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	Commenti a: Il tempo è scaduto!	</title>
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		<title>
		Di: iano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/06/il-tempo-e-scaduto/#comment-113212</link>

		<dc:creator><![CDATA[iano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 17:30:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I miei complimenti all&#039;autore che, al di là degli eccessivi orpelli letterari, bene fa a concentrarsi sul business della tratta di donne piuttosto che sulla prostituzione in se stessa. 
I moralisti di ogni parrocchia farebbero bene a chiedersi se davvero esista un confine, nella variegata gamma di do-ut-des legati al sesso diffusi in ogni tempo ed ogni luogo, un confine che definisca cosa è prostituzione e cosa non lo è. Il dramma qui non è lo scambio denaro per sesso. Il dramma è la violenza, è lo sfruttamento, è la schiavitù di queste lavoratrici. 
Bisogna chiedersi dunque se sia più efficace condannare il comportamento ormone-guidato del cliente oppure ipotizzare una soluzione che regolarizzi il mercimonio assicurando una tutela sanitaria e sindacale alle suddette.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I miei complimenti all&#8217;autore che, al di là degli eccessivi orpelli letterari, bene fa a concentrarsi sul business della tratta di donne piuttosto che sulla prostituzione in se stessa.<br />
I moralisti di ogni parrocchia farebbero bene a chiedersi se davvero esista un confine, nella variegata gamma di do-ut-des legati al sesso diffusi in ogni tempo ed ogni luogo, un confine che definisca cosa è prostituzione e cosa non lo è. Il dramma qui non è lo scambio denaro per sesso. Il dramma è la violenza, è lo sfruttamento, è la schiavitù di queste lavoratrici.<br />
Bisogna chiedersi dunque se sia più efficace condannare il comportamento ormone-guidato del cliente oppure ipotizzare una soluzione che regolarizzi il mercimonio assicurando una tutela sanitaria e sindacale alle suddette.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Salvatore		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/06/il-tempo-e-scaduto/#comment-112330</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2009 13:13:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Finalmente leggo un odore, vedo un meccanismo, fiuto una grammatica. E il mio viaggio nel reportage non si snoda lungo teorie accademiche d&#039;interpretazione del fenomeno o per sentieri saggistici formalizzati.
La scrittura, la lettura, seguono il passo incerto, o a scatti, o sicuro o pensoso di un individuo informato che batte la domiziana per seguire e riasalire il battere costante delle prostitute. L&#039;autore getta numerosi ponti, conscio della differenza che lo separa da quelle donne, e lo fa senza soffocare emotività e passioni, metafore della mente e rappresentazioni a lui familiari; perchè la differenza non vuole dominarla ma sederglisi accanto. Bisogna capire che non siamo portavoce, ma voce, nostra e del mondo. La soggettività non si può eliminare, se ne prende atto. La si insegue inerirsi negli scarti fra gli occhi, nei silenzi fra le parole, e &quot;io&quot; sono lì, a dibattermi nel racconto incompleto, ma diretto e lucido, umile e arrogante. La cronaca è solo un frammento, i fatti solo una scaglia, c&#039;è di più, e tra luoghi lontani solo la scrittura è ubiqua.

Tra chi ha paura di non dire perchè consapevole dell&#039;incompletezza, e chi dice anche troppo per pretesa di metodo, inutilmente, questo racconto sta nel mezzo. Dice.

