E ora querelateci tutti

3 settembre 2009
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di Nazione Indiana

Nazione Indiana invita a leggere l’articolo di Silvia Ballestra oggetto di denuncia per diffamazione da parte dell’attuale Presidente del Consiglio ed esprime solidarietà a lei e a tutte le giornaliste coinvolte.

Da ieri anche L’Unità è stata querelata dal Presidente del Consiglio con la richiesta di un risarcimento danni per due milioni di euro. Inoltre Silvio Berlusconi invoca la condanna a una pena pecuniaria di duecentomila euro per il direttore Concita De Gregorio, le giornaliste Natalia Lombardo e Federica Fantozzi, l’opinionista Maria Novella Oppo e la narratrice Silvia Ballestra.


Non sappiamo se sia un’amara ironia del caso o qualcosa di meno imponderabile la circostanza che tutte le persone citate individualmente siano donne. Di fatto L’Unità oggi non è solo il giornale fondato da Antonio Gramsci, ma anche l’unico quotidiano in Italia ad avere un direttore donna. È pertanto difficile non cogliere qualcosa di sinistramente emblematico nel fatto che a finire nel mirino di Silvio Berlusconi sono tutte donne, nel momento in cui esse informano o esprimono opinioni in larga misura riguardanti le sue frequentazioni femminili.

Sul loro capo pende una causa civile da duecentomila euro. Causa civile, tra l’altro, perché i tempi sono più lunghi, il giudice non dovrà accertare se esista un dolo effettivo ma solo appurare che vi sia colpa e, soprattutto, perché in caso di vittoria la richiesta di denaro sarebbe immediatamente esecutiva.

Ci pare evidente che l’attacco alla libertà di stampa, e alle libertà democratiche tout court, viene portato attraverso un meccanismo intimidatorio usando quella stessa “giustizia” mille volte ricusata e accusata di essere di parte, e piena di malati di mente.

Oggetti di questa intimidazione un direttore, un opinionista, due giornalisti e un romanziere; figure che sembrano essere state scientemente selezionate per mandare un chiaro segnale: non è consentito parlare e dissentire da nessun punto di vista, quale che sia il ruolo che si riveste. Si vogliono colpire tutte le articolazioni del discorso pubblico, inibire la presa di parola ad ogni possibile livello.

Noi di Nazione Indiana, che in buona parte della narratrice Silvia Ballestra siamo colleghi, sappiamo come è fatta la vita quotidiana di chi deve sbarcare il lunario e mantenere dei figli col proprio lavoro di scrittore e con le indispensabili entrate per far quadrare i conti: ad esempio le collaborazioni coi giornali. Che duecentomila euro Silvia Ballestra in vita sua non li abbia mai visti né interi né a tranci, è un’illazione che ci sentiamo di fare molto serenamente! Eppure è questo il peso esatto della spada di Damocle che pende sulla sua testa, così come su quella delle altre querelate. Ma per mandarle, se non in rovina, certo incontro a enormi difficoltà economiche e esistenziali, a Berlusconi basta molto meno di una vittoria processuale, che ci pare naturalmente irragionevole. È sufficiente l’onere dei procedimenti stessi che uno degli uomini più ricchi d’Italia non avrebbe difficoltà a portare a un’istanza più alta, se anche il primo processo terminasse con l’assoluzione.

Siamo convinti che questo sia un segnale preciso e pesantissimo. Per non dire un ammonimento alla cosiddetta “società civile” tutta, della cui libertà i giornali sono la cartina di tornasole. Quel che oggi è capitato a cinque donne in varie forme legate allo scrivere, domani potrebbe succedere a chiunque altro non usi le dovute cautele nel criticare l’attuale Presidente del Consiglio. Scrittori, collaboratori occasionali, blogger, quale che sia il loro mestiere, qualsiasi altra voce di dissenso, qualsiasi altra voce libera.

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55 Responses to E ora querelateci tutti

  1. sergio falcone il 3 settembre 2009 alle 15:21

    La mia più affettuosa, incondizionata solidarietà.
    Ma il fascismo non passerà!

  2. jan il 3 settembre 2009 alle 15:47
  3. aparrag aculnaig il 3 settembre 2009 alle 15:54

    sì. ci hanno addestrati.
    no. (ma) lo abbiamo concesso noi.
    forse al cavaliere gli si sta imbizzarrendo il cavallo.

  4. chiara valerio il 3 settembre 2009 alle 15:58

    querele senza più querelle.
    fine della democrazia.
    o inizio di un regime enigmistico.

  5. lorenzo galbiati il 3 settembre 2009 alle 16:50

    Il mio appoggio alla redazione.
    ps Chiara: con la Gelmini ha già avuto inizio il regime enigmistico: quando entreranno in ruolo nelle superiori i docenti in graduatoria dal 2000 (anno del concorso)? La risposta ha tre caselle.

