I POETI ITALIANI PER L’ABRUZZO E L’AQUILA LUOGHI D’ARTE E CULTURA

28 aprile 2009
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[ricevo, via Nina Maroccolo / Franz Krauspenhaar, questo Comunicato Stampa che volentieri pubblico. a.s. ]

Sdrucciolo dei poeti

Sdrucciolo dei poeti

Le Edizioni Tracce stanno organizzando, in collaborazione con l’Associazione Poeti Abruzzesi, un movimento umanitario di adesione, da parte dei poeti italiani, all’Abruzzo terremotato.

Le ultime drammatiche vicissitudini che hanno colpito l’intero Abruzzo e in particolar modo la città dell’Aquila, distrutta nei monumenti più belli e storici dal terremoto, hanno scosso le coscienze degli Abruzzesi per le vite perdute sotto le macerie. Nella memoria collettiva si è aperta una profonda ferita ma il popolo dei poeti sente una viva energia che li spinge a non arrendersi agli eventi naturali e all’incuria degli uomini, attraverso la poesia e la creatività.

Il movimento umanitario intitolato I poeti italiani per l’Abruzzo e L’Aquila Luoghi d’Arte e CulturaLa Parola che ricostruisce, crede che la forte voce dei poeti debba unirsi nel promuovere idealmente la ricostruzione dell’Abruzzo e in particolar modo dell’Aquila: vuole che la città e il territorio rivivano nella loro memoria storica e artistica e nei loro importanti monumenti conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, in modo da non dimenticare, quando i riflettori si saranno spenti, l’importanza della ricostruzione storico – artistica.

Molti tra i maggiori poeti italiani hanno già aderito all’iniziativa inviando, anche quelli che non potranno essere presenti, alcune poesie che verranno inserite all’interno del sito delle Edizioni Tracce, in una pagina dedicata al terremoto dell’Abruzzo.
Inoltre sono previste diverse letture di poesie, alle quali parteciperanno alcuni tra i maggiori poeti italiani, tra le quali le prime si svolgeranno Mercoledì 29 e Giovedì 30 Aprile 2009.

Mercoledì 29 Aprile 2009, alle ore 17,00, presso la Tendopoli – Campo Sportivo di Paganica, ci sarà il primo incontro di poesia al quale presenzieranno Nazario Pagano, Presidente del Consiglio Regione Abruzzo, Stefania Pezzopane, Presidente Provincia L’Aquila e Igino Creati, Presidente Associazione Poeti Abruzzesi. Coordinerà Nicoletta Di Gregorio, Presidente Edizioni Tracce. L’attrice Franca Minnucci leggerà alcune poesie. Poeti presenti: Stefano Amoroso, Mina Beer, Maria Grazia Calandrone, Igino Creati, Claudia Jandolo, Giorgio Linguaglossa, Dante Maffia, Nina Maroccolo, Vito Moretti, Mario Narducci, Elio Pecora, Plinio Perilli, Stevka Šmitran e Marco Tornar.
Giovedì 30 Aprile 2009, alle ore 17,00, presso la Tendopoli di Piazza D’Armi a L’Aquila, ci sarà il secondo incontro di poesia al quale presenzieranno Stefania Pezzopane, Presidente Provincia L’Aquila e Igino Creati, Presidente Associazione Poeti Abruzzesi.
Coordinerà Nicoletta Di Gregorio, Presidente Edizioni Tracce.
L’attrice Franca Minnucci leggerà alcune poesie. Poeti presenti: Antonio Alleva, Raymond André, Francesco Belluomini, Tomaso Binga, Daniele Cavicchia, Nicoletta Di Gregorio, Giancarla Frare, Anna Maria Giancarli, Bibiana La Rovere, Nostòs, Marco Palladini, Remo Rapino, Davide Rondoni, Tito Rubini, Marcia Theophilo, Anna Ventura.

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19 Responses to I POETI ITALIANI PER L’ABRUZZO E L’AQUILA LUOGHI D’ARTE E CULTURA

  1. macondo il 28 aprile 2009 alle 22:50

    Mah, le responsabilità sono ancora tutte da appurare, ma i poeti devono proprio leggere accompagnati dal beneplacito delle autorità istituzionali?

