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	Commenti a: BERSANI E LA &#8220;QUESTIONE&#8221; OMOSESSUALE	</title>
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		<title>
		Di: mtello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/07/08/bersani-e-la-questione-omosessuale/#comment-115260</link>

		<dc:creator><![CDATA[mtello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 18:26:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; patente che la sinistra abbia perso e continui a perdere elettori per una mancanza di posizioni decise, ha ragione Pecoraro, la coppia di fatto ormai ha una struttura definita nella mente di gran parte degli italiani, e parlare di matrimonio gay non penso disturbi più nessuno, anzi, fa sorridere il fatto che non si capisca la fortuna dell&#039;assenza. La sinistra non ha più connotazioni di sinistra, e non se ne rende conto, la libertà e l&#039;impronta serena e libera della cultura sinistrorsa degli anni passati è rifiutata da parte  della sinistra attuale, soprattutto dai leader, che si arroccano su posizioni di concetto e puntano, non sull&#039;imprinting televisivo, bensì su voti di immagine: l&#039;artista o l&#039;intellettuale o il personaggio di spicco di varie classi e situazioni, l&#039;apice dell&#039;inutilità politica in una situazione confusa come la presente. E ridono pure dietro alla destra che tra televisioni e lavoro di strada (perché la lega non ha fatto altro che lavoro di strada, che, cari leader della sinistra non fa ridere, è faticoso ma produttivo) glie l&#039;ha messo in saccoccia bello grosso. E si accanisce su posizioni che gli tolgono pure voti connaturati ad una cultura che dovrebbe essere tipica e manifesta di questo partito.
un fraterno abbraccio a tutti i gay. 
un elettore in sciopero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; patente che la sinistra abbia perso e continui a perdere elettori per una mancanza di posizioni decise, ha ragione Pecoraro, la coppia di fatto ormai ha una struttura definita nella mente di gran parte degli italiani, e parlare di matrimonio gay non penso disturbi più nessuno, anzi, fa sorridere il fatto che non si capisca la fortuna dell&#8217;assenza. La sinistra non ha più connotazioni di sinistra, e non se ne rende conto, la libertà e l&#8217;impronta serena e libera della cultura sinistrorsa degli anni passati è rifiutata da parte  della sinistra attuale, soprattutto dai leader, che si arroccano su posizioni di concetto e puntano, non sull&#8217;imprinting televisivo, bensì su voti di immagine: l&#8217;artista o l&#8217;intellettuale o il personaggio di spicco di varie classi e situazioni, l&#8217;apice dell&#8217;inutilità politica in una situazione confusa come la presente. E ridono pure dietro alla destra che tra televisioni e lavoro di strada (perché la lega non ha fatto altro che lavoro di strada, che, cari leader della sinistra non fa ridere, è faticoso ma produttivo) glie l&#8217;ha messo in saccoccia bello grosso. E si accanisce su posizioni che gli tolgono pure voti connaturati ad una cultura che dovrebbe essere tipica e manifesta di questo partito.<br />
un fraterno abbraccio a tutti i gay.<br />
un elettore in sciopero.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/07/08/bersani-e-la-questione-omosessuale/#comment-115193</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 15:38:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse è persino superfluo ch&#039;io dica che sono assolutamente d&#039;accordo con Daneri e Satariano. La situazione italiana, quanto a riconoscimenti e - più in generale - a conoscenza è talmente arretrata... Oltre a Yes, we camp avremmo dovuto scrivere sulla collina: Italian Gay People Have No Rights At All.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse è persino superfluo ch&#8217;io dica che sono assolutamente d&#8217;accordo con Daneri e Satariano. La situazione italiana, quanto a riconoscimenti e &#8211; più in generale &#8211; a conoscenza è talmente arretrata&#8230; Oltre a Yes, we camp avremmo dovuto scrivere sulla collina: Italian Gay People Have No Rights At All.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/07/08/bersani-e-la-questione-omosessuale/#comment-115181</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 10:45:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buffoni scusi, non è una questione &#039;nominalistica&#039;, è una questione di comportamenti concreti e incivili di certe burokrazie. Su quelli bisogna intervenire, non sulle letterine della sigla.

Le appiccico il comunicato stampa di una associazione, così capiamo tutti. E&#039; solo un esempio.

