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	Commenti a: Livio Borriello legge Franco Arminio	</title>
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		<title>
		Di: Elisabetta Buffa		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/04/livio-borriello-legge-franco-arminio/#comment-123313</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Buffa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 10:10:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Breve nota filosofica.

Non si sa quasi mai che cosa sia giusto pensare, voglio dire per essere sani ed equilibrati o almeno per convincerci di poterlo diventare, così come per riuscire a persuaderci di vivere nel posto adatto per noi, dove sperimentare tutto il bene di cui saremmo capaci.                                 
Ed in effetti non ci sono luoghi ineccepibili o cose davvero appropriate da avvertire e comprendere: solo una condizione  irrimediabilmente aporetica e dunque un sentire più o meno indomito e privo di ripari della medesima impossibilità  radicale…

Non ho ancora comprato il libro di Franco Arminio (dopo la recensione di Livio però mi sono precipitata ad ordinarlo), ma ho letto “Vento forte tra Lacedonia e Candela” e respirato la furiosa rassegnazione che abita certe pagine.                                                                                               I paesi abbandonati dagli uomini e le cose del paesaggio diventate mute e senza scopo sembrano quasi un’occasione, la superficie nitidamente specchiante predisposta a riflettere una condizione che appartiene a chi vive sotto qualsiasi latitudine, anche negli spazi che godono del massimo successo planetario di critica e di pubblico.
Paradossalmente invece, sono proprio i luoghi capaci di esibire la pervasività del disagio da scomparsa, quelli in cui l’ansia può esacerbarsi e poi placarsi fin quasi a svanire, trovandosi finalmente ricompresa in una più grande, conclamata insensatezza e dunque in una situazione atta a far sentire meno separati e soli, rispetto alle condizioni generali della corrente, e cieca, asensibilità quotidiana.
La mancanza di un significato interiore un poco viene lenita quando può plausibilmente corrispondere ad una simile carenza esteriore, per via della profonda coerenza delle relazioni che ci costituiscono, senza che tuttavia possiamo discernere le “vere ragioni” di questa necessità quasi formale (esse - intendo le relazioni- sono, in effetti, “assurde”, cioè inesplicabili tramite l’applicazione di un pensiero puramente lineare).                                                                     

Tale disamina certamente non implica che dovremmo rendere il mondo brutto e deserto, cioè  privo di una reale varietà e dunque insensato, al fine di sentirci meno soli tra le creature naturali ad avvertire-creare il problema del significato, pur sembrando in effetti proprio questa l’esatta sintomatologia dell’altrimenti incomprensibile maniera in cui stiamo operando a livello di specie sul pianeta. Ma questo è un altro, difficile, discorso…

Non so se i pensieri che Livio mi ha ispirato siano quelli che si augurava accompagnassero la lettura del nuovo libro, ma confido che in ogni caso abbiano a che fare con quello che ci troviamo ad essere, con i motivi per cui si scrive, si legge, si continua a riflettere…                                                                                                                Rimando eventualmente a più tardi qualcosa di preciso sulla presenza della neve,  di cui Franco sembra sicuro come di qualcosa che ha finalmente, per certo, percepito, dichiarando però che io sono, sin da ora, propensa a credergli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Breve nota filosofica.</p>
<p>Non si sa quasi mai che cosa sia giusto pensare, voglio dire per essere sani ed equilibrati o almeno per convincerci di poterlo diventare, così come per riuscire a persuaderci di vivere nel posto adatto per noi, dove sperimentare tutto il bene di cui saremmo capaci.<br />
Ed in effetti non ci sono luoghi ineccepibili o cose davvero appropriate da avvertire e comprendere: solo una condizione  irrimediabilmente aporetica e dunque un sentire più o meno indomito e privo di ripari della medesima impossibilità  radicale…</p>
<p>Non ho ancora comprato il libro di Franco Arminio (dopo la recensione di Livio però mi sono precipitata ad ordinarlo), ma ho letto “Vento forte tra Lacedonia e Candela” e respirato la furiosa rassegnazione che abita certe pagine.                                                                                               I paesi abbandonati dagli uomini e le cose del paesaggio diventate mute e senza scopo sembrano quasi un’occasione, la superficie nitidamente specchiante predisposta a riflettere una condizione che appartiene a chi vive sotto qualsiasi latitudine, anche negli spazi che godono del massimo successo planetario di critica e di pubblico.<br />
Paradossalmente invece, sono proprio i luoghi capaci di esibire la pervasività del disagio da scomparsa, quelli in cui l’ansia può esacerbarsi e poi placarsi fin quasi a svanire, trovandosi finalmente ricompresa in una più grande, conclamata insensatezza e dunque in una situazione atta a far sentire meno separati e soli, rispetto alle condizioni generali della corrente, e cieca, asensibilità quotidiana.<br />
La mancanza di un significato interiore un poco viene lenita quando può plausibilmente corrispondere ad una simile carenza esteriore, per via della profonda coerenza delle relazioni che ci costituiscono, senza che tuttavia possiamo discernere le “vere ragioni” di questa necessità quasi formale (esse &#8211; intendo le relazioni- sono, in effetti, “assurde”, cioè inesplicabili tramite l’applicazione di un pensiero puramente lineare).                                                                     </p>
<p>Tale disamina certamente non implica che dovremmo rendere il mondo brutto e deserto, cioè  privo di una reale varietà e dunque insensato, al fine di sentirci meno soli tra le creature naturali ad avvertire-creare il problema del significato, pur sembrando in effetti proprio questa l’esatta sintomatologia dell’altrimenti incomprensibile maniera in cui stiamo operando a livello di specie sul pianeta. Ma questo è un altro, difficile, discorso…</p>
<p>Non so se i pensieri che Livio mi ha ispirato siano quelli che si augurava accompagnassero la lettura del nuovo libro, ma confido che in ogni caso abbiano a che fare con quello che ci troviamo ad essere, con i motivi per cui si scrive, si legge, si continua a riflettere…                                                                                                                Rimando eventualmente a più tardi qualcosa di preciso sulla presenza della neve,  di cui Franco sembra sicuro come di qualcosa che ha finalmente, per certo, percepito, dichiarando però che io sono, sin da ora, propensa a credergli.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/04/livio-borriello-legge-franco-arminio/#comment-123306</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:55:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Manca il sangue, perché siamo i dormienti di un castello malato, con il sangue gelato. Non c&#039;è la forza di aprire gli occhi, di amare, prigionieri del niente o del troppo.