Ora, è il momento di scendere dall&#039;auto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente leggo un odore, vedo un meccanismo, fiuto una grammatica. E il mio viaggio nel reportage non si snoda lungo teorie accademiche d&#8217;interpretazione del fenomeno o per sentieri saggistici formalizzati.<br />
La scrittura, la lettura, seguono il passo incerto, o a scatti, o sicuro o pensoso di un individuo informato che batte la domiziana per seguire e riasalire il battere costante delle prostitute. L&#8217;autore getta numerosi ponti, conscio della differenza che lo separa da quelle donne, e lo fa senza soffocare emotività e passioni, metafore della mente e rappresentazioni a lui familiari; perchè la differenza non vuole dominarla ma sederglisi accanto. Bisogna capire che non siamo portavoce, ma voce, nostra e del mondo. La soggettività non si può eliminare, se ne prende atto. La si insegue inerirsi negli scarti fra gli occhi, nei silenzi fra le parole, e &#8220;io&#8221; sono lì, a dibattermi nel racconto incompleto, ma diretto e lucido, umile e arrogante. La cronaca è solo un frammento, i fatti solo una scaglia, c&#8217;è di più, e tra luoghi lontani solo la scrittura è ubiqua.</p>
<p>Tra chi ha paura di non dire perchè consapevole dell&#8217;incompletezza, e chi dice anche troppo per pretesa di metodo, inutilmente, questo racconto sta nel mezzo. Dice.</p>
<p>Ora, è il momento di scendere dall&#8217;auto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/06/il-tempo-e-scaduto/#comment-112161</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 07:42:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[andrea bottalico
che le trattate fossero funzionali, schiave della narrazione del rancore l&#039;avevo capito. seppellirle di retorica, rinchiuderle funzionalmente in un luttuoso silenzio imho fa si che ancora una volta non si vedano, non si vedano come parti attive del territorio. altrettanto dicasi dei clienti, naturalmente assenti (impossibile, da sempre contarli, raccontarli, quindi perso per perso, il tempo dico, che scade, ti lancio al volo un bacio feticcio, dal piede, un marinella dagli occhi grandi, ma ti va di culo e se lo pappa un rondone (a proposito di boccadirosa: mai la cantò mignotta, il cantore che fu).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>andrea bottalico<br />
che le trattate fossero funzionali, schiave della narrazione del rancore l&#8217;avevo capito. seppellirle di retorica, rinchiuderle funzionalmente in un luttuoso silenzio imho fa si che ancora una volta non si vedano, non si vedano come parti attive del territorio. altrettanto dicasi dei clienti, naturalmente assenti (impossibile, da sempre contarli, raccontarli, quindi perso per perso, il tempo dico, che scade, ti lancio al volo un bacio feticcio, dal piede, un marinella dagli occhi grandi, ma ti va di culo e se lo pappa un rondone (a proposito di boccadirosa: mai la cantò mignotta, il cantore che fu).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Marco Aragno		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/06/il-tempo-e-scaduto/#comment-112100</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Aragno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 11:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E difficile scrivere un articolo del genere senza scivolare nella retorica o - peggio - nell&#039;autocompiamento narrativo. Qui e lì lo spirito giornalistico sembra soccombere proprio alle tentazioni della &#039;bella scrittura&#039;. Più che un reportage mi sembra un racconto. Comunque l&#039;ho apprezzato molto. Le foto ancor di più. Non si capisce, tuttavia, se l&#039;articolo sia stato scritto da Saviano o semplicemente pubblicato da Saviano. Che Andrea Bottalico sia uno pseudonimo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E difficile scrivere un articolo del genere senza scivolare nella retorica o &#8211; peggio &#8211; nell&#8217;autocompiamento narrativo. Qui e lì lo spirito giornalistico sembra soccombere proprio alle tentazioni della &#8216;bella scrittura&#8217;. Più che un reportage mi sembra un racconto. Comunque l&#8217;ho apprezzato molto. Le foto ancor di più. Non si capisce, tuttavia, se l&#8217;articolo sia stato scritto da Saviano o semplicemente pubblicato da Saviano. Che Andrea Bottalico sia uno pseudonimo?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea bottalico		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/06/il-tempo-e-scaduto/#comment-112096</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea bottalico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 11:01:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando si pensa alla prostituzione le idee ed i punti di vista possono essere molteplici, tutti più o meno leggittimi, a parte il solito moralismo tutto italiano e la trita e ritrita visione progressista benpensante che vuole vedere le prostitute come se fossero tutte delle rivoluzionarie che portano avanti chissà quale utopico ideale di libertà o di ribellione...ma a me interessava altro. A me interessava la logica dello sfruttamento della prostituzione, il meccanismo che si nasconde dietro quei corpi, a me interessava il circuito che si mette in moto e che &quot;riduce&quot; in schiavitù un essere umano; un circuito troppo spesso sottovalutato, un circuito che può essere conosciuto bene soprattutto da chi lo subisce o chi l&#039; ha subito, come isoke (che ringrazio di cuore per l&#039;attenzione e le auguro un buon lavoro..) A me interessava un aspetto della prostituzione, e cioè la tratta degli esseri umani, ovvero l aspetto più importante, a mio avviso, e tra l&#039;altro è l&#039;aspetto che non si vede. tutto qui. non vorrei sminuire gli altri elementi ma a sto punto non basterebbe un enciclopedia...
