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	Commenti a: TORNA L&#8217;OCCHIO DI HUBBLE	</title>
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		<title>
		Di: Williamdollace		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Williamdollace]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 21:27:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Esami spaziali vincenti e autorevoli estetiche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esami spaziali vincenti e autorevoli estetiche</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 17:21:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[con un curioso errore della FNAC visto che il libro si intitolava, Il cielo stellato dentro di noi, ed Tartaruga a cura di Diotima ( Luisa Muraro tra le altre)
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>con un curioso errore della FNAC visto che il libro si intitolava, Il cielo stellato dentro di noi, ed Tartaruga a cura di Diotima ( Luisa Muraro tra le altre)<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/09/torna-l%e2%80%99occhio-di-hubble/#comment-119559</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 17:19:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[big bang or bang bang?
https://www.nazioneindiana.com/2008/07/15/post-in-translation-equipe-84-o-minadalida/
effeffe
ps
comunque sulla questione &quot;kantiana&quot; della morale e delle scienze http://libri.fnac.it/a63747/DIOTIMA-Il-cielo-stellato-sopra-di-noi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>big bang or bang bang?<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2008/07/15/post-in-translation-equipe-84-o-minadalida/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2008/07/15/post-in-translation-equipe-84-o-minadalida/</a><br />
effeffe<br />
ps<br />
comunque sulla questione &#8220;kantiana&#8221; della morale e delle scienze <a href="http://libri.fnac.it/a63747/DIOTIMA-Il-cielo-stellato-sopra-di-noi" rel="nofollow ugc">http://libri.fnac.it/a63747/DIOTIMA-Il-cielo-stellato-sopra-di-noi</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/09/torna-l%e2%80%99occhio-di-hubble/#comment-119526</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 13:04:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La posizione di Ortese è ancora attuale, nel senso che credo rifletta un liceal-sentire verso la scienza molto diffuso in tutti gli strati intellettuali, non scientifici, della nostra cara patria e forse pure in quelli scientifici.
Come ripeto spesso, basta andare in una Feltrinelli qualsiasi e confrontare l’estensione degli scaffali SCIENZA con quella degli scaffali SCIENZE UMANE: si noterà un rapporto di uno a dieci, o più, a favore di queste ultime.
Come poteva Ortese, scrittrice tutta ripiegata sull’ascolto un po’ piagnone dell’umano (Forlani mi ucciderà), cogliere la grandezza dell’andare nello spazio, non tanto come fonte ulteriore di poesia, ma proprio invece di conoscenza &#038; di nuove cosmogonie?

Tuttavia al di là di questo c’è qualche notazione (qualche?) ulteriore e fuori tema.
Oggi lungo i corridoi di una scuola, Titti, maestra elementare, mi mostrava i lavori dei bambini sulla teoria del Big Bang e allora le chiedevo Come gliela metti giù? Li informi che è una teoria? 
Titti rispondeva. Ma no, ormai è assodato, è andata così. Ma no, Titti, bisogna dire ai ragazzini che la scienza non è definitiva, mai. Men che meno la cosmogonia del Big Bang. C’era un grosso foglio di carta appeso lungo il corridoio con su dipinto un BIG BANG, un’esplosione tutta rossa e fumigante. La scritta recitava: PRIMA NON C’ERA NULLA, CON IL BIG BANG NACQUERO LO SPAZIO E IL TEMPO. Mi domando: può proferirsi una frase di più alto contenuto metafisico? Mi domando: come possiamo, noi non scienziati, accettare queste affermazioni, prenderle come buone, senza che a tutt’oggi esista una sola spiegazione soddisfacente (per noi)? E soprattutto: è giusto trasmetterle ai bambini così, come fossero assiomi inspiegabili, equivalenti a frasi tipo IN PRINCIPIO ERA IL VERBO E IL VERBO ERA PRESSO DIO E IL VERBO ERA DIO?
Se lo domanda uno scientista totale.

