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	Commenti a: Sergio Piro, o delle turbolenze in aria chiara	</title>
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		<title>
		Di: Gianmaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 14:55:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta concordo con luminamenti. Sergio Piro era uomo dalla personalità poliedrica, non può esistere &#039;reductio ad unum&#039;. E l&#039;articolo di Carmen Pellegrino è piaciuto moltissimo anche a me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavolta concordo con luminamenti. Sergio Piro era uomo dalla personalità poliedrica, non può esistere &#8216;reductio ad unum&#8217;. E l&#8217;articolo di Carmen Pellegrino è piaciuto moltissimo anche a me.</p>
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		<title>
		Di: luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 14:49:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me l&#039;articolo di Carmen Pellegrino è piaciuto e non comprendo le critiche che le sono state rivolte. a questo punto dato che l&#039;ho conosciuto anche io mi spiace dire che era sì semplice ma anche molto complesso. Non capisco questi riduzionismi a una sola dimensione. E&#039; evidente che poi l&#039;articolo di Carmen Pellegrino storicizza a una fase il pensiero e il visssuto di Piro, ma credo che tutti possano riconoscere che Piro rispetto a molte altre figure storiche della psichiatra non era solo certo uno psichiatra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me l&#8217;articolo di Carmen Pellegrino è piaciuto e non comprendo le critiche che le sono state rivolte. a questo punto dato che l&#8217;ho conosciuto anche io mi spiace dire che era sì semplice ma anche molto complesso. Non capisco questi riduzionismi a una sola dimensione. E&#8217; evidente che poi l&#8217;articolo di Carmen Pellegrino storicizza a una fase il pensiero e il visssuto di Piro, ma credo che tutti possano riconoscere che Piro rispetto a molte altre figure storiche della psichiatra non era solo certo uno psichiatra.</p>
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		<title>
		Di: luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 14:48:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me l&#039;articolo di Carmen Pellegrino è piaciuto e non comprendo le critiche che gli sono state rivolte. a questo punto dato che l&#039;ho conosciuto anche io mi spiace dire che era sì semplice ma anche molto complesso. Non capisco questi riduzionismi a una sola dimensione. E&#039; evidente che poi l&#039;articolo di Carmen Pellegrino storicizza a una fase il pensiero e il visssuto di Piro, ma credo che tutti possano riconoscere che Piro rispetto a molte altre figure storiche della psichiatra non era solo certo uno psichiatra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me l&#8217;articolo di Carmen Pellegrino è piaciuto e non comprendo le critiche che gli sono state rivolte. a questo punto dato che l&#8217;ho conosciuto anche io mi spiace dire che era sì semplice ma anche molto complesso. Non capisco questi riduzionismi a una sola dimensione. E&#8217; evidente che poi l&#8217;articolo di Carmen Pellegrino storicizza a una fase il pensiero e il visssuto di Piro, ma credo che tutti possano riconoscere che Piro rispetto a molte altre figure storiche della psichiatra non era solo certo uno psichiatra.</p>
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		<title>
		Di: Gianmaria		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/03/sergio-piro-o-delle-turbolenze-in-aria-chiara/#comment-107667</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 14:39:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono senza parole. Innanzitutto, la buona capacità di tener in mano una penna già di per sé non è da tutti. 
