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	Commenti a: Canzoniere brasiliano 1 &#8211; Le donne di Chico	</title>
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		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 10:39:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Linnio, grazie per l&#039; &quot;ottimo e massimo&quot;, ma mi fai arrossire.
Oltretutto la MPB la adoro, ma non è proprio il campo in cui sono più esperto: quindi questi post saranno anche il resoconto delle mie personali esplorazioni.

Questi sono un giovane Chico e un Caetano capellutissimo che chiacchierano e cantano insieme:
http://www.youtube.com/watch?v=TB6Cpy-X7A8
http://www.youtube.com/watch?v=7UnRZfM9nws]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Linnio, grazie per l&#8217; &#8220;ottimo e massimo&#8221;, ma mi fai arrossire.<br />
Oltretutto la MPB la adoro, ma non è proprio il campo in cui sono più esperto: quindi questi post saranno anche il resoconto delle mie personali esplorazioni.</p>
<p>Questi sono un giovane Chico e un Caetano capellutissimo che chiacchierano e cantano insieme:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=TB6Cpy-X7A8" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=TB6Cpy-X7A8</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=7UnRZfM9nws" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=7UnRZfM9nws</a></p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/07/canzoniere-brasiliano-1-le-donne-di-chico/#comment-112080</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 07:11:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[evviva! iniziativa molto bella. e &quot;construçao&quot; di buarque è proprio un capolavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>evviva! iniziativa molto bella. e &#8220;construçao&#8221; di buarque è proprio un capolavoro.</p>
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		Di: linnioaccorroni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/07/canzoniere-brasiliano-1-le-donne-di-chico/#comment-112069</link>

		<dc:creator><![CDATA[linnioaccorroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 01:55:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#039;il culo delmondo&#039; è di caetano veloso, amico-nemico di chico e fondatore insieme a lui della MPB.
chico è anche un ottimo scrittore( cfr. &#039;budapest&#039; una commedia degli equivoci, un lost in translation in terra magiara): bellissimi occhi azzurri, sorriso malandrino, autore di splendide canzoni che,dal vivo, pare goffo ed impacciato, non riuscendo a dissimulare la sua naturale timidezza. per non cadere nell&#039;agiografia, va aggiunto che è un pessimo ballerino.
sono molto contento che pasquandrea, critico ottimo e massimo, si occuperà, in maniera continuativa, della MPB: mi pare cosa buona e giusta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;il culo delmondo&#8217; è di caetano veloso, amico-nemico di chico e fondatore insieme a lui della MPB.<br />
chico è anche un ottimo scrittore( cfr. &#8216;budapest&#8217; una commedia degli equivoci, un lost in translation in terra magiara): bellissimi occhi azzurri, sorriso malandrino, autore di splendide canzoni che,dal vivo, pare goffo ed impacciato, non riuscendo a dissimulare la sua naturale timidezza. per non cadere nell&#8217;agiografia, va aggiunto che è un pessimo ballerino.<br />
sono molto contento che pasquandrea, critico ottimo e massimo, si occuperà, in maniera continuativa, della MPB: mi pare cosa buona e giusta.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 11:10:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grande Chico, anch&#039;io lo adoro. E adoro Anna che l&#039;ha tradotto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande Chico, anch&#8217;io lo adoro. E adoro Anna che l&#8217;ha tradotto!</p>
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		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 09:29:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[°°°non scordatevi Peninha(&quot;nascido em 17 de fevereiro de 1953&quot;°°°°

