due passi (fare)

7 agosto 2009
Pubblicato da

Viola

Vendeva specchietti, lucciole e perline
(ma li vendeva lieve)
Lustrava reboanti panzane da lattante
(il desiderio onirico che vero fosse il magnifico)
Ruffiano, aduso a darlo via il sedere
(semplicemente quello era il suo mestiere)
Pensava di essere furbo
(come qualunque giocatore al gioco)
Grugno di similporco, neanche porco vero
(umano il tentativo di travestire il trivio)
Copiava diligente battute e frasi altrui
(mai avuto pretese di essere intelligente)
Cavava il suo buon senso dal noto
manuale del perfetto banale
(la cifra del felice)
Non mi ha mai amato
(l’unica, concreta, flagranza di reato).

tango-scarpe-uomo-copy

Pasquale

Voluta
la vita
come una volta;
e invece piantata
come un arco scosceso,
una vanga,
un’insegna stradale
verso la soglia;
dentro una buca
da risalire
pianto dopo pianto
fino alla balta del cielo.

Le ambigue risonanze dei pasti in piedi.

Poesie di Viola Amarelli e Pasquale Vitagliano

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19 Responses to due passi (fare)

  1. mario il 7 agosto 2009 alle 12:25

    una potenza della natura questi versi.
    averne di così forti: ogni giorno; per tante vite.
    :)

  2. pasquale vitagliano il 7 agosto 2009 alle 14:03

    Grazie FF per la musica.
    Viola,
    Come balli bene il tango (de Gardel)!

    PVita

  3. véronique vergé il 7 agosto 2009 alle 15:25

    Bellissimo,

    questo tango poetico,
    tra due poesie
    di leggera illusione
    rifletti
    specchietti
    due passi
    per salire
    sperare
    amare
    con la lumisosa
    seduzione
    di una scarpa
    dentro il cuore
    dell’amante
    o dentro le tenebre
    l’invisibile che gioca
    tra due corpi nella danza.

    L’immagine è un capolavoro.

    PS IL A ( di Viola) è forse troppo nacosto.

  4. filosofipercaso il 7 agosto 2009 alle 16:26

    m’è molto piaciuta l’ironica danza dell’Amarelli…. però, Viola, pensi che gran fortuna che fosse reo di tal reato, il peccato vero sarebbe stato esser l’*amore* d’un simil *glione!

    quanto alla poesia di Vitagliano devo dire che come sempre la trovo geniale, musicale e sottile, quindi ….

    applaudo entrambi.

    ***

    @effeffe … tacones lejanos? ;-)
    http://www.youtube.com/watch?v=tqJ9263FA-Y

    n.

  5. pasquale vitagliano il 7 agosto 2009 alle 17:26

    Struggente. Todos sobre nosotros. Viva la vida!

  6. franz krauspenhaar il 7 agosto 2009 alle 18:10

    tutto bello: le poesie e il disegno (o elaborazione grafica) di effeffe.

  7. carmine vitale il 7 agosto 2009 alle 18:26

    applausi a scena aperta
    bel post
    c.

  8. viola il 7 agosto 2009 alle 18:33

    In realtà questo tango è tutto merito di Pasquale, inaspettato discepolo di Gardel…grazie anche al coreografo e agli intervenuti..l’amor fou è un classico, prima o poi capita a tutti/e, V

  9. filosofipercaso il 7 agosto 2009 alle 18:36

    eh… lo so … lo so, ahimé.
    (per questo mi permisi..) ;-)

  10. effeffe il 7 agosto 2009 alle 23:27

    Viola forse mi confondi con don lurio :-)
    comunque vi annuncio prossima danza
    Maria Grazia Calandrone e Marco Giovenale
    effeffe

  11. viola il 8 agosto 2009 alle 05:05

    essere coreografo è uno dei miei 100 desideri per le prossime vite, nulla come la danza è energia e rigore..forse solo la poesia :-)

  12. sergio falcone il 9 agosto 2009 alle 01:49

    http://sergiofalcone.blogspot.com/2006/11/pasquale-viola-poesie.html

    Strana coincidenza. Pasquale e Viola.
    Io, Pasquale Viola l’ho conosciuto per davvero.
    E non so che fine abbia fatto.
    Con rammarico.

  13. pasquale vitagliano il 9 agosto 2009 alle 16:58

    Caro Sergio non ricordo dove ci siamo conosciuti (ma seguo il tuo hair-blog). Io sono sempre là dov’ero. Ma non ricordo dove e quando. Con rammarico (tutto mio).

  14. francesco forlani il 9 agosto 2009 alle 19:24

    no, pasquale sergio parla proprio di un poeta – un revoltè- che ha per nome i vostri nomi
    effeffe

  15. pasquale vitagliano il 10 agosto 2009 alle 12:19

    Ah, scusate il ritardo, allora. E dunque un saluto a Pasquale Viola.

  16. viola il 10 agosto 2009 alle 13:14

    testi di un dolore *radicale*…che sgomenta…e lascia impotenti..un saluto Sergio, V.

  17. Salvatore D'Angelo il 12 agosto 2009 alle 18:38

    Viola Amarelli e Pasquale Vitagliano. Come dire il buon gusto di furlèn all’ennesima potenza! What else!

  18. pasquale vitagliano il 13 agosto 2009 alle 17:05

    Grazie D’Angelo, troppo buono. Viola, sì, proprio “radicale”. Grazie a tutti per la vostra stima.
    PS: per Franz e FF, prossima proposta: piatti di poesia (nel senso di cibo).
    Buon Ferragosto. Soprattutto ai mancini.

  19. viola il 13 agosto 2009 alle 19:53

    Saldan -);



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