Dopo di ciò, Luca T. mi può spiegare  - e lui che si dice storico dovrebbe ben saperlo - quale nesso abbia 
il suo ricordo di Piro con l&#039;articolo di Carmen Pellegrino? Soprattutto,  che valore dovrebbe essere attribuito
alla discrasia che Luca rinviene fra il suo ricordo (la sua memoria!) e  &quot;l&#039;immagine abbastanza diversa da quella che - secondo lui - 
purtroppo traspare in questo articolo&quot;? Che poi prolisso non è per nulla (cita, anzi, ampiamente scritti dello
stesso Piro). Anche io, lo dicevo a luminamenti qualche giorno fa, conoscevo bene Sergio. E il mio ricordo collima
con l&#039;immagine che traggo dall&#039;articolo. Ma non ho la presunzione di dare giudizi sulla base di questo. Uno 
storico infine mai professerebbe - da quanto so - la necessità di annullarsi nella narrazione. Di farsi cronista degli 
eventi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono senza parole. Innanzitutto, la buona capacità di tener in mano una penna già di per sé non è da tutti.<br />
Dopo di ciò, Luca T. mi può spiegare  &#8211; e lui che si dice storico dovrebbe ben saperlo &#8211; quale nesso abbia<br />
il suo ricordo di Piro con l&#8217;articolo di Carmen Pellegrino? Soprattutto,  che valore dovrebbe essere attribuito<br />
alla discrasia che Luca rinviene fra il suo ricordo (la sua memoria!) e  &#8220;l&#8217;immagine abbastanza diversa da quella che &#8211; secondo lui &#8211;<br />
purtroppo traspare in questo articolo&#8221;? Che poi prolisso non è per nulla (cita, anzi, ampiamente scritti dello<br />
stesso Piro). Anche io, lo dicevo a luminamenti qualche giorno fa, conoscevo bene Sergio. E il mio ricordo collima<br />
con l&#8217;immagine che traggo dall&#8217;articolo. Ma non ho la presunzione di dare giudizi sulla base di questo. Uno<br />
storico infine mai professerebbe &#8211; da quanto so &#8211; la necessità di annullarsi nella narrazione. Di farsi cronista degli<br />
eventi.</p>
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		<title>
		Di: carmen		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/03/sergio-piro-o-delle-turbolenze-in-aria-chiara/#comment-107648</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 12:40:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[chi dice di fare il mestiere dello storico dovrebbe sapere che tra lo storico dichiaramente di parte, schierato e perciò stretto nella morsa dei propri sentimenti, dei propri sensi, e lo storico tabula rasa sul quale si iscrivono i fatti puri, non contaminati dalle emozioni personali, la condizione migliore è quella dello storico che insieme alle proprie fonti e alle proprie ipotesi interpretative, verificate con gli strumenti disciplinari, mette anche se stesso nella narrazione; &quot;quando leggiamo un libro di storia -ha scritto Edward Carr- dobbiamo occuparci anzitutto dello storico che l&#039;ha scritto; dobbiamo sempre stare con le orecchie tese per sentire che cosa frulla nella testa dello storico. se non sentiamo niente, o siamo sordi o lo storico in questione non ha nulla da dirci&quot;. Questo è fondamentale, altrimenti si sconfina nella cronaca. E gli storici che in Italia, è vero, si contano sulle dita lo sanno bene. Giovanni De Luna, uno dei maggiori storici contemporaneisti, insiste molto su questo aspetto nel suo imprescindibile libro &quot;la passione e la ragione. il mestiere dello storico contemporaneo&quot;. Poi ovviamnete in questa sede si è trattato di scrivere un articolo, e in un articolo si può essere per definizione più &quot;di parte&quot; che altrove. Nel mio libro sul &#039;68, il capitolo dedicato a Sergio non ha le &quot;notazioni&quot; militanti  a margine su l&#039;uomo in rivolta e sull&#039;ostilità da lui incontrata  a Napoli, ovviamente. Occorre sempre contestualizzare, e Luca T. dovrebbe saperlo. Grazie comunque. cordialità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>chi dice di fare il mestiere dello storico dovrebbe sapere che tra lo storico dichiaramente di parte, schierato e perciò stretto nella morsa dei propri sentimenti, dei propri sensi, e lo storico tabula rasa sul quale si iscrivono i fatti puri, non contaminati dalle emozioni personali, la condizione migliore è quella dello storico che insieme alle proprie fonti e alle proprie ipotesi interpretative, verificate con gli strumenti disciplinari, mette anche se stesso nella narrazione; &#8220;quando leggiamo un libro di storia -ha scritto Edward Carr- dobbiamo occuparci anzitutto dello storico che l&#8217;ha scritto; dobbiamo sempre stare con le orecchie tese per sentire che cosa frulla nella testa dello storico. se non sentiamo niente, o siamo sordi o lo storico in questione non ha nulla da dirci&#8221;. Questo è fondamentale, altrimenti si sconfina nella cronaca. E gli storici che in Italia, è vero, si contano sulle dita lo sanno bene. Giovanni De Luna, uno dei maggiori storici contemporaneisti, insiste molto su questo aspetto nel suo imprescindibile libro &#8220;la passione e la ragione. il mestiere dello storico contemporaneo&#8221;. Poi ovviamnete in questa sede si è trattato di scrivere un articolo, e in un articolo si può essere per definizione più &#8220;di parte&#8221; che altrove. Nel mio libro sul &#8217;68, il capitolo dedicato a Sergio non ha le &#8220;notazioni&#8221; militanti  a margine su l&#8217;uomo in rivolta e sull&#8217;ostilità da lui incontrata  a Napoli, ovviamente. Occorre sempre contestualizzare, e Luca T. dovrebbe saperlo. Grazie comunque. cordialità</p>
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		<title>
		Di: LUCA T.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/03/sergio-piro-o-delle-turbolenze-in-aria-chiara/#comment-107614</link>

		<dc:creator><![CDATA[LUCA T.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 03:52:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Conoscevo Sergio abbastanza bene da poter avere un&#039;immagine abbastanza diversa da quella che purtroppo traspare in questo prolisso articolo.
