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	Commenti a: Da &#8220;Cristi polverizzati&#8221;	</title>
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		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/06/09/da-cristi-polverizzati/#comment-113791</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 06:35:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[frankie
beh, inevitabile, è il padre che regge la narrazione, come nel truman show. altra cosa è il romanzo di formazione degli yrr (il quinto giorno). c&#039;è come dire, da posare la penna: shut up:)
(sono in moderazione, e probabilmente verrò come ieri mangiata in silenzio dal sistema. cmq avevo detto che la lingua appare bella. e che il tipo pare un buon surfista. che leggerò il libro, anche per vedere come surfa sull&#039;onda lunga da Fermo, sulla trappola dentata)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>frankie<br />
beh, inevitabile, è il padre che regge la narrazione, come nel truman show. altra cosa è il romanzo di formazione degli yrr (il quinto giorno). c&#8217;è come dire, da posare la penna: shut up:)<br />
(sono in moderazione, e probabilmente verrò come ieri mangiata in silenzio dal sistema. cmq avevo detto che la lingua appare bella. e che il tipo pare un buon surfista. che leggerò il libro, anche per vedere come surfa sull&#8217;onda lunga da Fermo, sulla trappola dentata)</p>
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		<title>
		Di: fernirosso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/06/09/da-cristi-polverizzati/#comment-113774</link>

		<dc:creator><![CDATA[fernirosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 18:20:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a frankie.
L&#039;altare dell&#039;io è l&#039;unica religione mai sconfessata.
L&#039;io dio che si tocca e si lecca che s&#039;ingioia e s&#039;ingoia che freme per vedere guardare guadare oltre il secchiello del suo misero sapere,pene , l&#039;io genio e geniere l&#039;ingegnere col righello che bacchetta tutti quanti quelli che crede di non essere, l&#039;io ingombrante ignorante, tante e tante rate di cambiali spese in nulla, tutti i segni di teo-rie nate sempre da quell&#039;unica f(r)onte, sor-gente,l&#039; io insipiente che si crede sapiente e dice agli altri ciò che non vuole sentire sapere di sé, vedere mentre si consuma, come ogni altra cosa e dimentica che è un niente perso in tanto con-veniente manifesto di galassie di cui non ha né mappe complete né mezzo per attraversarle:non ha vita sufficiente che in una catena di uomini-io,che si cuciono l&#039;un l&#039;altro.L&#039;io sovrano decano si de-capita e nell&#039;ultima sillaba  i-o  capisce... finalmente che tutto è ciò che non sa, sempre  quel cerchietto, che lo segue e lo in-segue, dentro cui tutto si cala, com l&#039;inizio del suo se-me.

Gratta la foglia gratta la via ma sotto o sopra a destra o a sinistra, non c&#039;è proprio altro di cui si possa insistere a scrivere e parlare, persino quando si parla di fisica dei quanti,credo, centra lui, quell&#039;io maestro che detta la lezione.ferni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a frankie.<br />
L&#8217;altare dell&#8217;io è l&#8217;unica religione mai sconfessata.<br />
L&#8217;io dio che si tocca e si lecca che s&#8217;ingioia e s&#8217;ingoia che freme per vedere guardare guadare oltre il secchiello del suo misero sapere,pene , l&#8217;io genio e geniere l&#8217;ingegnere col righello che bacchetta tutti quanti quelli che crede di non essere, l&#8217;io ingombrante ignorante, tante e tante rate di cambiali spese in nulla, tutti i segni di teo-rie nate sempre da quell&#8217;unica f(r)onte, sor-gente,l&#8217; io insipiente che si crede sapiente e dice agli altri ciò che non vuole sentire sapere di sé, vedere mentre si consuma, come ogni altra cosa e dimentica che è un niente perso in tanto con-veniente manifesto di galassie di cui non ha né mappe complete né mezzo per attraversarle:non ha vita sufficiente che in una catena di uomini-io,che si cuciono l&#8217;un l&#8217;altro.L&#8217;io sovrano decano si de-capita e nell&#8217;ultima sillaba  i-o  capisce&#8230; finalmente che tutto è ciò che non sa, sempre  quel cerchietto, che lo segue e lo in-segue, dentro cui tutto si cala, com l&#8217;inizio del suo se-me.</p>
<p>Gratta la foglia gratta la via ma sotto o sopra a destra o a sinistra, non c&#8217;è proprio altro di cui si possa insistere a scrivere e parlare, persino quando si parla di fisica dei quanti,credo, centra lui, quell&#8217;io maestro che detta la lezione.ferni</p>
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		<title>
		Di: Frankie		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/06/09/da-cristi-polverizzati/#comment-113755</link>