  6. piolino il 3 settembre 2009 alle 16:56

    Quando Feltri ha scritto il suo articolo,la direzione di Boffo era segnata.La chiesa non acetta scandali e non avrebbe mai accettato di rimanere sotto scacco.
    Si tratta di vedere quanto costerà Canossa. Cosa concederà il Signor B.
    1)Testamento biologico
    2)REALE partità scuole paritarie cattoliche
    3)Regolamentazione ristrettiva della RU 486
    continuate ve ne prego

  7. AMA il 3 settembre 2009 alle 17:12

    Sì, ma quando tutti i Grandi Vecchi moriranno e le cardinalizie richieste mafiose cesseranno, il paese sarà tenuto in ostaggio da chi? Vuoto assoluto. Questo è il dramma. Bisognerebbe guardare oltre. L’azione della Chiesa nasce già morta e superata.

  8. livio borriello il 3 settembre 2009 alle 17:16

    sottoscrivo interamente l’articolo. chiamino poi qualche linguista a dimostrarare che secondo l’accezione corrente e quella del vocabolario, le imprese del papi non si possano chiamare maialate

  9. piolino il 3 settembre 2009 alle 17:16

    Scusa AMA e mi scuso se vado OT.
    Ma sei così sicuro/a che questo paese rimarrà da qui a qualche anno unito?
    Sul tema: l’azione della chiesa morta e superata? e di che stiamo parlando in questi giorni del direttore della Torre di Guardia?

  10. Ares il 3 settembre 2009 alle 17:30

    @piolino… Se la chiesa non ammette scandali, allora Bagnasco ha preso un’iniziativa tutta solitaria, in difesa di Boffo? °_°

    L’ho sempre detto che Bagnasco, con quella tonaca purpurea si muove come una soubrette degli anni ’50 ! °-°

  11. piolino il 3 settembre 2009 alle 17:35

    E dai Ares cosa doveva fare… Non voglio fare dietrologia. Credo che Bagnascasco e molti altri nella chiesa fossero dispiaciuti da quanto accaduto. Ma per Boffo non c’erano possibilità di rimanere in quel posto.La chiesa non hai accettato scontri frontali.”sopire,troncare…”

  12. Giocatore d'Azzardo il 3 settembre 2009 alle 18:29

    Si guarda sempre e solo nell’orto di casa: la storia non si decide qui!
    Articolo prevedibile e già vecchio; le leggi in questione saranno promulgate secondo le logiche del centrodestra poi, quando il centrosinistra arriverà al governo (fra un paio di mandati e non prima), si inventerà i PACS, poi li cambierà in DICO, poi in NON-DICO e poi cadrà; sprecando, come sempre, un sacco di tempo e di energie e facendo la solita figura di cacca. Però magari, nel frattempo, avrà trovato il modo per inventarsi qualche altra privatizzazione/regalo.
    Ma a loro cosa gliene frega? I politici, i giornalisti e i magistrati, i PACS li hanno da sempre.

    Qualcuno ha detto e non era un buono: “Datemi il controllo dell’economia e a governare mettete chi volete voi!”. Nonostante una simile, e attendibilissima dichiarazione vista la fonte, nulla da fare: questo concetto basilare non entra in testa a nessuno e si continua a parlare, sparlare e sprecare energie in inutile e inconcludente politica da salotto.

    Blackjack.

  13. Giocatore d'Azzardo il 3 settembre 2009 alle 18:37

    Tanto per chiarire, il Vaticano, che di denari se ne intende, ha iniziato due anni prima dell’attuale crisi finanziaria a vendere tutte le sue partecipazioni e ad accumulare oro e altri beni immobili (che continuano a mantenere valore reale indipendentemente dall’andamento delle valute e dagli scossoni finanziari). Questo è ciò di cui si dovrebbe parlare, ma in Italia TUTTI zitti e muti. TUTTI! Compresa la giornalista in questione che non ha nemmeno un briciolo della mia solidarietà perché, come quasi tutti gli altri, continua a regalarci zuffe inutili e non va mai nella sostanza vera.
    Perché non ha provato a capire quale fosse, in Vaticano, l’economista (ovviamente illuminato da Dio), che ha previsto con così largo anticipo cosa sarebbe successo due anni dopo? Magari lo si faceva Ministro del Tesoro e dell’Economia; invece di mandarlo a spasso agli incontri del Bilderberg e di altri simili allegri gruppetti amicali.

    Affonderanno la Ballestra assieme a Boffo? Farò un brindisi, sperando che quello/a che prenderà il suo posto, decida per una linea informativa fatta di informazioni e non di dannose risse precotte ad uso e consumo della gente.

    Blackjack.

