CONFRONTI A DISTANZA

29 ottobre 2009
Pubblicato da

di Franco Buffoni

Mentre in Italia un Parlamento di nominati boccia la proposta di legge presentata da Paola Concia, divenendo così oggettivamente complice di chi istiga odio e violenza nei confronti degli omosessuali (violenza fisica e violenza morale sono strettamente connesse: non si può pensare di condannare l’una e giustificare allo stesso tempo l’altra), negli Stati Uniti in data odierna Barack Obama ha firmato una legge specifica contro le violenze nei confronti dei gay.
Il testo prende il nome da Matthew Shepard, studente di college torturato e ucciso da due bulli nel 1998, e da James Byrd, un uomo di colore che nello stesso anno fu legato a un’auto e trascinato per diversi chilometri a Jasper, in Texas.
Con la nuova legge le violenze contro i gay vengono accomunate a quelle scatenate da motivi razziali, religiosi e etnici. Ogni anno sono oltre mille negli Stati Uniti i crimini commessi sulla base della discriminazione sessuale.

La firma di Obama conclude una lunga battaglia da parte delle associazioni per i diritti dei gay, da ultima la Human Right Campaign, l’organizzazione davanti alla quale il presidente ha parlato poche settimane fa.
Violenza fisica e violenza morale sono strettamente connesse: non si può pensare di condannare l’una e giustificare allo stesso tempo l’altra. Mi limito al riguardo a ricordare la direttiva approvata dal Parlamento europeo il 26 aprile 2007 che – riprendendo l’art. 13 del trattato di Amsterdam, disatteso dall’Italia – ribadisce l’invito agli stati membri “a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso” e condanna “i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali”.
La settimana scorsa il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, nella lectio magistrialis con la quale ha aperto l’anno accademico dell’ateneo Regina Apostolorum, ha dichiarato: “Se fino a ieri la famiglia era sotto l’attacco dell’ideologia collettivista, oggi subisce il fuoco concentrico di una deriva individualista nella quale confluiscono il femminismo radicale e i militanti gay. Il supporto ideologico e’ offerto dalla teoria del gender: conta non il sesso biologico ma l’orientamento sessuale. Si rivendicano i cosiddetti nuovi diritti umani, sessuali e riproduttivi: il diritto degli omosessuali di adottare bambini…”.
Ho detto tutto, diceva Totò.

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5 Responses to CONFRONTI A DISTANZA

  1. lucia cossu il 29 ottobre 2009 alle 23:15

    una coppia di miei amici sono andati a Barcellona a far nascere e crescere il loro bambino, qui non si trovano a loro agio per le ragioni che vengono ben spiegate sopra. E non ha importanza che siano etero e anche io ho imbarazzo a essere etero in un paese tanto incivile che non picchia me se son per mano col mio amore.

  2. lucia cossu il 29 ottobre 2009 alle 23:15

    * è andata
    i soliti refusi

  3. Ares il 30 ottobre 2009 alle 10:14

    E che pretendiamo ..è un cardinale.. porello.. un indottrinato, e che dobbiamo fargli, sparargli?.. non ci sarebbe soddisfazione: il sangue si confonderebbe con il porpora della veste. °-°

  4. Giocatore d'Azzardo il 30 ottobre 2009 alle 18:43

    Ma lasciamo parlare ‘sto povero cardinale, eccheccavolo :-) Ecco, ciò che invece non farei, è santificare troppo Barack Hussein Obama. Ma ognuno ha le sue opinioni, quindi: santo subito anche lui.

    Blackjack.

  5. Nietzsche il 30 ottobre 2009 alle 18:53

    Non vedo l’ora che ci sia anche in Italia il reato di omofobia. Voglio proprio vedere se avrete il coraggio di usarlo contro i preti e, soprattutto, contro i vostri beniamini musulmani: ne vedremo delle belle…



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