Mese: agosto 2009

due passi ( fare )

Francesca & Franz

I
Siamo nella nevrosi abbandonati
a noi stessi, stelle sverse, già perse
senza più luce noi due disgraziati.
II
Abbandonati a nevrosi perverse
sole nero tu, luna senza luce
io, adombrata da terre emerse.
III
Io, a metà della notte che cuce
secondi, le ore maltolte al giorno
le speranze che la veglia riduce
IV
in distanze, per andata e ritorno
di luce e ombra, di chiaro e di scuro
da cui io fuggo e per sempre ritorno
V
al destino, che a volte è il pane duro
di una mensa di grigio quotidiano
che a volte si è imbandita al sole puro.… Leggi il resto »

due passi (fare)

Anna Maria

poesia per un lorenzo
anche stanotte il cielo ci ha tradito
delle stelle promesse neanche una
soltanto una lampara disattenta
e un semaforo giallo permanente
questo è il nostro paesaggio
o meglio era
nel perchè dalle sedie addormentate
guarda è l’azzurro sotto la cabina
e il gabbiano di tutti i mezzogiorno
in pausa pranzo e arriva la controra.… Leggi il resto »

MANCINI

di Stefania Parmeggiani

Il 13 agosto è la giornata internazionale del mancinismo.
Quest’anno l’esclamazione che accompagna la ricorrenza è scontata: “Yes we can”. A dettarla il presidente americano Barack Obama che prima di conquistare la Casa Bianca conquistò gli elettori “sinistri”.… Leggi il resto »

due passi (fare)

Mariasole

funebre
I raccoglitori di fiori
si atteggiano
all’alba dei vecchi
con carri mascherati,
e cavità
poco profonde.
Celeri messaggeri
dei semi
e delle donne,
ridono
discutono all’infinito
sull’esistenza
dell’acqua.

E il cielo in ombra
e il tempo stretto
e la vertigine
non hanno tempo
per aspettare il peggio.… Leggi il resto »

Periscoop

di Giovanni Campi

plotone d’esecuzione

“Mon dieu! Ô mon dieu!” – disse il Signore.
La vita del signore era stata costellata da una serie di avvenimenti a dir poco sconcertanti, l’ultimo dei quali era appunto di trovarsi, tradito da uno, e ancor di più da tutti coloro non l’avevan creduto, dinnanzi dinnanzi ad una platea fatta di persone pronte a tutto sì ma non al perdono.… Leggi il resto »

Catalunya #3

di Antonio Sparzani

Sant Michel de Cuixa

Non riesco a guardare Barcellona senza che gli occhi della memoria vadano per conto loro in giro per il mondo dietro alle fantasie nuove e anche vecchie che questa città mi suggerisce anche con un solo accenno una sfumatura un guizzo la prima volta a Cuixa che si pronuncia cushà tutto sembrava strano una sola cosa mi era chiara e cioè che quei monaci benedettini facevano una strada che da qualche altra parte stavo percorrendo anch’io che stavo allora uscendo dal mondo cattolico nella babele del dissenso prima leggero e poi come quando una crepa si allarga ed è inevitabile che tutto passi e magari anche il bambino con l’acqua sporca e forse così deve essere la prima fase di queste rotture che se non sono complete non si compiono davvero è solo in seguito che si riaggiustano un po’ i confini e si riprendono le dimensioni realistiche ma qualcosa è saltato per sempre come dev’essere e in Italia c’erano stati l’Isolotto e il Vandalino per quelli che ricordano ancora questi nomi che riemergono subito dal magazzino delle memorie del bello e del vivo degli anni settanta

Cuixa sta sui monti dietro Prada che in francese sarebbe Prades la capitale del Conflent una regione bellissima dei Pirenei Orientali Catalogna del Nord naturalmente tanto belli sono i luoghi e il chiostro del monastero romanico che stava lì che gli americani del nord tanti anni fa se lo sono venuti a prendere… Leggi il resto »

L’ora di religione cattolica

di Antonia Sani

Con sentenza n. 7076 del 17 luglio 2009 il Tar del Lazio ha accolto due ricorsi proposti per l’annullamento delle Ordinanze ministeriali emanate dall’allora Ministro P. I. Fioroni per gli esami di Stato del 2007 e 2008 che prevedevano la valutazione della frequenza dell’insegnamento della religione cattolica ai fini della determinazione del credito scolastico, e la partecipazione “a pieno titolo” agli scrutini da parte degli insegnanti di religione cattolica.… Leggi il resto »

due passi (fare)

Bianca

(Per le spose suicide di Kabul)
Siamo gli oscuri fiori affilati cresciuti all’ombra delle chiesefabbriche di bambole, piedi nudi su strade scoscese.

