ALFRED JARRY, I PEDONI INVESTITORI

19 giugno 2009
Pubblicato da

di Alfred Jarry

I PEDONI INVESTITORI (pp. 37-38)

L’opinione pubblica si è commossa in occasione della corsa automobilistica Parigi-Berlino39, per l’incidente che segue: in una delle città neutralizzate, un bambino di dieci anni ha inteso attraversare la strada al sopraggiungere di un veicolo che procedeva alla velocità piuttosto moderata di dodici chilometri all’ora, rimanendo ucciso sul colpo.
Si tratta, a nostro avviso, di una cosa eccellente, per le ragioni che ora esporremo. I turisti in bicicletta o in biciclo, nell’anno 1888 o 1889, erano insultati in lingua abbaiata, morsi e incitati alla caduta, finché i cani, come oggi possiamo constatare, non presero l’abitudine di scansarsi, come al passaggio di una vettura, così anche di fronte al nuovo apparecchio locomotore. Completata l’educazione canina, i frustini e gli altri strumenti destinati in quei tempi remoti alla difesa del ciclista hanno potuto aggiungersi agli smonta-pneumatici dell’età della pietra.
L’essere umano adulto ha poi imparato, benché con maggiore lentezza rispetto al suo compagno quadrupede, a lasciar passare il rapido veicolo. L’uomo a piedi non si ammassa più sulle piste ciclabili, mentre vi si riscontra ancora piuttosto comunemente la presenza dell’orso, nei pressi delle roulotte dei nomadi, e una volta vi incontrammo perfino, a dispetto dei regolamenti, un cavallo sormontato da un ufficiale francese.
L’essere umano in giovane età, il bambino, poiché bisogna chiamare le cose con il loro nome, si esercita al coraggio delle guerre future attraversando la strada, per bravata, davanti a cicli e automobili. Osserviamo che, seguendo l’esempio di certe popolazioni selvagge, che manifestano il loro valore mostrando il didietro al nemico, benché abitualmente non sia esercitata troppo vicino al nemico, il bambino si diverte a correre questo rischio soltanto quando il pericolo è ancora distante, cioè quando il veicolo non sopraggiunge troppo rapidamente.
L’incidente della Parigi-Berlino è accaduto logicamente, a causa dell’assurda idea di “neutralizzare” le città. È anzi un fatto straordinario che un solo bambino, e non diecimila persone che hanno raggiunto da tempo quella che si conviene di chiamare età della ragione, non abbiano sgambettato davanti ai corridori che avessero dato loro il tempo di farlo. Per altri versi, si osserverà che nessuna collisione si è prodotta sulla strada, percorsa alla velocità di circa cento chilometri all’ora.
Aggiungiamo, per giustificare il nostro titolo, che il pedone corre un rischio minore rispetto al ciclista o al guidatore: si espone a una semplice caduta dalla sua propria altezza e non alla proiezione da un veloce apparecchio, né alla rottura di questo stesso prezioso apparecchio.
Quindi, fino al giorno in cui la follia che consiste nel lasciar circolare la gente a piedi senza autorizzazione, targa, freno, campanello, tromba e fanale non sarà finita, dovremo sconfiggere questo pericolo pubblico: il pedone investitore.

CONCLUSIONE DEL «PEDONE INVESTITORE» (pp. 39-40)

Un regolamento è in corso di elaborazione al fine di dare un freno al pedone investitore. Nell’intento di documentarci più ampiamente sull’argomento, ci siamo esposti alla sua ferocia, montando un eteromobile.
Il pedone, osservato in tenera età, si è conformato da ogni punto di vista, quanto al suo modo di procedere, alla descrizione che ne abbiamo dato.
Concluso l’esperimento, poiché non avevamo più bisogno di lui, l’umanità ci ha investito del dovere di metterlo fuori uso.
Ecco, crediamo, qualche prescrizione del futuro regolamento già in vigore in diversi comuni (l’articolo quarto è applicato universalmente):

Articolo primo

Il permesso di circolazione del pedone potrà essere richiesto esclusivamente dai minori: bambini, donne e uomini che non abbiano ancora svolto il servizio militare.
È noto che quest’ultimo sia stato istituito principalmente per inculcare nell’uomo i primi rudimenti dell’andare a piedi.

