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	Commenti a: ZAMEL III	</title>
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		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/04/17/zamel-iii/#comment-111112</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 16:48:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate, sono stato fuori e leggo solo ora. Ringrazio per tutti gli interventi. I tre post su ZAMEL corrispondono al primo capitolo, con Edo che torna in Tunisia per seguire il processo contro Nabil, l&#039;assassino di Aldo.
Si erano conosciuti quattro mesi prima sulla costa tunisina: Aldo cinquantenne romano -  ritiratosi a vita privata “in quest’angolo di paradiso” – e Edo, trentenne milanese, in vacanza per una settimana. Edo, impegnato nel movimento lgbt per i diritti civili, sta scrivendo un libro sulla cultura omosessuale, e - conversazione dopo conversazione - ne racconta all’amico il contenuto. Aldo pensa, sente, preferisce in modo tradizionale: si deve agire; non se ne deve parlare, se non svagatamente per ingelosire le “amiche”. Aldo è frocio, Edo è gay.
Aldo reagisce in modo scettico ma incuriosito ai racconti di Edo, col tono di chi le cose non le ha studiate, ma le ha vissute e le vive: i ragazzi qui preferiscono me, anche se sono più vecchio; con me si sentono sicuri sul ruolo da svolgere. Tu li destabilizzi. 
Aldo è troppo orgoglioso per dare ragione a Edo. Tuttavia, alla fine della settimana di permanenza del giovane scrittore, sembra consapevole di essere ancora nella fase due (1 Repressione sempre e comunque - 2 malattia da curare - 3 diritti da acquisire). 
Dopo la partenza di Edo, Aldo conosce il ventiduenne tunisino Nabil e intreccia con lui una vera e propria relazione. Racconta tutto a Edo in una serie di mail. Lentamente Aldo capisce che Nabil lo ama davvero, non lo disprezza. E’ molto dotato il ragazzo, ma quasi se ne vergogna. Si lascia accarezzare a fondo lì…
Fino a quando Aldo pretende che Nabil ammetta di essere omosessuale, provocandone la reazione irrimediabilmente violenta. L’errore fatale di Aldo è lessicale. Conoscendo qualche parola di arabo, ricorre al termine “zamel” che designa volgarmente il maschio passivo. 
In pratica la tragedia avviene perché entrambi i protagonisti non riescono ad affrancarsi dai loro fantasmi “culturali”. Aldo non riesce più a sentirsi attratto da Nabil, quando si accorge che Nabil lo sta amando perché è uomo. Nabil - che accetterebbe senza problemi di definirsi in francese homosexuel -, non può tollerare per sé l’epiteto “zamel”, per di più se proferito da uno “straniero”, uno che lo deve pigliare in culo, pagare e tacere.
Entrambi giunti alle soglie della acquisizione di una nuova dignità, si ritraggono impauriti, ripiombando nei più triti cliché in cui si sono formati e dannandosi a vicenda: Aldo, continuando a sentirsi “donna” e come tale incapace di amare un uomo che non desideri le donne; Nabil, con la sua ira “giusta” in difesa del suo onore.
Nella prima parte del libro, Edo scende in Tunisia, nella casa di Aldo, per assistere al processo a Nabil. Ricostruisce. Quasi si sente colpevole. L’assassinio è stato brutale. Aldo è morto dissanguato nella vasca da bagno, più volte colpito con un frammento del vetro della porta del bagno andata in frantumi. Il referto della visita medica a cui Nabil viene sottoposto (“orifizio anale imbutiforme, tipico dell’omosessuale passivo”) riporta Edo al secolo scorso, all’epoca delle visite pre-confino agli “arrusi”. Ma proprio quel referto impedisce alla difesa d’ufficio di Nabil di chiedere la consueta attenuante: giovane etero in funzione di marchetta attiva, improvvisamente insidiato da inaccettabile richiesta del “cliente”. Nabil è costretto a confessare che l’offesa è stata “verbale”. Ad uccidere è stata la parola, sostenuta dai pregiudizi culturali di entrambi. Il tribunale non può cogliere tali sottigliezze. Condanna Nabil a vent’anni: assassinio per rapina (ha rubato il cellulare). 
