Napoli (on the road again)

8 giugno 2009
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Napoli’s Walls, musiche di Louis Sclavis ispirate all’opera di Ernest Pignon Ernest

Ho partecipato in questi mesi a un bel progetto messo su da Massimiliano Palmese e che si intitola Napoli per le strade.
Il libro sarà presentato domani a Caserta. I lettori di NI conoscono molti degli autori presenti in questo progetto: Marco Palasciano, Peppe Fiore, Luigi Romolo Carrino, Angelo Petrella, Davide Morganti , Paolo Mastroianni ,Alessio Arena. Se siete nei paraggi fateci un salto.

9 GIUGNO 2009
ore 18.30
Officina Cutillo Architetti
via Cesare Battisti, 76 – Caserta

Presentano Adriana Merola e Massimiliano Palmese
Intervengono Raffaele Cutillo e Eugenio Tescione
Partecipano gli autori
Musiche Alessandro De Carolis e Pino De Martino

napoli-per-le-strade

Racconti di: Alessio Arena, Stella Cervasio, Luigi Romolo Carrino, Fabrizio Coscia, Carla D’’Alessio, Maurizio de Giovanni, Luca De Pasquale, Peppe Fiore, Francesco Forlani, Antonio Iorio, Simone Laudiero, Marilena Lucente, Giusi Marchetta, Marco Marsullo, Paolo Mastroianni, Rossella Milone, Davide Morganti, Marco Palasciano, Massimiliano Palmese, Angelo Petrella, Massimiliano Virgilio.

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9 Responses to Napoli (on the road again)

  1. véronique vergé il 8 giugno 2009 alle 11:57

    Com’è bella la Napoli dei bambini,
    alla caccia del gioco del sole e dell’ombra,
    con un gusto di limone,
    nella voglia di entrare nel muro
    per nascondere lacrime o gioia.

    Le bambine di Napoli sonno tutte sirene
    delle strade.

    Un primo gusto del mio giro a Napoli
    e il primo sole della mattina.

    GRAZIE

  2. […] Questo articolo è stato scritto da francesco forlani, e pubblicato il 8 Giugno 2009 alle 11:32 , archiviato in diarie contrassegnato Massimiliano Palmese, Napoli per le strade, Officina Cutillo Architetti. … Leggi la notizia alla fonte » […]

  3. Marco Palasciano il 11 giugno 2009 alle 01:34

    ;) Presente all’appello!

    Colgo l’occasione per fornire l’errata corrige del mio testo (che non è un vero e proprio racconto, ma un nudo frammento di diario):

    http://palasciania.splinder.com/post/20733880

  4. eloise il 12 giugno 2009 alle 16:51

    un libro molto sciatto, che abbonda di oleografie al limite dello stereotipo e di una scritura, che scusate la franchezza, mi appare quasi sempre ad un livello o amatoriale o, come nel caso del primo dei racconti, tutta chiusa e autoreferenziale, come se l’unico che dovesse leggere fosse l’autore stesso.

  5. francesco forlani il 12 giugno 2009 alle 18:55

    Come autore del primo racconto, non so cosa ribattere a tale critica. effettivamente quando si scrive lo si fa per sé. O forse no. però mi sembra sbrigativo e sommario il giudizio a seguire sugli altri. Tranne quello, eccetto questo, non so. Bah, fai tu. Comunque lo hai letto tutto ed è già un buon risultato.
    effeffe

  6. Antonio Iorio il 12 giugno 2009 alle 19:12

    Già un’overture palascianesca è di per sè antitetica a qualsiasi oleografico stereotipo, un vaffanculo alla ritrita liturgia delle collettive. Quelle di Peppe Fiore, Carla D’Alessio, Alessio Arena, Massimiliano Palmese, L.R. Carrino, Luca De Pasquale, Rossella Milone, Marilena Lucente etc etc mi sembrano tutt’altro che scritture sciatte o peggio ancora amatoriali (la mia forse, in quanto verginello della narrativa…). Non che voglia fare il chirichetto difensore della parrocchia: ogni raccolta hai suoi alti e bassi, i suoi cali di tensione, ma non mi sembra che il libro sia poi tutta sta sbobba da cucina da campo. Ed il giudizio di Francesco Durante sul corriere del mezzogiorno mi consola. Che poi vengano critiche mirate, viscerali, quintessenziali, sia lodata Santa Eloise

  7. unexscafista il 12 giugno 2009 alle 19:54

    @ eloise

    Permettimi una considerazione:
    solo quando caghiamo compiamo un gesto (un atto) autoreferenziale, ciò non toglie che a volte un racconto possa far cagare, claro no?

    unexscafista

  8. chiara filax il 7 luglio 2009 alle 16:50

    Non mi sembra un’ antologia ben amalgamata. Il livello ha più di qualche caduta e si passa subito al racconto seguente. E’ da evidenziare ad ogni modo la novità e la sincerità di scritture come quella di Massimiliano Virgilio e Alessio Arena.

  9. Marco Palasciano il 15 luglio 2009 alle 20:22

    «Già un’ouverture palascianesca è di per sé antitetica a qualsiasi oleografico stereotipo, un vaffanculo alla ritrita liturgia delle collettive».

    Lode meravigliosa e per il contenuto, e per la forma. Grazie :D



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