ASSOCIAZIONE TRANS GENERE

13 Maggio 2009

Incontro tra il Presidente della Camera ed il movimento LGB


Il nostro non è un errore di battitura, abbiamo volutamente rimosso la lettera “T”(come transgender) dalla sigla LGBT, le motivazioni sono abbastanza chiare, per l’ennesima volta il movimento Trans italiano, non è stato invitato ad un appuntamento istituzionale. La nostra non vuole essere la solita polemica sul fatto che qualcuno debba parlare in nostra vece, ma sul fatto che non siamo stati neppure interpellati. Le associazioni trans ed il coordinamento nazionale hanno appreso di questo incontro per puro caso, dal comunicato stampa di ArciLesbica, dove spiegavano i motivi della loro assenza pur essendo invitate.

Noi purtroppo non abbiamo avuto questa opportunità e non possiamo che registrare una modalità di esclusione dal confronto istituzionale e non ne capiamo le ragioni.

Forse sarebbe meglio ribadire che il movimento Trans esige di autorappresentarsi e non di essere rappresentato da qualcun altro, se quest’incontro aveva lo scopo di portare all’attenzione del Presidente della camera solo le tematiche legate all’orientamento sessuale ci scusiamo fin da adesso( anche se molte persone Trans sono omosessuali!) ma nel caso le tematiche discusse fossero quelle dell’intero movimento LGBT, pretendiamo un chiarimento e delle scuse.

La nostra associazione ha, non soltanto nel proprio statuto, nel dna dei suoi componenti, la collaborazione, la condivisione e l’unità con l’intero movimento LGBT.

A pochi giorni dalla giornata internazionale contro l’omo/transfobia, dai gravissimi atti contro le persone Trans, dal suicidio di una nostra cara compagna per lo stigma sociale che subiva, non possiamo che indignarci per la mancata volontà di essere un reale movimento, unito e solidale. Purtroppo non bastano solo belle frasi per scrivere il libro dei nostri diritti, se l’una non è legata all’altra, saranno è rimarranno solo belle frasi ed il libro non vedrà mai la parola fine.

