<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Sullo Shema e il profeta martire	</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Sep 2009 09:16:34 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
	<item>
		<title>
		Di: angelo petrelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/#comment-119487</link>

		<dc:creator><![CDATA[angelo petrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 09:16:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21413#comment-119487</guid>

					<description><![CDATA[caro andrea e gentile giorgio,
ero convinto d&#039;essermi espresso con chiarezza nel *particolare* e in generale. Il pezzo di Ellis continua a non convincermi. E come avete entrambi ricordato, il discorso è molto più ampio di quando si possa sviscerare in pochi post.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro andrea e gentile giorgio,<br />
ero convinto d&#8217;essermi espresso con chiarezza nel *particolare* e in generale. Il pezzo di Ellis continua a non convincermi. E come avete entrambi ricordato, il discorso è molto più ampio di quando si possa sviscerare in pochi post.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/#comment-119254</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 16:03:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21413#comment-119254</guid>

					<description><![CDATA[caro angelo,

faccio un po&#039; fatica a seguirti, sarà senz&#039;altro un mio limite; mi sembra che il testo di Ellis sia chiaro sul ruolo che egli assegna alla religione ebraica nel colonialismo dello Stato israeliano e nei suoi crimini. Ma il discorso è ben più ampio che questa denuncia, come Giorgio ha già sottolineato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro angelo,</p>
<p>faccio un po&#8217; fatica a seguirti, sarà senz&#8217;altro un mio limite; mi sembra che il testo di Ellis sia chiaro sul ruolo che egli assegna alla religione ebraica nel colonialismo dello Stato israeliano e nei suoi crimini. Ma il discorso è ben più ampio che questa denuncia, come Giorgio ha già sottolineato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/#comment-119253</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 16:00:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21413#comment-119253</guid>

					<description><![CDATA[caro angelo,

faccio fatica a seguirti, sarà senz&#039;altro un mio limite; mi sembra che il testo di Ellis sia chiaro sul ruolo che egli assegna alla religione ebraica nel colonialismo dello Stato israeliano e nei suoi crimini. Ma il discorso è ben più ampio che questa denuncia, come Giorgio ha già sottolineato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro angelo,</p>
<p>faccio fatica a seguirti, sarà senz&#8217;altro un mio limite; mi sembra che il testo di Ellis sia chiaro sul ruolo che egli assegna alla religione ebraica nel colonialismo dello Stato israeliano e nei suoi crimini. Ma il discorso è ben più ampio che questa denuncia, come Giorgio ha già sottolineato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: angelo petrelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/#comment-119243</link>

		<dc:creator><![CDATA[angelo petrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 13:53:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21413#comment-119243</guid>

					<description><![CDATA[Giorgio, 
prima di tutto la ringrazio per l’attenzione – e poi veniamo al dunque.

Quando ho accennato alle mode o alle religioni (più o meno simpatiche dal mio punto di vista – anche perché: “la logica non ha estetica”, quindi evito d’infilarci tutti e due i piedi in un sol colpo), non mi riferivo né a una qualsiasi lettura sociologica della storia delle religioni né tanto meno a una lettura politica del conflitto israeliano-palestine: mi riferivo, con un impianto teoretico molto meno solido, al semplice malcostume e al menefreghismo individuale e collettivo che mi sembra si nasconda dietro al rapporto che tende ad unificare – da parte del grande pensiero populistico democratico occidentale (gli stessi che ieri a Venezia applaudivano Chavez) - il sionismo all’ebraismo (*ebraismo* inteso come stato etico ancora prima che come “credo”).

