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	Commenti a: Morrissey: Psico-inchiesta sull&#8217;ultima rockstar	</title>
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		<title>
		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/25/morrissey-psico-inchiesta-sullultima-rockstar/#comment-118432</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 14:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ottimo testo, immagino pure ottimo libro. Lo dico da fan storico di Moz. Torno nella mia stanzetta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo testo, immagino pure ottimo libro. Lo dico da fan storico di Moz. Torno nella mia stanzetta.</p>
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		<title>
		Di: Gianluca Veltri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/25/morrissey-psico-inchiesta-sullultima-rockstar/#comment-118131</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Veltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 14:21:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Pietroprova, “quello stupido giocattolo che chiamiamo pop” è proprio quello che ho scritto: uno stupido giocattolo, con il quale ci si può incantatre - come del resto accade - per decenni. Un giochino da scomporre e ricomporre, aggiungendo e sottraendo per micro-variazioni, declinando lo spirito del tempo, la moda, gli umori generazionali.
Resta il fatto che la definizione che ti ha colpito, a mio avviso assai felice, ahimé non è mia ma è mutuata da Simpson. Un saluto a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Pietroprova, “quello stupido giocattolo che chiamiamo pop” è proprio quello che ho scritto: uno stupido giocattolo, con il quale ci si può incantatre &#8211; come del resto accade &#8211; per decenni. Un giochino da scomporre e ricomporre, aggiungendo e sottraendo per micro-variazioni, declinando lo spirito del tempo, la moda, gli umori generazionali.<br />
Resta il fatto che la definizione che ti ha colpito, a mio avviso assai felice, ahimé non è mia ma è mutuata da Simpson. Un saluto a tutti.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: cristiano prakash		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/25/morrissey-psico-inchiesta-sullultima-rockstar/#comment-118110</link>

		<dc:creator><![CDATA[cristiano prakash]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 12:30:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per me gli Smiths sono un fenomeno irripetibile, unico. amo da quegli anni il gruppo, e ho continuato a farlo anche con la carriera solista del nostro ( tra alti e bassi). insieme ai REM e a Stipe, sono stati la musica inglese e americana a partire da quegli anni.
detto ciò, so perfettamente di esprimere il mio gusto; so che quel che ero e sono mi hanno fatto incontrare gli smiths, così come so che ciascuno di noi incontra e si fonde con qualcun altro: che sia un cantante piuttosto che qualsiasi altro artista, cambia poco. l&#039;importante è fare l&#039;incontro, lasciarsi andare alla fusione, sentire quell&#039;affinità che non ha spiegazioni logiche, ma piuttosto chimiche  e fisiche.
l&#039;articolo risente di un certo &quot;slang adolescenziale&quot;, di quelli da rivista rock ( ricordo recensioni su Silvyan, tanto per citarne uno, che mi facevano rabbrividire), ma è vero che, parlando di musica, le parole faticano a &quot;suonare&quot; e c&#039;è bisogno di enfasi.
il tutto detto da uno che ha passato i quaranta da un pò.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per me gli Smiths sono un fenomeno irripetibile, unico. amo da quegli anni il gruppo, e ho continuato a farlo anche con la carriera solista del nostro ( tra alti e bassi). insieme ai REM e a Stipe, sono stati la musica inglese e americana a partire da quegli anni.<br />
detto ciò, so perfettamente di esprimere il mio gusto; so che quel che ero e sono mi hanno fatto incontrare gli smiths, così come so che ciascuno di noi incontra e si fonde con qualcun altro: che sia un cantante piuttosto che qualsiasi altro artista, cambia poco. l&#8217;importante è fare l&#8217;incontro, lasciarsi andare alla fusione, sentire quell&#8217;affinità che non ha spiegazioni logiche, ma piuttosto chimiche  e fisiche.<br />
l&#8217;articolo risente di un certo &#8220;slang adolescenziale&#8221;, di quelli da rivista rock ( ricordo recensioni su Silvyan, tanto per citarne uno, che mi facevano rabbrividire), ma è vero che, parlando di musica, le parole faticano a &#8220;suonare&#8221; e c&#8217;è bisogno di enfasi.<br />
il tutto detto da uno che ha passato i quaranta da un pò.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Agostino Cornali		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/25/morrissey-psico-inchiesta-sullultima-rockstar/#comment-118100</link>