  14. bruno il 3 settembre 2009 alle 18:41

    Francamente non mi pare che la querela del Cavaliere sia un atto scandaloso. Mi indigna il resto, tutto il resto, ma non la querela. Anzi mi sorprende. La richiesta di un giudizio terzo a un organo dello stato è un atto democratico, non si addice a un aspirante dittatore. Mi aspettavo che avesse usato i servizi segreti o i mezzi schifosi e meschini di cui è solito servirsi. Invece ha chiesto un giudizio, che probabilmente non gli sarà favorevole. A me sembra tanto corretto da insospettire.

  15. viola il 3 settembre 2009 alle 19:08

    ovvia la solidarietà e incondizionata a tutte le querelate…e piena adesione anche alla manifestazione in difesa della libertà di stampa fissata per il 19 settembre..
    @bruno
    è che evidentemente non è stato possibile trovare neanche uno straccio di “velina” o “informativa” sulle interessate..la richiesta di 3 milioni di euro in sede civile è di per sè il tentativo di tacere, strozzandolo finanziariamente, il quotidiano o comunque di intimidire gli altri organi di (dis)informazione italiani..questo si chiama intimidazione e ricatto al mio paese che, a questo punto, non è quello di SB nè dei suoi elettori

  16. rm il 3 settembre 2009 alle 19:15

    Cribbio, un agente con licenza di intorbidire le acque è tra noi.
    Il vero obbiettivo non è Berlusconi, poveretto, ma il vaticano.
    Non fa una piega.
    Poi non importa se il tuo paladino per anni ha tentato in tutti i modi di leccare il culo ai vescovi con i regali alla chiesa (ICI), caso Englaro (decreto legge all’ultimo minuto), la pillolina abortiva..

  17. Giocatore d'Azzardo il 3 settembre 2009 alle 19:55

    RM, ma chi l’ha detto che è il mio paladino? Sto semplicemente analizzando i fatti, secondo la mia visuale, e i fatti non sono politici, ma economici. A questo punto la considerazione successiva è semplice: perché continuano a parlarci di questioni politiche, etiche, morali e cazzabubolate varie, se la fonte di queste azioni è generata da questioni ecnomiche?
    E in merito non ho nemmeno mezzo dubbio.

    Blackjack.

  18. girolamo il 3 settembre 2009 alle 20:14

    Per completezza d’informazione, le risposte di Boffo sono qui:
    http://www.avvenire.it/Cronaca/10+fALSITA_200909030611463970000.htm

    @ Blackjack
    In Italia TUTTI zitti e muti. TUTTI!
    TUTTI chi? In passato ti ho fatto notare, in un altro blog, che c’è chi, in Italia, sin dall’agosto 2001 parlava della crisi in corso e delle conseguenze geo-politiche globali, organizzava seminari di studio, scriveva libri, insomma non solo metteva sull’allarme, ma cercava di interrogarsi sulle future conseguenze (qualche nome, solo per limitarsi agli addetti ai lavori, che se non sono economisti non ti aggradano? Sbancor, Andrea Fumagalli, Sandro Mezzadra, Stefano Lucarelli, Carlo Vercellone, Christian Marazzi – che è Svizzero, ma spesso presente in Italia – e potrei continuare): ma tu hai fatto finta di niente, e adesso ritiri fuori il tuo mantra del “tutti zitti e muti” (tranne te, ma che bravo!).

  19. Yanez de Gomera il 3 settembre 2009 alle 20:15

    Voglio essere un clandestino, non un italiano.

  20. stalker il 3 settembre 2009 alle 20:17

    volevo solo dire….

    e ora querelateci tutti!!!

  21. sebastian76 il 3 settembre 2009 alle 20:26

    Blackjack
    Ci sono tante cose in cielo e in terra che sono importanti, d’accordo l’economia ma contano anche i principi che regolano i rapporti e la vita delle persone. Ognuo poi decide per sé cosa sia importante così come decide per sé su quali argomenti spendersi. Silvia Ballestra si dedica con competenza e passione ai diritti e ora la sua libertà di espressione è minacciata. E la minaccia non è solo contro di lei, ma anche per tutti noi, per tutti i discorsi che potremmko fare su economia, cultura, società e che potrebbero non piacere al sultano. Se tieni alla tua libertà di espressione, non puoi che difendere Silvia in tutti i modi.
    Se invece non tieni alla tua libertà di espressione o se pensi che le tue opinioni si specchieranno sempre con quelle del sultano, allora fregatene pure.

  22. Giocatore d'Azzardo il 3 settembre 2009 alle 21:19

    Girolamo, il TUTTI zitti è, ovviamente, riferito ai mezzi di comunicazione UFFICIALI, quelli che fanno opinione, gli eroi delle querele che ora tutti difendono. Onore al merito, te lo ribadisco ora e mi scuso di non averlo fatto prima. Ricordo quell’intervento, non del tutto, ma se non ti ho risposto le possibilità sono due:
    1) o non avevo voglia di litigare
    2) oppure me n’ero andato in qualche altro lido.