..credo che forse mi sono lasciato troppo fregare del mio &quot;insano rancore&quot;, altrimenti avrei potuto dire e scrivere altro, congetturare ancor di più, perchè è vero, come dice salvatore d&#039;angelo, che bisogna approfondire ulteriormente gli aspetti del fenomeno. ma stavolta è andata così.
La schiavitù, questa forma di schiavitù,è stato un pretesto per riflettere un attimo su un territorio complicatissimo.
Del cliente, maschio, figlio della borghesia impellicciata di posillipo oppure camionista calabrese o magari professore ordinario della federico 2, in questo caso non volevo saperne niente. ma ciò non vuol dire che sia meno importante.
se gina vuole andare a contarli uno ad uno, lo faccia, e poi venga a dircelo.
e poi io detesto chi idealizza le prostitute, e non voglio star lì neanche a spiegare il motivo. Lo detesto e basta. 
 Forse perchè quelle donne su cui ho cercato di riflettere non sono altro che una metafora per parlare di tutt&#039;altro, come ad esempio il concetto di bellezza in una zona devastata, o forse perchè le donne nigeriane che ho visto e raccontato a questo punto dovrebbero chiamarsi in un altro modo. La parola prostituta a questo punto non è più appropriata...
@salvatore d&#039;angelo
grazie per i consigli, sarei curioso di sapere quale immagine lo ha toccato particolarmente..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si pensa alla prostituzione le idee ed i punti di vista possono essere molteplici, tutti più o meno leggittimi, a parte il solito moralismo tutto italiano e la trita e ritrita visione progressista benpensante che vuole vedere le prostitute come se fossero tutte delle rivoluzionarie che portano avanti chissà quale utopico ideale di libertà o di ribellione&#8230;ma a me interessava altro. A me interessava la logica dello sfruttamento della prostituzione, il meccanismo che si nasconde dietro quei corpi, a me interessava il circuito che si mette in moto e che &#8220;riduce&#8221; in schiavitù un essere umano; un circuito troppo spesso sottovalutato, un circuito che può essere conosciuto bene soprattutto da chi lo subisce o chi l&#8217; ha subito, come isoke (che ringrazio di cuore per l&#8217;attenzione e le auguro un buon lavoro..) A me interessava un aspetto della prostituzione, e cioè la tratta degli esseri umani, ovvero l aspetto più importante, a mio avviso, e tra l&#8217;altro è l&#8217;aspetto che non si vede. tutto qui. non vorrei sminuire gli altri elementi ma a sto punto non basterebbe un enciclopedia&#8230;<br />
..credo che forse mi sono lasciato troppo fregare del mio &#8220;insano rancore&#8221;, altrimenti avrei potuto dire e scrivere altro, congetturare ancor di più, perchè è vero, come dice salvatore d&#8217;angelo, che bisogna approfondire ulteriormente gli aspetti del fenomeno. ma stavolta è andata così.<br />
La schiavitù, questa forma di schiavitù,è stato un pretesto per riflettere un attimo su un territorio complicatissimo.<br />
Del cliente, maschio, figlio della borghesia impellicciata di posillipo oppure camionista calabrese o magari professore ordinario della federico 2, in questo caso non volevo saperne niente. ma ciò non vuol dire che sia meno importante.<br />
se gina vuole andare a contarli uno ad uno, lo faccia, e poi venga a dircelo.<br />