Fabianna Tozzi Daneri
presidente nazionale 

Regina Satariano
Vice-presidente nazionale

qui c&#039;è il sito
www.transgenere.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buffoni scusi, non è una questione &#8216;nominalistica&#8217;, è una questione di comportamenti concreti e incivili di certe burokrazie. Su quelli bisogna intervenire, non sulle letterine della sigla.</p>
<p>Le appiccico il comunicato stampa di una associazione, così capiamo tutti. E&#8217; solo un esempio.</p>
<p>ASSOCIAZIONE TRANS GENERE</p>
<p>13 Maggio 2009</p>
<p>Incontro tra il Presidente della Camera ed il movimento LGB</p>
<p>Il nostro non è un errore di battitura, abbiamo volutamente rimosso la lettera “T”(come transgender) dalla sigla LGBT, le motivazioni sono abbastanza chiare, per l’ennesima volta il movimento Trans italiano, non è stato invitato ad un appuntamento istituzionale. La nostra non vuole essere la solita polemica sul fatto che qualcuno debba parlare in nostra vece, ma sul fatto che non siamo stati neppure interpellati. Le associazioni trans ed il coordinamento nazionale hanno appreso di questo incontro per puro caso, dal comunicato stampa di ArciLesbica, dove spiegavano i motivi della loro assenza pur essendo invitate.</p>
<p>Noi purtroppo non abbiamo avuto questa opportunità e non possiamo che registrare una modalità di esclusione dal confronto istituzionale e non ne capiamo le ragioni.</p>
<p>Forse sarebbe meglio ribadire che il movimento Trans esige di autorappresentarsi e non di essere rappresentato da qualcun altro, se quest’incontro aveva lo scopo di portare all’attenzione del Presidente della camera solo le tematiche legate all’orientamento sessuale ci scusiamo fin da adesso( anche se molte persone Trans sono omosessuali!) ma nel caso le tematiche discusse fossero quelle dell’intero movimento LGBT, pretendiamo un chiarimento e delle scuse.</p>
<p>La nostra associazione ha, non soltanto nel proprio statuto, nel dna dei suoi componenti, la collaborazione, la condivisione e l’unità con l’intero movimento LGBT.</p>
<p>A pochi giorni dalla giornata internazionale contro l’omo/transfobia, dai gravissimi atti contro le persone Trans, dal suicidio di una nostra cara compagna per lo stigma sociale che subiva, non possiamo che indignarci per la mancata volontà di essere un reale movimento, unito e solidale. Purtroppo non bastano solo belle frasi per scrivere il libro dei nostri diritti, se l’una non è legata all’altra, saranno è rimarranno solo belle frasi ed il libro non vedrà mai la parola fine.</p>
<p>Fabianna Tozzi Daneri<br />
presidente nazionale </p>
<p>Regina Satariano<br />
Vice-presidente nazionale</p>
<p>qui c&#8217;è il sito<br />
<a href="http://www.transgenere.it" rel="nofollow ugc">http://www.transgenere.it</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/07/08/bersani-e-la-questione-omosessuale/#comment-115175</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 08:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Proprio perché nessuna sigla riuscirà mai a &quot;coprire&quot; integralmente una realtà tanto complessa, la mia proposta è di seguire l&#039;esempio inglese adottando l&#039;espressione Gay Community.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio perché nessuna sigla riuscirà mai a &#8220;coprire&#8221; integralmente una realtà tanto complessa, la mia proposta è di seguire l&#8217;esempio inglese adottando l&#8217;espressione Gay Community.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/07/08/bersani-e-la-questione-omosessuale/#comment-115170</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 21:33:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarà un po&#039; confuso il ragazzo dopo la lettura del dialogo.
Sentirà la burokrazia di arcigay, ben lontana dalla civile comunità del film Le fate ignoranti, rivolgersi alle persona transessuali senza rispettare il sesso di elezione, che è una delle cose più umilianti che si possano fare.
Conoscerà persone transessuali, scoprendo con meraviglia che non sono &#039;inter&#039; un bel niente, dato che per loro si tratta soltanto di riassegnare il corpo al genere giusto, cioè quello psicologico. (Ma se sono spiritose, invece di incazzarsi risponderanno: meglio il milan).
Si stupirà di conoscere sia transessuali etero (cioè esattamente come quelle persone che si professano &#039;normali&#039;) che transessuali gay.

Chissà che tanta tempesta di stupore non regali un po&#039; di serenità al ragazzo.
E magari la voglia di costruire davvero una comunità glbt.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà un po&#8217; confuso il ragazzo dopo la lettura del dialogo.<br />
Sentirà la burokrazia di arcigay, ben lontana dalla civile comunità del film Le fate ignoranti, rivolgersi alle persona transessuali senza rispettare il sesso di elezione, che è una delle cose più umilianti che si possano fare.<br />
Conoscerà persone transessuali, scoprendo con meraviglia che non sono &#8216;inter&#8217; un bel niente, dato che per loro si tratta soltanto di riassegnare il corpo al genere giusto, cioè quello psicologico. (Ma se sono spiritose, invece di incazzarsi risponderanno: meglio il milan).<br />
Si stupirà di conoscere sia transessuali etero (cioè esattamente come quelle persone che si professano &#8216;normali&#8217;) che transessuali gay.</p>
<p>Chissà che tanta tempesta di stupore non regali un po&#8217; di serenità al ragazzo.<br />
E magari la voglia di costruire davvero una comunità glbt.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: AMA		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/07/08/bersani-e-la-questione-omosessuale/#comment-115166</link>

		<dc:creator><![CDATA[AMA]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 20:02:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per me l&#039;Italia non dovrebbe più essere nel G8. E se continuà così, uscirà dal club.  Merita di più la Spagna. Un paesaggio per molti chilometri disabitato. Non un’accozzaglia informe di paesotti, terra di ogni insulso particulare. A discapito dell’interesse pubblico generale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me l&#8217;Italia non dovrebbe più essere nel G8. E se continuà così, uscirà dal club.  Merita di più la Spagna. Un paesaggio per molti chilometri disabitato. Non un’accozzaglia informe di paesotti, terra di ogni insulso particulare. A discapito dell’interesse pubblico generale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: AMA		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/07/08/bersani-e-la-questione-omosessuale/#comment-115165</link>