aregueifa.net/Sonhos/Sonhos%20-%20Sonhos%20%282007%29/08%20-%20Sonhos%20%20-%20Sonhos.mp3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>°°°non scordatevi Peninha(&#8220;nascido em 17 de fevereiro de 1953&#8243;°°°°</p>
<p>aregueifa.net/Sonhos/Sonhos%20-%20Sonhos%20%282007%29/08%20-%20Sonhos%20%20-%20Sonhos.mp3</p>
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		<title>
		Di: lambertibocconi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lambertibocconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 09:00:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che mito! Io ho tradotto in italiano Oh che sarà (Fossati-Mannoia) e Il culo del mondo (Mannoia). Ti seguirò con piacere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che mito! Io ho tradotto in italiano Oh che sarà (Fossati-Mannoia) e Il culo del mondo (Mannoia). Ti seguirò con piacere.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/07/canzoniere-brasiliano-1-le-donne-di-chico/#comment-112013</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 08:51:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito, questo è il primo di una serie di post in cui proverò a esplorare la musica brasiliana partendo dai testi delle canzoni e allargando un po&#039; alla cultura, alla storia, ecc., ma senza necessariamente seguire un rigido ordine cronologico o tematico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito, questo è il primo di una serie di post in cui proverò a esplorare la musica brasiliana partendo dai testi delle canzoni e allargando un po&#8217; alla cultura, alla storia, ecc., ma senza necessariamente seguire un rigido ordine cronologico o tematico.</p>
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		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/07/canzoniere-brasiliano-1-le-donne-di-chico/#comment-112012</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 08:40:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chico venne in Italia da bambino, con il padre (è di quel periodo che parlo nel pezzo), e poi ci tornò, in esilio, per un paio d&#039;anni (196-1970), ma di questo parlerò prossimamente. 
In Brasile la dittatura militare comincia nel 1964, ma fino alla fine degli anni &#039;60 ci fu ancora spazio per voci fuori dal coro, come quelle di Veloso, Gil, Nara Leao, e anche dello stesso Buarque, quando cominciò a fare canzoni &quot;impegnate&quot;. Fra la fine degli anni &#039;60 e l&#039;inizio degli anni &#039;70 la dittatura diede una stretta alla censura e limitò le libertà di espressione, e infatti vari artisti andarono in esilio oppure furono costretti al silenzio. Ma anche di questo parlerò più avanti.
Qui mi riferivo solo ai suoi esordi musicali, nella prima metà degli anni &#039;60.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chico venne in Italia da bambino, con il padre (è di quel periodo che parlo nel pezzo), e poi ci tornò, in esilio, per un paio d&#8217;anni (196-1970), ma di questo parlerò prossimamente.<br />
In Brasile la dittatura militare comincia nel 1964, ma fino alla fine degli anni &#8217;60 ci fu ancora spazio per voci fuori dal coro, come quelle di Veloso, Gil, Nara Leao, e anche dello stesso Buarque, quando cominciò a fare canzoni &#8220;impegnate&#8221;. Fra la fine degli anni &#8217;60 e l&#8217;inizio degli anni &#8217;70 la dittatura diede una stretta alla censura e limitò le libertà di espressione, e infatti vari artisti andarono in esilio oppure furono costretti al silenzio. Ma anche di questo parlerò più avanti.<br />
Qui mi riferivo solo ai suoi esordi musicali, nella prima metà degli anni &#8217;60.</p>
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		<title>
		Di: Luigi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/07/canzoniere-brasiliano-1-le-donne-di-chico/#comment-112004</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 06:36:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[hai mai ascoltao PER UN PUGNO DI SAMBA con le musiche di Ennio Morricone?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>hai mai ascoltao PER UN PUGNO DI SAMBA con le musiche di Ennio Morricone?</p>
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		<title>
		Di: lambertibocconi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/07/canzoniere-brasiliano-1-le-donne-di-chico/#comment-111996</link>

		<dc:creator><![CDATA[lambertibocconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 04:31:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il più grande sì... W Chico Buarque! Solo un appunto, che è anche una domanda: ma Chico quando era in Italia non è che fosse in giro per il mondo in quanto spensierato figlio di un diplomatico. Gli anni &#039;60 per il Brasile non sono gli anni della contestazione, ma gli anni di una pesante dittatura militare. Chico come Caetano Veloso e tanti altri ha avuto seri problemi e ha scelto la permanenza all&#039;estero come esilio. Nell&#039;articolo non vedo l&#039;ombra di queste cose. Perché? Mi è sfuggito qualcosa? Lo vedremo nella seconda parte?

Al riguardo riporto un pezzo tratto da un&#039;intervista uscita in occasione della recente pubblicazione del suo romanzo &quot;Budapest&quot;. 

D.: Chico Buarque è stato un modello per un’intera generazione, oltre che come artista anche come uomo libero che si opponeva alla dittatura ventennale, un modo di opporsi che direi «estetico» senza le rabbie dei pamphlet ma con la leggerezza ferma di fare il proprio lavoro. La dittatura del Brasile non è stata brutale ai livelli di quelle cilene, argentine e uruguayane - molti ne ignorano pure l’esistenza - per questo è forse ancora più difficile spiegare cosa significasse vivere in Brasile in quegli anni, dal 1964 al 1985. È così?

