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	Commenti a: Toccare il fondo	</title>
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		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/24/toccare-il-fondo/#comment-120861</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 22:02:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ciao anonimo calabrese,

non mi sembra ci sia alcuna morale in questo racconto. non c&#039;è morale soprattutto perchè non c&#039;è un momento di sintesi in cui faccio confluire tutta la narrazione. ci sono punti fermi, senza dubbio, una posizione narrativa forte, ma trattandosi di una messa in forma della mia esperienza e della mia memoria, è tutto molto più aperto, disteso, dispiegato - proprio perchè la mia esperienza e la mia memoria fortunatamente non si sono ancora esaurite.

quanto al patriottismo, onestamente, non ne vedo l&#039;ombra. il rapporto con la terra di origine ha qualcosa di molto più atavico e primordiale rispetto all&#039;idea di patria, cioè è un rapporto con il proprio ambiente - sia questo l&#039;acqua, l&#039;aria, la materia vivente delle cose - che non è mediato da alcuna istituzione, ma probailmente solo da memorie collettive perennemente reinventate e aggiornate. 

questo è quanto. a presto

giuseppe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao anonimo calabrese,</p>
<p>non mi sembra ci sia alcuna morale in questo racconto. non c&#8217;è morale soprattutto perchè non c&#8217;è un momento di sintesi in cui faccio confluire tutta la narrazione. ci sono punti fermi, senza dubbio, una posizione narrativa forte, ma trattandosi di una messa in forma della mia esperienza e della mia memoria, è tutto molto più aperto, disteso, dispiegato &#8211; proprio perchè la mia esperienza e la mia memoria fortunatamente non si sono ancora esaurite.</p>
<p>quanto al patriottismo, onestamente, non ne vedo l&#8217;ombra. il rapporto con la terra di origine ha qualcosa di molto più atavico e primordiale rispetto all&#8217;idea di patria, cioè è un rapporto con il proprio ambiente &#8211; sia questo l&#8217;acqua, l&#8217;aria, la materia vivente delle cose &#8211; che non è mediato da alcuna istituzione, ma probailmente solo da memorie collettive perennemente reinventate e aggiornate. </p>
<p>questo è quanto. a presto</p>
<p>giuseppe</p>
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		<title>
		Di: Vincenzo R.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/24/toccare-il-fondo/#comment-120815</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo R.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 10:48:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bello, una lettura piacevole e stimolante. Di particolare effetto il legame forte e profondo con la terra ed il contrasto tra amarezza e piacere. Notevole la frase della zia Lina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bello, una lettura piacevole e stimolante. Di particolare effetto il legame forte e profondo con la terra ed il contrasto tra amarezza e piacere. Notevole la frase della zia Lina.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: anonimo calabrese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/24/toccare-il-fondo/#comment-120790</link>

		<dc:creator><![CDATA[anonimo calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 22:19:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[da calabrese..a me non piace..non il testo..la morale..e i finti patriottismi di chi lascia la calabria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da calabrese..a me non piace..non il testo..la morale..e i finti patriottismi di chi lascia la calabria</p>
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		<title>
		Di: roberto fantechi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/24/toccare-il-fondo/#comment-120525</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto fantechi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 13:27:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molto bello e suggestivo leggere e sentire ed odorare la regione ed il paesaggio dagli scritti di un figlio natio......

.....ma non equilibria la mia tristezza di forestiero di fronte al devastante e tragico spettacolo della calabria degli uomini e delle loro cose, una serie infinite di mostri artificiali piccoli ed enormi scaraventati su una natura certamnete una volta bella ed imperiosa ma adesso, ancorchè bella, ridotta ad inerme schiavitù]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>molto bello e suggestivo leggere e sentire ed odorare la regione ed il paesaggio dagli scritti di un figlio natio&#8230;&#8230;</p>
<p>&#8230;..ma non equilibria la mia tristezza di forestiero di fronte al devastante e tragico spettacolo della calabria degli uomini e delle loro cose, una serie infinite di mostri artificiali piccoli ed enormi scaraventati su una natura certamnete una volta bella ed imperiosa ma adesso, ancorchè bella, ridotta ad inerme schiavitù</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/24/toccare-il-fondo/#comment-120520</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 09:30:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un pezzo di vita scritto benissimo, con malinconica passione, bello davvero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un pezzo di vita scritto benissimo, con malinconica passione, bello davvero.</p>
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		<title>
		Di: carmine vitale		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/24/toccare-il-fondo/#comment-120506</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmine vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 20:59:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie helena 
molto toccante profondo vero
una luce amara lo attraversa
complimenti per la scrittura a zucco
avercene di articoli cosi ogni giorno dappertutto
c.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie helena<br />
molto toccante profondo vero<br />
una luce amara lo attraversa<br />
complimenti per la scrittura a zucco<br />
avercene di articoli cosi ogni giorno dappertutto<br />
c.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: giuseppe laganà		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/24/toccare-il-fondo/#comment-120483</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe laganà]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:09:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto bello. Ho saputo però che anche il sole si è stancato di illuminarla la nostra Calabria. E anche lo Zefiro ha cambiato direzione. Dovremmo convincerli a resistere ancora un po&#039;. Certo, per loro è dura, a settembre non se ne vanno come noi. Restano lì tutto l&#039;anno. E si spengono. Come dice Otello profazio &quot;qui (lì) si campa d&#039;aria&quot;. Io ne sono sazio, ma non riesco a farne a meno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello. Ho saputo però che anche il sole si è stancato di illuminarla la nostra Calabria. E anche lo Zefiro ha cambiato direzione. Dovremmo convincerli a resistere ancora un po&#8217;. Certo, per loro è dura, a settembre non se ne vanno come noi. Restano lì tutto l&#8217;anno. E si spengono. Come dice Otello profazio &#8220;qui (lì) si campa d&#8217;aria&#8221;. Io ne sono sazio, ma non riesco a farne a meno.</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/24/toccare-il-fondo/#comment-120482</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 09:54:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissimo. Leggendo a casa, ho avuto gli occhi in piena luce. Trovo che il narratore evoca con una grande sensibilità il vincolo di sangue con la sua terra, il sangue è un fiume di ricordi, di vita. 

