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17 marzo 2009
Pubblicato da

endless_commodity13

di Mattia Paganelli

>> Lei “l’eterno download è l’ultima frontiera dell’oggetto senza aura?”

>> Lui “o l’aura è la moltiplicazione infinita dei beni?”

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19 Responses to >>

  1. liviobo il 17 marzo 2009 alle 06:35

    ho la sensazione che sia una vignetta molto intelligente

  2. lorenzo galbiati il 17 marzo 2009 alle 09:10

    A me sembra una vignetta pessima come disegno.

  3. Madeleine il 17 marzo 2009 alle 09:34

    Qualcuno può spiegarmi l’arcano?
    Ho degli evidenti limiti.

  4. Natàlia Castaldi il 17 marzo 2009 alle 10:01

    i due non avevano nulla di meglio da dirsi? …. mah!

  5. franz krauspenhaar il 17 marzo 2009 alle 11:05

    Non ho parole. Qualcuno mi spieghi il signifcato di questa ciofeca.

  6. andrea inglese il 17 marzo 2009 alle 12:22

    grande mattia: degna del Bucchi più audace e stralunato

  7. gianni biondillo il 17 marzo 2009 alle 12:39

    (cito a memoria): “l’atto sessuale è senza valore, lo si può fare infinite volte” (A. Jarry)

  8. lucia cossu il 17 marzo 2009 alle 12:42

    mah, già una cantante ha pensato a chiamarsi L’aura. Cosa sarebbe?

  9. cara polvere il 17 marzo 2009 alle 12:50

    buongiorno, proverò ad essere disordinata

    ma perché ? ma perché un senso? non diventa un limite il senso
    certo frammenti di quella scena ci sono noti da eoni solo che non lo sappiamo.

    o l’ arte (il fatto), e quindi la “vera” opera è il chiedere spiegazioni di chi tenta di usufruire dell’ opera apparentemente inspiegabile ai più ma sicuramente inspiegabile da parte d

    ma l’ arte si usa per tentativi di comprensione? o non di deve capire per capire?

    l’ arte, l’ opera come attore, come colei che mette in moto, come connettiva messa/massa in moto nel luogo, è la domanda che suscita l’ opera stessa… arte è la domanda a cui l’ uomo nei suoi limiti non rinuncia (?) ma sonon solo pensieri personali forse anche presi a prestito di striscio da qualche ben più alto pernsatora ma di cui non ricordo se dove e quando.

    un saluto

    paola

  10. filosofipercaso il 17 marzo 2009 alle 13:51

    Visto che invece di abbandonarsi all’aura del momento i due si pongono domande di estetica (devono aver digerito male Benjamin durante la cenetta romantica che ha preceduto il momento “magico” dell’amplesso…) non li distrarremo di certo intervenendo per caso nel “dialogo”:
    Lei “l’eterno download è l’ultima frontiera dell’oggetto senza aura?”
    filosofipercaso: no amore – l’ultima frontiera, oggi, potrebbe essere il negar-la (l’aura) a chi non può permetterse-la (l’aura) se non attraverso la fruibilità povera del download… mmmhhhh… ci pensi se per goderme-la (sempre l’aura eh!) dovessi “hic et nunc” venire, cioè arrivare fin là?! amore, quanto sei bella! mi confonde la tua aura….

    Lui “o l’aura è la moltiplicazione infinita dei beni?”
    filosofipercaso: non dei beni… -sei un mago, te l’ho mai detto?- ma della possibilità e modalità infinita di fruirne comunque…ovunque…come noi, qui…ora… – che estasi il tuo bene!

  11. franz krauspenhaar il 17 marzo 2009 alle 13:56

    Se togliamo un senso togliamo pure il resto. Si fa prima e non si perde tempo dietro a cose di questa caratura…

  12. Madeleine il 17 marzo 2009 alle 14:08

    MI cospargerò il capo di cenere e sceglierò i fagioli più duri da mettere sotto le rotule per espiare, però mi accade di aver letto con attenzione le chiose,di aver osservato con novella, rinnovata attenzione e persevero nel non capire un’assoluta mazza.
    Pardon.

  13. Carla il 17 marzo 2009 alle 14:35

    e avanti…(:-)))

  14. cara polvere il 17 marzo 2009 alle 14:42

    provo ad essere ancora più disordinata dopo aver anche sorrido alle battute lette, figuriamoci! battute che sono toccasana al mio disordine (insieme alla scenetta, naturalmente)

    pensavo che

    pure accade di specchiarsi (solitamente accade talvolta di farlo) e vedendo là dentro qualcosa di incomprensibile, domandarci: che senso ha/abbiamo? – dovremmo evitarci di proporci a noi stessi e agli altri solo perché ci facciamo questa domanda o vale la pena cercare il dio nascosto (il senso) nella nostra diversità rispetto agli altri ? e che ne so. pr me si.

    alla fine qualunque espressione umana (artistica) ha come obiettivo quella di ricondurci alla nostra immagine (collettiva in primise rispetto alla collettività ) proiettata nello specchio? l’ arte non come capolavoro di capolavori, ma come proiezione di paure ecc, senza soluzione di continuità del garbuglio?
    paola

  15. Roberto Plevano il 17 marzo 2009 alle 17:59

    Mah… è un doppio senso stupidino e un filo volgarotto. to load (“scaricare, e quindi download etc.) è gergale per “eiaculare” (se non ho preso fischi per fiaschi, mazze per tazze, razzi per…)

  16. liviobo il 17 marzo 2009 alle 18:22

    è bello proprio perchè è un groviglio-chiasmo di corpi e parole

  17. Diamante il 17 marzo 2009 alle 19:33

    D’accordo con Franz e Madeleine. ???????????????????????????

  18. lucia cossu il 17 marzo 2009 alle 23:18

    per me non è proprio neanche un groviglio, solo un inutile nulla che non dice nulla

  19. Johanna il 19 marzo 2009 alle 11:56

    Roberto, non so cosa sia l’intenzione dell’artista, ma da madrelingua inglese non vedo quel doppio senso. Load viene effettivamente usato così come sostantivo (non come verbo), però solo in certi modi di dire ben precisi.



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