Locandine d’Artista + Stéphane Bouquet + Florinda Fusco alla Camera Verde

25 giugno 2009
Pubblicato da

RomaVenerdì 26 giugno, dalle ore 20:30

presso il centro culturale La camera verde
(via G. Miani 20)

Locandine d’artista

immagini e/o testi di

Andrea Inglese, Francesco Forlani, Florinda Fusco, Michele Zaffarano, Renata Morresi, Marco Giovenale, Jennifer Scappettone,
Zeno Tentella, Alfredo Anzellini, Antonio Semerano, Giuliano Mesa, Manuela Sica, Giacomo Leopardi, Pierre Martin, Giuliana Laportella

inoltre:

presentazione del libro

Dizionario di quest’uomo – Dictionnaire de cet homme

di Stéphane Bouquet

(La camera verde, collana Calliope)
introduzione e traduzione italiana di Andrea Inglese

+

segnalazione dell’uscita (e breve lettura) del nuovo libro di
Florinda Fusco, Tre opere

(Oèdipus, collana “i megamicri”)

* * *

La camera verde è in Via Giovanni Miani 20 – 00154 Roma (quartiere Ostiense)
tel. 3405263877, e-mail: lacameraverde@tiscali.it
pagina (under construction): http://www.lacameraverde.com/

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3 Responses to Locandine d’Artista + Stéphane Bouquet + Florinda Fusco alla Camera Verde

  1. véronique vergé il 25 giugno 2009 alle 08:17

    Stéphane Bouquet è un grande poeta,
    poesia come diario del desirio (omosessualità)/ ricerca del padre anche in America/ ricerca della scrittura.

    Mi rammento che Andrea Raos ha già tradotto il poeta su NI.

    E Florinda Fusco adoro…

  2. pasquale vitagliano il 26 giugno 2009 alle 17:09

    La poesia è come la madeleine per Proust. Ci salva dalle amnesie.
    Grazie Andrea e Francesco, ormai vi seguo passo, passo.

    PVit

    P.S. Per Andrea Inglese, vorrei contattarti via e-mail.
    Il mio indirizzo è p.vitagliano@libero.it Ciao

  3. véronique vergé il 27 giugno 2009 alle 11:10

    Di Stéphane Bouquet mi piace la presenza del corpo nell’effusione
    del desiderio, corpuscolo di dolore e di speranza, il desiderio morso della
    perdita, della morte.

    E’ un corpo di scrittura
    nel gesto sospeso,
    dal cielo alla terra
    quello del ballerino
    o dell’amante
    o del uomo costretto
    al piacere solitario.

    Mi viene nella mente
    che la poesia odierna
    è in un fiume di cammini,
    di gesti, di promenades,
    del corpo non immobile,
    come specchio della vitta
    in città, mai riposo,
    anima frammenti nel paesaggio,
    con volti di incontro,
    impronti nella scrittura,
    in un dialogo inventato,
    senza la vera incontro,
    tutto fuggitivo
    e impressioni.



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