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	Commenti a: Verdure	</title>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/21/verdure/#comment-112761</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2009 09:46:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maria Luisa ha espresso il mio pensiero.
La maternità è uno stato di attesa pura, di sogno interiore, di realtà distacca.
No ho bambini e non sono in grado di evocare esperienza viva.
Ma ricordo mia madre con quatro figli, mi ha sempre sembrata incinta per l&#039;eternità.
Nel gesto lento, nel pensiero segreto calamitato dall&#039;embrione, nel volto tranquillo,
la sua manera di portare la pancia con fiducia nella vita, nel mondo rotondo.
La madre riallaccia il gesto quotidiano a una preghiera poetica del mondo.
Maternità di altra epoca?
 Mia sorella ha vissuto le due maternite con ansia, voglia di riuscire, paura di non essere  perfetta.  La maternità rifletta la crisi del mondo occidentale, sfinito.
Il mondo passa come nuvole sul volto delle madre, è oggi sono nuvole di pioggia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria Luisa ha espresso il mio pensiero.<br />
La maternità è uno stato di attesa pura, di sogno interiore, di realtà distacca.<br />
No ho bambini e non sono in grado di evocare esperienza viva.<br />
Ma ricordo mia madre con quatro figli, mi ha sempre sembrata incinta per l&#8217;eternità.<br />
Nel gesto lento, nel pensiero segreto calamitato dall&#8217;embrione, nel volto tranquillo,<br />
la sua manera di portare la pancia con fiducia nella vita, nel mondo rotondo.<br />
La madre riallaccia il gesto quotidiano a una preghiera poetica del mondo.<br />
Maternità di altra epoca?<br />
 Mia sorella ha vissuto le due maternite con ansia, voglia di riuscire, paura di non essere  perfetta.  La maternità rifletta la crisi del mondo occidentale, sfinito.<br />
Il mondo passa come nuvole sul volto delle madre, è oggi sono nuvole di pioggia.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/21/verdure/#comment-112754</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2009 07:31:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi si è mangiato il + di essere di carne:)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi si è mangiato il + di essere di carne:)</p>
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		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/21/verdure/#comment-112750</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2009 06:28:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[procedendo per balzi e incroci, si potrebbe dunque ipotizzare di disfare le passioni tristi, l&#039;antropocentrismo e i suoi derivati, compreso l&#039;orbiterracqueo androcentrismo (ovunque si annidi), riabilitando zoe (&quot;il meno&quot; sessualizzato, razzializzato, animalizzato che diviene &quot;più&quot;, generativo ma non solo di diritti) . Direi che si, è un percorso faticoso e dalle mille contraddizioni anche per chi parte da una collocazione privilegiata (essere di carne, 
umana (+) 
femmina (-), 
in occidente (+) 
bianca (+) 
istruita (+)
e con sufficiente potere d&#039;acquisto (+))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>procedendo per balzi e incroci, si potrebbe dunque ipotizzare di disfare le passioni tristi, l&#8217;antropocentrismo e i suoi derivati, compreso l&#8217;orbiterracqueo androcentrismo (ovunque si annidi), riabilitando zoe (&#8220;il meno&#8221; sessualizzato, razzializzato, animalizzato che diviene &#8220;più&#8221;, generativo ma non solo di diritti) . Direi che si, è un percorso faticoso e dalle mille contraddizioni anche per chi parte da una collocazione privilegiata (essere di carne,<br />
umana (+)<br />
femmina (-),<br />
in occidente (+)<br />
bianca (+)<br />
istruita (+)<br />