(Lunga vita al telescopio Hubble)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La posizione di Ortese è ancora attuale, nel senso che credo rifletta un liceal-sentire verso la scienza molto diffuso in tutti gli strati intellettuali, non scientifici, della nostra cara patria e forse pure in quelli scientifici.<br />
Come ripeto spesso, basta andare in una Feltrinelli qualsiasi e confrontare l’estensione degli scaffali SCIENZA con quella degli scaffali SCIENZE UMANE: si noterà un rapporto di uno a dieci, o più, a favore di queste ultime.<br />
Come poteva Ortese, scrittrice tutta ripiegata sull’ascolto un po’ piagnone dell’umano (Forlani mi ucciderà), cogliere la grandezza dell’andare nello spazio, non tanto come fonte ulteriore di poesia, ma proprio invece di conoscenza &amp; di nuove cosmogonie?</p>
<p>Tuttavia al di là di questo c’è qualche notazione (qualche?) ulteriore e fuori tema.<br />
Oggi lungo i corridoi di una scuola, Titti, maestra elementare, mi mostrava i lavori dei bambini sulla teoria del Big Bang e allora le chiedevo Come gliela metti giù? Li informi che è una teoria?<br />
Titti rispondeva. Ma no, ormai è assodato, è andata così. Ma no, Titti, bisogna dire ai ragazzini che la scienza non è definitiva, mai. Men che meno la cosmogonia del Big Bang. C’era un grosso foglio di carta appeso lungo il corridoio con su dipinto un BIG BANG, un’esplosione tutta rossa e fumigante. La scritta recitava: PRIMA NON C’ERA NULLA, CON IL BIG BANG NACQUERO LO SPAZIO E IL TEMPO. Mi domando: può proferirsi una frase di più alto contenuto metafisico? Mi domando: come possiamo, noi non scienziati, accettare queste affermazioni, prenderle come buone, senza che a tutt’oggi esista una sola spiegazione soddisfacente (per noi)? E soprattutto: è giusto trasmetterle ai bambini così, come fossero assiomi inspiegabili, equivalenti a frasi tipo IN PRINCIPIO ERA IL VERBO E IL VERBO ERA PRESSO DIO E IL VERBO ERA DIO?<br />
Se lo domanda uno scientista totale.</p>
<p>(Lunga vita al telescopio Hubble)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chengoboro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/09/torna-l%e2%80%99occhio-di-hubble/#comment-119521</link>

		<dc:creator><![CDATA[chengoboro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 12:18:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di Universo (Orsola, perdona l&#039;appropriazione indebita spaziale), soprattutto quello più vicino a noi, che il più delle volte stentiamo a comprendere.

Di Stelle nelle Case


C’è una donna al mondo
da qualche parte agli occhi
di nessuno in vista nell’allerta
con problemi nel centrare
il fuoco
nelle dita dove pulsa un po’
di cuore
e non fa male solo poco
in punta di diamante un’incisione
al petto pugno chiuso
che difficile si espande di stralùne

(siamo stati sempre insieme
prima ancora
di saperci)

Hai un oroscopo terribile ti sei
congiunta indifferente
al tuo Assassino
questo è quello che si può
capire
di Stelle nelle Case e dunque
cosa sono io
mi chiedo se non esco
a deflagrare
un giorno in una luce
ch’è già stata emessa

(uccidersi negli altri
è sempre fare
cattiva biografia di sé)

Vorrei arrendermi bandiera non
ancora bianca la coscienza
pura
nel rispetto nuovo vecchio
dell’amore che ci induce
diamine però
sarà pur valso vivere
la pena
in poche ore di trasporto prima
di posarci indifferenti alle giornate
vili come sopra

(la colpa sono gli altri
che non hanno mai
avuto più il nostro cuore)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di Universo (Orsola, perdona l&#8217;appropriazione indebita spaziale), soprattutto quello più vicino a noi, che il più delle volte stentiamo a comprendere.</p>
<p>Di Stelle nelle Case</p>
<p>C’è una donna al mondo<br />
da qualche parte agli occhi<br />
di nessuno in vista nell’allerta<br />
con problemi nel centrare<br />
il fuoco<br />
nelle dita dove pulsa un po’<br />
di cuore<br />
e non fa male solo poco<br />
in punta di diamante un’incisione<br />
al petto pugno chiuso<br />
che difficile si espande di stralùne</p>
<p>(siamo stati sempre insieme<br />
prima ancora<br />
di saperci)</p>
<p>Hai un oroscopo terribile ti sei<br />
congiunta indifferente<br />
al tuo Assassino<br />
questo è quello che si può<br />
capire<br />
di Stelle nelle Case e dunque<br />
cosa sono io<br />
mi chiedo se non esco<br />
a deflagrare<br />
un giorno in una luce<br />
ch’è già stata emessa</p>
<p>(uccidersi negli altri<br />
è sempre fare<br />
cattiva biografia di sé)</p>
<p>Vorrei arrendermi bandiera non<br />
ancora bianca la coscienza<br />
pura<br />
nel rispetto nuovo vecchio<br />
dell’amore che ci induce<br />
diamine però<br />
sarà pur valso vivere<br />
la pena<br />
in poche ore di trasporto prima<br />
di posarci indifferenti alle giornate<br />
vili come sopra</p>
<p>(la colpa sono gli altri<br />
che non hanno mai<br />
avuto più il nostro cuore)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chengoboro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/09/torna-l%e2%80%99occhio-di-hubble/#comment-119500</link>