e poi io detesto chi idealizza le prostitute, e non voglio star lì neanche a spiegare il motivo. Lo detesto e basta.<br />
 Forse perchè quelle donne su cui ho cercato di riflettere non sono altro che una metafora per parlare di tutt&#8217;altro, come ad esempio il concetto di bellezza in una zona devastata, o forse perchè le donne nigeriane che ho visto e raccontato a questo punto dovrebbero chiamarsi in un altro modo. La parola prostituta a questo punto non è più appropriata&#8230;<br />
@salvatore d&#8217;angelo<br />
grazie per i consigli, sarei curioso di sapere quale immagine lo ha toccato particolarmente..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/06/il-tempo-e-scaduto/#comment-112075</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 05:59:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[dimenticavo (ma sono in moderazione)
non che sia insensibile alle condizioni delle schiave: ma anche in questo caso imho, la riflessione va attualizzata, considerandole parti attive (in tutti i sensi, e isoke aikpitanyi lo sa meglio di me)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dimenticavo (ma sono in moderazione)<br />
non che sia insensibile alle condizioni delle schiave: ma anche in questo caso imho, la riflessione va attualizzata, considerandole parti attive (in tutti i sensi, e isoke aikpitanyi lo sa meglio di me)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/06/il-tempo-e-scaduto/#comment-112073</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 04:57:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quello che ho scritto è li da vedere, se vuoi continuare coi flame, maria, fai pure, ma senza di me.
(salvatore d&#039;angelo: ho letto bene. bocca di rosa (bellissima) e la storia di marinella (un po&#039; meno:) qui da un lato non centrano una mazza, dall&#039;altro c&#039;entrano eccome e solo a fini retorici. Interessante sarebbe sapere quanti clienti maschi, medio colti e/o letterati, sono in via di de/riteritorrializzazione dalla Domiziana, sulla Domiziana, sulle domiziane (che ogni via non è che una via:) a partire da questo post. E come. E perché. E quanti anni hanno).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quello che ho scritto è li da vedere, se vuoi continuare coi flame, maria, fai pure, ma senza di me.<br />
(salvatore d&#8217;angelo: ho letto bene. bocca di rosa (bellissima) e la storia di marinella (un po&#8217; meno:) qui da un lato non centrano una mazza, dall&#8217;altro c&#8217;entrano eccome e solo a fini retorici. Interessante sarebbe sapere quanti clienti maschi, medio colti e/o letterati, sono in via di de/riteritorrializzazione dalla Domiziana, sulla Domiziana, sulle domiziane (che ogni via non è che una via:) a partire da questo post. E come. E perché. E quanti anni hanno).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria v		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/06/il-tempo-e-scaduto/#comment-112055</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria v]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 20:46:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Isoke!!! sei un mio mito! 
ho letto il tuo libro, &quot;le ragazze di benin city&quot;..che posso dire?...
grazie a te, per tutto quello che fai.