Per me, Franco Arminio fa corpo con la sua terra, un po&#039; come un gardien de phare della terra mare. Il grido io sono vivo fa luce.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manca il sangue, perché siamo i dormienti di un castello malato, con il sangue gelato. Non c&#8217;è la forza di aprire gli occhi, di amare, prigionieri del niente o del troppo.</p>
<p>Per me, Franco Arminio fa corpo con la sua terra, un po&#8217; come un gardien de phare della terra mare. Il grido io sono vivo fa luce.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: arminio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/04/livio-borriello-legge-franco-arminio/#comment-123293</link>

		<dc:creator><![CDATA[arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 21:27:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[voglio ringraziare forlani e borriello e nazione indiana. lo spazio c&#039;è, manca il sangue, come diceva borriello. l&#039;italia è una nazione affetta da coma morale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>voglio ringraziare forlani e borriello e nazione indiana. lo spazio c&#8217;è, manca il sangue, come diceva borriello. l&#8217;italia è una nazione affetta da coma morale.</p>
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		<title>
		Di: Carlo Capone		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/04/livio-borriello-legge-franco-arminio/#comment-123284</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 19:11:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io di Arminio ho letto su Il Primo Amore quella  sorta di Spoon River postmoderna che è &quot;Cartoline dai morti&quot;. Non me le scordo più quelle cartoline.   A quando la  pubblicazione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io di Arminio ho letto su Il Primo Amore quella  sorta di Spoon River postmoderna che è &#8220;Cartoline dai morti&#8221;. Non me le scordo più quelle cartoline.   A quando la  pubblicazione?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: livio borriello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/04/livio-borriello-legge-franco-arminio/#comment-123277</link>