		<dc:creator><![CDATA[Agostino Cornali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 11:24:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ galbiati: condivido in gran parte la sua analisi, anche perchè penso che la discussione sia nata da un equivoco di fondo: io non definirei mai gli Smiths un gruppo Rock, nè tantomeno chiamerei mai Morrisey &quot;l&#039;ultima rockstar&quot;. Gli Smiths han fatto del pop, pop con la P maiuscola, la cui &quot;magia&quot;, come viene scritto abbastanza efficacemente nel nel post qui sopra &quot;sta tutta nell’equilibrio narcotico tra felicità e tristezza, speranza e disperazione&quot;. Springsteen invece ha fatto rock, rock duro come dice lei, anzi &quot;tutto molto diretto, serio, crudo, molto puro&quot;,e forse è proprio questo che non mi piace, ma qui si tratta di gusti personali, è inutile comparare due artisti appartenenti a due generi tanto diversi. Dico solo che la &quot;purezza&quot; di Springsteen ha fatto sì che egli sia sempre stato, a mio modesto parere, un personaggio meno complesso di Morrissey, meno ambiguo, più &quot;semplice&quot;, senza che questo sia per forza una caratteristica negativa e senza nulla togliere alla qualità di certi suoi testi (nell&#039;iPod ho da tempo &quot;The ghost of Tom Joad&quot;, mai osannato dalla critica ma secondo me molto valido).
Detto questo, mi perdonerà un dettaglio autobiografico: Springsteen è sempre stato l&#039;idolo di mio padre, che mi portò anche a un suo concerto, perciò non escludo che un pizzico di conflitto generazionale abbia influenzato i miei gusti.
Concludo citando un verso ironico e un po&#039; provocatorio della canzone &quot;Zero&quot; dei Bluvertigo, che alle atmosfere degli anni &#039;80 son sempre stati molto legati:

&quot;Ti piace Springsteen? Ok, non c&#039;è problema...&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ galbiati: condivido in gran parte la sua analisi, anche perchè penso che la discussione sia nata da un equivoco di fondo: io non definirei mai gli Smiths un gruppo Rock, nè tantomeno chiamerei mai Morrisey &#8220;l&#8217;ultima rockstar&#8221;. Gli Smiths han fatto del pop, pop con la P maiuscola, la cui &#8220;magia&#8221;, come viene scritto abbastanza efficacemente nel nel post qui sopra &#8220;sta tutta nell’equilibrio narcotico tra felicità e tristezza, speranza e disperazione&#8221;. Springsteen invece ha fatto rock, rock duro come dice lei, anzi &#8220;tutto molto diretto, serio, crudo, molto puro&#8221;,e forse è proprio questo che non mi piace, ma qui si tratta di gusti personali, è inutile comparare due artisti appartenenti a due generi tanto diversi. Dico solo che la &#8220;purezza&#8221; di Springsteen ha fatto sì che egli sia sempre stato, a mio modesto parere, un personaggio meno complesso di Morrissey, meno ambiguo, più &#8220;semplice&#8221;, senza che questo sia per forza una caratteristica negativa e senza nulla togliere alla qualità di certi suoi testi (nell&#8217;iPod ho da tempo &#8220;The ghost of Tom Joad&#8221;, mai osannato dalla critica ma secondo me molto valido).<br />
Detto questo, mi perdonerà un dettaglio autobiografico: Springsteen è sempre stato l&#8217;idolo di mio padre, che mi portò anche a un suo concerto, perciò non escludo che un pizzico di conflitto generazionale abbia influenzato i miei gusti.<br />
Concludo citando un verso ironico e un po&#8217; provocatorio della canzone &#8220;Zero&#8221; dei Bluvertigo, che alle atmosfere degli anni &#8217;80 son sempre stati molto legati:</p>
<p>&#8220;Ti piace Springsteen? Ok, non c&#8217;è problema&#8230;&#8221;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/25/morrissey-psico-inchiesta-sullultima-rockstar/#comment-118093</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 10:40:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Cornali
&quot;Morrissey, un personaggio a mio parere molto più complesso e interessante di tanti altri che quel decennio ha partorito, Springsteen compreso.&quot;