		<dc:creator><![CDATA[chengoboro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 09:53:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Cupio dissolvi&quot;, sospirava Paolo in una lingua d&#039;altri tempi, non sua, quella imperiale.
Non vedeva l&#039;ora di ricondursi all&#039;Unità e finalmente capire tutto &quot;in diretta&quot;, non soltanto &quot;per specula&quot; (Hubble).
&quot;I can&#039;t wait to die&quot;, direbbe Paolo oggi, &quot;se si trovasse ancora&quot; (esistesse), nella lingua dominante attuale.
Anch&#039;io non vedo l&#039;ora di morire.
Nel mio piccolo (paulus). 
Non soltanto per l&#039;omonimia.
Non soltanto per le infauste (?) previsioni attribuibili all&#039;oroscopo personale (radix):
Popolarità dopo la morte.
Bene.
Sperando non si tratti, come pavento, di qualche misfatto finale che mi elevi fatalmente al disonore delle cronache.
Ma anche, e soprattutto, per poter fare un giro nella giostra infinita dell&#039;universo.
Per sapere finalmente.
Avendo già pagato il biglietto (non basta questo inferno?).
Per conoscere i vicini.
Alla velocità della luce.
Anzi: alla maggior velocità possibile.
Quella del pensiero.
Ecco, abbiamo questo razzo interno, noi umani, che ci proietta in un istante in mondi disparati.
L&#039;immaginazione.
Il sogno.
Il desiderio.
La poesia.

Siamo poeti postumi.
Come tutti gli assassini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Cupio dissolvi&#8221;, sospirava Paolo in una lingua d&#8217;altri tempi, non sua, quella imperiale.<br />
Non vedeva l&#8217;ora di ricondursi all&#8217;Unità e finalmente capire tutto &#8220;in diretta&#8221;, non soltanto &#8220;per specula&#8221; (Hubble).<br />
&#8220;I can&#8217;t wait to die&#8221;, direbbe Paolo oggi, &#8220;se si trovasse ancora&#8221; (esistesse), nella lingua dominante attuale.<br />
Anch&#8217;io non vedo l&#8217;ora di morire.<br />
Nel mio piccolo (paulus).<br />
Non soltanto per l&#8217;omonimia.<br />
Non soltanto per le infauste (?) previsioni attribuibili all&#8217;oroscopo personale (radix):<br />
Popolarità dopo la morte.<br />
Bene.<br />
Sperando non si tratti, come pavento, di qualche misfatto finale che mi elevi fatalmente al disonore delle cronache.<br />
Ma anche, e soprattutto, per poter fare un giro nella giostra infinita dell&#8217;universo.<br />
Per sapere finalmente.<br />
Avendo già pagato il biglietto (non basta questo inferno?).<br />
Per conoscere i vicini.<br />
Alla velocità della luce.<br />
Anzi: alla maggior velocità possibile.<br />
Quella del pensiero.<br />
Ecco, abbiamo questo razzo interno, noi umani, che ci proietta in un istante in mondi disparati.<br />
L&#8217;immaginazione.<br />
Il sogno.<br />
Il desiderio.<br />
La poesia.</p>
<p>Siamo poeti postumi.<br />
Come tutti gli assassini.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/09/torna-l%e2%80%99occhio-di-hubble/#comment-119485</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 09:13:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21724#comment-119485</guid>

					<description><![CDATA[grazie a Hubble, ovviamente

la pulce de &lt;em&gt;l&#039;ispirazione speciale, a tema spaziale, senza tema di annoiare&lt;/em&gt; era rivolta ad alcuni/e dei miei poeti e poeta (non -esse che sennò Franti s&#039;inquieta) e scrittori/trici e scienziati/e preferiti che infatti si son fatti vivi

a niky lismo che mi chiede 

&lt;em&gt;il cosmo e l’universo mondo dove rientrano? E da un lato soltanto o da entrambi? Sono più “vere” le stelle o le città invisibili? E quali ci muovono (commuovono) davvero?&lt;/em&gt;

direi che cosmo e mondo sono talmente magneticamente legati nel loro orbitare, che un problema di verità o illusione non si pone e che le parole della scrittura letteraria orbitano anche loro fra verità e illusione, sempre, essendo rappresentazione, sempre, e che per ogni stella e per ogni città invisibile c&#039;è un tipo di commozione particolare, diversa nei momenti diversi delle vite e diversa nella diversità delle persone.

