Una Riga su Kurt Schwitters

2 ottobre 2009
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una segnalazione di Marco Belpoliti

A Milano, domenica 4 Ottobre 2009, ci sarà la presentazione del nuovo numero della collana «Riga», dedicato a Kurt Schwitters.
Dadaista? Kurt Schwitters (1887-1948) è stato il maestro del sublime riciclo, della trasformazione in arte di ciò che gli altri buttano, personaggio eccentrico e particolare, inclassificabile come la sua arte.
Il nuovo numero della collana monografica «Riga», a cura di Elio Grazioli, presenta un’ampia selezione di testi e scritti dell’artista tedesco, alcuni dei quali tradotti per la prima volta in italiano, e raccoglie dichiarazioni, manifesti, poesie e ricordi, per restituire la ricchezza, la varietà e la complessità della sua opera.
Il genio Schwitters ha esplorato infinite direzioni; classificato sotto la rubrica del dadaismo ma fertile di spunti diversi, anticipatore della Pop Art oltre che delle moderne installazioni.
Collages prima di tutto, piccolissimi e curatissimi, assemblaggi di elementi del quotidiano, biglietti del tram usati, ritagli di giornale mescolati a elementi tradizionali di un quadro, e accumuli tanto grandi da invadere gli spazi, uscendo dagli ambienti, sfondando soffitti e finestre.
Merzbau di Valerio Magrelli, che apre questo volume di «Riga», è proprio un omaggio letterario alla opera più celebre dell’artista tedesco, di proporzioni grandiose, cui dedicò gran parte della propria vita, opera che influenzerà le numerose installazioni del secondo dopoguerra e che allora, senza precedenti di riferimento, egli battezzò «Cattedrale della miseria erotica». All’interno di questa costruzione, che andò via via fondendosi con la sua stessa casa, Schwitters dedicò ad ognuno dei propri amici uno spazio, una grotta, in cui raccolse oggetti, e perfino materiale organico, appartenuti agli stessi (pezzi di unghie, mozziconi di sigarette…).
Grafico e pubblicitario, poeta sonoro e visivo, Schwitters ha utilizzato la tecnica del collage anche utilizzando le parole, componendo le sue incomprensibili poesie con suoni, frammenti linguistici, assemblati in modo inatteso e irregolare.
«Riga» ricorda la genialità dell’artista di Hannover ricostruendo le tappe salienti della sua vita e della sua opera, ricordando le sue amicizie e i suoi dissidi, gli interlocutori, le tournée leggendarie, la particolarità della sua figura, personale e artistica.
Il volume è arricchito da testimonianze di artisti ed amici e omaggi di poeti – da Tristan Tzara a Hans Arp, da Hans Richter a Carola Giedion-Welcker – e da un’ampia raccolta di saggi, classici e inediti, di studiosi e critici d’arte, che ripercorrono momenti significativi della sua vita, ne analizzano i rapporti significativi e gli episodi di rilievo: Sarah Wilson discute l’ultimo periodo di Schwitters, Serge Le moine dedica attenzione all’attività grafica dell’artista, Marco Belpoliti confronta i suoi collages con le «capsule di tempo» di Warhol.
In chiusura, ultimo omaggio all’artista, i contributi visivi di tre artisti: il gruppo Warburghiana, Luca Vitone e Luca Scarabelli.

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5 Responses to Una Riga su Kurt Schwitters

  1. andrea barbieri il 2 ottobre 2009 alle 10:39

    Grandissimo Schwitters!

  2. Andrea Raos il 2 ottobre 2009 alle 12:26
  3. orsola puecher il 2 ottobre 2009 alle 13:11

     
     
    Ursonate (1922-32)

    dalla viva voce di Kurt Schwitters

    dritter teil: scherzo – trio – scherzo (2:24)

    ,\\’

  4. Ancora su Schwitters « Nazione Indiana il 14 ottobre 2009 alle 08:01

    […] ho già segnalato qui, è uscito un nuovo volume di Riga (qui affianco la copertina) a cura di Elio Grazioli dedicato a […]

  5. Giuseppe Storniello il 25 ottobre 2009 alle 18:10

    Personalità complessa e molto interessante, sto leggendo il libro di Kurt Schwitters a cura di Elio Grazioli, devo dire che pagina dopo pagina l’interesse cresce sempre di più.



indiani