Sergio era soprattutto un uomo, semplice.
Visto che si è aperta una piccola quarrel e il soggetto mi è caro, mi permetto di dire che lo &quot;storico&quot; (parola grande, si contano sulle dita della mano in Italia) dovrebbe conoscere e analizzare molti aspetti del suo argomento e trattarli con spirito quanto più obiettivo ed estraneo possibile. Lasciarsi trasportare da emozioni, passioni,giudizi celati, che sempre più spesso sono presenti nei lavori dei giovani che si avvicinano alla scrittura, porta la stesura molto più vicina ad una critica storica e abitua il lettore a confonderla con l&#039;&quot;arte di fare storia&quot;.
Mi permetto di dire... perchè è il mio (mestiere) e lo amo troppo per poterlo vedere così tante volte confuso con la buona capacità di tener in mano una penna.
Non me ne voglia Carmen, ma era solo per chiarire alcune cose spesso confuse.
Anzi ringrazio Carmen che ha comunque contribuito, a modo suo, a ricordare una grande persona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscevo Sergio abbastanza bene da poter avere un&#8217;immagine abbastanza diversa da quella che purtroppo traspare in questo prolisso articolo.<br />
Sergio era soprattutto un uomo, semplice.<br />
Visto che si è aperta una piccola quarrel e il soggetto mi è caro, mi permetto di dire che lo &#8220;storico&#8221; (parola grande, si contano sulle dita della mano in Italia) dovrebbe conoscere e analizzare molti aspetti del suo argomento e trattarli con spirito quanto più obiettivo ed estraneo possibile. Lasciarsi trasportare da emozioni, passioni,giudizi celati, che sempre più spesso sono presenti nei lavori dei giovani che si avvicinano alla scrittura, porta la stesura molto più vicina ad una critica storica e abitua il lettore a confonderla con l'&#8221;arte di fare storia&#8221;.<br />
Mi permetto di dire&#8230; perchè è il mio (mestiere) e lo amo troppo per poterlo vedere così tante volte confuso con la buona capacità di tener in mano una penna.<br />
Non me ne voglia Carmen, ma era solo per chiarire alcune cose spesso confuse.<br />
Anzi ringrazio Carmen che ha comunque contribuito, a modo suo, a ricordare una grande persona.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/03/sergio-piro-o-delle-turbolenze-in-aria-chiara/#comment-107571</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 14:30:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Gianamaria lei scrive: &quot;Ma questo non mi impedisce, nonostante la complessità del suo scrivere...&quot;

E io solo di questo avevo parlato, come infatti avevo scritto, che riporto nuovamente qui sotto. Ogni altra osservazione come monopolio eccetera eccetera io non ne ho parlato nè mai pensato nè mi sono vantato di essergli &quot;amico&quot; , né ho fatto valutazioni sulla scrittura involuta o meno di lei Gianmaria e via di seguito. Parlavo di un linguaggio di Piro che si esprimeva in direzione opposta alla semplificazione postmoderna (e questo persino se rimaenessimo al campo ristretto della psichiatria che leggendo i libri di Piro si capisce bene che gli stava ristretto). Come riscritto qui sotto e come lei finalmente riconosce qui sopra, Piro si esprimeva con un linguaggio ESTREMAMENTE complesso (e non ho mica detto che non era per lei comprensibile) e che auspicava una complessificazione linguistica e corticale della comunicazione e dell&#039;erudizione, perchè i suoi libri grondano per fortuna di erudizione nei più svariati campi, dalla linguistica agli scacchi al teatro alla letteratura. E&#039; scritto e ripetuto a tempesta nei suoi libri. Quindi a che pro agitarsi? così si manca la lucidità necessaria. 