Dice: “non mi è chiaro se lei ritenga che questa confusione sia presente in Ellis o sia soltanto un cascame delle mode culturali”. Le rispondo d&#039;emblée, (“cascame” è stupendo): la confusione, d&#039;altro genere, è presente in Ellis per una questione terminologica (l’Olocausto è un&#039;offerta a Dio, e non la &quot;distruzione&quot; Shoà del popolo ebraico – ho controllato il testo originale sulla rivista “Qui” per essere sicuro che non fosse una scelta del traduttore), e nelle mode culturali per il fatto stesso d&#039;essere “vox dei” rispetto alle orecchie da mercante di certi media.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio,<br />
prima di tutto la ringrazio per l’attenzione – e poi veniamo al dunque.</p>
<p>Quando ho accennato alle mode o alle religioni (più o meno simpatiche dal mio punto di vista – anche perché: “la logica non ha estetica”, quindi evito d’infilarci tutti e due i piedi in un sol colpo), non mi riferivo né a una qualsiasi lettura sociologica della storia delle religioni né tanto meno a una lettura politica del conflitto israeliano-palestine: mi riferivo, con un impianto teoretico molto meno solido, al semplice malcostume e al menefreghismo individuale e collettivo che mi sembra si nasconda dietro al rapporto che tende ad unificare – da parte del grande pensiero populistico democratico occidentale (gli stessi che ieri a Venezia applaudivano Chavez) &#8211; il sionismo all’ebraismo (*ebraismo* inteso come stato etico ancora prima che come “credo”).</p>
<p>Dice: “non mi è chiaro se lei ritenga che questa confusione sia presente in Ellis o sia soltanto un cascame delle mode culturali”. Le rispondo d&#8217;emblée, (“cascame” è stupendo): la confusione, d&#8217;altro genere, è presente in Ellis per una questione terminologica (l’Olocausto è un&#8217;offerta a Dio, e non la &#8220;distruzione&#8221; Shoà del popolo ebraico – ho controllato il testo originale sulla rivista “Qui” per essere sicuro che non fosse una scelta del traduttore), e nelle mode culturali per il fatto stesso d&#8217;essere “vox dei” rispetto alle orecchie da mercante di certi media.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giorgio mascitelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/#comment-119169</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 16:15:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21413#comment-119169</guid>

					<description><![CDATA[Gentile Angelo,
accolgo il suo invito a discutere degli argomenti da lei proposti, sebbene il testo di Ellis sia per me più stimolante come riflessione sui rapporti tra religione e potere nel senso che dicevo nel mio commento.
In linea generale qualsiasi religione, comprese quelle laiche a cui lei alludeva, possono vivere un processo costantiniano o se preferisce i termini blochiani una divergenza tra religione del regno e quella dell&#039;esodo. Mi sembra di capire che lei vede invece questa possibilità come esclusiva del cristianesimo e ritiene che viga a proposito di Israele una confusione tra sionismo ed ebraismo ( non mi è chiaro se lei ritenga che questa confusione sia presente in Ellis o sia soltanto un cascame delle mode culturali). A me sembra che questa confusione viga invece in Israele, specie nell&#039;Israele degli ultimi anni sempre più distante dal sionismo laico  dei padri fondatori e non in Ellis che vive la sua religiosità al caldo della Florida essendo un cittadino statunitense di religione ebraica. Ma non voglio nascondere la questione solo dietro i numerosi partiti della destra religiosa israeliana e sulle interessanti conseguenze costituzionali della loro attività per i cittadini israeliani di altre religioni. La confusione  tra ebraismo e un&#039;ideologia secolare come il sionismo nasce dal fatto che qualisasi cittadino di religione ebraica di qualsiasi paese del mondo può chiedere la cittadinanza israeliana, dunque dal fatto che è la religione a detrminare la nazionalità. Penso che  la nascita di uno stato ebraico modifichi il modo di vivere la religione ebraica dei padri, anzi delle madri, con la sua radicale moralità, di cui trovo una traccia vitale nelle righe di Ellis e mi sembra comprensibile che Ellis veda  e viva un contrasto tra religione del regno e religione dell&#039;esodo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Angelo,<br />
accolgo il suo invito a discutere degli argomenti da lei proposti, sebbene il testo di Ellis sia per me più stimolante come riflessione sui rapporti tra religione e potere nel senso che dicevo nel mio commento.<br />
In linea generale qualsiasi religione, comprese quelle laiche a cui lei alludeva, possono vivere un processo costantiniano o se preferisce i termini blochiani una divergenza tra religione del regno e quella dell&#8217;esodo. Mi sembra di capire che lei vede invece questa possibilità come esclusiva del cristianesimo e ritiene che viga a proposito di Israele una confusione tra sionismo ed ebraismo ( non mi è chiaro se lei ritenga che questa confusione sia presente in Ellis o sia soltanto un cascame delle mode culturali). A me sembra che questa confusione viga invece in Israele, specie nell&#8217;Israele degli ultimi anni sempre più distante dal sionismo laico  dei padri fondatori e non in Ellis che vive la sua religiosità al caldo della Florida essendo un cittadino statunitense di religione ebraica. Ma non voglio nascondere la questione solo dietro i numerosi partiti della destra religiosa israeliana e sulle interessanti conseguenze costituzionali della loro attività per i cittadini israeliani di altre religioni. La confusione  tra ebraismo e un&#8217;ideologia secolare come il sionismo nasce dal fatto che qualisasi cittadino di religione ebraica di qualsiasi paese del mondo può chiedere la cittadinanza israeliana, dunque dal fatto che è la religione a detrminare la nazionalità. Penso che  la nascita di uno stato ebraico modifichi il modo di vivere la religione ebraica dei padri, anzi delle madri, con la sua radicale moralità, di cui trovo una traccia vitale nelle righe di Ellis e mi sembra comprensibile che Ellis veda  e viva un contrasto tra religione del regno e religione dell&#8217;esodo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: angelo petrelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/#comment-119123</link>