		<dc:creator><![CDATA[AMA]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 19:43:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, anche io credo che la televisione resti un mondo parallelo. 
La maggioranza degli italiani accetterebbe tranquillamente una legge sulle coppie di fatto. Manca la volontà politica. E il peso degli attivisti LGBT (semplifichiamo, almeno oggi, solo oggi!) è scarso, se non inesistente. Poche figure neanche tanto carismatiche, alla ricerca di visibilità, e con scarso seguito civile. 
Gli omosessuali italiani vivono nella semi-clandestinità. Non sono portatori sani di diritti. Non hanno proprio coscienza di poterli avere. Certi diritti. Quindi neanche li chiederebbero. Come tutti sono vittime di un familismo che li disinnesca. Il loro qualunquismo e la loro inettitudine poi castra ogni forma di associazionismo. Ma questo è un problema di tutti gli italiani. Credo. 
Detto questo, una legge sulle coppie di fatto avvicinerebbe forse l’Italia agli standard europei. Potrebbe essere un’azione di governo che non si piega alle dinamiche clientelari del voto di scambio, gestito dalle mafie e dalla Chiesa di Roma. Ma mi rendo anche conto che in Italia si arriverà tardissimo ad una legge sulla regolamentazione delle coppie di fatto. E sarà una leggina insulsa, frutto di mille compromessi, che risulterà solo offensiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, anche io credo che la televisione resti un mondo parallelo.<br />
La maggioranza degli italiani accetterebbe tranquillamente una legge sulle coppie di fatto. Manca la volontà politica. E il peso degli attivisti LGBT (semplifichiamo, almeno oggi, solo oggi!) è scarso, se non inesistente. Poche figure neanche tanto carismatiche, alla ricerca di visibilità, e con scarso seguito civile.<br />
Gli omosessuali italiani vivono nella semi-clandestinità. Non sono portatori sani di diritti. Non hanno proprio coscienza di poterli avere. Certi diritti. Quindi neanche li chiederebbero. Come tutti sono vittime di un familismo che li disinnesca. Il loro qualunquismo e la loro inettitudine poi castra ogni forma di associazionismo. Ma questo è un problema di tutti gli italiani. Credo.<br />
Detto questo, una legge sulle coppie di fatto avvicinerebbe forse l’Italia agli standard europei. Potrebbe essere un’azione di governo che non si piega alle dinamiche clientelari del voto di scambio, gestito dalle mafie e dalla Chiesa di Roma. Ma mi rendo anche conto che in Italia si arriverà tardissimo ad una legge sulla regolamentazione delle coppie di fatto. E sarà una leggina insulsa, frutto di mille compromessi, che risulterà solo offensiva.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/07/08/bersani-e-la-questione-omosessuale/#comment-115159</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 15:54:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ buffoni

sul politicamente corretto, benché mi renda conto che è un modo per costringere la gente a prendere nuove abitudini mentali e forse civili (etiche mi sembra francamente troppo), non riesco a digerirlo.
E’ un corsetto, non una vera critica all’uso che facciamo delle parole e a quello che c’è dietro.
E’ una pratica che nasce bene, ma col tempo ha messo il pilota automatico e si può benissimo dire nero e dargli la caccia, si può dire gay e pestarlo.

Ma solo così, en passant, è un problema che non ho risolto.

@tash
quel territorio di cui parlo conta perché vota, ma sarebbe il meno.
Il potere non si esercita in modo visibile e lineare, o semplicemente gerarchico, è un polipo (ho messo un video di Foucault, da me, se ti interessa, lo metterei qui, ma non credo che i commenti lo prendano).
Il territorio guarda la televisione dove le ragazze hanno tutte la quarta misura siliconata di fuori e le chiappe al vento e la mattina dopo va alla festa del santo patrono. Non la vive come una contraddizione.
Si può essere pagani, come tu dici, e al tempo stesso andare in chiesa ogni domenica, del resto le feste del santo patrono sono spessissimo vecchie feste pagane ripittate.
Guarda l&#039;omosessuale alla televisione e non si scandalizza perché è confinato sullo schermo, ma se è omosessuale suo figlio son dolori.
Guarda la guerra alla televisione e vede il sangue e i morti e non prova nulla, perché la guerra è confinata sullo schermo.
Compra questo immaginario attraverso gli oggetti, ma al tempo stesso  resta arcaico.
Ma questa storia l&#039;ha già raccontata Siti.
La televisione non ha eliminato tutto il resto, è una potentissima realtà parallela, pervasiva, ma nei paesi restano anche le vecchie strutture mentali.
E poi Berlusconi  se facciamo bene i conti, non copre tutto l&#039;elettorato, togli l&#039;opposizione, togli la lega, togli alleanza nazionale, a lui personalmente resta un 30 %, checché ne dica, è che è riuscito a fare da catalizzatore.
Perciò il territorio è polverizzato e controllato e convive, piuttosto miracolosamente, con l&#039;immaginario televisivo.

