LETTERA A BAGNASCO

27 giugno 2009
Pubblicato da

di PAOLO FARINELLA

Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città. 

Ho letto la sua prolusione alla 59ma Assemblea Generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che taciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica?

Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che – è il caso di dirlo – è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupafemmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupafemmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.
Paolo Farinella, prete
Da Il Tafano

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40 Responses to LETTERA A BAGNASCO

  1. Alcor il 27 giugno 2009 alle 11:31

    E il riscontro, c’è stato?

  2. franco buffoni il 27 giugno 2009 alle 11:35

    fino ad oggi, no. e sono più di due settimane, ormai…

  3. jacopo galimberti il 27 giugno 2009 alle 12:11

    Chiedere alla Chiesa di intervenire per bacchettare Berlusconi, o chi per lui, è un grave errore, poiché leggittima un ministero morale che la Chiesa non deve avere.

  4. sparz il 27 giugno 2009 alle 12:51

    Non so, veramente, Galimberti, credo che saremmo stati tutti molto contenti se nei bui primi anni quaranta del secolo scorso papa Pacelli avesse condannato Hitler con chiarezza, essenzialmente per una questione di coerenza con i valori della chiesa. Ma ciò non fu. Figuriamoci oggi, il presente papa è forse ancora più attento alla ragion di stato di Pacelli. Il problema di base è che non ci dovrebbe essere uno “stato”, come la Città del Vaticano, che ha appunto una “ragion”. Il marcio sta, come spesso, nell’istituzione, in questo caso la cattolica apostolica e, appunto, romana. Va già bene che ci siano sacerdoti che scrivono lettere così indiscutibilmente chiare.

  5. Satana il 27 giugno 2009 alle 13:49

    Se si pone la questione dal punto di vista della morale cattolica, si tenga presente che dall’altra parte c’è Luxuria…

  6. fausto brambati il 27 giugno 2009 alle 15:01

    vero sig.permalink, ma da questa probabilmente, sottolineo probabilmente, un pedofilo che usa i palazzi dello stato per festini hot

  7. Massimo il 27 giugno 2009 alle 15:16

    E’ sempre così con le religioni.
    Da un lato i “sinceri credenti” che chiedono spiegazioni e si tormentano
    di fronte alle contraddizioni anche pesanti che mostrano i Vicari della Vera Fede nel rapportarsi alle cose del mondo.
    Dall’altro lato i Vicari stessi e il loro entourage (assieme ai “sinceri credenti” che non si fanno mai nessuna domanda o, se se la fanno, si danno subito una risposta) che la raccontano e se la raccontano perseguendo i Veri Obbiettivi; Controllo e Potere.
    I “sinceri credenti” non possono “credere” che le presunte contraddizioni tali non sono, ma sono l’ESSENZA stessa di ogni Vera Fede.
    Se arrivassero a “crederlo” smetterebbero di essere “sinceri credenti” e si allontanerebbero disgustati (come succede spesso, d’altra parte) a rifarsi, ammaccati e intristiti ma liberi, una nuova vita.
    Alla faccia di tutti i Vicari della Vera Fede.
    Lo so, purtroppo, per esperienza personale.

  8. Mauro Baldrati il 27 giugno 2009 alle 16:01

    Trovo questa lettera molto bella e sincera, pervasa da quell’indignazione straziante di chi crede in qualcosa, in qualcuno, e vede tutto questo calpestato e infangato con la complicità di chi dovrebbe essere garante – e non solo garante, ma propulsore – di questi ideali.

  9. macondo il 27 giugno 2009 alle 16:12

    A Genova non c’è solamente il cardinal Bagnasco (al 50%), ma c’è anche, al 100%, l’imprescindibile don Gallo
    (Comunicazione di servizio)

  10. jacopo galimberti il 27 giugno 2009 alle 18:10

    @ Sparz

    ma sei sicuro che Hitler, al di là di tutta la mitologia ollivudiana, fosse veramente in contraddizione con i principi della Chiesa? Io non ne sono affatto convinto.

    Devo dire che sono ben contento che la Chiesa abbia perso anche in quell’occasione la possibilità di smentire il suo inveterato culto del potere e dei potenti.

  11. Carlo Capone il 27 giugno 2009 alle 18:31

    Tanto per dire: Hitler era cattolico e in alcune occasioni manifestò le sue simpatie per la Chiesa di Roma. Sui suoi rapporti col Vaticano altro non è dato sapere.
    Pacelli è stato nunzio vaticano in Germania per molti anni. La sua formazione si rifà alla grande tradizione del pensiero germanico. Il che non vuole dire che nutrisse simpatie per il nazismo. Quanto questa tendenza culturale però abbia influenzato i silenzi e le sue reticenze è un altro punto da chiarire.