    Non ricordo le date, ma opterei per la seconda: le risse mi divertono sempre un mondo e, se ho tempo, non mi tiro sicuramente indietro. :-)

    Blackjack.

  23. Giocatore d'Azzardo il 3 settembre 2009 alle 21:27

    Sebastian, io sarò anche strano e un po’ scemo, ma non vedo problemi di libertà di parola in Italia: anche impegnandomi. Ma pensi veramente che le quattro manfrine sull’etica e i diritti e tutte quelle cose, che non spostano di mezzo millimetro il potere vero, possano infastidire qualcuno?
    La Ballestra, come Boffo (magari con meno consapevolezza dei meccanismi, per il semplice motivo che non è direttore, ma solo una giornalista), ha partecipato al “banchetto mediatico”. Era convinta di ciò che faceva? Ha fatto bene a farlo. E’ certa che ciò che ha scritto non era lesivo della persona? Lo deciderà un giudice super partes, e non ci vedo nulla di strano.

    Ecco, mi incazzerei come una biscia, invece, se dovessi scoprire che i loro giornali non li supportano con le spese legali: quello sarebbe il vero attacco alla libertà di stampa.

    Blackjack.

  24. sebastian76 il 3 settembre 2009 alle 21:42

    Dopo la pizza una domanda per Giocatore d’Azzardo: Scrivi che:

    “Tanto per chiarire, il Vaticano, che di denari se ne intende, ha iniziato due anni prima dell’attuale crisi finanziaria a vendere tutte le sue partecipazioni e ad accumulare oro e altri beni immobili (che continuano a mantenere valore reale indipendentemente dall’andamento delle valute e dagli scossoni finanziari).”

    Mi indichi una fonte attendibile per questa notizia?

  25. AMA il 3 settembre 2009 alle 22:20

    @ Giocatore d’Azzardo

    Come fai a non capire che il riconoscimento di certi diritti distruggerebbe il sistema di valori su cui si fondano certi poteri?

  26. Evelina Santangelo il 3 settembre 2009 alle 23:39

    «Ci sono tante cose in cielo e in terra che sono importanti, d’accordo l’economia ma contano anche i principi che regolano i rapporti e la vita delle persone. Ognuno poi decide per sé cosa sia importante così come decide per sé su quali argomenti spendersi… Se tieni alla tua libertà di espressione, non puoi che difendere Silvia in tutti i modi…»
    Sottoscrivo anche le virgole del commento di sebastian 76.

  27. Giocatore d'Azzardo il 4 settembre 2009 alle 00:52

    Sebastian, l’unico giornale italiano (vado a memoria e dopo un buon rosso…) che ha pubblicato la notizia, è stato Il Sole. Non ne sono sicuro, ma deve aver pubblicato qualcosa anche Milano Finanza.
    All’estero la notizia è stata pubblicata da: Wall Street Journal, Herald Tribune (la versione in inglese che distribuiscono in business sui voli Lufthansa), e Financial Times. Ma controllo meglio e ti so dire.

    Blackjack.

  28. Giocatore d'Azzardo il 4 settembre 2009 alle 00:56

    Morgillo, lo comprendo benissimo. Si tratta solo di capire se parliamo degli stessi valori, ma è un discorso molto complesso. Che qualcuno decida di querelarmi, perché non è d’accordo con me, ci sta nel gioco delle parti (specialmente in giochi di forza come questo), non ci sta che il giornale per cui lavoro, poi mi abbandoni: allora sì diventa un massacro.

    Per inciso, uno dei primi (forse il primo?) a dare il via a questa pratica fu D’Alema con Forattini per la vignetta del bianchetto. Non mi sembra di ricordare lo stesso can can.

    Blackjack.

  29. Gas Giaramita il 4 settembre 2009 alle 04:15

    maialate, porcate. il presidente è un animale. sarebbe bello che tutti noi scrivessimo qualcosa sui nostri blog, ovunque, sui muri, e ricevere tutti assieme una querela, o meglio l’atto di prepotenza del re suino.
    confido nell’uscita dall’ipnosi italiota da facebook ed altri annebbiamenti della vista su una realtà che ci passa sotto mano e della quale non riusciamo più a sentirne la puzza di merda.
    Parafrasando alcune famose interpretazioni su Zeno Cosini, forse il popolo italiano crede di non essere malato perchè è proprio il vivere in una società prettamente malata che ti permette/costringe di non accorgerti più della gravità di tutto.

  30. Salvatore D'Angelo il 4 settembre 2009 alle 09:58

    Tutti in piazza il diciannove. Su questo non si discute.

  31. sebastian76 il 4 settembre 2009 alle 10:35

    @Giocatore d’azzardo

    >> Sebastian, io sarò anche strano e un po’ scemo,

    Questa ipotesi comincia a guadagnare in consistenza, intendento scemenza come selettività unilaterale nel cogliere i fatti e debolezza di cosruzione di nessi logici

  32. Giocatore d'Azzardo il 4 settembre 2009 alle 11:40

    Sebastian, concordo con la tua deduzione. Che ci vuoi fare, ognuno ha i suoi limiti: basta conoscerli :-)

    Blackjack.

