Giornata mondiale contro la Cybercensura

12 marzo 2009
Pubblicato da

internet enemies rsf report 2009

verbatim da Guido Scorza:
Il rapporto di Reporters sans frontieres pubblicato oggi [12/3/2009] in occasione della giornata mondiale contro la cybercensura chiarisce una volta per tutte che il problema della libertà di informazione in Rete non può più essere considerato circoscritto ai regimi tradizionalmente qualificati “meno democratici” ma rappresenta una questione “senza frontiere” che investe ogni giorno di più anche i Paesi ad ordinamento c.d. democratico.

In italia, nelle ultime settimane, abbiamo avuto anche noi più di un assaggio di come, per legge, dalla sera alla mattina, si possa limitare o, forse, sopprimere d’un colpo la libertà di manifestazione del pensiero attraverso il primo media dalla vocazione democratica della storia della comunicazione di massa.

Inutile ricordare che il momento in cui difendere questa nostra libertà fondamentale è OGGI e non DOMANI quando, come già accaduto per il sistema della Stampa e della Televisione, per legge, si saranno stabilite regole tali da consegnare la Rete ai Soliti Noti.

Oggi avrei molte cose da scrivere ma preferisco dedicare questo post a manifestare la mia adesione alla giornata mondiale contro la Cybercensura e suggerirvi di non perdere questo video. […]

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12 Responses to Giornata mondiale contro la Cybercensura

  1. mariasole ariot il 12 marzo 2009 alle 16:45

    Non Domani ma Oggi. Grazie per averne parlato,jan: mi sta molto a cuore la questione della libertà di parola,della parola libera-che libera. Specie qui dentro,il solo spazio che fino a poco tempo fà era lasciato stare in mano agli ignoti. E quindi a nessuno,perciò -indistintamente- a tutti.

    • jan reister il 12 marzo 2009 alle 17:50

      Specie qui dentro,il solo spazio che fino a poco tempo fà era lasciato stare in mano agli ignoti. E quindi a nessuno,perciò -indistintamente- a tutti.

      In che senso, mariasole?

  2. mariasole il 12 marzo 2009 alle 19:41

    Mi riferivo alla rete,jan, non ad NI!

  3. jan il 12 marzo 2009 alle 20:56

    Ah, ora è più chiaro!

  4. Satana il 12 marzo 2009 alle 21:14

    NON DOMANI MA OGGI
    la battaglia per la libertà è quotidiana !

  5. Madeleine il 12 marzo 2009 alle 23:37
    • jan reister il 13 marzo 2009 alle 10:45

      @Madeleine: interesanti i video di azionepreventiva, anche se piuttosto semplificati nei concetti. Segnalo che il loro progetto è anonimo e se ne può leggere di più qui:

      http://azionepreventiva.i8.com/

  6. Carla il 13 marzo 2009 alle 07:44

    ciao Jan,
    posso dirlo?
    il video è angosciante…
    Viva la libertà di espressione, ma sempre nei limiti del lecito, purchè non rechi danno a nessuno, purchè l’informazione prevalga…
    (che poi tutto sia monitorato, preferisco non pensarlo…:-)

  7. […] Via Nazione Indiana Il rapporto di Reporters sans frontieres pubblicato  in occasione della giornata mondiale contro la cybercensura chiarisce una volta per tutte che il problema della libertà di informazione in Rete non può più essere considerato circoscritto ai regimi tradizionalmente qualificati “meno democratici” ma rappresenta una questione “senza frontiere” che investe ogni giorno di più anche i Paesi ad ordinamento così detto democratico. […]