		<dc:creator><![CDATA[livio borriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:15:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ps @ unsignorechepassava
eppure in parte l&#039;arminio che scalpita lo capisco. lui si attende che si scateni una bella discussione sui temi forti del suo libro - o della mia lettura - la morte, l&#039;infinito, l&#039;eros, dio - invece possibile che su NI come invero nei blog italici e terrestri, imperi sempre questo certo mediocrismo opaco, questa debolezza dello spirito che accende l&#039;inetersse solo per i soliti temi dell&#039;attualità, per le diatribe letterarie... dov&#039;è il sangue di chi legge, dov&#039;è il loro corpo coi suoi vuoti e spazi oscuri, dov&#039;è la loro felicità e infelicità, dov&#039;è il senso dell&#039;orlo, dell&#039;abisso, del definitivo, dello sconvolgimento... tutti stiamo troppo nei meccanismi, nei protocolli, tutti siamo troppo segregati nelle vite che ci assegna la biologia o l&#039;antropologia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ps @ unsignorechepassava<br />
eppure in parte l&#8217;arminio che scalpita lo capisco. lui si attende che si scateni una bella discussione sui temi forti del suo libro &#8211; o della mia lettura &#8211; la morte, l&#8217;infinito, l&#8217;eros, dio &#8211; invece possibile che su NI come invero nei blog italici e terrestri, imperi sempre questo certo mediocrismo opaco, questa debolezza dello spirito che accende l&#8217;inetersse solo per i soliti temi dell&#8217;attualità, per le diatribe letterarie&#8230; dov&#8217;è il sangue di chi legge, dov&#8217;è il loro corpo coi suoi vuoti e spazi oscuri, dov&#8217;è la loro felicità e infelicità, dov&#8217;è il senso dell&#8217;orlo, dell&#8217;abisso, del definitivo, dello sconvolgimento&#8230; tutti stiamo troppo nei meccanismi, nei protocolli, tutti siamo troppo segregati nelle vite che ci assegna la biologia o l&#8217;antropologia&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmine vitale		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/04/livio-borriello-legge-franco-arminio/#comment-123273</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmine vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:54:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[d&#039;accordo con la disamina elaborata con cura e rispetto da borriello
e sopratutto con questa sotterranea forma di resistenza
sopratutto ai libracci di vespa .
il libro di arminio lo sto per leggere spinto anche da questa recensione
c.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>d&#8217;accordo con la disamina elaborata con cura e rispetto da borriello<br />
e sopratutto con questa sotterranea forma di resistenza<br />
sopratutto ai libracci di vespa .<br />
il libro di arminio lo sto per leggere spinto anche da questa recensione<br />
c.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: livio borriello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/04/livio-borriello-legge-franco-arminio/#comment-123241</link>

		<dc:creator><![CDATA[livio borriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:02:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie dell&#039;accurato e accorato, ma escludo al 99% che il libro possa deluderti... mi vengono in mente anzi continuamente decine di citazioni che avrei potuto inserire, forse più belle di quelle che ho utilizzato...
è un piacere e un dovere comprare i buoni libri, e invece è una tristezza vedere che il tg nazionale offre addirittura anticipazioni di un libraccio come quello di vespa... per una serie di ragioni che sarebbe complesso analizzare qui, ma a cui dobbiamo opporci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie dell&#8217;accurato e accorato, ma escludo al 99% che il libro possa deluderti&#8230; mi vengono in mente anzi continuamente decine di citazioni che avrei potuto inserire, forse più belle di quelle che ho utilizzato&#8230;<br />
è un piacere e un dovere comprare i buoni libri, e invece è una tristezza vedere che il tg nazionale offre addirittura anticipazioni di un libraccio come quello di vespa&#8230; per una serie di ragioni che sarebbe complesso analizzare qui, ma a cui dobbiamo opporci</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: amina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/04/livio-borriello-legge-franco-arminio/#comment-123223</link>

		<dc:creator><![CDATA[amina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:18:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie livio borriello la tua lettura è talmente bella e profonda accurata e accorata che a me il libro passa la voglia di leggerlo per paura di deludermi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie livio borriello la tua lettura è talmente bella e profonda accurata e accorata che a me il libro passa la voglia di leggerlo per paura di deludermi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/04/livio-borriello-legge-franco-arminio/#comment-123202</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 09:57:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Franco,

Non capisco benissimo il tuo commento. La recensione di Livio Borriello è bellissima. E&#039; molto difficile scrivere a proposito di una lettura, perché ogni lettore ha la sua risonanza come un tamburo infelice.
Forse leggendo il tuo nuovo libro, siamo quello che cammina sulla neve
e crea l&#039;impronta, la macchia della sua presenza nel testo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Franco,</p>
<p>Non capisco benissimo il tuo commento. La recensione di Livio Borriello è bellissima. E&#8217; molto difficile scrivere a proposito di una lettura, perché ogni lettore ha la sua risonanza come un tamburo infelice.<br />
Forse leggendo il tuo nuovo libro, siamo quello che cammina sulla neve<br />
e crea l&#8217;impronta, la macchia della sua presenza nel testo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: unsignorechepassava		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/04/livio-borriello-legge-franco-arminio/#comment-123199</link>

		<dc:creator><![CDATA[unsignorechepassava]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 09:51:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Noto che il signor Arminio, confermando quanto scrive il signor Borriello, è affetto da smania di protagonismo anche nei post. Mi chiedo : ma per scrivere bene, è davvero indispensabile essere nevrotici? Goethe non ci ha insegnato niente?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Noto che il signor Arminio, confermando quanto scrive il signor Borriello, è affetto da smania di protagonismo anche nei post. Mi chiedo : ma per scrivere bene, è davvero indispensabile essere nevrotici? Goethe non ci ha insegnato niente?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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