		<dc:creator><![CDATA[angelo petrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 12:16:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21413#comment-119123</guid>

					<description><![CDATA[il secondo &quot;spesso&quot;, nel secondo rigo, è *spesso*.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il secondo &#8220;spesso&#8221;, nel secondo rigo, è *spesso*.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: angelo petrelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/#comment-119122</link>

		<dc:creator><![CDATA[angelo petrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 12:14:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21413#comment-119122</guid>

					<description><![CDATA[@Andrea,
ho spesso l’impressione che spesso, quanto ci scriviamo in questi post, venga meno la giusta respirazione (soprattutto da parte mia), una concentrazione lenta, ironica, che punti verso il vuoto senza descriverlo, per vivere attraverso una grande “igiene” i significati possibili di quello che sperimentiamo.

Ebraismo come religione d’impero, è questo il punto (alludiamo sempre al conflitto israeliano-palestinese, con lepida ipocrisia): “Qui sta il grande crimine di coloro che perseguono l’impero in nome della religione. Gli stessi simboli che producono significato e nutrono un popolo, anche e soprattutto nella sua sofferenza, sono sviliti nel ciclo di violenze e atrocità da essi generato. Quegli stessi simboli, la Croce e la Stella, divengono infetti di atrocità. Così funziona la religione costantiniana, nella sua variante cristiana, ebraica o musulmana” (ipse dixit). 

Senza offesa Andrea, nel precedente commento, ho accennato ai possibili “equivoci ebraico/sionisti” e al problema serio e mostruoso delle mode culturali che, ahimè, ci travolgono e privano di ogni libertà, assoggettandoci al loro codice che ci allontana dalla comprensione del famoso “elemento sfuggente” (tutti citano Foucault a sinistra, ma nessuno l’hai mai letto, e questo è un vero dramma – così capziosamente mi prendo questa libertà pure io).
Ai tempi di Pasolini, la sinistra “critica” in Italia inneggiava ai Kibbutz, te lo ricorderai immagino, facendone modello di umanità e bellezza esotica (che forti quegli israeliani!): ora, a poche generazioni di distanza, gli stessi sono diventati imperialisti sanguinari e, sempre e comunque, “in nome della religione” [marxismo ed ebraismo si fondano entrambe sulla fede in un libro]. A quel tempo, l’idea degli stermini nei campi di concentramento era troppo d’impatto, troppo efficace e fresca; un aneddoto (che non essendolo più) era fondante, dacché ne conseguiva la modaiola simpatia per i superstiti e per i loro figli (storia a mille episodi). Il pezzo di terra che volevano coltivare i kibbutzim era, comunque, sempre lo stesso, ora come allora. Solo che adesso, al posto della comune, ci sono dei palazzi di venti piani.