  12. Fabio Teti il 27 giugno 2009 alle 20:16

    “Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica?”

    Perchè, e vado a braccio con Galimberti, semplicemente non possono. Perchè sono e fanno – mutatis mutandis ma neanche troppo – la medesima cosa. Le medesime porcherie. Si coibentano pure le orecchie con gli stessi trucchetti d’indifferenza.

  13. adele il 27 giugno 2009 alle 20:27

    Credo che non si debba chiedere alla Chiesa/Vaticano di intervenire in ragioni di Stato(laico). La si leggittima ad intervenire anche su quello che non ci piace. Il problema non è se la Chiesa o la religione e deve prendere posizione: è il libero cittadino che si deve rivoltare e chiedere allo Stato o alla politica di prendere provvedimenti. Un conto è il gidizio religioso (se si è per la libertà religiosa lo si è anche per far parlare liberamente gli esponenti della Chiesa Cattolica) che è lecito, un altro è come lo usano i politici nostrani e come se ne fanno scudo quando conviene loro. Altro è un cittadino credente cattolico o un prete che chiede ai propri riferimenti religiosi di chiarire la propria situazione. Ma le due cose vanno separate. Non possiamo appellarci alla Chiesa quando ci fa comodo (perché la pensiamo nello stesso modo su quel tema specifico) e lottare per delegittimarla su temi che non ci vedono favorevoli. Sopratutto bisognerebbe iniziare a ricordarsi che il divorzio e l’aborto in Italia li hanno voluti i Cattolici (referendum…la maggior parte degli italiani era cattolica) quindi nemmeno i credenti seguono le direttive ecclesiastiche su questioni etiche di interesse statale mentre continuano a farci intendere che “serve il voto cattolico” ogni volta che un politico china la schiena al Vaticano (spercifico: Vaticano). Una balla colossale, ci sono altri interessi dietro.

  14. Alcor il 27 giugno 2009 alle 22:38

    Ma Paolo Farinella è un prete, e chiede conto al suo vescovo.

  15. massimo il 28 giugno 2009 alle 14:18

    I credenti in Italia sono ambigui (come tutto in questo paese).
    Non sono veri credenti: essi “credono di credere” e per il resto si fanno i fatti loro. Per questo hanno votato aborto e divorzio.
    Il Vaticano è una colossale organizzazione per delinquere.
    La sua bimillenaria storia lo dimostra.

  16. francesco pecoraro il 28 giugno 2009 alle 18:09

    Donfarinella sollecita bagnasco al giudizio morale su berlus-cazzo.
    Nessuno, da anni, sollecita il paese al giudizio politico, o se lo fa lo fa in modo ambiguo, debole, invidioso dei suoi voti.
    Personalmente me ne sbatterei (mi si passi il linguaggio) del giudizio morale di uno come bagnasco, che già ha dato prova di sé e del suo pensiero.
    È il vescovo di donfarinella? Va bene, ma non il mio.
    Me ne sbatterei dei donfarinella accorati, che improvvisamente si svegliano e si accorgono di dove l’organismo cui appartengono, la chiesa, ha contribuito gagliardamente a condurre il paese.
    Me ne sbatterei per il motivo messo lì da galimberti, che con-divido.
    Triste un’opposizione al lumicino che spera e si rivolge, come di consueto quando qui da noi si è in fin di vita, al «magistero della chiesa».
    Il «magistero della chiesa» lo dis-conosco in toto.
    (Aggiungo che la pedofilia berlusconica è illazione: aggiungo che un prete dovrebbe usare quella parola con molta cautela…)
    Però io odio i preti, lo riconosco.

  17. doarki il 28 giugno 2009 alle 18:24

    quotissimo galimberti e tash
    via la chiesa dalla morale
    c.

  18. macondo il 28 giugno 2009 alle 19:31

    @ Alcor,
    sei sicura che don farinella non sia un prete di penna (o tastiera?)

  19. Alcor il 28 giugno 2009 alle 20:14

    Io non odio nessuno, men che meno le categorie, l’odio acceca.

    Macondo, che vuoi dire? Immagino che Buffoni non posti a caso, soprattutto su questo argomento.