&lt;em&gt;Trovo qui Calvino un po’ arrogantino&lt;/em&gt; è un esametro di quelli simpatici con rima interna...

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie a Hubble, ovviamente</p>
<p>la pulce de <em>l&#8217;ispirazione speciale, a tema spaziale, senza tema di annoiare</em> era rivolta ad alcuni/e dei miei poeti e poeta (non -esse che sennò Franti s&#8217;inquieta) e scrittori/trici e scienziati/e preferiti che infatti si son fatti vivi</p>
<p>a niky lismo che mi chiede </p>
<p><em>il cosmo e l’universo mondo dove rientrano? E da un lato soltanto o da entrambi? Sono più “vere” le stelle o le città invisibili? E quali ci muovono (commuovono) davvero?</em></p>
<p>direi che cosmo e mondo sono talmente magneticamente legati nel loro orbitare, che un problema di verità o illusione non si pone e che le parole della scrittura letteraria orbitano anche loro fra verità e illusione, sempre, essendo rappresentazione, sempre, e che per ogni stella e per ogni città invisibile c&#8217;è un tipo di commozione particolare, diversa nei momenti diversi delle vite e diversa nella diversità delle persone.</p>
<p><em>Trovo qui Calvino un po’ arrogantino</em> è un esametro di quelli simpatici con rima interna&#8230;</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/09/torna-l%e2%80%99occhio-di-hubble/#comment-119478</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 08:40:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21724#comment-119478</guid>

					<description><![CDATA[a proposito di &quot;ispirazione speciale, a tema spaziale, senza tema di annoiare&quot; consiglio il bellissimo &quot;Seconda stella a destra. Guida turistica al sistema solare&quot; di Andrea Bernagozzi e Davide Cenadelli, Sironi Ed. (http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_collana=g&#038;ID_libro=978-88-518-0107-6) 
e la mostra a Milano &quot;l&#039;Universo dentro: una mostra fra arte e scienza&quot; (http://www.universodentro.it/)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a proposito di &#8220;ispirazione speciale, a tema spaziale, senza tema di annoiare&#8221; consiglio il bellissimo &#8220;Seconda stella a destra. Guida turistica al sistema solare&#8221; di Andrea Bernagozzi e Davide Cenadelli, Sironi Ed. (<a href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_collana=g&#038;ID_libro=978-88-518-0107-6" rel="nofollow ugc">http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_collana=g&#038;ID_libro=978-88-518-0107-6</a>)<br />
e la mostra a Milano &#8220;l&#8217;Universo dentro: una mostra fra arte e scienza&#8221; (<a href="http://www.universodentro.it/" rel="nofollow ugc">http://www.universodentro.it/</a>)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/09/torna-l%e2%80%99occhio-di-hubble/#comment-119473</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 08:36:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21724#comment-119473</guid>

					<description><![CDATA[Domenica 31 dicembre 1967, Carlo Cassola: 

“Domenica scorsa, su questo giornale, Italo Calvino ha affermato che Galilei è il più grande scrittore italiano di ogni secolo. Io credevo che Galilei fosse il più grande scienziato, ma che la palma di massimo scrittore spettasse a Dante. E che oltre Dante, in otto secoli, la letteratura italiana avesse dato alcuni altri poeti, come tali più importanti di Galilei.
Ma mentirei se dicessi che l’affermazione di Calvino mi ha scandalizzato. Lo spirito di dimissioni di molti miei colleghi è giunto a un punto tale che non mi scandalizzo più di niente. L’augurio che rivolgo loro è di liberarsi del complesso di inferiorità nei confronti della cultura scientifica e della tecnologia. E se no, che cambino mestiere”. 