  2. stalker il 28 aprile 2009 alle 23:01

    ho le stesse perplessità di macondo

  3. Nina Maroccolo il 28 aprile 2009 alle 23:20

    @ Macondo e Staker:

    La vostra domanda-obiezione è più che legittima. Ma sia ben chiaro che ogni poeta è presente e legge per suo conto, per propria etica e dovere civile. Lungi da noi, credo proprio di doverlo dire a nome di tutti, la velata idea di una “combutta” con qualsivoglia istituzione, più o meno colpevole.
    Uno scrittore cerca, se possibile, di portare la propria testimonianza in mezzo al dolore indicibile. Tutto il resto sarebbe retorica o politicaccia becera. Ognuno si prenda le sue responsabilità UMANE.
    I politici facciano poi la loro parte, d’impegno o eventuale autocritica (specialmente gli amministratori, delegati dai cittadini per il proprio bene)…
    Un saluto caro, e speriamo di poter essere degni di condividere questo enorme dramma.

    Nina Maroccolo

  4. stalker il 28 aprile 2009 alle 23:33

    Nina, mai pensato a nessuna “combutta” e apprezzo l’iniziativa.
    e solo che c’è stata in mezzo a quelle macerie una sfilata politico mediatica nauseabonda, e allora sarebbe un segnale forte andarci in maniera spontanea ed “anarchica”.

    c’è chi l’ha fatto, a suo modo, se vuoi naif

    linko questi qua, brutti sporchi e puzzolenti, gente abituata ad avere a che fare con gli asini, alcuni artisti di strada, che sono andati con una jeep piena di libri per bambini e per adulti.
    questo è il loro diario di bordo:

    http://www.asinodays.org/default.asp?modulo=forum&file=viewtopic&Thread=1931&Forum=3&page=1

    senza polemica. comunque con stima perchè fare è sempre meglio che non fare!

  5. macondo il 28 aprile 2009 alle 23:51

    Nessuna “combutta”, dico anch’io, non era/è questo il senso della perplessità. Prendiamo ciò che è successo oggi, con la visita papale. Ho visto in tv “spuntare” autorità istituzionali locali che nei drammatici giorni del disastro erano assenti (almeno nei reportage dei media), mentre altre erano presenti (forse solo perché doveva esserci qualcuno, a rispondere alle domande). Ho come l’impressione che adesso certe autorità istituzionali si sentano più legittimate a mostrarsi in pubblico.

  6. Sandro il 29 aprile 2009 alle 08:19

    Il governo c’è passato tutto, il papa pure, il primo maggio forse la parata dei sindacati, e ora pure la casa editrice buona con le associazioni di poeti doc. Certo che il popolo abruzzese ha veramente le spalle larghe. Non era meglio portare loro delle coperte?

  7. Giancarlo Tramutoli il 29 aprile 2009 alle 09:42

    Le calamità naturali non vengono mai da sole.

  8. zoyd wheeler il 29 aprile 2009 alle 11:21

    @ Tramutoli: sottoscrivo! lapidario e salace come il vecchio zio Vito (Riviello). Aggiungerei: alle scosse telluriche e ai poeti (???) in passerella sulle macerie, gli eroici abruzzesi impareranno a farci i MerCalli.

  9. Giancarlo Tramutoli il 29 aprile 2009 alle 13:14

    :-)
    sempre Viva zio Vito!
    E abbasso i poeti zombie.

  10. véronique vergé il 29 aprile 2009 alle 17:17

    L’iniziativa è bella.
    Parole che fanno la speranza, dicono la frattura, puoi svelano la cucitura.
    Sempre una cicatrice nella terra. Il paesaggio sarà diverso dal passato.
    La poesia crea un ricordo delle case, dell’universo familiare, della natura, e degli abitanti. Trovarà la voce del paese, le rughe di un volto, la mano di un bambino, per fare vivere uomini della montagna.
    Ricostruire case, anche memoria, fotografia, storia di una ferita.
    Le parole devono venire degli abitanti in un lungo canto.
    Una cosa che mi è colpita: nei giornali francesi avevano foto di anziani, molti anziani che hanno tutto perso. Ora il passato vivo è dentro loro.
    Forse è un punto di vista di straniera senza riflessione politica.