A parte il fatto che Springsteen è stato &quot;partorito&quot; nei &#039;70, non negli &#039;80, mi limito a rimarcare l&#039;unicità di Springsteen come ultimo eroe rock: di fronte a gruppi eighties caratterizzati, prendiamo per buono quel che scrivi, dall&#039;essere &quot;decadenti, estetizzanti, incazzati con il mondo ma intellettualistici, sfigati in amore ma sempre (auto)ironici&quot; come gli Smiths, Springsteen non è stato nulla di tutto ciò.
In un decennio pieno di suoni estetizzanti, sintetici e facili (gli Smiths erano immuni dal sintetico) Springsteen ha esordito con la pubblicazione di un demo acustico mal registrato (l&#039;album Nebraska) e desolante per il testo; ha poi versato il suo obolo al suono sinth con Born in The USA, un inno ambiguo perchè pompato musicalmente, ma con questo incipit:

&quot;Born down in a dead men&#039;s town 
The first kick I took was when I hit the ground
End up like a dog that&#039;s been beat too much
Till you spend half your life just covering up
Born in the USA
I was Born in the USA&quot;

che la dice lunga sulla presunta semplicità di Springsteen sia come artista sia come compositore di testi (e musica, per altre ragioni), e soprattutto mette in luce un impegno sociale e politico che precede le varie critiche al Vietnam (Platoon, Full Metal jacket), al reaganismo, e i vari &quot;Aid&quot;.
Niente di intellettualistico, di sfigato o ironico, di estetizzante o decadente, con Springsteen, tutto molto diretto, serio, crudo, molto puro (nel senso di privo di narcisismo), compreso il terzo album degli Ottanta, Tunnel of Love, riflessione intimistica sull&#039;amore.
Ecco perché, a mio parere, quando si parla di eroe del rock, Springsteen ne è l&#039;ultima incarnazione: nella tradizione più pura del termine - tutto il contrario di un Lou Reed, che forse ne è l&#039;ultima rockstar nella concezione più decadente.
Springsteen lo paragonerei a Clint Eastwood per il cinema, se non fosse che il primo è democratico e progressista, con una grande complessità di visione, e il secondo è stato fino a una decina di anni fa, repubblicano e superconservatore, pur con una visione non semplicistica, che negli ultimi tempi è diventata così predominante da farlo avvicinare a posizioni progressiste, per certi ambiti. Ma a parte la loro visione politica, sono entrambi dei semplici che in verità sono molto più complessi di quel che appaiono, sono grezzi ma per certi versi raffinati (il jazz per Eastwood), sono molto &quot;bianchi&quot; eppure si sono contaminati eccome con la cultura nera, spagnola, italiana (Springsteen è più ibrido di Clint, essendo italo-irlandese), sono dei classici, gli ultimi classici del loro genere, dei tradizionalisti che hanno il pregio di offrire una sintesi della loro tradizione molto fruibile in quanto facilmente riconoscibile e apparentemente semplice, ma che è al contempo complessa, composita e unica.