  20. nicola pasa il 28 giugno 2009 alle 21:30

    Qualcuno finge di non capire che non si tratta di moralismo, a noi(comunisti? eversivi? terroristi?) piace il sesso e piace farlo con chi ci pare e piace, se uno vuole una escort sono fatti suoi a me non me ne frega niente, però se a sniffare e andare a puttane, sono politici che sbandierano il loro senso della famiglia, che promuovono il family day, che in pubblico blaterano di Dio e di fedeltà ai valori cristiani allora si tratta di un’altra questione, è frode politica. Non è la stessa cosa se un politico che non condanna i gay, che non crede nella morigeratezza dei costumi, che non crede in Dio patria e famiglia, va a puttane, fa atti di sodomia, partecipa a orge, e se lo fa uno che dichiara che i gay sono un errore, che la famiglia per carità è sacra, che giura sui suoi figli, che dice di avere un sacco di suore che pregano per lui. Non è la stessa cosa, non si tratta di moralismo, ficcatevelo nella zucca, si tratta di onestà politica, intellettuale e morale, Berlusconi non ha nessuna delle tre. STOP

  21. harzie il 28 giugno 2009 alle 21:31

    in democrazia, o almeno nella realtà politica, i principî viscerali di galimberti e pecoraro fanno poco. funzionerebbero in un cosiddetto regime autoritario, laico e anticlericale ovviamente.
    da noi, invece, se in alcune frange basse della chiesa è possibile trovare resistenza morale e politica eccetera, è il caso forse di, come si dice, dialogarvi, “allearsi” perfino. per dire, un zanotelli o un enzo mazzi io non me la sentirei di silenziarli. e loro, essendo religiosi, non parlano mai “solo” per se, ma anche in quanto esponenti dell’istituzione che rappresentano. ecco, magari non sono gregari a tal punto da andare a invocare la presa di posizione di un bagnasco.

    forse bisognerebbe rimparare tutti a distinguere soltanto potere e non-potere, individuando nel primo dei due l’unico vero, riprovevole bersaglio o, per i più viscerali, “nemico”.

  22. harzie il 28 giugno 2009 alle 21:32

    era un OT

  23. francesco pecoraro il 28 giugno 2009 alle 22:35

    harzie, ma io non voglio “silenziare” nessuno.
    i miei non sono “principi viscerali”: si tratta di una ripulsa razionale e attiva di ogni religione.
    il mio odiare i preti non c’entra niente, o quasi.
    mi dà fastidio questo tirare per la giacchetta vescovi – che fino al giorno prima si consideravano a tutti gli effetti come contro parte indebitamente ingerente – affiché si facciano sentire sulle immoralità di sb.
    sb andrebbe sconfitto politicamente.
    questo non vuol dire che le recenti rivelazioni sul suo pornopotere siano politicamente irrilevanti, tutt’altro: ma su questo l’opposizione ancora non si è messa d’accordo: aspettano che lo faccia la chiesa.
    per me è desolante.
    l’italia è un paese catto-pagano: si praticano sfrenatamente i sette peccati capitali, tanto poi c’è la chiesa che assolve e consola e sostanzialmente de-responsabilizza: su questo la chiesa vive e lucra denaro e potere: per quale motivo dovrebbe prendere posizione ora?

  24. jacopo galimberti il 28 giugno 2009 alle 23:15

    @ harzie

    è vero, talvolta bisogna sapersi alleare con alcune frange della parte nemica, ma per il momento non mi pare che la situazione sia tale da dover riparmiare a Farinella il mio disaccordo sull’atteggiamento di fondo.

  25. stalker il 28 giugno 2009 alle 23:54

    @francesco pecoraro, piena sintonia su tutta la linea!
    è da bimbetti lagnosi e viziati attaccarsi alla gonnella di un prete che dice cose che dovrebbero essere “ovvie”.

    in uno stato realmente laico questa lettera non ci sposterebbe di una virgola, sarebbero semplicemente affari loro, lettere di lamentele da dipendente a capo area! purtroppo qui ogni ispirato sospiro o gaudente rantolo del più sfigato parroco di paese sposta voti e consensi del popolo bue…quindi quando ne troviamo uno che sembra appena normale ci pare un miracolo, io questi miracoli non li voglio, se devo sperare nei miracoli vuol dire che questa specie di democrazia è in metastasi.

  26. stalker il 28 giugno 2009 alle 23:58

    ah…scusa satana…mi ero dimenticata di darti del pirla!

  27. Etta Brun il 29 giugno 2009 alle 00:21

    siete
    semplicemente
    e
    penosamente
    ridicoli

  28. sergio garufi il 29 giugno 2009 alle 02:36

    oggi la religione è una disciplina paraginnica, come l’aeròbica e il gyrotonic. l’importante è muoversi a ritmo. la fede e la morale sono per i pensionati.