  8. Stefano il 13 marzo 2009 alle 12:31

    Visti i livelli infimi di attenzione che i giornali ultimamente prestano ad un tema come la libertà di espressione, non ci sorprende che gran parte di essi releghi nei fondi pagina una questione di fondamentale importanza che coinvolge tutti coloro che quotidianamente e liberamente bazzicano la rete.
    Pochi avranno sentito parlare di Dottrina Sarkozy e dei suoi “three strikes policy”, dell’emendamento 138, altrettanto pochi sapranno del processo in corso in Svezia che potrebbe cambiare il nostro futuro di internauti.
    Cominciamo parlando della Dottrina Sarkozy, questa serie di emendamenti, derivazione subdola di un conflitto d’interessi d’oltralpe (la moglie di Sarkozy col suo entourage di casa discografica), che prevedono l’adozione del principio dei tre schiaffi: chi sarà sorpreso a violare i diritti d’autore per tre volte, alla terza volta si vedrà “esiliato” da internet.
    Esiliato!
    Tutti i provider saranno obbligati a non concedergli alcun ingresso, manco fosse costui il più pericoloso dei criminali informatici, l’hacker più dannoso che tastiera abbia mai visto.
    A baluardo della libertà nei restanti paesi europei c’era, fino a qualche tempo fa, un emendamento del Pacchetto Telecom (un complesso sistema normativo per la regolamentazione della rete), appunto l’emendamento 138, che statuiva che nessuna restrizione potesse infliggersi agli utenti se non per forza maggiore o al fine di conservare l’integrità e la sicurezza della rete.
    Bene, quell’emendamento sta per essere rigettato dal Parlamento Europeo, venendo meno in questo modo l’ultimo degli argini alla diffusione della Dottrina.
    Gli scenari che si prospettano, derive inevitabili di questi processi normativi, sono apocalittici. Basteranno semplici indizi, raccolti da società private pagate per questo, per disconnettere chiunque dalla rete, senza nessun coinvolgimento della magistratura, senza che ci sia né un equo processo né la possibilità che l’utente possa difendersi.
    La rete vedrà spuntare paletti coercitivi in ogni suo angolo: il fornitore del servizio potrà filtrare i contenuti a suo piacimento, decidere quali i siti web con o senza limitazioni, insomma convogliare quella che è oggi un’informazione libera e democratica.
    L’Unione Europea si è dapprima dichiarata contraria al modello restrittivo francese, poi però, negli ultimi giorni, sembra essere cambiato qualcosa. Il Consiglio dei Ministri dell’UE ha raggiunto un accordo che stravolge il Pacchetto Telecom, approvato dal Parlamento a maggioranza. E’ questo un tentativo senza precedenti di limitazione delle libertà fondamentali dell’individuo e, coincidenza vuole, che tale grave violazione si stia perpetrando in concomitanza con uno dei processi più importante degli ultimi anni: quello che si sta svolgendo in Svezia contro i gestori di Pirate Bay, il più noto sito web di condivisione file.
    In discussione non è la libertà dei quattro soggetti coinvolti quanto piuttosto la scelta di una delle due filosofie in contrapposizione: quella coercitiva che intende proteggere, a tutti i costi, i diritti d’autore anche al prezzo di limitare fortemente le libertà degli individui e quella invece libertaria, che mira alla libera divulgazione delle opere di ingegno e ritiene il principio del copyright obsoleto e superato.

  9. Giocatore d'Azzardo il 14 marzo 2009 alle 02:22

    Al solito gli intellettuali arrivano abbondanti ultimi e fuori tempo massimo. Sono anni che esiste la Free Software Foundation, Linux è una realtà, Wikileaks un dato di fatto che nessuno si fila. Meglio tardi che mai, diceva qualcuno, ma se una volta tanto si viaggiasse al passo con i tempi o si provasse ad anticiparli, forse non sarebbe poi così male. Vecchi!

    Blackjack.

  10. Giocatore d'Azzardo il 14 marzo 2009 alle 02:35

    Qui il Comportamento dell’illuminatissimo Obama a fronte di questo tema. Ci trovate pure il PDF originale emesso dall’Executive Office of the President Office of the United States Trade Representative.
    In pratica: le norme commerciali che regolamenteranno la censura sugli indirizzi IP stanno per passare come accordi commerciali internazionali, che avranno valore sovranazionale e indipendente dalle legislazioni dei singoli stati. Ma fosse tutto qui; il buon e illuminato Obama, ha pure secretato, per motivi di sicurezza nazionale, molti dei carteggi con ACTA (la lobby che sponsorizza queste aberrazioni).

    Se il buon giorno si vede dal mattino, se va tutto bene siamo rovinati. Nemmeno Bush si era mai spinto a questi sporchi livelli, anzi, durante le presidenze Bush era persino ‘sfuggito’ TOR da uno dei laboratori di ricerca della Marina Militare…

    Blackjack.



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