C&#039;è caos, non linearità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ buffoni</p>
<p>sul politicamente corretto, benché mi renda conto che è un modo per costringere la gente a prendere nuove abitudini mentali e forse civili (etiche mi sembra francamente troppo), non riesco a digerirlo.<br />
E’ un corsetto, non una vera critica all’uso che facciamo delle parole e a quello che c’è dietro.<br />
E’ una pratica che nasce bene, ma col tempo ha messo il pilota automatico e si può benissimo dire nero e dargli la caccia, si può dire gay e pestarlo.</p>
<p>Ma solo così, en passant, è un problema che non ho risolto.</p>
<p>@tash<br />
quel territorio di cui parlo conta perché vota, ma sarebbe il meno.<br />
Il potere non si esercita in modo visibile e lineare, o semplicemente gerarchico, è un polipo (ho messo un video di Foucault, da me, se ti interessa, lo metterei qui, ma non credo che i commenti lo prendano).<br />
Il territorio guarda la televisione dove le ragazze hanno tutte la quarta misura siliconata di fuori e le chiappe al vento e la mattina dopo va alla festa del santo patrono. Non la vive come una contraddizione.<br />
Si può essere pagani, come tu dici, e al tempo stesso andare in chiesa ogni domenica, del resto le feste del santo patrono sono spessissimo vecchie feste pagane ripittate.<br />
Guarda l&#8217;omosessuale alla televisione e non si scandalizza perché è confinato sullo schermo, ma se è omosessuale suo figlio son dolori.<br />
Guarda la guerra alla televisione e vede il sangue e i morti e non prova nulla, perché la guerra è confinata sullo schermo.<br />
Compra questo immaginario attraverso gli oggetti, ma al tempo stesso  resta arcaico.<br />
Ma questa storia l&#8217;ha già raccontata Siti.<br />
La televisione non ha eliminato tutto il resto, è una potentissima realtà parallela, pervasiva, ma nei paesi restano anche le vecchie strutture mentali.<br />
E poi Berlusconi  se facciamo bene i conti, non copre tutto l&#8217;elettorato, togli l&#8217;opposizione, togli la lega, togli alleanza nazionale, a lui personalmente resta un 30 %, checché ne dica, è che è riuscito a fare da catalizzatore.<br />
Perciò il territorio è polverizzato e controllato e convive, piuttosto miracolosamente, con l&#8217;immaginario televisivo.</p>
<p>C&#8217;è caos, non linearità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/07/08/bersani-e-la-questione-omosessuale/#comment-115157</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 15:12:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=19106#comment-115157</guid>

					<description><![CDATA[no devine.
decine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>no devine.<br />
decine.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/07/08/bersani-e-la-questione-omosessuale/#comment-115156</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 14:59:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=19106#comment-115156</guid>

					<description><![CDATA[Riporto questo stralcio di dialogo dal mio ultimo libro ZAMEL edito da Marcos y Marcos:

Ti disprezzi al punto che non puoi tollerare l’idea di essere amato. Lo scopo primo della comunità lgbt è proprio questo...

Ma figurarsi! Comunità! Sciocchezze, dici sciocchezze. Hai la testa piena di teorie insulse e di  sigle ridicole...

Se è alla sigla lgbt che alludi, ti informo che vi sono due spinte contrapposte in Italia oggi. La prima tende ad aggiungere a lgbt anche Q e I, che stanno per Queer e Inter...

Inter?