  33. lorenzo galbiati il 4 settembre 2009 alle 13:34

    Ecco, sono casi come questi che dovrebbero far riflettere scrittori e giornalisti che dicono che vogliono combattere il sistema dall’interno (l’ultimo che ho sentito sostenere questa tesi è stato Scurati nella polemica con Scarpa).

    Berlusconi colpisce il mondo dei media che non è suo.
    Permette all’interno del suo impero informativo (tv, giornali, libri) una (relativamente) grande eterogeneità di vedute e anche di critiche al pensiero occidentale di destra che rappresenta in Italia, o anche in certa parte al suo operato – ma sempre entro certi limiti e temi.

    Anni fa aveva mandato via Montanelli, e poi dalla tv Biagi e Santoro. Santoro rischia ancora, e non può comunque fare trasmissioni su di lui senza che Ghedini sia presente per monopolizzare il discorso e impedire agli altri di parlare.
    Il gruppo di Berlusconi o i suoi amici si prodigano in querele ai libri o agli articoli di Travaglio Gomes e compagnia.
    Ora intimidiscono giornali della concorrenza politica ivi compresi l’Avvenire.

    Così come mesi fa si rifiutano di pubblicare un libro di Saramago con critiche a Berlusconi.

    Noi denunciamo continuamente un potere che si fa regime con a capo un affarista che si fa sempre più monopolista e liberticida da chi si permette critiche.

    E poi che facciamo?

    Continuiamo a considerare normale che politici, giornalisti e scrittori che questo abuso di potere, questo tentativo di restrizione della libertà di espressione denunciano presenzino sulle sue tv, scrivano libri per Mondadori e articoli per i giornali suoi o a lui vicini.

    Scusate, ma prima o poi, dovremmo fare i conti con questa contraddittorietà. Perchè la prima cosa da fare, dopo questa denuncia, che nulla ha di diverso di altre denunce che facciamo da 15 anni, è chiedersi: a cosa serve questo continuo allarmismo?
    A niente.
    Berlusconi e Feltri fanno bene a fare quel che fanno perchè ottengono risultati concreti e chi come noi si indigna continua a sostenere economicamente, come consumatori, il suo impero mediatico-economico.

    Allora forse sarebbe il caso di cominciare a parlare di boicottaggio del suo impero mediatico, da ogni punto di vista possibile.
    Altrimenti ogni volta siamo qui a scandalizzarci come fosse la prima volta – da ben 15 anni! – della mancanza di democrazia, libertà e informazione e libera editoria che c’è in Italia.

    Non me la prendo con nessuno in particolare, ma visto che qui siamo in un blog letterario e di scrittori, che si sentono colleghi delle persone querelate a cui esprimono solidarietà, sento la necessità di spostare il tema dalla denuncia di un allarme di restrizione di libertà di espressione al come ci rapportiamo noi con tv libri e giornali di chi questa restrizione attua, monopolizzando gli organi che la permettono e intimidendo chi ne resta fuori e gli si oppone.
    Non possiamo più permetterci di dire, dopo tutti questi anni, che si può combattere questo regime dall’interno, critricarlo, denunciarlo, e poi andare a cercare Mondadori per farsi pubblicare o i suoi giornali per scrivere articoli
    (parlo in generale, senza aver in mente nessuno: farei questo discorso a ogni giornalista o scrittore; e se analizzassi caso per caso occorrerebbe fare distinguo).
    E poi ogni anno sorprenderci e indignarci della nuova mossa liberticida di Berlusconi.
    E anche i consumatori, dovrebbero chiedersi come boicottare libri e giornali e tv del grande querelatore.

  34. fabiandirosa il 4 settembre 2009 alle 14:09

    “…cinico è in realtà chi dispera tanto dell’uomo da ingannarlo con le illusioni” leggo su CentraalStation di G.Genna che cita Giuseppe Pontiggia.
    Se ciò è condivisibile e applicabile a Berlusconi – i cui analisti hanno creduto fosse una bella pensata, dico io, quella di acconsentire alla pubblicazione dell’articolo di Feltri – tutta la politica del suddetto, ivi inclusa la sua videocrazia, è riassumibile nell’affermazione che della mafia si faceva fino a vent’anni fa: non esiste.
    Ecco: negare la realtà è l’umanità di Berlusconi.
    “Presidente non si disperi per noi!
    E quando il suo governare cesserà, c’è una villa che l’aspetta, da dove gestire i processi pendenti e tirare le fila ereditate da Licio Gelli”
    ( http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_31/gelli_tv_venerabile_6d6aeeec-a725-11dd-90c5-00144f02aabc.shtml )

    Facile profezia?