con stima infinita

Già...Domiziana- Appia- Appia bis, come le vedo io, coi miei occhi qui, dove le lucciole non hanno bisogno di attendere il buio per uscire allo scoperto, ma sono un’area di servizio sempre in funzione,  a disposizione del cliente, perché qualunque ora del giorno e della notte è un’ora buona per la prostata che sente l’impellenza di  2 gocce: i camionisti che schiacciano l’acceleratore e strombazzano in autostrada e non possono sostare neanche per dormire, magicamente adesso ritrovano tutto il tempo del mondo; i braccianti agricoli dell’aversano, che lavorano tutto il giorno gomito a  gomito sotto lo stesso sole a picco e che a sera saltano giù dai carretti col sorrisetto, lo sguardo famelico, a caccia di ristoro; gli immigrati che invece parcheggiano la bici rigorosamente senza catarifrangenti sfidando ogni sera la sorte…tutti smontano prima o poi ,  solo loro, le prostitute, son sempre lì, sempre pronte ad accogliere tutti…quando andavo a scuola ricordo che condividevamo la stessa infinita attesa dell’autobus che non si sapeva mai a che ora e se sarebbe passato,  avevamo la stessa età, ma loro non andavano a scuola, oppure dopo all’università, venivano a Capua, di lunedì, per il mercato, allora potevi vederle anche ridere e raccontarsi chissà cosa, non capivo una parola, ma giurerei dall’intonazione, dalle imitazioni e dalle risate fragorose che stessero prendendosi il loro minuto di rivincita, dileggiando e ridicolizzando alcuni clienti non troppo dotati o dalle prestazioni non proprio brillanti …finalmente il miraggio: dopo ore di attesa passava anche il “pinetamare”! le seguivo con l’occhio, salire a bordo e qualche volta lanciare un bacio ad un vecchio canuto,  bavoso e viscido come gli altri, o come gli altri un poveraccio ammalato di solitudine o solo un fesso qualunque “perdutamente innamorato” e sfido io! con quei corpi, quei visi perfetti, e certi sguardi…
-gina, te lo dico ancora una volta, per come la vedo io la prostituzione non ha niente a che vedere col femminismo, tutto ciò che una prostituta deve fare, camorra o no, è procurare non il proprio ma il piacere dell’altro.   il libertinaggio è proprio tutta un’altra faccenda.
e se tutto il mondo è paese e la tratta delle schiave è, purtroppo, dappertutto, qui c’è una particolare condivisione,  ci si pareggia quasi anche nella fanghiglia…lasciamo le statali e approdiamo a napoli: stazione, piazza garibaldi,  via marina, parcheggio brin: c’è settore nigeriane, settore albanesi… settore trans e settore napoletane (credo proprio minorenni).
la camorra? ok, va bene, c’entra. come sempre. però fino a un certo punto...gestisce, fornisce un piano regolatore, tutto disciplinato, studiato nei dettagli, ma se  la macchina funziona alla perfezione è perché dietro c’è  dell’altro, che è facile finisca per nascondersi dietro la camorra.  la vera arma ce l’ha sempre avuta l’uomo, in mezzo alle gambe. (S. Kane, mi pare, più o meno così) -e quando decide di usarla, non guarda  in faccia a nessuno. e non c’è più scampo. basta guardare un paio di foto e il vietnam insegna che non si buttano via neanche i cadaveri!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Isoke!!! sei un mio mito!<br />
ho letto il tuo libro, &#8220;le ragazze di benin city&#8221;..che posso dire?&#8230;<br />
grazie a te, per tutto quello che fai.<br />
con stima infinita</p>