In transito: da maschio a femmina e da femmina a maschio. La seconda invece vorrebbe che - come nel mondo anglosassone – si parlasse di gay community e basta, per indicare tutti coloro che si collocano al di fuori del sistema eteropatriarcale (inclusi molti dalle preferenze sessuali etero). Ma so bene che non è nominalistico il tuo problema e la smetto subito... Ma non smetto di ribadirti che occorre il riconoscimento pubblico, giuridico, della coppia omosessuale e per ottenere questi sacrosanti diritti occorrono molti coraggiosi coming out. Tu con tuo fratello e con tua sorella, per esempio, mi hai detto che non ne hai mai parlato. E’ molto indicativo.

Che bisogno c’è? Loro mi rispettano e io li rispetto. Di questa cosa non si parla.

Ecco l’errore. Come sempre il coming out più arduo da compiere è quello coi famigliari. Non farlo significa contribuire a perpetuare l’omertà, la dissimulazione, l’ipocrisia, le discriminazioni, gli “omocidi” consumati nella riservatezza. Il coraggio, la presa di coscienza politica della necessità del coming out vanno manifestati anzitutto in famiglia, poi a macchia d’olio si allargano all’intera società. Tornando a quel dato fondamentale: un cittadino su dieci è omosessuale; se non si parte ciascuno dai propri familiari, gli altri, tutti gli altri, continueranno a supporre che tutti si sia parte del 90 per cento cosiddetto etero o normale. Occorre che il costume cambi e che il dubbio esista sempre - anche in assenza di palesi dimostrazioni di effeminatezza o di lesbismo - che la persona che ti si presenta faccia parte del 10 per cento. E dunque il linguaggio di tutti si deve adeguare, divenendo politicamente corretto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto questo stralcio di dialogo dal mio ultimo libro ZAMEL edito da Marcos y Marcos:</p>
<p>Ti disprezzi al punto che non puoi tollerare l’idea di essere amato. Lo scopo primo della comunità lgbt è proprio questo&#8230;</p>
<p>Ma figurarsi! Comunità! Sciocchezze, dici sciocchezze. Hai la testa piena di teorie insulse e di  sigle ridicole&#8230;</p>
<p>Se è alla sigla lgbt che alludi, ti informo che vi sono due spinte contrapposte in Italia oggi. La prima tende ad aggiungere a lgbt anche Q e I, che stanno per Queer e Inter&#8230;</p>
<p>Inter?</p>
<p>In transito: da maschio a femmina e da femmina a maschio. La seconda invece vorrebbe che &#8211; come nel mondo anglosassone – si parlasse di gay community e basta, per indicare tutti coloro che si collocano al di fuori del sistema eteropatriarcale (inclusi molti dalle preferenze sessuali etero). Ma so bene che non è nominalistico il tuo problema e la smetto subito&#8230; Ma non smetto di ribadirti che occorre il riconoscimento pubblico, giuridico, della coppia omosessuale e per ottenere questi sacrosanti diritti occorrono molti coraggiosi coming out. Tu con tuo fratello e con tua sorella, per esempio, mi hai detto che non ne hai mai parlato. E’ molto indicativo.</p>
<p>Che bisogno c’è? Loro mi rispettano e io li rispetto. Di questa cosa non si parla.</p>
<p>Ecco l’errore. Come sempre il coming out più arduo da compiere è quello coi famigliari. Non farlo significa contribuire a perpetuare l’omertà, la dissimulazione, l’ipocrisia, le discriminazioni, gli “omocidi” consumati nella riservatezza. Il coraggio, la presa di coscienza politica della necessità del coming out vanno manifestati anzitutto in famiglia, poi a macchia d’olio si allargano all’intera società. Tornando a quel dato fondamentale: un cittadino su dieci è omosessuale; se non si parte ciascuno dai propri familiari, gli altri, tutti gli altri, continueranno a supporre che tutti si sia parte del 90 per cento cosiddetto etero o normale. Occorre che il costume cambi e che il dubbio esista sempre &#8211; anche in assenza di palesi dimostrazioni di effeminatezza o di lesbismo &#8211; che la persona che ti si presenta faccia parte del 10 per cento. E dunque il linguaggio di tutti si deve adeguare, divenendo politicamente corretto.</p>
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