  35. aparrag aculnaig il 4 settembre 2009 alle 14:12

    sostengo galbiati. dovremmo essere meno ipocriti.

    cioè. non è che mi parli male di berlusconi e poi pubblichi con einaudi che
    (è uscito l’ultimo di wallace sì! o evviva! o che bello!) rifiuta il premio nobel saramago (sto leggendo il suo L’uomo duplicato) perché definisce berlusconi un criminale.
    nel senso che. oltretutto. questi giovani scrittori scrivono conforme a chi conforme a cosa conforme allo stile televisivo per farne film.
    è sicuramente un OT e. però anche X che scrive dell’italia dal profondo e t’incazzi che non ti pubblica mondadori: perché? per scrivere che l’italia berlusconiana è merda?
    ma non possiamo evitare questa schizofrenia? cioè: o di qua o di là. non è che io faccio l’anarchico omosessuale antiitaliano e pago le conseguenti conseguenze però poi becco l’occasione giusta e divento integrato sposo una gnocca di destra e mi sistemo.
    e no… cazzo. io voglio morire solo povero e pazzo. però coerente con il mio nonpensiero.
    -quindi iniziamo a finire questo berlusconismo. entriamo in una libreria. bruciamo i libri dell’edizioni berlusconine.- questo penso mentre sfoglio l’ultimo di wallace (dell’einaudi!!!!! [sic])
    non sono ancora abbastanza antiitaliano.

  36. Francesca il 4 settembre 2009 alle 14:12

    Stavo aspettando. Ho alcuni amici giornalisti ma ci vediamo poco perché abitiamo in città diverse. Negli ultimi mesi mi è capitato più di una volta di chiamarli al telefono ex abrupto in mezzo alla giornata per sollecitarli ad alzare il tiro, a spostare il discorso su cosa sta combinando il c.d. presidente del nostro consiglio dei ministri all’Italia. Di spostare il discorso sul piano più propriamente culturale, di fare parlare le persone di cultura, viventi o del passato. Ero stufa di cronaca. Bene, ci siamo. Brava Silvia. Grazie di cuore.

  37. benito struzzoli il 4 settembre 2009 alle 14:24

    Daiii!!!! Bojkottiamo Einaudi, Mondadori ecc. Non tocchiamo più manco coi guanti Pavese, Primo Levi, Gomorra, Yeoshua, Grossmann, De Lillo, Foster Wallace….Così finalmente estirpiamo alla radice la mala pianta berlusconiana. Senza perderci in quisquiglie da signorine liberal come indignarci contro le restrizioni alla libertà di stampa OGGI o i sei tiggì sei che o fanno la voce del padrone o parlano di aria fritta.

  38. aparrag aculnaig il 4 settembre 2009 alle 14:32

    sto leggendo un libro della ******
    sto vedendo un canale della ********
    sto commentando un post dell’opposizione querelata da ****** **********
    sarò un tantino ********?

  39. francesco pecoraro il 4 settembre 2009 alle 14:44

    “Continuiamo a considerare normale che politici, giornalisti e scrittori che questo abuso di potere, questo tentativo di restrizione della libertà di espressione denunciano presenzino sulle sue tv, scrivano libri per Mondadori e articoli per i giornali suoi o a lui vicini.”
    questo è un punto dolente e allo stesso tempo decisivo.
    è su questo che dovremmo riflettere ed eventualmente aggregarci: non pubblicare più con case editrici di proprietà del premier, per incompatibilità culturale, civile, politica, etica.
    ma già so che una dichiarazione/sottoscrizione così chiara, semplice, di inoppugnabile efficacia politica troverebbe moltissime et ben argomentate obiezioni…
    ha ragione galbiati: che senso ha dire denunciateci tutti se poi si lavora per B.?

  40. sebastian76 il 4 settembre 2009 alle 14:45

    A boicottare i libri Einaudi e Mondadori ci rimettiamo noi lettori più di Berlusconi, c’è troppa roba buona in quei cataloghi. Propongo una diversa modalità di azione:
    1) ogni mese si sorteggiano da 3 a 5 tra i maggiori inserzionisti sulle reti Mediaset
    2) per tutto il mese non si comprano i prodotti di quelle aziende
    3) se un mese non è abbastanza, si passa a due mesi, magari per i prodotti stagionali

    Nessuno ci rimette a comprare un detersivo / una brioche / un abbonamento telefonico / un formaggio anziché un altro e così si mette in testa agli inserzionisti che far pubblicità chez Berlusconi vuol dire rimetterci dei bei soldoni. Forse un po’ aggressivo, ma si tratta di legittima difesa.