&quot;Bisognerebbe ricordare che è il padre delle Antropologie trasformazionali, autore di 2-3 poderosi volumi che in sostanza vertono sull’epistemologia della mutazione. Le implicazioni sulla conoscenza e il linguaggio sono moltissime, ma temo che i tempi non siano maturi per il loro salto in avanti, data la tendenza post-moderna a “doversi fare capire” in maniera semplice e didascalica come si pretende oggi in era mediatica, dominata da Internet con il suo linguaggio pre-alfabetico e afasico&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Gianamaria lei scrive: &#8220;Ma questo non mi impedisce, nonostante la complessità del suo scrivere&#8230;&#8221;</p>
<p>E io solo di questo avevo parlato, come infatti avevo scritto, che riporto nuovamente qui sotto. Ogni altra osservazione come monopolio eccetera eccetera io non ne ho parlato nè mai pensato nè mi sono vantato di essergli &#8220;amico&#8221; , né ho fatto valutazioni sulla scrittura involuta o meno di lei Gianmaria e via di seguito. Parlavo di un linguaggio di Piro che si esprimeva in direzione opposta alla semplificazione postmoderna (e questo persino se rimaenessimo al campo ristretto della psichiatria che leggendo i libri di Piro si capisce bene che gli stava ristretto). Come riscritto qui sotto e come lei finalmente riconosce qui sopra, Piro si esprimeva con un linguaggio ESTREMAMENTE complesso (e non ho mica detto che non era per lei comprensibile) e che auspicava una complessificazione linguistica e corticale della comunicazione e dell&#8217;erudizione, perchè i suoi libri grondano per fortuna di erudizione nei più svariati campi, dalla linguistica agli scacchi al teatro alla letteratura. E&#8217; scritto e ripetuto a tempesta nei suoi libri. Quindi a che pro agitarsi? così si manca la lucidità necessaria. </p>
<p>&#8220;Bisognerebbe ricordare che è il padre delle Antropologie trasformazionali, autore di 2-3 poderosi volumi che in sostanza vertono sull’epistemologia della mutazione. Le implicazioni sulla conoscenza e il linguaggio sono moltissime, ma temo che i tempi non siano maturi per il loro salto in avanti, data la tendenza post-moderna a “doversi fare capire” in maniera semplice e didascalica come si pretende oggi in era mediatica, dominata da Internet con il suo linguaggio pre-alfabetico e afasico&#8221;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ilario		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/03/sergio-piro-o-delle-turbolenze-in-aria-chiara/#comment-107541</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ilario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 10:55:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono molto d&#039;accordo con Carmen. A proposito del mestiere dello storico, trovo convincente quello che dice Edward H. Carr nelle sue &#039;Sei lezioni di storia&#039;: &quot;In realtà i fatti storici non si possono minimamente paragonare a pesci allineati sul banco del pescivendolo. Piuttosto, li potremmo paragonare a pesci che nuotano in un oceano immenso e talvolta inaccessibile: e la preda dello storico dipende in parte dal caso, ma soprattutto dalla zona dell&#039;oceano in cui egli ha deciso di pescare e dagli arnesi che adopera. Va da sé che questi due elementi dipendono a loro volta dal genere di pesci che si vuole acchiappare. In complesso, lo storico s&#039;impadronisce del tipo di fatti che ha deciso di cercare. La storia è essenzialmente interpretazione&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto d&#8217;accordo con Carmen. A proposito del mestiere dello storico, trovo convincente quello che dice Edward H. Carr nelle sue &#8216;Sei lezioni di storia&#8217;: &#8220;In realtà i fatti storici non si possono minimamente paragonare a pesci allineati sul banco del pescivendolo. Piuttosto, li potremmo paragonare a pesci che nuotano in un oceano immenso e talvolta inaccessibile: e la preda dello storico dipende in parte dal caso, ma soprattutto dalla zona dell&#8217;oceano in cui egli ha deciso di pescare e dagli arnesi che adopera. Va da sé che questi due elementi dipendono a loro volta dal genere di pesci che si vuole acchiappare. In complesso, lo storico s&#8217;impadronisce del tipo di fatti che ha deciso di cercare. La storia è essenzialmente interpretazione&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianmaria		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/03/sergio-piro-o-delle-turbolenze-in-aria-chiara/#comment-107536</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 10:01:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro luminamenti, il punto non credo sia la nostra capacità di comprensione di testi semplici o complessi, che ti prego di non mettere in dubbio. Né la conoscenza perfetta e l&#039;adesione entusiatica e - detto