Tuttavia, lasciando perdere le simpatie, razionalmente sono d’accordo con te, Andrea, e in maniera al quanto simpatetica, ti posto quello che proprio ieri un’utente (una figura sìmica – lo dico perché l’ho conosciuto sul serio, ho anche recensito un suo libro recentemente, capirai.. il libro di uno di quegli anglosassoni di cui ti dicevo) ha messo in giro sul web (sul social network che tutti adoriamo) con la motivazione di proporre “un invito alla riflessione” un post intitolato “Parole sante”, per altro depauperando e decontestualizzando un testo stra-conosciuto, un libricino spesso utilizzato a fini didattici nelle scuole medie in Italia, un bel pezzo di letteratura askenazita, senza dubbio (che sembra quasi non esserlo più, perché nelle scuole non lo dicono). Cito “Reunion” del povero Uhlman: “La pretesa di riprendersi la Palestina dopo duemila anni gli sembrava altrettanto insensata che se gli italiani avessero accampato dei diritti sulla Germania perché un tempo era stata occupata dai romani. Era un proposito che avrebbe provocato solo immani spargimenti di sangue”. 

Uhlman aveva ragione? Questo non lo so. Forse Ellis, che vive in Florida al caldo, ha la risposta.

Peccato Andrea che questa discussione è una commedia a due, e che nessun altro vuole metterci bocca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Andrea,<br />
ho spesso l’impressione che spesso, quanto ci scriviamo in questi post, venga meno la giusta respirazione (soprattutto da parte mia), una concentrazione lenta, ironica, che punti verso il vuoto senza descriverlo, per vivere attraverso una grande “igiene” i significati possibili di quello che sperimentiamo.</p>
<p>Ebraismo come religione d’impero, è questo il punto (alludiamo sempre al conflitto israeliano-palestinese, con lepida ipocrisia): “Qui sta il grande crimine di coloro che perseguono l’impero in nome della religione. Gli stessi simboli che producono significato e nutrono un popolo, anche e soprattutto nella sua sofferenza, sono sviliti nel ciclo di violenze e atrocità da essi generato. Quegli stessi simboli, la Croce e la Stella, divengono infetti di atrocità. Così funziona la religione costantiniana, nella sua variante cristiana, ebraica o musulmana” (ipse dixit). </p>
<p>Senza offesa Andrea, nel precedente commento, ho accennato ai possibili “equivoci ebraico/sionisti” e al problema serio e mostruoso delle mode culturali che, ahimè, ci travolgono e privano di ogni libertà, assoggettandoci al loro codice che ci allontana dalla comprensione del famoso “elemento sfuggente” (tutti citano Foucault a sinistra, ma nessuno l’hai mai letto, e questo è un vero dramma – così capziosamente mi prendo questa libertà pure io).<br />
Ai tempi di Pasolini, la sinistra “critica” in Italia inneggiava ai Kibbutz, te lo ricorderai immagino, facendone modello di umanità e bellezza esotica (che forti quegli israeliani!): ora, a poche generazioni di distanza, gli stessi sono diventati imperialisti sanguinari e, sempre e comunque, “in nome della religione” [marxismo ed ebraismo si fondano entrambe sulla fede in un libro]. A quel tempo, l’idea degli stermini nei campi di concentramento era troppo d’impatto, troppo efficace e fresca; un aneddoto (che non essendolo più) era fondante, dacché ne conseguiva la modaiola simpatia per i superstiti e per i loro figli (storia a mille episodi). Il pezzo di terra che volevano coltivare i kibbutzim era, comunque, sempre lo stesso, ora come allora. Solo che adesso, al posto della comune, ci sono dei palazzi di venti piani.</p>
<p>Tuttavia, lasciando perdere le simpatie, razionalmente sono d’accordo con te, Andrea, e in maniera al quanto simpatetica, ti posto quello che proprio ieri un’utente (una figura sìmica – lo dico perché l’ho conosciuto sul serio, ho anche recensito un suo libro recentemente, capirai.. il libro di uno di quegli anglosassoni di cui ti dicevo) ha messo in giro sul web (sul social network che tutti adoriamo) con la motivazione di proporre “un invito alla riflessione” un post intitolato “Parole sante”, per altro depauperando e decontestualizzando un testo stra-conosciuto, un libricino spesso utilizzato a fini didattici nelle scuole medie in Italia, un bel pezzo di letteratura askenazita, senza dubbio (che sembra quasi non esserlo più, perché nelle scuole non lo dicono). Cito “Reunion” del povero Uhlman: “La pretesa di riprendersi la Palestina dopo duemila anni gli sembrava altrettanto insensata che se gli italiani avessero accampato dei diritti sulla Germania perché un tempo era stata occupata dai romani. Era un proposito che avrebbe provocato solo immani spargimenti di sangue”. </p>
<p>Uhlman aveva ragione? Questo non lo so. Forse Ellis, che vive in Florida al caldo, ha la risposta.</p>
<p>Peccato Andrea che questa discussione è una commedia a due, e che nessun altro vuole metterci bocca.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/#comment-119018</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 18:16:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21413#comment-119018</guid>