  41. Ed ora denunciateci tutti « Monsterlippa il 4 settembre 2009 alle 15:18

    […] Solidarietà a Silvia Ballestra. https://www.nazioneindiana.com/2009/09/03/e-ora-querelateci-tutti/ […]

  42. metello il 4 settembre 2009 alle 15:18

    beh, se non si comprassero più mondadori e einaudi vedrete che wallace e gaddis e joice li pubblicherebbero adelphi o rizzoli.
    ma tutte ste manfrine altro non sono che teatrini dell’italia odierna, e più che stupidità e banalità ciò che colpisce di queste vicende sono l’astio e la cattiveria da cui sono caratterizzate, l’assoluta mancanza di misura e di capacità critica generale, visto che a lanciare le prime accuse, (di pedofilia tra l’altro) al piccolo mostro che ci governa è stat l’ex moglie.
    e la logica conseguente è logicamente mafiosa, tu mi rovini o cerchi di roinarmi la piazza e io ti rovino la vita.
    la signorilità non è una cosa che si impara allo specchio, almeno i suoi amici questo potrebbero dirglielo, se fossero veri amici.
    a me quello che i fa incazzare però è la reazione italiana, visto che il periodo di assoluto proibizionismo è merito del governo, perchè perdonare sempre tutto, e allora clinton cos’era? un martire protocristiano?

  43. Gas Giaramita il 4 settembre 2009 alle 16:01

    Il lettore medio giustamente guarda il prezzo di copertina, non comprare più mondadori significherebbe leggere di meno visti i prezzi dell’adelphi o della Bur che comunque hanno importanti titoli ma non sembra siano proiettati sui classici.

    Il boicottaggio è accettabile se non ci si perde.

  44. dinosauro il 4 settembre 2009 alle 16:17

    Quanti eroi in questo blog! Quanta ipocrisia! Appelli in vendita da per tutto. Firmaioli ovunque. Riempimento del vomitatoio parolaio della parola fascismo. Indignazioni vendute a chili. La querela divenuta attentato alla libertà. Poverini, “siete cosi ipocriti che quando l’ipocrisia vi avrà ucciso sarete all’inferno e vi crederete in paradiso”. Vi consiglio di vedere, tutte le sere prima della cena, in dosi di circa 3 minuti “Ombre rosse” di Maselli. La guarigione è garantita. Per almeno un anno eviterete centri sociali, non firmerete appelli, non avrete pruriti demagogici, leggerete tanti giornali, leggerete un po’ meno l’Unità e La Repubblica, avrete una maggiore consapevolezza culturale e civica, opporrete a berlusconia un mondo migliore per amore e non per rancore.

  45. aparrag aculnaig il 4 settembre 2009 alle 16:32

    OT:
    dinosauro non usare nick, non sei credibile!
    PS:
    o almeno usane uno speculare al tuo (!oi oiccaf emoc)
    NB:
    (Wikipedia) “La parola ipocrisia deriva dal greco ypòkrisis che significa simulazione, l’ ypokritès era infatti originariamente l’attore e l’ipocrisia indicava la finzione dei protagonisti dello spettacolo. In seguito venne ad avere il significato che abbiamo poi in italiano” e se usi il nickname-maschera *dinosauro*, l’ipocrita sei tu.
    almeno credo, sempre che 2+2 faccia sempre 4
    a meno che la gelmini non abbia sottratto anche i numeri e allora se abbiamo 20 dita perché contare fino a 100?

  46. MARLENE il 4 settembre 2009 alle 16:43

    Brava Silvia!
    Bravo Sebast.76 :- io il boicottaggio lo faccio eludendo mediaset e le sue pubblicità e nel mio piccolino, il passaparola funziona.
    A dinosauro: ti va il Manifesto? Il numero di ieri con la vignetta di Vauro sarà molto “nature” ma che portento!
    Mi dai il tuo consenso? grazie Marlene

  47. bruno il 4 settembre 2009 alle 17:13

    La cultura deve boicottare l’editore Berlusconi? Ma se è questo che vuole! Significherebbe dargliela vinta facile. Dai, siamo seri. C’è qui qualcuno che con Mondadori ha pubblicato, beato lui. Roba da schiattare di invidia. Se Mondadori mi offrisse un contrattino da un paio di migliaio di copie io andrei a San Giovanni Rotondo a piedi. E sarei in ottima compagnia, ne sono certo. Non è questa la strada. Partiamo dal basso, una volta tanto. Il cavaliere è votato, stravotato da un mare di gente, da ogni ceto sociale, ivi compresa la classe operaia ( cosa? che? cos’è? ), precari e disoccupati. Nessuno nella storia di questo paese ha mai goduto di un consenso così largo, nemmeno Andreotti che veniva votato in silenzio. Avete mai conoscìuto un democristiano? Io me ne ricordo pochissimi eppure stravincevano tutte le elezioni.
    Cominciamo col chiederci perchè Berlusconi piace e poi cerchiamo la soluzione. E la risposta non è così semplice. Non basta dare la colpa alle tv che hanno ridotto il cervello degli italiani a pappina molle. Non basta la massoneria, i poteri forti, la stampa, il calcio. C’è qualcosa che va oltre tutto questo, qualcosa che non è nello specifico esclusivamente italiano. Forse il fallimento di un paio di generazioni, una dopo l’altra? O la mancanza di una valida alternativa? O, chissà, forse ha ragione lui e chi lo vota.