e con sufficiente potere d&#8217;acquisto (+))</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Maria Luisa		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/21/verdure/#comment-112723</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maria Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 17:03:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che bella questa narrazione fatta di incontri e di sguardi e di parole semplici, che scendono a descrivere la magia della creazione. Per noi donne occidentali questo sentire profondo è nascosto da sovrastrutture, timori e da conversazioni su questioni organizzative che coprono e deviano quel sentire naturale e ancestrale, che le donne migranti conservano anche nella povertà, nelle difficoltà di vivere in quest&#039;Italia imbarbarita, nelle mille contraddizioni di società patriarcali, che però sentono ancora emozione e rispetto verso l&#039;atto creativo. Gravidanza è corpo, radici nella terra ritrovate e sguardo interiore che si riflette al di fuori, nel vedere il mondo e la vita con altri occhi. Dici bene Vèronique &quot;la mano sul grembo, con occhi semi aperti verso una spiaggia segreta&quot;. Il segreto è stare lì nel semi-aperto, nel solo accennare a quel segreto di cui si è portatrici coraggiose, forse oggi più di ieri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che bella questa narrazione fatta di incontri e di sguardi e di parole semplici, che scendono a descrivere la magia della creazione. Per noi donne occidentali questo sentire profondo è nascosto da sovrastrutture, timori e da conversazioni su questioni organizzative che coprono e deviano quel sentire naturale e ancestrale, che le donne migranti conservano anche nella povertà, nelle difficoltà di vivere in quest&#8217;Italia imbarbarita, nelle mille contraddizioni di società patriarcali, che però sentono ancora emozione e rispetto verso l&#8217;atto creativo. Gravidanza è corpo, radici nella terra ritrovate e sguardo interiore che si riflette al di fuori, nel vedere il mondo e la vita con altri occhi. Dici bene Vèronique &#8220;la mano sul grembo, con occhi semi aperti verso una spiaggia segreta&#8221;. Il segreto è stare lì nel semi-aperto, nel solo accennare a quel segreto di cui si è portatrici coraggiose, forse oggi più di ieri.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sara		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/21/verdure/#comment-112709</link>

		<dc:creator><![CDATA[sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 12:33:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che grazia! I commenti tutti esprimono conflitto tra ragione e passione. Mi vien da dire che non c&#039;è un motivo. Certo non ci si può liberare dalla diffidenza scrivendo un inno alla bontà di cuore egiziana, loro e noi, qui e invece lì. 
In Africa, dove c&#039;è dio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che grazia! I commenti tutti esprimono conflitto tra ragione e passione. Mi vien da dire che non c&#8217;è un motivo. Certo non ci si può liberare dalla diffidenza scrivendo un inno alla bontà di cuore egiziana, loro e noi, qui e invece lì.<br />
In Africa, dove c&#8217;è dio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sara		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/21/verdure/#comment-112708</link>

		<dc:creator><![CDATA[sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 12:30:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che grazia! I commenti tutti esprimono conflitto tra ragione e passione. Mi vien da dire che non c&#039;è un motivo. Certo non ci si può liberare dalla diffidenza scrivendo un inno alla bontà di cuore egiziana, loro e noi, qui e invece lì. 
 In Africa, dove c&#039;è dio. Solo questo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che grazia! I commenti tutti esprimono conflitto tra ragione e passione. Mi vien da dire che non c&#8217;è un motivo. Certo non ci si può liberare dalla diffidenza scrivendo un inno alla bontà di cuore egiziana, loro e noi, qui e invece lì.<br />
 In Africa, dove c&#8217;è dio. Solo questo</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/21/verdure/#comment-112674</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 16:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di paura, gioa

désolé pour les fautes et les régulières imperfections.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di paura, gioa</p>
<p>désolé pour les fautes et les régulières imperfections.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/21/verdure/#comment-112673</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 15:59:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse la gravidanza è la malattia della competizione. Essere una madre modella che deve superare il pericolo, fare il marathon contro tutta disgrazia. Il bebè non è ancora nato e si sogna un avvenire di campione.
La madre, credo, è ansiosa di natura, anche quando hanno fiducia nella vita. 