<p>Già&#8230;Domiziana- Appia- Appia bis, come le vedo io, coi miei occhi qui, dove le lucciole non hanno bisogno di attendere il buio per uscire allo scoperto, ma sono un’area di servizio sempre in funzione,  a disposizione del cliente, perché qualunque ora del giorno e della notte è un’ora buona per la prostata che sente l’impellenza di  2 gocce: i camionisti che schiacciano l’acceleratore e strombazzano in autostrada e non possono sostare neanche per dormire, magicamente adesso ritrovano tutto il tempo del mondo; i braccianti agricoli dell’aversano, che lavorano tutto il giorno gomito a  gomito sotto lo stesso sole a picco e che a sera saltano giù dai carretti col sorrisetto, lo sguardo famelico, a caccia di ristoro; gli immigrati che invece parcheggiano la bici rigorosamente senza catarifrangenti sfidando ogni sera la sorte…tutti smontano prima o poi ,  solo loro, le prostitute, son sempre lì, sempre pronte ad accogliere tutti…quando andavo a scuola ricordo che condividevamo la stessa infinita attesa dell’autobus che non si sapeva mai a che ora e se sarebbe passato,  avevamo la stessa età, ma loro non andavano a scuola, oppure dopo all’università, venivano a Capua, di lunedì, per il mercato, allora potevi vederle anche ridere e raccontarsi chissà cosa, non capivo una parola, ma giurerei dall’intonazione, dalle imitazioni e dalle risate fragorose che stessero prendendosi il loro minuto di rivincita, dileggiando e ridicolizzando alcuni clienti non troppo dotati o dalle prestazioni non proprio brillanti …finalmente il miraggio: dopo ore di attesa passava anche il “pinetamare”! le seguivo con l’occhio, salire a bordo e qualche volta lanciare un bacio ad un vecchio canuto,  bavoso e viscido come gli altri, o come gli altri un poveraccio ammalato di solitudine o solo un fesso qualunque “perdutamente innamorato” e sfido io! con quei corpi, quei visi perfetti, e certi sguardi…<br />
-gina, te lo dico ancora una volta, per come la vedo io la prostituzione non ha niente a che vedere col femminismo, tutto ciò che una prostituta deve fare, camorra o no, è procurare non il proprio ma il piacere dell’altro.   il libertinaggio è proprio tutta un’altra faccenda.<br />
e se tutto il mondo è paese e la tratta delle schiave è, purtroppo, dappertutto, qui c’è una particolare condivisione,  ci si pareggia quasi anche nella fanghiglia…lasciamo le statali e approdiamo a napoli: stazione, piazza garibaldi,  via marina, parcheggio brin: c’è settore nigeriane, settore albanesi… settore trans e settore napoletane (credo proprio minorenni).<br />
la camorra? ok, va bene, c’entra. come sempre. però fino a un certo punto&#8230;gestisce, fornisce un piano regolatore, tutto disciplinato, studiato nei dettagli, ma se  la macchina funziona alla perfezione è perché dietro c’è  dell’altro, che è facile finisca per nascondersi dietro la camorra.  la vera arma ce l’ha sempre avuta l’uomo, in mezzo alle gambe. (S. Kane, mi pare, più o meno così) -e quando decide di usarla, non guarda  in faccia a nessuno. e non c’è più scampo. basta guardare un paio di foto e il vietnam insegna che non si buttano via neanche i cadaveri!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/06/il-tempo-e-scaduto/#comment-112046</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 17:07:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il brano di Andrea Bottalico è bello, anche se ricalca in qualche modo  i procedimenti narrativi di Roberto Saviano. Ma non è un limite, piuttosto un omaggio a chi ha portato ai massimi livelli un modo di &quot;narrare&quot; la realtà. Quella della tratta delle schiave è un problema immane, e mi sembra che Bottalico ne colga bene i nodi. Tra le altre cose, corredato dalle belle immagini di Alessandro De Filippo, mi ha &quot;emotivamente&quot; toccato perchè mi ha fatto &quot;rivivere&quot; me stesso nel 1964 (avevo dieci anni), quando  gli stessi luoghi non erano l&#039;inferno di adesso, ma un&#039;area povera  sì, però ricca di &quot;promesse di sviluppo&quot;; mi ha richiamato   emozioni  di allora, in specie una, che ho molto forte dentro, legata in modo misterioso  e in maniera molto tangenziale a un &quot;sottotesto&quot; della prima parte del racconto di Bottalico. Ho provato a buttar  giù qualcosa in proposito e forse, se ne varrà la pena, lo proporrò come ulteriore commento.
Consiglio, infine , ad Andrea di approfondire ulteriormente gli aspetti &quot;d&#039;inchiesta&quot; su cui costruisce la seconda parte del racconto.