					<description><![CDATA[ad angelo
&quot;L’ebraismo non vuole convertirTi e non contempla di punire l’eresie altrui né le miscredenze (anche “eresia” è un termine inesistente e improprio, ahah)&quot;
sicuramente, ma mi sembra che il pezzo di Ellis individui anche nell&#039;ebraismo il suo versante costantiniano, di religione dell&#039;impero. E&#039; proprio questo rapporto da lui stabilito che mi sembra tra i punti più interessanti del saggio.
In ogni caso, ti ringrazio per le osservazioni che hai fatto e che dovrebbero dare elementi di contesto per chi legge.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ad angelo<br />
&#8220;L’ebraismo non vuole convertirTi e non contempla di punire l’eresie altrui né le miscredenze (anche “eresia” è un termine inesistente e improprio, ahah)&#8221;<br />
sicuramente, ma mi sembra che il pezzo di Ellis individui anche nell&#8217;ebraismo il suo versante costantiniano, di religione dell&#8217;impero. E&#8217; proprio questo rapporto da lui stabilito che mi sembra tra i punti più interessanti del saggio.<br />
In ogni caso, ti ringrazio per le osservazioni che hai fatto e che dovrebbero dare elementi di contesto per chi legge.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: angelo petrelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/#comment-119014</link>

		<dc:creator><![CDATA[angelo petrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 16:21:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21413#comment-119014</guid>

					<description><![CDATA[caro Andrea, 
io non sarò Harold Bloom, ma il peccato “cristiano-centrico” lo vedo nella vita di ogni giorno.

il mio punto di partenza è quello di un ateo materialista che, dovendo fare i conti con una razionalità non sempre incline a salvarmi dai dispiaceri dell’esistenza, subisce (e non solo passivamente) la fascinazione delle mitologie, e della letteratura che ne consegue. E, in effetti, se simpatizzo per l&#039;uno e guardo con sospetto l&#039;altro è per una questione di relazioni pratiche con me stesso, per quella ricchezza e libertà che queste mitologie affermano ogni giorno nel mio percorso o cercano di negare.