Articolo secondo

Il pedone che abbia l’età richiesta o sia munito di regolare autorizzazione, provvisto dei regolamentari apparecchi di segnalazione sarà (ispirandosi alla legge che in Inghilterra regola la circolazione delle vetture prive di cavalli) preceduto, alla distanza di cinquanta passi, da un agente del Genio Civile, giurato, che agiterà una bandiera o un fanale rosso, e seguito, alla stessa distanza, da un agente di ronda che agiterà a sua volta freneticamente una bandiera o un fanale verde.

Articolo terzo

Il pedone in tenera età, per via del legittimo sospetto che sia propenso a velocità esagerate, sarà ammesso sulle strade, stanti le condizioni suddette, soltanto se tenuto al guinzaglio.

Articolo quarto

Una sola bandiera collettiva sarà sufficiente per i pedoni intruppati; tuttavia, poiché è necessario che la pubblica sicurezza non sia compromessa da una tolleranza tanto ampia, la truppa in questione dovrà essere preceduta da una musica rumorosa a sufficienza da essere udibile alla distanza di cinquecento metri: ciascun individuo, inoltre, dovrà essere munito di un segnalatore a detonazione.

nota editoriale:

I PEDONI INVESTITORI

Les Piétons écraseurs, «La Revue blanche», 195, 15 luglio 1901, p. 467.

39. La corsa automobilistica Parigi-Berlino (27 giugno 1901) ebbe un ruolo importante nella politica di distensione tra Francia e Germania: per questo motivo Jarry allude alla “neutralizzazione” delle città. Le polemiche provocate dall’incidente evocato da Jarry, fatale per un bambino che assisteva alla competizione, e dai numerosi altri che funestarono la Parigi-Madrid del 1903, condurranno alla radicale revisione dei regolamenti delle corse automobilistiche.

CONCLUSIONE DEL «PEDONE INVESTITORE»

Conclusion du «Piéton écraseur», «La Revue blanche», 202, 1° novembre 1901, p. 384.

Estratti da:

ALFRED JARRY, Scritti patafisici. La macchina, il tempo e altri epifenomeni

a cura di :duepunti
trad. it. di Elena Paul

© 2009 :duepunti edizioni – Palermo
Tutti i diritti riservati

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4 Responses to ALFRED JARRY, I PEDONI INVESTITORI

  1. Fabrizio il 19 giugno 2009 alle 13:17

    Lo compro subito! La traduzione mi sembra molto frizzante, non è facile tradurre Jarry, soprattutto rendere un suo particolare ‘tono’… Jarry un cyberpunk antelitteram, un mutante uomo-bicicletta (v. la gara tandem-locomativa nel “Supermaschio” o “La passione considerata come una corsa in salita”)?…e d’altra parte l’uomo che disse alla sua vicina di casa, che si lamentava perché sparava nel cortile, e lei aveva dei bambini piccoli: “Non si preoccupi, signora, gliene faremo degli altri!”

  2. véronique vergé il 20 giugno 2009 alle 12:24

    E’ una bellissima traduzione.
    Conosco di manera superficiale Alfred Jarry.
    E’ un inizio per gustare altri testi.

  3. viarigattieri il 20 giugno 2009 alle 17:46

    Elena Paul è una grande traduttrice, come abbiamo avuto modo di sperimentare leggendo le sue traduzioni di Patrik Ourednik , Boris Vian o Jacques Vaché, sempre per :duepunti. e in più evidentemente questa letteratura realistico-visionaria le si addice molto, o no?

  4. Marco Palasciano il 24 giugno 2009 alle 05:13

    Colgo l’occasione per invitare, in ispecie l’utenza napoletana, alla presentazione della nuova edizione della «Messalina» di Jarry (con in appendice i saggi «Il tempo nell’arte» e «Commentario alla costruzione pratica della macchina del tempo»).

    Si tratta del primo volume pubblicato dalla casa editrice Marchese. La presentazione si terrà alle 18.30 di giovedì 25 giugno in Napoli, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28; tra i relatori, membri del Collegio napoletano di Patafisica. Ah! la copertina l’ho fatta io :)

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