Ho trovato un’analisi approfondita della polemica e dell’argomento nel capitolo VI (pag. 107- 127) di “Italio Calvino e la scienza” di Massimo Bucciantini. Copio un passaggio (a pag. 121):

“Ma anche rispetto a Queneau, tutt’altro è l’ambito entro il quale Calvino lavora e affronta il tema scienza-letteratura. Per lui non si tratta tanto di allargare il campo dell’invenzione letteraria costruendo quello che Queneau chiama una “nuova retorica”, bensì di affrontare ciò che in più occasioni egli definisce il problema della conoscenza della contemporaneità. È da questa prospettiva che egli guarda con attenzione alla scienza e, in particolare, a Galileo: “Quel che posso dire è che nella direzione in cui lavoro adesso, trovo maggior nutrimento in Galileo, come precisione di linguaggio, come immaginazione scientifico-poetica, come costruzione di congetture” [I. Calvino, “Due interviste su scienza e letteratura”, in id. “Una pietra sopra”, p. 232]. Per questa ragione la dicotomia avanzata da Cassola tra scienziato e scrittore è destituita di ogni fondamento. Calvino preferisce parlare di “vocazione profonda della letteratura italiana”, che considera “l’opera letteraria come mappa del mondo e dello scibile” e cerca attraverso “la parola letteraria di costruire un’immagine dell’universo”.
All’interno di questo quadro di riferimento nessuno deve dunque scandalizzarsi dell’idea di porre Dante e Galileo l’uno accanto all’altro, in un’ideale catena letteraria, perché ambedue sono scrittori mossi da una medesima vocazione e tensione conoscitiva: [….]” 
ecc. ecc.


Lunga vita ad Hubble!!! (e a Orsola :-) )

fem]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 31 dicembre 1967, Carlo Cassola: </p>
<p>“Domenica scorsa, su questo giornale, Italo Calvino ha affermato che Galilei è il più grande scrittore italiano di ogni secolo. Io credevo che Galilei fosse il più grande scienziato, ma che la palma di massimo scrittore spettasse a Dante. E che oltre Dante, in otto secoli, la letteratura italiana avesse dato alcuni altri poeti, come tali più importanti di Galilei.<br />
Ma mentirei se dicessi che l’affermazione di Calvino mi ha scandalizzato. Lo spirito di dimissioni di molti miei colleghi è giunto a un punto tale che non mi scandalizzo più di niente. L’augurio che rivolgo loro è di liberarsi del complesso di inferiorità nei confronti della cultura scientifica e della tecnologia. E se no, che cambino mestiere”. </p>
<p>Ho trovato un’analisi approfondita della polemica e dell’argomento nel capitolo VI (pag. 107- 127) di “Italio Calvino e la scienza” di Massimo Bucciantini. Copio un passaggio (a pag. 121):</p>
<p>“Ma anche rispetto a Queneau, tutt’altro è l’ambito entro il quale Calvino lavora e affronta il tema scienza-letteratura. Per lui non si tratta tanto di allargare il campo dell’invenzione letteraria costruendo quello che Queneau chiama una “nuova retorica”, bensì di affrontare ciò che in più occasioni egli definisce il problema della conoscenza della contemporaneità. È da questa prospettiva che egli guarda con attenzione alla scienza e, in particolare, a Galileo: “Quel che posso dire è che nella direzione in cui lavoro adesso, trovo maggior nutrimento in Galileo, come precisione di linguaggio, come immaginazione scientifico-poetica, come costruzione di congetture” [I. Calvino, “Due interviste su scienza e letteratura”, in id. “Una pietra sopra”, p. 232]. Per questa ragione la dicotomia avanzata da Cassola tra scienziato e scrittore è destituita di ogni fondamento. Calvino preferisce parlare di “vocazione profonda della letteratura italiana”, che considera “l’opera letteraria come mappa del mondo e dello scibile” e cerca attraverso “la parola letteraria di costruire un’immagine dell’universo”.<br />
All’interno di questo quadro di riferimento nessuno deve dunque scandalizzarsi dell’idea di porre Dante e Galileo l’uno accanto all’altro, in un’ideale catena letteraria, perché ambedue sono scrittori mossi da una medesima vocazione e tensione conoscitiva: [….]”<br />
ecc. ecc.</p>
<p>Lunga vita ad Hubble!!! (e a Orsola :-) )</p>
<p>fem</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/09/torna-l%e2%80%99occhio-di-hubble/#comment-119384</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 15:08:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piace molto la risposta di calvino e concordo molto su Galilei e Leopardi]]></description>
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