Detto questo, a me gli Smiths piacciono, e anche certi lavori di Morrissey.
E accanto agli Smiths, come gruppo pop eighties inglese migliore metto gli Housemartins: due album originali splendidi e un terzo di raccolta altrettanto splendido. Meno estetizzanti, meno decadenti, meno &quot;fini&quot; degli Smiths ma più rock and roll, più &quot;puri&quot;, e con grande ironia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Cornali<br />
&#8220;Morrissey, un personaggio a mio parere molto più complesso e interessante di tanti altri che quel decennio ha partorito, Springsteen compreso.&#8221;</p>
<p>A parte il fatto che Springsteen è stato &#8220;partorito&#8221; nei &#8217;70, non negli &#8217;80, mi limito a rimarcare l&#8217;unicità di Springsteen come ultimo eroe rock: di fronte a gruppi eighties caratterizzati, prendiamo per buono quel che scrivi, dall&#8217;essere &#8220;decadenti, estetizzanti, incazzati con il mondo ma intellettualistici, sfigati in amore ma sempre (auto)ironici&#8221; come gli Smiths, Springsteen non è stato nulla di tutto ciò.<br />
In un decennio pieno di suoni estetizzanti, sintetici e facili (gli Smiths erano immuni dal sintetico) Springsteen ha esordito con la pubblicazione di un demo acustico mal registrato (l&#8217;album Nebraska) e desolante per il testo; ha poi versato il suo obolo al suono sinth con Born in The USA, un inno ambiguo perchè pompato musicalmente, ma con questo incipit:</p>
<p>&#8220;Born down in a dead men&#8217;s town<br />
The first kick I took was when I hit the ground<br />
End up like a dog that&#8217;s been beat too much<br />
Till you spend half your life just covering up<br />
Born in the USA<br />
I was Born in the USA&#8221;</p>
<p>che la dice lunga sulla presunta semplicità di Springsteen sia come artista sia come compositore di testi (e musica, per altre ragioni), e soprattutto mette in luce un impegno sociale e politico che precede le varie critiche al Vietnam (Platoon, Full Metal jacket), al reaganismo, e i vari &#8220;Aid&#8221;.<br />
Niente di intellettualistico, di sfigato o ironico, di estetizzante o decadente, con Springsteen, tutto molto diretto, serio, crudo, molto puro (nel senso di privo di narcisismo), compreso il terzo album degli Ottanta, Tunnel of Love, riflessione intimistica sull&#8217;amore.<br />
Ecco perché, a mio parere, quando si parla di eroe del rock, Springsteen ne è l&#8217;ultima incarnazione: nella tradizione più pura del termine &#8211; tutto il contrario di un Lou Reed, che forse ne è l&#8217;ultima rockstar nella concezione più decadente.<br />
Springsteen lo paragonerei a Clint Eastwood per il cinema, se non fosse che il primo è democratico e progressista, con una grande complessità di visione, e il secondo è stato fino a una decina di anni fa, repubblicano e superconservatore, pur con una visione non semplicistica, che negli ultimi tempi è diventata così predominante da farlo avvicinare a posizioni progressiste, per certi ambiti. Ma a parte la loro visione politica, sono entrambi dei semplici che in verità sono molto più complessi di quel che appaiono, sono grezzi ma per certi versi raffinati (il jazz per Eastwood), sono molto &#8220;bianchi&#8221; eppure si sono contaminati eccome con la cultura nera, spagnola, italiana (Springsteen è più ibrido di Clint, essendo italo-irlandese), sono dei classici, gli ultimi classici del loro genere, dei tradizionalisti che hanno il pregio di offrire una sintesi della loro tradizione molto fruibile in quanto facilmente riconoscibile e apparentemente semplice, ma che è al contempo complessa, composita e unica.</p>
<p>Detto questo, a me gli Smiths piacciono, e anche certi lavori di Morrissey.<br />
E accanto agli Smiths, come gruppo pop eighties inglese migliore metto gli Housemartins: due album originali splendidi e un terzo di raccolta altrettanto splendido. Meno estetizzanti, meno decadenti, meno &#8220;fini&#8221; degli Smiths ma più rock and roll, più &#8220;puri&#8221;, e con grande ironia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: elio grasso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/25/morrissey-psico-inchiesta-sullultima-rockstar/#comment-118085</link>

		<dc:creator><![CDATA[elio grasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 09:33:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[viva gli smiths e moz, sempre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>viva gli smiths e moz, sempre.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Agostino Cornali		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/25/morrissey-psico-inchiesta-sullultima-rockstar/#comment-118057</link>