La seconda parte del libro riporta le conversazioni e lo scambio di lettere avvenuti quattro mesi prima tra Edo e Aldo: ne fuoriesce una breve storia dell’omosessualità, culminante nello scontro tra le idee tradizionaliste di Aldo (due gay tra loro sono come due lesbiche) e quelle moderne basate sui diritti - dignità parità laicità - di Edo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, sono stato fuori e leggo solo ora. Ringrazio per tutti gli interventi. I tre post su ZAMEL corrispondono al primo capitolo, con Edo che torna in Tunisia per seguire il processo contro Nabil, l&#8217;assassino di Aldo.<br />
Si erano conosciuti quattro mesi prima sulla costa tunisina: Aldo cinquantenne romano &#8211;  ritiratosi a vita privata “in quest’angolo di paradiso” – e Edo, trentenne milanese, in vacanza per una settimana. Edo, impegnato nel movimento lgbt per i diritti civili, sta scrivendo un libro sulla cultura omosessuale, e &#8211; conversazione dopo conversazione &#8211; ne racconta all’amico il contenuto. Aldo pensa, sente, preferisce in modo tradizionale: si deve agire; non se ne deve parlare, se non svagatamente per ingelosire le “amiche”. Aldo è frocio, Edo è gay.<br />
Aldo reagisce in modo scettico ma incuriosito ai racconti di Edo, col tono di chi le cose non le ha studiate, ma le ha vissute e le vive: i ragazzi qui preferiscono me, anche se sono più vecchio; con me si sentono sicuri sul ruolo da svolgere. Tu li destabilizzi.<br />
Aldo è troppo orgoglioso per dare ragione a Edo. Tuttavia, alla fine della settimana di permanenza del giovane scrittore, sembra consapevole di essere ancora nella fase due (1 Repressione sempre e comunque &#8211; 2 malattia da curare &#8211; 3 diritti da acquisire).<br />
Dopo la partenza di Edo, Aldo conosce il ventiduenne tunisino Nabil e intreccia con lui una vera e propria relazione. Racconta tutto a Edo in una serie di mail. Lentamente Aldo capisce che Nabil lo ama davvero, non lo disprezza. E’ molto dotato il ragazzo, ma quasi se ne vergogna. Si lascia accarezzare a fondo lì…<br />
Fino a quando Aldo pretende che Nabil ammetta di essere omosessuale, provocandone la reazione irrimediabilmente violenta. L’errore fatale di Aldo è lessicale. Conoscendo qualche parola di arabo, ricorre al termine “zamel” che designa volgarmente il maschio passivo.<br />
In pratica la tragedia avviene perché entrambi i protagonisti non riescono ad affrancarsi dai loro fantasmi “culturali”. Aldo non riesce più a sentirsi attratto da Nabil, quando si accorge che Nabil lo sta amando perché è uomo. Nabil &#8211; che accetterebbe senza problemi di definirsi in francese homosexuel -, non può tollerare per sé l’epiteto “zamel”, per di più se proferito da uno “straniero”, uno che lo deve pigliare in culo, pagare e tacere.<br />
Entrambi giunti alle soglie della acquisizione di una nuova dignità, si ritraggono impauriti, ripiombando nei più triti cliché in cui si sono formati e dannandosi a vicenda: Aldo, continuando a sentirsi “donna” e come tale incapace di amare un uomo che non desideri le donne; Nabil, con la sua ira “giusta” in difesa del suo onore.<br />
Nella prima parte del libro, Edo scende in Tunisia, nella casa di Aldo, per assistere al processo a Nabil. Ricostruisce. Quasi si sente colpevole. L’assassinio è stato brutale. Aldo è morto dissanguato nella vasca da bagno, più volte colpito con un frammento del vetro della porta del bagno andata in frantumi. Il referto della visita medica a cui Nabil viene sottoposto (“orifizio anale imbutiforme, tipico dell’omosessuale passivo”) riporta Edo al secolo scorso, all’epoca delle visite pre-confino agli “arrusi”. Ma proprio quel referto impedisce alla difesa d’ufficio di Nabil di chiedere la consueta attenuante: giovane etero in funzione di marchetta attiva, improvvisamente insidiato da inaccettabile richiesta del “cliente”. Nabil è costretto a confessare che l’offesa è stata “verbale”. Ad uccidere è stata la parola, sostenuta dai pregiudizi culturali di entrambi. Il tribunale non può cogliere tali sottigliezze. Condanna Nabil a vent’anni: assassinio per rapina (ha rubato il cellulare).<br />
La seconda parte del libro riporta le conversazioni e lo scambio di lettere avvenuti quattro mesi prima tra Edo e Aldo: ne fuoriesce una breve storia dell’omosessualità, culminante nello scontro tra le idee tradizionaliste di Aldo (due gay tra loro sono come due lesbiche) e quelle moderne basate sui diritti &#8211; dignità parità laicità &#8211; di Edo.</p>
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		<title>
		Di: manuel cohen		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/04/17/zamel-iii/#comment-110791</link>

		<dc:creator><![CDATA[manuel cohen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 09:54:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vedo ora che ci sono precedenti anticipazioni....andrò a leggermele con calma. un salutone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vedo ora che ci sono precedenti anticipazioni&#8230;.andrò a leggermele con calma. un salutone</p>
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		Di: manuel cohen		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/04/17/zamel-iii/#comment-110789</link>