  29. nicola pasa il 29 giugno 2009 alle 08:31

    ehm… ovviamente io rispondevo a Satana in un impeto di collera, per il resto condivido la linea di harzie, buona giornata

    ps Don Gallo ha sfilato al gay pride di Genova

  30. paolod il 29 giugno 2009 alle 10:42

    Mi sento pienamente in sintonia con Pecoraro. Non condanno Berlusconi per ciò che fa, ma per ciò che è. E una cosa: cosa c’entra la pedofilia?! Desiderare una bella ragazza di 16 o 17 anni sarebbe pedofilia? In questo paese c’è davvero molto da lavorare…

  31. Baldrus il 29 giugno 2009 alle 12:07

    A parte alcuni paesi (islamici fondamentalisti) dove è legale che un uomo di 70 anni sposi una bambina di 8, in Italia si può configurare reato avere rapporti con minorenni. Si può anche protestare, in nome del sempreverde gallismo all’italiana, ma è così. Poi la cosa andrebbe dimostrata ecc. e questa è un’altra storia. Personalmente credo che se un uomo di 72 anni cerca una ragazzina di 16, 17 anni, ha qualcosa che non va, “non sta bene” come ha detto la (ex) consorte. Ancora più personalmente, avendo una figlia di 15, il personaggio mi fa particolarmente schifo. Un altro presunto reato è legato allo sfruttamento della prostituzione, contravvenendo una legge da loro stessi voluta e approvata. Di questo si parla, non solo di gossip, o di gallismo.

    Sul previsto dileggio di questa lettera, e di ciò che esprime, come al solito arriva il populismo di pecoraro, che rastrella consensi, come sempre accade col populismo, essendo il lato B del berlusconismo. Chi ha una fede, e cerca di vivere seguendone i principi, andrebbe ascoltato, perché ha qualcosa da insegnare anche a chi non ce l’ha (e vale anche il contrario). Invece sembra più edonistico, per alcuni, restare immobili e esprimere discredito su tutto ciò che si muove. La sfiga della sinistra deriva anche dal dilagare di questo atteggiamento.

    Per il resto un sondaggio di Mannheimer dimostrerebbe che alla maggioranza degli italiani, se il cosiddetto Premier garantisce loro l’ampliamento della casa, e interventi sulla crisi economica, dei suoi comportamenti, l’etica ecc non importa un fico secco. Poi io non so se i sondaggi sono attendibili.

  32. nicola pasa il 29 giugno 2009 alle 13:16

    @baldrus
    parlare di etica in Italia è difficile. Se qualcuno ne chiede conto diventa un moralista. Se qualcuno dichiara di non seguirne alcuna diventa un immoralista.
    Restando alla legge che è quel che mi preme in questo contesto storico, desiderare una minorenne in Italia è un reato, reato di pedofilia. Desiderare una minorenne non sarà reato ma è di certo un cattivo pensiero.
    Hai proprio ragione sulle sfighe della sinistra, una di queste è che molti di sinistra hanno questa vocazione un po’ dandy di apparire come controcorrente sempre e comunque, anche andando contro la logica, sono un po’ ridicoli a volte.
    Al sondaggio di Mannheimer rispondo con una cosa che diceva qualche italiano sotto il regime fascista a chi si agitava troppo (gli antifascisti): chi se ne frega della libertà, io magno e scopo lo stesso. Disgusto.

  33. stalker il 29 giugno 2009 alle 13:17

    baldrus, da parte mia non c’era dileggio per questa lettera in particolare.
    è solo che sarebbe bello avere i propri anticorpi, cosa che una società sana dovrebbe avere. non saremmo a questo punto con un primo ministro ormai macchietta, clown ridanciano, maschera triste e drammatica nella sua inconsistenza, imperatore romano sul viale del tramonto, attaccato a quattro escort per sentirsi ancora vivo e potente…omuncolo barzellettiere patetico per cui tutto il mondo ci ride dietro…
    se la nostra ultima spiaggia e la lettera di un prete, che fa parte comunque di quella chiesa che mette i bastoni tra le ruore alla “libertà” del parlamento italiano non facendo approvare leggi per i diritti civili, siamo messi proprio male!
    è da populisti volere uno stato laico ed europeo con politici che si dimettono “solo” per un rimborso spese che non gli spettava?