L’ebraismo non vuole convertirTi e non contempla di punire l’eresie altrui né le miscredenze (anche “eresia” è un termine inesistente e improprio, ahah)

Il cristianesimo lo farebbe se potesse, e ancora in qualche modo limita la nostra libertà di non credere alle sue superstizioni. E l’islàm sì che ce ne dà di dolori, senza allarmismi - mitologie del rimbambimento più totale, i paraocchi del servo che non vuole essere sovrano; l’opposto del celebre “io sovrano” in Bataille - Moi, j’existe – suspendu dans un vide réalisé – suspendu à ma propre angoisse. Un’angoscia che, come non fregava lui, non frega nemmeno moi.

Voglio dire, so anche che simpatizzare è sempre unpolitically correct in questo vuoto di verità, soprattutto se si parla di ebraismo (giudaismo e sionismo sono due separate vocazioni spesso complementari) l’equivoco è dietro l’angolo - ma questo non c&#039;entra niente. Così non ne parleremo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro Andrea,<br />
io non sarò Harold Bloom, ma il peccato “cristiano-centrico” lo vedo nella vita di ogni giorno.</p>
<p>il mio punto di partenza è quello di un ateo materialista che, dovendo fare i conti con una razionalità non sempre incline a salvarmi dai dispiaceri dell’esistenza, subisce (e non solo passivamente) la fascinazione delle mitologie, e della letteratura che ne consegue. E, in effetti, se simpatizzo per l&#8217;uno e guardo con sospetto l&#8217;altro è per una questione di relazioni pratiche con me stesso, per quella ricchezza e libertà che queste mitologie affermano ogni giorno nel mio percorso o cercano di negare.</p>
<p>L’ebraismo non vuole convertirTi e non contempla di punire l’eresie altrui né le miscredenze (anche “eresia” è un termine inesistente e improprio, ahah)</p>
<p>Il cristianesimo lo farebbe se potesse, e ancora in qualche modo limita la nostra libertà di non credere alle sue superstizioni. E l’islàm sì che ce ne dà di dolori, senza allarmismi &#8211; mitologie del rimbambimento più totale, i paraocchi del servo che non vuole essere sovrano; l’opposto del celebre “io sovrano” in Bataille &#8211; Moi, j’existe – suspendu dans un vide réalisé – suspendu à ma propre angoisse. Un’angoscia che, come non fregava lui, non frega nemmeno moi.</p>
<p>Voglio dire, so anche che simpatizzare è sempre unpolitically correct in questo vuoto di verità, soprattutto se si parla di ebraismo (giudaismo e sionismo sono due separate vocazioni spesso complementari) l’equivoco è dietro l’angolo &#8211; ma questo non c&#8217;entra niente. Così non ne parleremo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/05/sullo-shema-e-il-profeta-martire/#comment-119007</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 15:24:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21413#comment-119007</guid>

					<description><![CDATA[insomma, parlare di teologia ebraica è peccato di cristianocentrismo...

a dire il vero, io non sono più simpatizzante dell&#039;uno o dell&#039;altro dei monoteismi, quindi da un lato l&#039;indicazione impropria non mi disturba troppo, dal momento che permette di orientare adeguatamente il &quot;nostro&quot; lettore - il tipo di riflessione di Ellis, da noi, si etichetterebbe come teologica; dall&#039;altro ti ringrazio, perché ora sono consapevole che esiste una dizione più adeguata al caso (&quot;pensatore ebraico&quot;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>insomma, parlare di teologia ebraica è peccato di cristianocentrismo&#8230;</p>
<p>a dire il vero, io non sono più simpatizzante dell&#8217;uno o dell&#8217;altro dei monoteismi, quindi da un lato l&#8217;indicazione impropria non mi disturba troppo, dal momento che permette di orientare adeguatamente il &#8220;nostro&#8221; lettore &#8211; il tipo di riflessione di Ellis, da noi, si etichetterebbe come teologica; dall&#8217;altro ti ringrazio, perché ora sono consapevole che esiste una dizione più adeguata al caso (&#8220;pensatore ebraico&#8221;)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-08-04 00:17:34 by W3 Total Cache
-->