		<dc:creator><![CDATA[Frankie]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 11:22:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[riconosco la qualità della scrittura, ma davvero penso che non si possa più leggere una prosa-poesia tutta centrata su se stessi, “io, io, io” (“il più lurido di tutti i pronomi”, lo definiva l&#039;Ingegnere) e appena appena “mio padre”, ma sempre per definire l&#039;io, per capire meglio l&#039;io, per mettere a fuoco o sfocare l&#039;io. anelo una narrazione ampia, che sappia farmi vedere più in là delle nevrosi di un io ipertrofico... oltre, oltre, intorno, cosa c&#039;è? come faccio a saperlo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>riconosco la qualità della scrittura, ma davvero penso che non si possa più leggere una prosa-poesia tutta centrata su se stessi, “io, io, io” (“il più lurido di tutti i pronomi”, lo definiva l&#8217;Ingegnere) e appena appena “mio padre”, ma sempre per definire l&#8217;io, per capire meglio l&#8217;io, per mettere a fuoco o sfocare l&#8217;io. anelo una narrazione ampia, che sappia farmi vedere più in là delle nevrosi di un io ipertrofico&#8230; oltre, oltre, intorno, cosa c&#8217;è? come faccio a saperlo?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: montecristo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/06/09/da-cristi-polverizzati/#comment-113713</link>

		<dc:creator><![CDATA[montecristo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 18:43:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il filo dell&#039;amo.

... ah! maestro.

Avresti dovuto, maestro,
insegnarmi parole, non silenzi.
Oggi saprei come dirle.
Ma i silenzi, oggi, a chi li dico?

Avresti dovuto, maestro, 
insegnarmi valori, non sogni.
Oggi saprei come venderli.
Ma i sogni, oggi, a chi li spaccio?

montecristo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il filo dell&#8217;amo.</p>
<p>&#8230; ah! maestro.</p>
<p>Avresti dovuto, maestro,<br />
insegnarmi parole, non silenzi.<br />
Oggi saprei come dirle.<br />
Ma i silenzi, oggi, a chi li dico?</p>
<p>Avresti dovuto, maestro,<br />
insegnarmi valori, non sogni.<br />
Oggi saprei come venderli.<br />
Ma i sogni, oggi, a chi li spaccio?</p>
<p>montecristo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fernirosso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/06/09/da-cristi-polverizzati/#comment-113703</link>

		<dc:creator><![CDATA[fernirosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 16:49:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;l maestro mordendosi la lingua colpiva con i guanti quelli a cui mancavano i lupetti d’ottone e non avevano in ordine le strisce bianche che si incrociavano sulla camicia nera, i pantaloncini grigioverdi troppo lunghi o i calzettoni che calavano sulle scarpe, aver messo i più belli e ordinati in prima fila e ai lati, non aiutava molto a nascondere una materia di marziale miseria. In una casciara di voci e di cagnare e di spintoni, era manifesta l’impotenza del maestro. Averci relegati nell’ultima fila ci provocava come una specie d’impunità. Eravamo quasi clandestini, noi all’ultimo posto, all’ultima fila. Era un maestro giovane, un maestro del regime che doveva perdersi in Russia nella fuga di un branco di uomini che perdettero veramente tutto. Nella nostra sbandatezza e irregolarità e indisciplina forse il maestro vedeva un simbolo, un segno dove poteva affogarsi con tutti i suoi credi. Il suo masticarsi la lingua, il fumare disperato, il colpirci rabbioso coi guanti o con il Corriere della sera erano tutte manifestazioni di una lotta per farci diversi e ci teneva da parte come fossimo uno sbaglio, una presenza di mala natura, un’immagine sovversiva da nascondere confinare.&quot;
penso che anche oggi si vorrebbe fare altrettanto con altri clandestini, che sono qui da annni ma non sono considerati uguali, di cui si sfrutta la forza lavoro, uguale a quella degli altri ma che non sono uguali. La scuola non vuole fare le ultime file, non ha  ultimi se non quelli che non si impegnano, non quelli che hanno gravi difficoltà.Un mondo di veri cristi polevizzati, un mondo di crisi.fernanda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;l maestro mordendosi la lingua colpiva con i guanti quelli a cui mancavano i lupetti d’ottone e non avevano in ordine le strisce bianche che si incrociavano sulla camicia nera, i pantaloncini grigioverdi troppo lunghi o i calzettoni che calavano sulle scarpe, aver messo i più belli e ordinati in prima fila e ai lati, non aiutava molto a nascondere una materia di marziale miseria. In una casciara di voci e di cagnare e di spintoni, era manifesta l’impotenza del maestro. Averci relegati nell’ultima fila ci provocava come una specie d’impunità. Eravamo quasi clandestini, noi all’ultimo posto, all’ultima fila. Era un maestro giovane, un maestro del regime che doveva perdersi in Russia nella fuga di un branco di uomini che perdettero veramente tutto. Nella nostra sbandatezza e irregolarità e indisciplina forse il maestro vedeva un simbolo, un segno dove poteva affogarsi con tutti i suoi credi. Il suo masticarsi la lingua, il fumare disperato, il colpirci rabbioso coi guanti o con il Corriere della sera erano tutte manifestazioni di una lotta per farci diversi e ci teneva da parte come fossimo uno sbaglio, una presenza di mala natura, un’immagine sovversiva da nascondere confinare.&#8221;<br />
penso che anche oggi si vorrebbe fare altrettanto con altri clandestini, che sono qui da annni ma non sono considerati uguali, di cui si sfrutta la forza lavoro, uguale a quella degli altri ma che non sono uguali. La scuola non vuole fare le ultime file, non ha  ultimi se non quelli che non si impegnano, non quelli che hanno gravi difficoltà.Un mondo di veri cristi polevizzati, un mondo di crisi.fernanda</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lucifero		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/06/09/da-cristi-polverizzati/#comment-113679</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucifero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 09:47:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un piacevolissimo tuffo in un abisso di pensieri che contorcendosi si rincorrono e schizzano, come per elettrico input, fino a generare una risalita controcorrente alla fonte d&#039;ogni origine in cui plasmarsi di carne ed ossa &quot;radiografate&quot; in ogni sfaccettatura di meschina e fragile in-consistenza propria dell&#039;essere umano, animale da branco per natura.