  11. stalker il 29 aprile 2009 alle 18:11

    véronique, beata te che vivi in francia e che forse hai avuto la fortuna di non vedere le passerelle di politici col fard rigato dalle lacrime e col casco da pompiere in testa e tante altre passerelle degli orrori.
    considerando poi che la disinformazione di massa ci ha fatto vedere il “meglio”….
    è proprio vero, agli abruzzesi non bastava il terremoto!

    • antonio sparzani il 29 aprile 2009 alle 21:58

      Non mi pare che necessariamente quella dei poeti debba essere una passerella mediatica. Quello che in qualche senso aiuta poche o tante di quelle così sfortunate persone a passare dei momenti migliori a mio parere va bene. Non interessa affatto che i poeti vengano fatti vedere in tv, spero di no. Interessa che dicano, o leggano, buoni testi.

  12. stalker il 29 aprile 2009 alle 22:08

    non si criticavano le “passerelle” poetiche, almeno da parte mia, piuttosto la loro vicinanza ai politici di turno, che di passerelle ne fanno eccome.
    pensavo fosse chiaro questo.
    occorrerebbero gesti forti, di rottura e di distanza, secondo me.
    non mi piace il poeta embedded!

  13. niky lismo il 29 aprile 2009 alle 23:04

    E se un poeta perde la dentiera? C’è il rischio che il Padrone mandi il Suo pronto-intervento a restaurare le carie di Rondoni…

  14. Nina Maroccolo il 29 aprile 2009 alle 23:58

    scrivo velocemente da un punto internet installato nella tendopoli di Paganica… non ho parole per questi commenti così “barbari”. qui ci hanno accolto con emozione: poesia è aver giocato con i bambini, parlato con i volontari, carabinieri, alpini, la protezione civile, la gente… ho passato tutto il giorno con loro, in mezzo alla pioggia e al rischio del fango nelle tende.
    ragazzi, voi dove eravate?
    la poesia è solo declamazione di versi o condivisione?
    poesia è molto altro, e voi non sapete cosa sia.
    vi lascio, dopo la serata dance-baby tutta dedicati ai piccoli, si va a letto.

    perché non venite anche voi

  15. Giancarlo Tramutoli il 30 aprile 2009 alle 08:59

    @Nina Maroccolo

    “…poesia è aver giocato con i bambini, parlato con i volontari, carabinieri, alpini, la protezione civile, la gente… ho passato tutto il giorno con loro, in mezzo alla pioggia e al rischio del fango nelle tende.”

    Sono perfettamente d’accordo con te.
    e …
    Complimenti.

  16. Sandro il 3 maggio 2009 alle 12:26

    Rifatti la verginità. Tocca anche tu la mano al vecchietto terremotato. Giochi con bimbi, chiacchierate con carabinieri, pernottamento in tenda con vista sulla protezione Civile. All inclusive.

  17. Nina Maroccolo il 6 maggio 2009 alle 19:46

    SANDRO: Chi sei? Cosa vuoi? Argomenta, o finirai nel vaniloquio del Nulla, tu che sei rappresentazione del perfetto Nulla: è molto, troppo per descrivere questa tua vivente mortalità che offende i MORTI VERI e i VIVI che hanno ancora sabbia nei polmoni. Quella delle case sbriciolate in cui vivevano.
    Cosa vuoi? Chi sei? Tu – fortunato di esistere – senti l’odore della sabbia agglutinarsi al naso per ventiquattro ore, ogni giorno? Che effetto t’arreca non riuscire a deglutire perché la sabbia ti ostruisce la gola e l’esofago; e il mangiare, come i liquidi, non sai come ingoiarli, eh?!

    Che la vergogna ti sommerga.

  18. teqnofobico il 7 maggio 2009 alle 03:56

    @ nina
    un abbraccio fortissimo



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