Credo che le madre della nostra cultura hanno ancora momenti du pura gioa candida, quando si fermano, la mano sul grembo, con occhi semi aperti verso una spiaggia segreta. Abbozzano allora un leggero sorriso.
Un sorriso misterioso e vincitore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse la gravidanza è la malattia della competizione. Essere una madre modella che deve superare il pericolo, fare il marathon contro tutta disgrazia. Il bebè non è ancora nato e si sogna un avvenire di campione.<br />
La madre, credo, è ansiosa di natura, anche quando hanno fiducia nella vita.<br />
Credo che le madre della nostra cultura hanno ancora momenti du pura gioa candida, quando si fermano, la mano sul grembo, con occhi semi aperti verso una spiaggia segreta. Abbozzano allora un leggero sorriso.<br />
Un sorriso misterioso e vincitore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/21/verdure/#comment-112667</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 14:08:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Nella nostra cultura la gravidanza è quasi una malattia: e allora viene voglia di rivolgersi altrove, lì dove è intesa invece come salute, vita. Vita che esplode e vince».
Infatti: solo con l&#039;escamotage della &quot;malattia&quot; il diritto occidentale riesce a tenere insieme la propria natura astratta e universale con la materiale, concreta esistenza di due corpi in un unico luogo, e dei legittimi, materiali diritti che derivano alla madre dall&#039;essere portatrice di un &quot;di più&quot; di vita rispetto alla astratta pretesa che il diritto sia sempre correlato ad un solo (al neutro) individuo - nato il... - che esiste ed insiste in un luogo individualmente definito come spazio nell&#039;inviolabilità del singolo corpo (e non comune). Bisognerebbe tornare ad interrogarci su questa ritornata santità del diritto, tornare a metterne in questione i presupposti: partire, ad esempio, dall&#039;esigenza di un &quot;di più&quot; di diritti di cui è potenzialmente portatrice la donna (rispetto al rischio di un &quot;di meno&quot; implicitamente affermato dai cultori della &quot;difesa della vita sin dal concepimento&quot;) come punto d&#039;incontro tra l&#039;essere singolare e l&#039;essere comune, e pensare a un diritto materiale che parta dal comune per includere l&#039;individuale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Nella nostra cultura la gravidanza è quasi una malattia: e allora viene voglia di rivolgersi altrove, lì dove è intesa invece come salute, vita. Vita che esplode e vince».<br />
Infatti: solo con l&#8217;escamotage della &#8220;malattia&#8221; il diritto occidentale riesce a tenere insieme la propria natura astratta e universale con la materiale, concreta esistenza di due corpi in un unico luogo, e dei legittimi, materiali diritti che derivano alla madre dall&#8217;essere portatrice di un &#8220;di più&#8221; di vita rispetto alla astratta pretesa che il diritto sia sempre correlato ad un solo (al neutro) individuo &#8211; nato il&#8230; &#8211; che esiste ed insiste in un luogo individualmente definito come spazio nell&#8217;inviolabilità del singolo corpo (e non comune). Bisognerebbe tornare ad interrogarci su questa ritornata santità del diritto, tornare a metterne in questione i presupposti: partire, ad esempio, dall&#8217;esigenza di un &#8220;di più&#8221; di diritti di cui è potenzialmente portatrice la donna (rispetto al rischio di un &#8220;di meno&#8221; implicitamente affermato dai cultori della &#8220;difesa della vita sin dal concepimento&#8221;) come punto d&#8217;incontro tra l&#8217;essere singolare e l&#8217;essere comune, e pensare a un diritto materiale che parta dal comune per includere l&#8217;individuale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/21/verdure/#comment-112666</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 13:55:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che meraviglia la maternità .. e che meraviglia questo scritto ^__^ .. hem non riesco ha dire null&#039;altro.. bello, bello, bello.. bello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che meraviglia la maternità .. e che meraviglia questo scritto ^__^ .. hem non riesco ha dire null&#8217;altro.. bello, bello, bello.. bello.</p>
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