		<dc:creator><![CDATA[manuel cohen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 09:52:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Franco: tra cronaca realtà e racconto.... mi piacerebbe saperne di più, leggo ora ma non so dove ha inizio la storia, mi interesserebbe approfondirne il plot. Complimenti e a presto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Franco: tra cronaca realtà e racconto&#8230;. mi piacerebbe saperne di più, leggo ora ma non so dove ha inizio la storia, mi interesserebbe approfondirne il plot. Complimenti e a presto</p>
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		Di: Andrea Breda Minello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/04/17/zamel-iii/#comment-110546</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Breda Minello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 15:42:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leggendo i lacerti inseriti di questo Zamel mi sono venute in mente diverse affinità con alcuni componimenti dello splendido &quot;Noi e loro&quot;. Per atmosfera, ma non solo. Se fosse possibile, mi farebbe piacere saperne di più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo i lacerti inseriti di questo Zamel mi sono venute in mente diverse affinità con alcuni componimenti dello splendido &#8220;Noi e loro&#8221;. Per atmosfera, ma non solo. Se fosse possibile, mi farebbe piacere saperne di più.</p>
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		Di: maria v		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/04/17/zamel-iii/#comment-110517</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria v]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 08:35:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gran romanzo che mescola sapientemente diversi registri in un impasto raro, dove trovano spazio una ricca bibliografia insieme ad un&#039;accesa denuncia, sottile introspezione, rabbia, ferocia, amore, tenerezza...
non vedo l&#039;ora di acquiestarlo e leggermelo tutto d&#039;un fiato.
Un grazie di cuore a Franco Buffoni per averci donato quest&#039;opera.

(Sugli omicidi antigay, volevo  dire che, anch&#039;io, ricordavo solo casi celebri, come ad esempio i traduttori di Copi, Luca Coppola e Giancarlo Prati, uccisi selvaggiamente, proprio mentre svolgevano la loro opera di traduzione  del  commediografo, ma non avevo proprio idea di un numero così elevato di vittime...agghiacciante.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gran romanzo che mescola sapientemente diversi registri in un impasto raro, dove trovano spazio una ricca bibliografia insieme ad un&#8217;accesa denuncia, sottile introspezione, rabbia, ferocia, amore, tenerezza&#8230;<br />
non vedo l&#8217;ora di acquiestarlo e leggermelo tutto d&#8217;un fiato.<br />
Un grazie di cuore a Franco Buffoni per averci donato quest&#8217;opera.</p>
<p>(Sugli omicidi antigay, volevo  dire che, anch&#8217;io, ricordavo solo casi celebri, come ad esempio i traduttori di Copi, Luca Coppola e Giancarlo Prati, uccisi selvaggiamente, proprio mentre svolgevano la loro opera di traduzione  del  commediografo, ma non avevo proprio idea di un numero così elevato di vittime&#8230;agghiacciante.)</p>
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		Di: vito		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/04/17/zamel-iii/#comment-110501</link>

		<dc:creator><![CDATA[vito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 22:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[si.. bello davvero]]></description>
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		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/04/17/zamel-iii/#comment-110487</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 20:17:14 +0000</pubDate>
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		Di: stalker		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 20:15:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[concordo anche io, ho letto tutti gli zemel con grande interesse.
grazie.
e per fortuna, perchè su tutte le altre disquisizioni letterarie sui lettori unici o non unici mi sono fatta due balle che la metà bastava.
opss......mi scappo! :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>concordo anche io, ho letto tutti gli zemel con grande interesse.<br />
grazie.<br />
e per fortuna, perchè su tutte le altre disquisizioni letterarie sui lettori unici o non unici mi sono fatta due balle che la metà bastava.<br />
opss&#8230;&#8230;mi scappo! :)</p>
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		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/04/17/zamel-iii/#comment-110483</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 17:20:42 +0000</pubDate>
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		Di: tashtego		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 16:54:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di solito non mi entusiasmo per i pezzi di buffoni.
ma questo qui è bello.
eccome.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di solito non mi entusiasmo per i pezzi di buffoni.<br />
ma questo qui è bello.<br />
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