Ad ogni modo, bravo per aver smosso  acque limacciose. (ah, mi sbaglierò, ma &quot;gina&quot; ha letto frettolosamente la prima parte del brano, perchè io non ce la vedo la retorica delle &quot;marinelle&quot; e &quot;bocca di rosa&quot;, semmai vi trovo proprio ciò che lei vuole sottolineare. Magari si potrà questionare sullo &quot;stile &quot; o la &quot;letterarietà&quot; del testo, ma non su quello.  Detto senza animosità. Semplice annotazione.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il brano di Andrea Bottalico è bello, anche se ricalca in qualche modo  i procedimenti narrativi di Roberto Saviano. Ma non è un limite, piuttosto un omaggio a chi ha portato ai massimi livelli un modo di &#8220;narrare&#8221; la realtà. Quella della tratta delle schiave è un problema immane, e mi sembra che Bottalico ne colga bene i nodi. Tra le altre cose, corredato dalle belle immagini di Alessandro De Filippo, mi ha &#8220;emotivamente&#8221; toccato perchè mi ha fatto &#8220;rivivere&#8221; me stesso nel 1964 (avevo dieci anni), quando  gli stessi luoghi non erano l&#8217;inferno di adesso, ma un&#8217;area povera  sì, però ricca di &#8220;promesse di sviluppo&#8221;; mi ha richiamato   emozioni  di allora, in specie una, che ho molto forte dentro, legata in modo misterioso  e in maniera molto tangenziale a un &#8220;sottotesto&#8221; della prima parte del racconto di Bottalico. Ho provato a buttar  giù qualcosa in proposito e forse, se ne varrà la pena, lo proporrò come ulteriore commento.<br />
Consiglio, infine , ad Andrea di approfondire ulteriormente gli aspetti &#8220;d&#8217;inchiesta&#8221; su cui costruisce la seconda parte del racconto.<br />
Ad ogni modo, bravo per aver smosso  acque limacciose. (ah, mi sbaglierò, ma &#8220;gina&#8221; ha letto frettolosamente la prima parte del brano, perchè io non ce la vedo la retorica delle &#8220;marinelle&#8221; e &#8220;bocca di rosa&#8221;, semmai vi trovo proprio ciò che lei vuole sottolineare. Magari si potrà questionare sullo &#8220;stile &#8221; o la &#8220;letterarietà&#8221; del testo, ma non su quello.  Detto senza animosità. Semplice annotazione.)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: isoke aikpitanyi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/06/il-tempo-e-scaduto/#comment-112034</link>

		<dc:creator><![CDATA[isoke aikpitanyi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 13:29:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=17379#comment-112034</guid>

					<description><![CDATA[SOno una ex vittima della tratta, sono nigeriana, so di cosa parla l&#039;articolo. Per sottrarmi a quella vita ha affrontato i trafficanti e sono stata quasi uccisa. Da allora, giorno dopo giorno, spendo la mia vita a sostegno delle vittime della tratta; a Castel Volturno e dintorni ho potuto fare qualcosa di buono, ho visto risultati e questo mi riempie di orgoglio più che se li avessi ottenuti a Milano o Roma, perchè l&#039;infermo della tratta è qui, così ben descritta dall&#039;autore. A proposito, non ho capito se l&#039;autore sia Saviano o altri...chiunque sia, grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SOno una ex vittima della tratta, sono nigeriana, so di cosa parla l&#8217;articolo. Per sottrarmi a quella vita ha affrontato i trafficanti e sono stata quasi uccisa. Da allora, giorno dopo giorno, spendo la mia vita a sostegno delle vittime della tratta; a Castel Volturno e dintorni ho potuto fare qualcosa di buono, ho visto risultati e questo mi riempie di orgoglio più che se li avessi ottenuti a Milano o Roma, perchè l&#8217;infermo della tratta è qui, così ben descritta dall&#8217;autore. A proposito, non ho capito se l&#8217;autore sia Saviano o altri&#8230;chiunque sia, grazie</p>
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