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	Commenti a: Expertise	</title>
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		Di: Luca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 17:44:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piace questa ipotesi del contagio luminoso tra la Madre di Dio, ammesso che esista, e l&#039;ateo compagno Erri; toglie aulicità e sgrava una figura da 2000 anni destinata solo all&#039;eterna verginità, alla purezza irreprensibile. Mi piace, anche da un punto di vista solamente poetico ed evocativo immaginare la Madonna leggersi &quot;in alto a sinistra&quot; ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace questa ipotesi del contagio luminoso tra la Madre di Dio, ammesso che esista, e l&#8217;ateo compagno Erri; toglie aulicità e sgrava una figura da 2000 anni destinata solo all&#8217;eterna verginità, alla purezza irreprensibile. Mi piace, anche da un punto di vista solamente poetico ed evocativo immaginare la Madonna leggersi &#8220;in alto a sinistra&#8221; ;-)</p>
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		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/09/expertise/#comment-107938</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 13:29:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ahhhh... - bella esperienza skizo mi hai fatto vivere, molto perturbante, grazie ;-) -  * peraltro lessico e nuvole, pas mal...*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ahhhh&#8230; &#8211; bella esperienza skizo mi hai fatto vivere, molto perturbante, grazie ;-) &#8211;  * peraltro lessico e nuvole, pas mal&#8230;*</p>
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		Di: soldato blu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 11:17:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[alla quarta riga Marco Rovelli e Andrea Inglese si sono scambiate le parti.

qualcuno potrà, adesso, accusarmi di essere insincero, e  dire  che il riconoscimento delle ragioni di Marco, è entrato in conflitto col mio inconscio, il quale, piuttosto che ingaggiare una battaglia sanguinosa di sé
con me stesso, ha preferito attribuirle a un altro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>alla quarta riga Marco Rovelli e Andrea Inglese si sono scambiate le parti.</p>
<p>qualcuno potrà, adesso, accusarmi di essere insincero, e  dire  che il riconoscimento delle ragioni di Marco, è entrato in conflitto col mio inconscio, il quale, piuttosto che ingaggiare una battaglia sanguinosa di sé<br />
con me stesso, ha preferito attribuirle a un altro</p>
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/09/expertise/#comment-107923</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 11:08:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[anche a me piace la mamma di db

e, per qualcuno forse suonerà strano, mi piace anche come Marco parla di erri de luca

ma così come Andrea ha riconosciuto che non tutto luccica in quella scrittura, del mio riconoscere che ciò che Andrea dice è pertinente e giusto, io ne farò, come mi si addice, slogan:

lessico e nuvole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>anche a me piace la mamma di db</p>
<p>e, per qualcuno forse suonerà strano, mi piace anche come Marco parla di erri de luca</p>
<p>ma così come Andrea ha riconosciuto che non tutto luccica in quella scrittura, del mio riconoscere che ciò che Andrea dice è pertinente e giusto, io ne farò, come mi si addice, slogan:</p>
<p>lessico e nuvole.</p>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/09/expertise/#comment-107920</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 10:03:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la mamma di db mi piace ;-)]]></description>
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		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/09/expertise/#comment-107919</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 09:51:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scusate, non intervengo più, ma questa la devo raccontare in tempo reale. sono passato stamane a trovare mia madre in carrozzella perché travolta da un conducente pazzo non rumeno appena fuori casa beh le ho detto mamma come va e insomma a ripensarci adesso devo aver strisciato un po&#039; troppo la doppia emme risultato da mezz&#039;ora ha la nausea e mo sta divorando una cofanata di fragole direttamente prelevata dal frezeer]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusate, non intervengo più, ma questa la devo raccontare in tempo reale. sono passato stamane a trovare mia madre in carrozzella perché travolta da un conducente pazzo non rumeno appena fuori casa beh le ho detto mamma come va e insomma a ripensarci adesso devo aver strisciato un po&#8217; troppo la doppia emme risultato da mezz&#8217;ora ha la nausea e mo sta divorando una cofanata di fragole direttamente prelevata dal frezeer</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/09/expertise/#comment-107918</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 09:47:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Capisco che &quot;emme incinta&quot; può far sorridere. Ma il punto è che De Luca usa sempre le cose. Ha una scrittura materica, e sono le cose stesse che indicano altrove. Non è un misticismo fatto di termini vaghi (le brume nebbiose del medioevo hegeliano, per dire), ma un linguaggio materico che indica il silenzio. Perdonami se mi cito (ma sono di corsa e così risparmio tempo), ma qualche tempo rispondevo ad Alcor sulla sua scrittura &quot;intramata di silenzio&quot; (e replico, perché la questione rimane la stessa): &quot;Penso che il silenzio di questa scrittura stia nel suo continuo far segno a un altrove (quello che ti fa chiedere, ad esempo, “che cos’è questo vento segreto dei capelli”) che però è sempre un altrove “qui ed ora” (in questo senso il titolo del suo primo romanzo, Non ora non qui, può anche essere letto come un’antifrasi - se uso bene il significato della figura retorica, e non sono sicuro). Le metafore che usa, infatti (prendiamo proprio le frasi scelte da te), sono sempre estremamente materiche, realissime. Sono sempre gli elementi naturali i referenti, realissimi - e pure, in quella matericità, si coglie uno scarto, uno spostamento/scostamento, che la fa essere fuori di sé, a designare altro, appunto. A designare quel silenzio in cui esse “prendono corpo”. Mi pare una lingua “intramata di silenzio”, dunque, in questo senso: che fa segno sempre a “cose” che però non si esauriscono mai in se stesse, cose che vengono “evocate” in senso etimologico: e-vocate, chiamate fuori come da una fila di plotone, trascelte, chiamate a fare un passo oltre se stesse.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capisco che &#8220;emme incinta&#8221; può far sorridere. Ma il punto è che De Luca usa sempre le cose. Ha una scrittura materica, e sono le cose stesse che indicano altrove. Non è un misticismo fatto di termini vaghi (le brume nebbiose del medioevo hegeliano, per dire), ma un linguaggio materico che indica il silenzio. Perdonami se mi cito (ma sono di corsa e così risparmio tempo), ma qualche tempo rispondevo ad Alcor sulla sua scrittura &#8220;intramata di silenzio&#8221; (e replico, perché la questione rimane la stessa): &#8220;Penso che il silenzio di questa scrittura stia nel suo continuo far segno a un altrove (quello che ti fa chiedere, ad esempo, “che cos’è questo vento segreto dei capelli”) che però è sempre un altrove “qui ed ora” (in questo senso il titolo del suo primo romanzo, Non ora non qui, può anche essere letto come un’antifrasi &#8211; se uso bene il significato della figura retorica, e non sono sicuro). Le metafore che usa, infatti (prendiamo proprio le frasi scelte da te), sono sempre estremamente materiche, realissime. Sono sempre gli elementi naturali i referenti, realissimi &#8211; e pure, in quella matericità, si coglie uno scarto, uno spostamento/scostamento, che la fa essere fuori di sé, a designare altro, appunto. A designare quel silenzio in cui esse “prendono corpo”. Mi pare una lingua “intramata di silenzio”, dunque, in questo senso: che fa segno sempre a “cose” che però non si esauriscono mai in se stesse, cose che vengono “evocate” in senso etimologico: e-vocate, chiamate fuori come da una fila di plotone, trascelte, chiamate a fare un passo oltre se stesse.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/09/expertise/#comment-107915</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 09:16:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a&#039; regà siete straordinari a spaccar le scureggine in  quattro! Live and let them live! Comunque che Dio ( o la Madonna?) benedica Nazione Indiana...
Ah, a proposito, tantgo per precisare: leggetevi &quot;Ab Urbe condita&quot; di Tito Livio. Alla fine di ogni narrazione storiografica, riporta sempre &quot;i prodigi e gli eventi straordinari&quot; degli anni narrati, riportati scrupolosamente negli &quot;annales&quot; dei pontefici dell&#039;epoca (che non erano quelli cristiani, ovviamente). Ebbene, qua e là riporta  di &quot;statue
di diana trivia&quot; (antenata della madonna) piangenti lacrime  vere e - talvolta- di sangue (come a sant&#039;arpino nel 1983); di &quot;pioggia di sassi a rimini&quot; , di vitelli a due teste , di cui una che parla eccetera. Vedi un po&#039; tu da dove vengono certe cose....
E su, lasciatelo campare al povero De Luca. Vuoi vedere che fra tanta monnezza, non gli troviano una funzione positiva?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a&#8217; regà siete straordinari a spaccar le scureggine in  quattro! Live and let them live! Comunque che Dio ( o la Madonna?) benedica Nazione Indiana&#8230;<br />
Ah, a proposito, tantgo per precisare: leggetevi &#8220;Ab Urbe condita&#8221; di Tito Livio. Alla fine di ogni narrazione storiografica, riporta sempre &#8220;i prodigi e gli eventi straordinari&#8221; degli anni narrati, riportati scrupolosamente negli &#8220;annales&#8221; dei pontefici dell&#8217;epoca (che non erano quelli cristiani, ovviamente). Ebbene, qua e là riporta  di &#8220;statue<br />
di diana trivia&#8221; (antenata della madonna) piangenti lacrime  vere e &#8211; talvolta- di sangue (come a sant&#8217;arpino nel 1983); di &#8220;pioggia di sassi a rimini&#8221; , di vitelli a due teste , di cui una che parla eccetera. Vedi un po&#8217; tu da dove vengono certe cose&#8230;.<br />
E su, lasciatelo campare al povero De Luca. Vuoi vedere che fra tanta monnezza, non gli troviano una funzione positiva?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/09/expertise/#comment-107912</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 08:45:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;L&#039;adolescenza di Miriàm/Maria smette da un&#039;ora all&#039;altra. Un annuncio [?] le mette il figlio in grembo. Qui c&#039;è la storia di una ragazza, operaia[?] della divinità, narrata da lei stessa.

[...]

&quot;La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille [?].