Lo stile fluido ma convulsivo della scrittura cattura senza respiro l&#039;occhio del lettore al testo. Qui e lì qualche piccola imperfezione nelle concordanze la si giustifica porprio in virtù della piena incontenibile del pensiero.

(es.: Certi nascono da una vagina apertissima ed escono come imperatori dalla porta sacra tutto oliato e pronto per l’esposizione.

*tutti oliati e pronti per l&#039;esposizione. [?] )

Lucifero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un piacevolissimo tuffo in un abisso di pensieri che contorcendosi si rincorrono e schizzano, come per elettrico input, fino a generare una risalita controcorrente alla fonte d&#8217;ogni origine in cui plasmarsi di carne ed ossa &#8220;radiografate&#8221; in ogni sfaccettatura di meschina e fragile in-consistenza propria dell&#8217;essere umano, animale da branco per natura.</p>
<p>Lo stile fluido ma convulsivo della scrittura cattura senza respiro l&#8217;occhio del lettore al testo. Qui e lì qualche piccola imperfezione nelle concordanze la si giustifica porprio in virtù della piena incontenibile del pensiero.</p>
<p>(es.: Certi nascono da una vagina apertissima ed escono come imperatori dalla porta sacra tutto oliato e pronto per l’esposizione.</p>
<p>*tutti oliati e pronti per l&#8217;esposizione. [?] )</p>
<p>Lucifero</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/06/09/da-cristi-polverizzati/#comment-113673</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 08:01:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Splendido Di Ruscio.

E splendido il padre che lo ha generato:

&quot;E dalle sue parole vedevo che per il fascismo e i signori e i preti più che odio portava un profondo schifo, tra mio padre e il mondo, di fuori c’era chiusura completa, nel più profondo di se stesso, come se fossero nature completamente opposte e nemiche mortali.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Splendido Di Ruscio.</p>
<p>E splendido il padre che lo ha generato:</p>
<p>&#8220;E dalle sue parole vedevo che per il fascismo e i signori e i preti più che odio portava un profondo schifo, tra mio padre e il mondo, di fuori c’era chiusura completa, nel più profondo di se stesso, come se fossero nature completamente opposte e nemiche mortali.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fabio Teti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/06/09/da-cristi-polverizzati/#comment-113672</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Teti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 07:52:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Nerbo giusto per riprendersi dall&#039;ennesimo votare a vuoto). E qualche verità grossa, non miniata: &quot;mettete qualche dubbio in tutto questo essere e sarete meno feroci&quot;. e: &quot;Nella nostra sbandatezza e irregolarità e indisciplina forse il maestro vedeva un simbolo, un segno dove poteva affogarsi con tutti i suoi credi. Il suo masticarsi la lingua, il fumare disperato, il colpirci rabbioso coi guanti o con il Corriere della sera erano tutte manifestazioni di una lotta per farci diversi e ci teneva da parte come fossimo uno sbaglio, una presenza di mala natura, un’immagine sovversiva da nascondere confinare&quot;.

Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Nerbo giusto per riprendersi dall&#8217;ennesimo votare a vuoto). E qualche verità grossa, non miniata: &#8220;mettete qualche dubbio in tutto questo essere e sarete meno feroci&#8221;. e: &#8220;Nella nostra sbandatezza e irregolarità e indisciplina forse il maestro vedeva un simbolo, un segno dove poteva affogarsi con tutti i suoi credi. Il suo masticarsi la lingua, il fumare disperato, il colpirci rabbioso coi guanti o con il Corriere della sera erano tutte manifestazioni di una lotta per farci diversi e ci teneva da parte come fossimo uno sbaglio, una presenza di mala natura, un’immagine sovversiva da nascondere confinare&#8221;.</p>
<p>Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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