  48. helena il 4 settembre 2009 alle 18:13

    dinosauro, potresti spiegare per prima cosa chi sono quelli che chiami “voi”?
    Poi puoi spiegare da dove trai la certezza che “noi” vagheggiamo un mondo diverso per rancore e non per amore?
    E poi come definiresti una querela che chiede danni per complessivi 3 milioni di euro, di cui 200 mila a cranio a persone che non ce li hanno?
    Ovvero: come dev’essere fatto un attentato alla libertà di stampa secondo te per definirsi tale?

  49. Robin Masters il 4 settembre 2009 alle 20:02

    Berlusconi è un uomo politico finito e non da oggi. Non vincerà mai in giudizio con l’Unità, che tanto per essere chiari non è un giornale indipendente. In Italia non esistono giornali indipendenti, chi non lo ricorda vada a riesumare una vecchia puntata di Report sul tema, e sempre gli smemorati, vadano a ripescare “Inciucio” di Gomez/Travaglio
    su chi ha davvero permesso l’esistenza politica e mediatica di Berlusconi. Sono persone di casa all’Unità. La libertà di stampa è importante ? Quando esiste…lo è di certo, ma è un’ovvietà non c’è da ricamarci con i soliti strepiti di quello che Robert Hughes ha definito “La cultura del piagnisteo”. I comportamenti alla Berlusconi sono di casa anche qui, basta vedere freschi freschi, i diversi post sull’ “affaire” Policastro.

  50. Salvatore D'Angelo il 4 settembre 2009 alle 21:05

    http://www.youtube.com/watch?v=Hhldm6mw-sw

    … E IL DICIANNOVE TUTI IN PIAZZA. Magari continuando a discutere, MA TUTTI IN PIAZZA CHE E’ ORA!

  51. no/made il 4 settembre 2009 alle 21:38

    dinosauro, ti eri estinto e invece sei cosi d avanguardia, giusta la citazione dell ultimo film che hai visto ci voleva per zittirci tutti, come quei rivoluzionari che hanno assaltato le librerie d italia per conquistarsi l ultimo libro di zizek, e spiegarlo agli amici. ora ce lo spieghi tu e citto come si ritorna alla classe rivoluzionaria, che non sareste in grado di organizzare una festetta, altroche rave o rivoluzioni. Ma con intellettuali cosi aggiornati e modaioli siamo ancora al 1968!

  52. Brigitte il 5 settembre 2009 alle 03:18

    Mi dispiace solo che l’articolo della Ballestra era bruttino. Ma è vero, questo lit-blog tace quando c’è da andare a fondo, come ho visto sotto il post della Policastro, e si sbraca con gli appelli che non servono a niente. Siate credibili, e non cloni di Berlusconi.

  53. no/made il 5 settembre 2009 alle 06:31

    A quando la recensione di ZIETGEIST ? Cosi scendiamo veramente a fondo !

  54. mariasole il 5 settembre 2009 alle 10:58

    Sì, il diciannove. E’ Necessario,come saranno necessari tutti i passi successivi a questi accadimenti. Ed é da scansare decisamente, invece, quel tipico disilluso “tanto alla fine non può cambiare niente” .

    C’entra e non c’entra. Qualche giorno fa un amico fotografo che lavora coi reportages d’inchiesta -l’ultimo sul nomadismo- s’é trovato a tu per tu col presidente del giornale per cui collaborava: senti,gli fa questo, bisognerebbe cambiare un po’ di cose,vediamo di fare qualcosa di un po’ diverso, frizzante, che attrae. Magari una pagina sulle miss del Veneto,con uscita regolare,una cosa come cinque ragazze a settimana, che ne dici?
    Successivamente,il frizzante presidente, ha convocato singolarmente tutti i collaboratori e ad ognuno ha fatto una proposta in linea. Nel giro di una settimana, potenzialmente, un giornale libero, coraggioso,di sinistra, poteva trasformarsi in un ibrido tra Padania e Novella 2000. Fa un po’ ridere. E invece no.
    Questa é realtà locale,é vero. Vicenza é una città piccola. Un nome solo per il Palladio e per il No Dal Molin. Però c’é da rifletterci.

  55. Peppermind il 7 settembre 2009 alle 10:52

    Bisognerebbe proprio lanciare una campagna “Diffama anche tu Berlusconi”, in cui tutti i blogger (almeno loro), scrivessero verità, ma anche falsità, sul premier, terminando con: e adesso querelaci tutti.

    Io ad esempio l’ho visto sodomizzare il Gabibbo.



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