Ascolta le nostre preghiere nell’ora in cui il tuo nome è invocato,
concedici oggi di morire a Kabul, città di poeti e di vergini suicide
polvere tra le macerie del mondo, ceneri in un letto di sale.… Leggi il resto »

Ecosistemi

di Gianluca D’Andrea

Imbrattamento

Sporcare per dare un ordine al caos
è già paradosso, sgorgare per dare
senso a una vita in comune
non è un dilemma. Sul versante
della dissacrazione l’azione non è riuscita,
più sobria sarebbe la candida
espressione del tutto si muove come l’autore
vuole o toccare altri tasti, da questo
(«questo» all’infinito) l’errore.… Leggi il resto »

Catalunya #2

di Antonio Sparzani

Montpellier - gare Saint Roch

Già quando sali in treno a Montpellier sul Talgo che va dritto a Barcellona cominci a sentire l’odore di questa città mi ricordo che lo sentivo già quando nei ruggenti settanta andavo a Cuixà appostata nei Pirenei appena si arrivava nella foresteria del monastero di quegli antifranchisti benedettini fuori linea estroflessi da Montserrat si sentiva l’odore caratteristico dei barcellonesi che affollavano l’estate di quella Catalunya “compresa nel territorio dello stato francese” così bisogna dire è un odore buono dev’essere il sapone che usano i giovani e le giovani ormai lo distinguo a distanza il Talgo ne è impregnato è un treno speciale che riesce ad allargare la distanza tra le sue ruote in automatico e ad entrare così senza cambiare in Spagna dove il ferrocarril viaggia con uno scartamento più largo che da noi come in Russia del resto idea di Franco l’orrido generalísimo sembra per impedire facili invasioni via binari di tutto il paese che sarebbe stato bello invece cacciare lui e la sua banda di delinquenti non parliamo delle lotte e degli ammazzamenti di allora all’interno della sinistra repubblicana comintern contro anarchici no per carità no… Leggi il resto »

sartorius

di Massimo Bonifazio

che mi arrivi con crepitii di radio a galena: la sua voce,
dal fondo di depositi calcarei, tufi, che giustifica a fatica
il suo ritorno qui; come se fosse più facile,
esaurita la spinta dell’ossigeno, trasformato
quel poco di carbonio e scissa ogni sua cellula
in elementi estranei, corpi; come se fosse più facile,
così: esplorare, prendere visione.… Leggi il resto »

Istruzioni per l’uso di miracoli e tamburi


di Giuseppe Rizzo

Scongiuravamo la neve per tre motivi: casa nostra sarebbe crollata, mamma sarebbe morta, papà l’avrebbe ammazzata. Era lei che desiderava la neve. Nelle baracche di Fondo Picone, al fiume Oreto, tutti sognavamo un tetto da quando Gesù aveva inventato le case popolari e il sindaco di Palermo le aveva distribuite come ostie.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Maria Grazia

Come sono sfacciate le rose come sono belle come sono
una efferata moltitudine le rose
ai confini del regno e sotto gli archi
dei paradisi le semprevive
rose – e diseguali
al cuore
disregnato perché
il cuore beve i fondi minerali
della pioggia e gli umori
beve
fino al bagliore della coppa – usura
con interesse altissimo il dolore
fino al lampo segreto
di chi non muore
più: l’immortale
viene nero e segreto come la rosa
dischiusa dai lamenti con la sua bocca
spoglia – slargato
fiore da giardino
con sedili di pietra e scolatoi
rosso e screanzato
fulcro
che disgiungi anche il sole
fermo sulle discariche e sui letti
al mattino, quando siamo più aperti e più chiari e
non crediamo alla morte ma ai colibrì
che tengono in vita le foreste
non crediamo alle docili evidenze ma alle inezie
a parole che sciamano nell’invisibile
destinate
a far splendere il cuore come un bagliore
d’oro nel petto di catrame degli scomparsi e in quello
splende l’oro maiuscolo del mondo – in quello
l’ovunque – in quello
il persempre, la promessa di tutte le rose
e il silenzio caduto poi dalle rose, il silenzio
di nessuno – solo
più amore, solo più rose, mia
deposizione, mia
rosa
immortale.… Leggi il resto »