  34. francesco pecoraro il 29 giugno 2009 alle 15:07

    @baldrus
    il nocciolo di quanto ho scritto è questo:
    “mi dà fastidio questo tirare per la giacchetta vescovi – che fino al giorno prima si consideravano a tutti gli effetti come contro parte indebitamente ingerente – affiché si facciano sentire sulle immoralità di sb.
    sb andrebbe sconfitto politicamente.”

    puoi non essere d’accordo, puoi considerare l’opinione cattolica politicamente non prescindibile ed invocarne una presa di posizione, ufficiale.

    ma dove sta il mio “populismo”?
    perché sarei il “lato B di berlusconi”?

  35. Massimo il 30 giugno 2009 alle 13:20

    “Chi ha una fede, e cerca di vivere seguendone i principi, andrebbe ascoltato, perché ha qualcosa da insegnare anche a chi non ce l’ha (e vale anche il contrario).”
    Ma che vuol dire? Forse che chi non ha una fede e cerca di vivere “eticamente” , andrebbe ascoltato, perché ha qualcosa da insegnare anche a chi una fede ce l’ha?
    Beh, mi sembra il minimo.
    E’ incredibile notare come avere una qualche fede religiosa sia ancora un fatto così sopravvalutato nella società attuale.
    La fede impedisce SEMPRE di vedere le cose per come sono.
    E cioè che dal III o IV secolo la Chiesa Cattolica è un centro di potere spaventoso. Un’organizzazione per delinquere.
    Inaccettabile? Offensivo?
    Certo, inaccettabile e offensivo come tutte le cose che ci sono sotto gli occhi ma facciamo di tutto per non guardare.
    Il fatto che ci siano tanti (magari anche tantissimi) sacerdoti bravi e pieni di umanità, non cambia la sostanza delle cose.
    Anche il comunismo era (è) un’idea grandiosa e tra i comunisti c’erano tantissime persone eccezionali, ma questo non ha impedito al PCUS di essere un’organizzazione per delinquere.
    In effetti sarebbe interessante indagare sule molte analogie tra la Chiesa Cattolica e i vari Partiti Comunisti.

  36. lucia cossu il 30 giugno 2009 alle 16:30

    @ Massimo

    Fede coinciderebbe con Chiesa?

  37. massimo il 30 giugno 2009 alle 23:03

    @lucia cossu

    No. Fede, nel senso di credere a qualcosa o a qualcuno da qualche parte che dia un senso alla vita.
    Altra cosa è la fiducia. Ardua conquista.

  38. Manuel Cohen il 2 luglio 2009 alle 12:02

    Pasolini, ancora oggi, viene tacciato di pedofilia: lui gay, diverso, di sinistra… il settantaduenne laido potente e danaroso, passa per grande simpatico piacione: come sempre due pesi e più misure. Pasolini rastrellava marchettari nei quartieri poveri, e la cosa ancora oggi dà fastidio: non mi pare di avvertire un omologo (omofobo) fastidio nei confronti del dilagante turismo sessuale della middle-class di imprenditori forzaitalioti fascioleghisti puttanieri… d’altro canto, nella cultura intimamente fasciomaschilista italiana tutto questo ci sta… come ci sta l’elogio (haimè anche a sinistra) della starlette sposa dell’altro piacione (ma le avete viste le orecchie a sventolaandreottiane) rampante di Francia…

  39. The O.C. il 11 agosto 2009 alle 04:14

    a questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

    viva la democrazia cristiana, quella di tambroni.

  40. MARLENE il 14 agosto 2009 alle 02:08

    Laica.Ammiratrice di Enrico Berlinguer e della sua Questione morale difesa ad oltranza!Zio prete-monsignore che però si fece chiamare solo don sino alla morte.Quest’ultimo era pure uno scienziato-medico.Indossò la tonaca lunga e nera da prete perchè quello voleva essere.Ma vi chiedo ragionevolmente ,amici e compagni:vogliamo la dittatura del pensiero e delle parole?Vogliamo imitare la Birmania o i padrini cinesi and so on?Perchè Paolo F.o don Paoloche dir si voglia Deve essere un complice degli Associati a delinquere? Ha parlato in modo ragionevole, sensato e, mi pare sincero.Magari peccando di ingenuità..politica.E questo va a suo merito.Perchè la tragedia berlusconi da qualsiasi parte la si voglia guardare, buco della serratura, o peggio il resto, è stata, è e sarà cosa ben diversa dalla Questione Morale.E’ solo oscena e non per pruderie ma
    per tutto, niente escluso.E allora Resistiamo, ma dialogando.Non mettiamo bavagli a nessuno noi persone rispettose,neanche a don Paolo.Un saluto.MARLENE



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