R.: Certamente, la dittatura del mio paese pur commettendo delitti fu meno sanguinosa delle altre, fino quasi a stemperarsi negli ultimi anni. Ma la cosa più terribile di un paese sotto i militari, sotto la dittatura, al di là della sua efferatezza, è il senso di paura, d’incertezza che pervade tutta la vita pubblica e le singole esistenze di ogni individuo. Quando ero in Italia negli anni Sessanta mi dicevano di non tornare perché non potevo sapere cosa mi sarebbe successo. Il pericolo di una dittatura non totalitaria è che chi scrive canzoni, romanzi, film possa limitarsi lui stesso, possa autocensurarsi perché non è netta la linea di demarcazione tra il lecito e il proibito, ma se si sa sfruttare questa situazione è anche un’opportunità. Per esempio io sapevo che i testi col mio nome sarebbero stati censurati e allora scrissi con un altro nome, Julinho da Adelaide, il mio samba Acorda amor (una coppia di amanti all’irruzione all’alba della polizia urla “Chiama i ladri, chiama i ladri”, ndr). C’era la possibilità di un esercizio dell’intelligenza che non era possibile in altri paesi sudamericani. Sono stati comunque anni terribili proprio per questa mancanza di prospettive future, stai all’estero e non sai quando potrai ritornare nel tuo paese, tra la tua gente, e intanto ti domandi se non stai sbagliando a non tornare; fuori magari sei accolto bene ma a lungo andare resti agli occhi di tutti un esule, uno che non è più di là ne sarà mai completamente di qua.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il più grande sì&#8230; W Chico Buarque! Solo un appunto, che è anche una domanda: ma Chico quando era in Italia non è che fosse in giro per il mondo in quanto spensierato figlio di un diplomatico. Gli anni &#8217;60 per il Brasile non sono gli anni della contestazione, ma gli anni di una pesante dittatura militare. Chico come Caetano Veloso e tanti altri ha avuto seri problemi e ha scelto la permanenza all&#8217;estero come esilio. Nell&#8217;articolo non vedo l&#8217;ombra di queste cose. Perché? Mi è sfuggito qualcosa? Lo vedremo nella seconda parte?</p>
<p>Al riguardo riporto un pezzo tratto da un&#8217;intervista uscita in occasione della recente pubblicazione del suo romanzo &#8220;Budapest&#8221;. </p>
<p>D.: Chico Buarque è stato un modello per un’intera generazione, oltre che come artista anche come uomo libero che si opponeva alla dittatura ventennale, un modo di opporsi che direi «estetico» senza le rabbie dei pamphlet ma con la leggerezza ferma di fare il proprio lavoro. La dittatura del Brasile non è stata brutale ai livelli di quelle cilene, argentine e uruguayane &#8211; molti ne ignorano pure l’esistenza &#8211; per questo è forse ancora più difficile spiegare cosa significasse vivere in Brasile in quegli anni, dal 1964 al 1985. È così?</p>
<p>R.: Certamente, la dittatura del mio paese pur commettendo delitti fu meno sanguinosa delle altre, fino quasi a stemperarsi negli ultimi anni. Ma la cosa più terribile di un paese sotto i militari, sotto la dittatura, al di là della sua efferatezza, è il senso di paura, d’incertezza che pervade tutta la vita pubblica e le singole esistenze di ogni individuo. Quando ero in Italia negli anni Sessanta mi dicevano di non tornare perché non potevo sapere cosa mi sarebbe successo. Il pericolo di una dittatura non totalitaria è che chi scrive canzoni, romanzi, film possa limitarsi lui stesso, possa autocensurarsi perché non è netta la linea di demarcazione tra il lecito e il proibito, ma se si sa sfruttare questa situazione è anche un’opportunità. Per esempio io sapevo che i testi col mio nome sarebbero stati censurati e allora scrissi con un altro nome, Julinho da Adelaide, il mio samba Acorda amor (una coppia di amanti all’irruzione all’alba della polizia urla “Chiama i ladri, chiama i ladri”, ndr). C’era la possibilità di un esercizio dell’intelligenza che non era possibile in altri paesi sudamericani. Sono stati comunque anni terribili proprio per questa mancanza di prospettive future, stai all’estero e non sai quando potrai ritornare nel tuo paese, tra la tua gente, e intanto ti domandi se non stai sbagliando a non tornare; fuori magari sei accolto bene ma a lungo andare resti agli occhi di tutti un esule, uno che non è più di là ne sarà mai completamente di qua.</p>
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