		<dc:creator><![CDATA[Agostino Cornali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 17:09:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A parte il carattere personale di Morrissey, che forse qui è un aspetto non marginale, ma di certo secondario, gli Smiths hanno incarnato lo spirito degli anni &#039;80 (o meglio, la parte migliore di quello spirito) molto più di quanto hanno fatto le innumerevoli band nate in quel periodo: decadenti, estetizzanti, incazzati con il mondo ma intellettualistici, sfigati in amore ma sempre (auto)ironici. Quella non fu musica per ragazzini, fu la rappresentazione di un modo di stare al mondo condivisibile da ascoltatori di ogni età. Tutto ciò fu possibile grazie soprattutto a Morrissey, un personaggio a mio parere molto più complesso e interessante di tanti altri che quel decennio ha partorito, Springsteen compreso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A parte il carattere personale di Morrissey, che forse qui è un aspetto non marginale, ma di certo secondario, gli Smiths hanno incarnato lo spirito degli anni &#8217;80 (o meglio, la parte migliore di quello spirito) molto più di quanto hanno fatto le innumerevoli band nate in quel periodo: decadenti, estetizzanti, incazzati con il mondo ma intellettualistici, sfigati in amore ma sempre (auto)ironici. Quella non fu musica per ragazzini, fu la rappresentazione di un modo di stare al mondo condivisibile da ascoltatori di ogni età. Tutto ciò fu possibile grazie soprattutto a Morrissey, un personaggio a mio parere molto più complesso e interessante di tanti altri che quel decennio ha partorito, Springsteen compreso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Stilita		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/25/morrissey-psico-inchiesta-sullultima-rockstar/#comment-118007</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stilita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 09:15:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;encomio sarebbe giustificato anche solo per aver suggerito al genio di Derek Jarman le immagini per i video di The queen is dead, Panic, There is a Light That Never Goes Out e Ask.
http://www.youtube.com/watch?v=cf0XtRXKnmc]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;encomio sarebbe giustificato anche solo per aver suggerito al genio di Derek Jarman le immagini per i video di The queen is dead, Panic, There is a Light That Never Goes Out e Ask.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=cf0XtRXKnmc" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=cf0XtRXKnmc</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gherardo bortolotti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/25/morrissey-psico-inchiesta-sullultima-rockstar/#comment-118006</link>

		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 09:08:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi sembra che uno degli aspetti più interessanti di moz e degli smiths sia il fatto che hanno portato ad un pubblico relativamente più ampio tutta una serie di comportamenti e di temi (estetizzanti, kitsch, di maniera ma anche ironici e &quot;coscienti&quot;)  del filone dandy del cosiddetto post-punk e poi del twee pop.
ed è curioso, ma forse non assurdo (vista la snobberie di morrisey), il fatto, per esempio, che non ci sia traccia smithsiana in &quot;24 hours party people&quot;, il divertente film sulla scena di manchester e sulla figura di tony wilson.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi sembra che uno degli aspetti più interessanti di moz e degli smiths sia il fatto che hanno portato ad un pubblico relativamente più ampio tutta una serie di comportamenti e di temi (estetizzanti, kitsch, di maniera ma anche ironici e &#8220;coscienti&#8221;)  del filone dandy del cosiddetto post-punk e poi del twee pop.<br />
ed è curioso, ma forse non assurdo (vista la snobberie di morrisey), il fatto, per esempio, che non ci sia traccia smithsiana in &#8220;24 hours party people&#8221;, il divertente film sulla scena di manchester e sulla figura di tony wilson.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: PIETROPROVA		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/25/morrissey-psico-inchiesta-sullultima-rockstar/#comment-118000</link>

		<dc:creator><![CDATA[PIETROPROVA]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 08:19:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;nacque una di quelle alchimie che realizzano, al suo meglio, quello stupido giocattolo che chiamiamo pop. Qualcosa che, nella sua forma più riuscita, è una specie di meravigliosa malinconia masturbatoria, un sublime piangersi addosso. Ma che è anche come andare in bici coi piedi sollevati dai pedali. La magia del pop sta tutta nell’equilibrio narcotico tra felicità e tristezza, speranza e disperazione.&quot;

Ammetto di non comprendere il significato di queste frasi, e i riferimenti (cos&#039;è &quot;quello stupido giocattolo che chiamiamo pop&quot; per chi scrive?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;nacque una di quelle alchimie che realizzano, al suo meglio, quello stupido giocattolo che chiamiamo pop. Qualcosa che, nella sua forma più riuscita, è una specie di meravigliosa malinconia masturbatoria, un sublime piangersi addosso. Ma che è anche come andare in bici coi piedi sollevati dai pedali. La magia del pop sta tutta nell’equilibrio narcotico tra felicità e tristezza, speranza e disperazione.&#8221;</p>
<p>Ammetto di non comprendere il significato di queste frasi, e i riferimenti (cos&#8217;è &#8220;quello stupido giocattolo che chiamiamo pop&#8221; per chi scrive?)</p>
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			</item>
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