&quot;In ebraico esistono due emme, una normale che va in qualunque punto dela parola e una che va solo in ultima casa. Miriàm ha due emme, una d&#039;esordio e una terminale. Hanno due forme opposte. La emme finale, mem soft in ebraco, è chiusa da ogni lato. Quella iniziale è gonfia e ha un&#039;apertura verso il basso. E&#039; un emme incinta [?].&quot;

 [Dalla presentazione di Erri de Luca, in quarta di copertina, del suo libro:
&quot;In nome della Madre&quot;, Feltrinelli 2008.

*

Dice Marco Rovelli: &quot;Soldato blu [...] ti riferisci a quelle coperte di fiori di cui all’inizio della Questione ebraica, immagino&quot;.

No, Marco mi riferivo alle cazzate qui sopra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;adolescenza di Miriàm/Maria smette da un&#8217;ora all&#8217;altra. Un annuncio [?] le mette il figlio in grembo. Qui c&#8217;è la storia di una ragazza, operaia[?] della divinità, narrata da lei stessa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>&#8220;La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille [?].</p>
<p>&#8220;In ebraico esistono due emme, una normale che va in qualunque punto dela parola e una che va solo in ultima casa. Miriàm ha due emme, una d&#8217;esordio e una terminale. Hanno due forme opposte. La emme finale, mem soft in ebraco, è chiusa da ogni lato. Quella iniziale è gonfia e ha un&#8217;apertura verso il basso. E&#8217; un emme incinta [?].&#8221;</p>
<p> [Dalla presentazione di Erri de Luca, in quarta di copertina, del suo libro:<br />
&#8220;In nome della Madre&#8221;, Feltrinelli 2008.</p>
<p>*</p>
<p>Dice Marco Rovelli: &#8220;Soldato blu [&#8230;] ti riferisci a quelle coperte di fiori di cui all’inizio della Questione ebraica, immagino&#8221;.</p>
<p>No, Marco mi riferivo alle cazzate qui sopra</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: kalle		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/09/expertise/#comment-107911</link>

		<dc:creator><![CDATA[kalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 08:44:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Sergio, molto interessante il tuo pezzo. Che la madonna si esprima come Erri De Luca non e&#039; poi cosi&#039; strano, a leggere il documento conciliare Dei Verbum:
&quot;Poiché Dio nella sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana, l&#039;interprete della sacra Scrittura, per capir bene ciò che egli ha voluto comunicarci, deve ricercare con attenzione che cosa gli agiografi abbiano veramente voluto dire e a Dio è piaciuto manifestare con le loro parole. Per ricavare l&#039;intenzione degli agiografi, si deve tener conto fra l&#039;altro anche dei generi letterari. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa in testi in vario modo storici, o profetici, o poetici, o anche in altri generi di espressione. È necessario adunque che l&#039;interprete ricerchi il senso che l&#039;agiografo in determinate circostanze, secondo la condizione del suo tempo e della sua cultura, per mezzo dei generi letterari allora in uso, intendeva esprimere ed ha di fatto espresso. Per comprendere infatti in maniera esatta ciò che l&#039;autore sacro volle asserire nello scrivere, si deve far debita attenzione sia agli abituali e originali modi di sentire, di esprimersi e di raccontare vigenti ai tempi dell&#039;agiografo, sia a quelli che nei vari luoghi erano allora in uso nei rapporti umani.&quot; (da http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651118_dei-verbum_it.html)
La domanda magari e&#039;: perche&#039; De Luca, e non Camilleri o Faletti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Sergio, molto interessante il tuo pezzo. Che la madonna si esprima come Erri De Luca non e&#8217; poi cosi&#8217; strano, a leggere il documento conciliare Dei Verbum:<br />
&#8220;Poiché Dio nella sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana, l&#8217;interprete della sacra Scrittura, per capir bene ciò che egli ha voluto comunicarci, deve ricercare con attenzione che cosa gli agiografi abbiano veramente voluto dire e a Dio è piaciuto manifestare con le loro parole. Per ricavare l&#8217;intenzione degli agiografi, si deve tener conto fra l&#8217;altro anche dei generi letterari. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa in testi in vario modo storici, o profetici, o poetici, o anche in altri generi di espressione. È necessario adunque che l&#8217;interprete ricerchi il senso che l&#8217;agiografo in determinate circostanze, secondo la condizione del suo tempo e della sua cultura, per mezzo dei generi letterari allora in uso, intendeva esprimere ed ha di fatto espresso. Per comprendere infatti in maniera esatta ciò che l&#8217;autore sacro volle asserire nello scrivere, si deve far debita attenzione sia agli abituali e originali modi di sentire, di esprimersi e di raccontare vigenti ai tempi dell&#8217;agiografo, sia a quelli che nei vari luoghi erano allora in uso nei rapporti umani.&#8221; (da <a href="http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651118_dei-verbum_it.html" rel="nofollow ugc">http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651118_dei-verbum_it.html</a>)<br />
La domanda magari e&#8217;: perche&#8217; De Luca, e non Camilleri o Faletti.</p>
]]></content:encoded>
		
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