PhenomeNoilogy – act II

12 luglio 2009
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6 Responses to PhenomeNoilogy – act II

  1. fem il 12 luglio 2009 alle 21:54

    splendido, comme toutes les fois :-))

  2. véronique vergé il 13 luglio 2009 alle 12:51

    Flâneries, effeffe è il poeta idealista della città,
    anima della flânerie, cogliere fiocchi di luce,
    salire da terre al cielo, unire elementi mai
    uniti. Le scale hanno merletto di fiori.
    Salire
    con niente nella tasca, il cielo con breccia,
    el il cuore di effeffe.

    Un’antenna capta le notizie del mondo
    di quelli che hanno,
    e silenzio per quelli che hanno niente
    nella tasca.
    Effeffe capta il mondo in movimento,
    acquatico, trasparente
    il vertigine, il rumore quasi silenzio
    dell’acqua di un “lavoir”.

    Ora sento il canto antico delle lavandaie
    del Vomero, e credo che è questo canto
    a cantare il lento amore,
    il sole puro del canto delle ragazze
    al lavaro, il core delle anime con mani
    in dolore di acqua fredda in inverno
    del calore, nebbia di piombo in estate,
    canto della tradizione,
    in un napoletano altro tempo
    poesia del canto che raggiunge altre
    canti dal parte del mondo.

    Grazie per la promenade,
    lo sguardo,
    la sensibilità…

    véronique

  3. effeffe il 13 luglio 2009 alle 13:07

    cara verò il canto delle lavandaie del vomero, nel PS interpretata da Roberto Murolo era un antico canto di rivolta. ti giro la nota:

    Altri titoli: Canzone delle lavandaie del vomero
    Interpreti: Nuova Compagnia di Canto Popolare (1972)

    Canto d’amore risalente al Duecento (secondo altri, al XIV secolo) divenuto canto di protesta contro la dominazione aragonese, in cui il fazzoletto (moccafora) assume il significato di terra.

  4. véronique vergé il 13 luglio 2009 alle 13:23

    Grazie a te, effeffe: sai che sono appassionata
    di cultura napoletana.
    Ho canzoni di tradizione napoletana a casa,
    vedro se si trova il canto.

  5. sparz il 13 luglio 2009 alle 16:12

    giusto per la precisione, è “moccadora” o “moccatora”, non “moccafora” (come nel tuo ultimo commento).
    Molto bello, effeffe, con quel leitmotiv del ferro merlettato…..

  6. francesco forlani il 13 luglio 2009 alle 16:29

    :-)
    effeffe
    la p di piazza era diventata K di kiazze
    di piove chiove
    più chiù
    e così quando si copiaincollette lo testo
    la t di moccatora divenette moccafora

    ettette



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