senza astio - a volte acritica, che hai nei confronti delle tesi di altri. Sergio è stato un mio caro amico, non un mio professore  (mi occupo di tutt&#039;altro). Ma questo non mi impedisce, nonostante la complessità del suo scrivere su cui tanto insisti, di comprenderne l&#039;opera e di conoscerne le convinzioni. Certo, non con il grado di profonda comprensione e interiorizzazione di altri! In sostanza, mi spiace deluderti: non possiedi il monopolio della conoscenza dell&#039;opera omnia di Piro, che è stato letto, ammirato e studiato da tanti. Anche da chi, a tuo avviso, date le sue inclinazioni (da te arbitariamente dedotte) non sarebbe degno neanche di odorare le copertine dei suoi testi. Infine, ti faccio notare una cosa: &quot;ovvietà scontata&quot;, oltre che cacofonico, è tautologico. E&#039; proprio questo che a me non piace, questo modo di scrivere ridondante e spesso involuto. E l&#039;arroganza di sentirsi depositari della conoscenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro luminamenti, il punto non credo sia la nostra capacità di comprensione di testi semplici o complessi, che ti prego di non mettere in dubbio. Né la conoscenza perfetta e l&#8217;adesione entusiatica e &#8211; detto<br />
senza astio &#8211; a volte acritica, che hai nei confronti delle tesi di altri. Sergio è stato un mio caro amico, non un mio professore  (mi occupo di tutt&#8217;altro). Ma questo non mi impedisce, nonostante la complessità del suo scrivere su cui tanto insisti, di comprenderne l&#8217;opera e di conoscerne le convinzioni. Certo, non con il grado di profonda comprensione e interiorizzazione di altri! In sostanza, mi spiace deluderti: non possiedi il monopolio della conoscenza dell&#8217;opera omnia di Piro, che è stato letto, ammirato e studiato da tanti. Anche da chi, a tuo avviso, date le sue inclinazioni (da te arbitariamente dedotte) non sarebbe degno neanche di odorare le copertine dei suoi testi. Infine, ti faccio notare una cosa: &#8220;ovvietà scontata&#8221;, oltre che cacofonico, è tautologico. E&#8217; proprio questo che a me non piace, questo modo di scrivere ridondante e spesso involuto. E l&#8217;arroganza di sentirsi depositari della conoscenza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmen		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/03/sergio-piro-o-delle-turbolenze-in-aria-chiara/#comment-107535</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 10:00:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[direi di sorvolare sulla ridda caotica e cumulativa di accuse e controaccuse, citazioni e rilanci. Qui si è cercato di &quot;storicizzare&quot;, per quanto possibile&quot;, l&#039;operato di un uomo straodinario ed eccentrico (lontano da ogni centro), considerandolo in un determinato periodo di tempo. L&#039;approccio alle diverse discipline è, per fortuna, proteiforme, si giova di strumenti e statuti disciplinari specifici...insomma, chi fa lo storico utilizza taluni strumenti e non altri,  sottolinea taluni aspetti del suo oggetto di ricerca e non altri. Se tutti si concentrassero su tutto non vi sarebbero specificità di sorta, e si confluirebbe foscamente in un inquietante groviglio remoto di approssimazioni, riduzionismi e suggestioni maldestre. A ciascuno il suo (mestiere). cordialità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>direi di sorvolare sulla ridda caotica e cumulativa di accuse e controaccuse, citazioni e rilanci. Qui si è cercato di &#8220;storicizzare&#8221;, per quanto possibile&#8221;, l&#8217;operato di un uomo straodinario ed eccentrico (lontano da ogni centro), considerandolo in un determinato periodo di tempo. L&#8217;approccio alle diverse discipline è, per fortuna, proteiforme, si giova di strumenti e statuti disciplinari specifici&#8230;insomma, chi fa lo storico utilizza taluni strumenti e non altri,  sottolinea taluni aspetti del suo oggetto di ricerca e non altri. Se tutti si concentrassero su tutto non vi sarebbero specificità di sorta, e si confluirebbe foscamente in un inquietante groviglio remoto di approssimazioni, riduzionismi e suggestioni maldestre. A ciascuno il suo (mestiere). cordialità</p>
]]></content:encoded>
		
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