Fabrica di Fabio Franzin

[a cura di Franz Krauspenhaar]

"Fabbrica" di Arch. Giovanni Greppi

Fabrica (Atelier, pagg.96, euro 10,00) di Fabio Franzin, nato a Milano nel ’63 da genitori veneti, è una specie di bomba; un ordigno che preme dal cuore e dallo stomaco del poeta e che deflagra sulla pagina, narrandoci una storia, la propria, che è quella del duro quotidiano degli operai di oggi.… Leggi il resto »

Napoli’s Trivial

di
Francesco Forlani

Se cerchi il silenzio te ne vai in campagna. Le città parlano. Sussurrano, gridano, fin dalle prime luci dell’alba. Anzi, pare che suonino. Ogni città ha lo stile inconfondibile di un vecchio musicista jazz, di una leggenda venuta da altrove – certamente una città, New Orleans, Parigi, Londra, Bruxelles- e sbarcata dovunque ci fosse la vita.… Leggi il resto »

Il convito [Eracle #4]


di Ginevra Bompiani

In realtà non era venuto lì per banchettare. Doveva occuparsi del cinghiale; ma traversando la terra dei centauri si era fermato con loro, vinto dall’ospitalità. Gli avevano cotto le carni, che di solito mangiavano crude. Avevano conversato con lui, e messo a tacere la metà animale: per una volta che potevano trattarsi da uomini.… Leggi il resto »

le rire 1°: La vita del filosofo Kant

©,\\’ Orsola Puecher

Joseph Haydn [ 1732 – 1809 ]
dalla Sinfonia n. 101 in re maggiore
Hob. I: 101 “L’orologio”

 
   di Cesare Zavattini
 
   Quando a mezzogiorno preciso Kant usciva a prendere una boccata d’aria, i cittadini di Koenisberg regolavano gli orologi: Invece del colpo di cannone a Koenisberg c’era il critico della ragion pura. I forestieri, visitando Koenisberg non mancavano mai di assistere alla tradizionale uscita di Kant. Appena Kant socchiudeva l’uscio, i presenti applaudivano calorosamente: Kant, astratto e solitario, con un libro sotto il braccio, lento lento si avviava verso la circonvallazione.

Piazza Fuga

di Peppe Fiore

Quando facevamo il liceo nessuno di noi s’azzardava a parlare di rivoluzione, avevamo tutti cose più importanti da fare. Eravamo un gruppetto di sei o sette persone che si erano trovate insieme più che per affinità per una certa strana congruenza a incastro delle reciproche storture caratteriali.… Leggi il resto »

Fatima e il Brembo

di Helena Janeczek

Aveva ventisette anni e il suo corpo è affiorato ieri sera dal fiume Brembo. È stata riconosciuta dal fratello che aveva denunciato la sua scomparsa. Mohamed poteva permettersi un comportamento secondo logica e legge, perché a differenza di Fatima, clandestina, lui, ventidue anni, era un extracomunitario regolare.… Leggi il resto »

Victor Baruch, La poetessa diffamata

Intervista di Angelo Petrelli a Fabrizio Lelli.
La poetessa diffamata di Victor Baruch, Besa 2009.

Tradotto in italiano da Alexandrina Djeneva, La poetessa diffamata di Victor Baruch è stato recentemente pubblicato dalla casa editrice Besa. Il romanzo, ambientato nella quiete solenne del Monastero di Latrun, presso Gerusalemme, è la storia di uno scrittore ebreo bulgaro che s’interroga sulle questioni fondamentali dell’esistenza.… Leggi il resto »