circa quanto G.Genna dice dell’ attuale espropriazione del sè come espropriazione della memoria di una nazione che stiamo vivendo. Peggio del mutamento antropologico, in questi ultimi trent’anni è stato come assistere a un suicidio di massa della coscienza. E oggi siamo alle ronde, all’istigazione all’ omicidio, alla normatizzazione della delazione.

  7. no/made il 21 febbraio 2009 alle 19:27

    Una prova in più circa quanto G.Genna dice dell’ attuale espropriazione del sè come espropriazione della memoria di una nazione che stiamo vivendo. Peggio del mutamento antropologico, in questi ultimi trent’anni è stato come assistere a un suicidio di massa della coscienza. E oggi siamo alle ronde, all’istigazione all’ omicidio, alla normatizzazione della delazione.

  8. franco buffoni il 21 febbraio 2009 alle 20:40

    Per i 2 link saltati (copertina del n 1 di FUORI e articolo sulla Spagna) chiedo scusa, ma basta andare qui
    http://www.omofonie.it/fuori.htm
    e cliccare su FUORI n 1 per averle a schermo.

  9. niky lismo il 21 febbraio 2009 alle 22:07

    “Basta un leader giovane LAICO e RADICALE, veramente SOCIALISTA, con le idee chiare su i sì e i no da pronunciare”.
    Scherziamo? Magari imprenditore disinvolto, decisionista e televisivamente carismatico… C’è da sperare che occorra dell’altro.

  10. sergio pasquandrea il 21 febbraio 2009 alle 23:30

    La canzone di Povia l’ho sentita stasera per la prima volta.
    Madonna quant’è brutta…

  11. stalker il 22 febbraio 2009 alle 00:02

    io non focalizzerei l’attenzione su quanto sia bella o brutta
    casomai quanto sia dannosa e al passo coi tempi…infatti piace pure
    che de sto passo, tra una ronda e un povia e un vespa, ci troveremo tutti a camminare a passo d’oca?
    comunque nun se po’ sentì :)

    oh, m’è uscita così, alla romanaccia!!!

  12. gina il 22 febbraio 2009 alle 09:29
  13. filippo il 22 febbraio 2009 alle 16:39

    fra trent’anni lo pjeremo tutti ar culo e nun passeremo più manco pe froci
    walter siti (troppi paradisi) cito a memoria
    la gayzzazione del mondo (sempre walter siti)

  14. francesca matteoni il 22 febbraio 2009 alle 17:12

    il problema link è risolto: cliccate e scorrete fino in fondo alla pagina web, dove è possibile scaricare il pdf.

  15. riccardo il 22 febbraio 2009 alle 19:51

    ohé, decidetevi. siete darwiniani? allora per propagare la specie non c’è che il maschio e la femmina.



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