Ho amato il brano che descrive il momento di sogno verso il paese del ritorno. Ho quasi provato la stessa emozione nel treno che mi portava verso Napoli, sogno, ma senza tristezza, invece il piacere, la felcità di sentire il calore, di vedere le canne, il mio battito del cuore scorgendo il Vesuvio, e il battito del cuore pensando agli amici che incontrero: il paesaggio è avvolto di volti amati.

Sempre tristezza con il cuore diviso in due sul cammino del ritorno.

Il narratore fa parlare la luce del paese. La luce è dentro la scrittura, dentro la memoria del nonno, dentro il dialetto, il mare, la spiaggia che prima non riconosce la pelle bianca (di neve/ come la mia). 
E&#039; vero il corpo del norte entra di vivo nella luce, esce della neve. Il sole fa risplendere la pelle bianca, come un sole di madreperla. Amo la mia pelle nel sud, amo il mio corpo, e ho sentito lo stesso amore attarverso la voce del narratore. Essere al sole è l&#039;erotismo della pelle che non vedeva il sole.

E la terra del narratore non è solo bellezza. Anche è porto senza direzione degli uomini senza bagaglio, perduti su la terra arsa. Il sale mangia l&#039;anima, fa diventire più vulnerabile di un neonato.

Il testo è il canto ritrovato delle ombre che hanno perduto la loro terra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo. Leggendo a casa, ho avuto gli occhi in piena luce. Trovo che il narratore evoca con una grande sensibilità il vincolo di sangue con la sua terra, il sangue è un fiume di ricordi, di vita. </p>
<p>Ho amato il brano che descrive il momento di sogno verso il paese del ritorno. Ho quasi provato la stessa emozione nel treno che mi portava verso Napoli, sogno, ma senza tristezza, invece il piacere, la felcità di sentire il calore, di vedere le canne, il mio battito del cuore scorgendo il Vesuvio, e il battito del cuore pensando agli amici che incontrero: il paesaggio è avvolto di volti amati.</p>
<p>Sempre tristezza con il cuore diviso in due sul cammino del ritorno.</p>
<p>Il narratore fa parlare la luce del paese. La luce è dentro la scrittura, dentro la memoria del nonno, dentro il dialetto, il mare, la spiaggia che prima non riconosce la pelle bianca (di neve/ come la mia).<br />
E&#8217; vero il corpo del norte entra di vivo nella luce, esce della neve. Il sole fa risplendere la pelle bianca, come un sole di madreperla. Amo la mia pelle nel sud, amo il mio corpo, e ho sentito lo stesso amore attarverso la voce del narratore. Essere al sole è l&#8217;erotismo della pelle che non vedeva il sole.</p>
<p>E la terra del narratore non è solo bellezza. Anche è porto senza direzione degli uomini senza bagaglio, perduti su la terra arsa. Il sale mangia l&#8217;anima, fa diventire più vulnerabile di un neonato.</p>
<p>Il testo è il canto ritrovato delle ombre che hanno perduto la loro terra.</p>
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		Di: Salvatore Talia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/24/toccare-il-fondo/#comment-120452</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Talia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 16:33:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Noi abbiamo fallito, dice uno dei grandi guardandomi negli occhi. La nostra generazione non vi ha lasciato niente. Abbiamo accettato il quieto vivere, e questo è il risultato. [...] Tutti voi siete stati costretti a partire. Avete dovuto lasciare questa terra bruciata. E ora abitate e lavorate lì dove essere calabresi a volte è un insulto&quot;. - Per ora abbiamo tutti perso: chi si è ribellato ed è stato sconfitto, chi ha accettato il quieto vivere e chi come me se n&#039;è andato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Noi abbiamo fallito, dice uno dei grandi guardandomi negli occhi. La nostra generazione non vi ha lasciato niente. Abbiamo accettato il quieto vivere, e questo è il risultato. [&#8230;] Tutti voi siete stati costretti a partire. Avete dovuto lasciare questa terra bruciata. E ora abitate e lavorate lì dove essere calabresi a volte è un insulto&#8221;. &#8211; Per ora abbiamo tutti perso: chi si è ribellato ed è stato sconfitto, chi ha accettato il quieto vivere e chi come me se n&#8217;è andato.</p>
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