RIPORTANDO TUTTO A CASA

13 novembre 2009
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“Al termine del viale principale, imboccando la strada laterale che avevo percorso tante volte da ragazzo, la villa dei Rubino conquistò il parabrezza come una dichiarazione di resa. Il cancello era aperto per metà su un giardino regredito a vegetazione spontanea. (…)
Scesi dalla macchina, attraversai il cancello e solo allora mi accorsi che, semiemerso tra le ortiche e le barbe di capelvenere, c’era lo stupor mundi di tanti anni prima. (…) Quando ancora non avevo mosso il primo passo sulla scalinata, si aprì la porta d’ingresso ed eccolo… Eccoci ancora insieme. (…) Sorrise – un pieno, reale, gentile sorriso d’amicizia e quindi disse: “Scommetto che se mi avessi visto per la strada, non saresti riuscito a riconoscermi”, disinnescando il mio imbarazzo e i miei sensi di colpa ma dando allo stesso tempo un colpo ben assestato alle certezze su chi dovesse consolare chi. Ci fu un abbraccio delicato e pieno di attenzione, durante il quale ognuno cercò di calcolare al millimetro quanto bisognava stringere per trasmettere calore umano ma non turbare l’altro.”

Nicola Lagioia

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È stupendo questo nuovo romanzo di Nicola Lagioia. Gli stupori di una Bildung nella descrizione di un ventennio di storia italiana. Siamo a Bari, e sono gli anni ’80. I tre adolescenti che si aggirano per le strade si azzuffano e si attraggono come gatti selvatici, facendo di ogni cosa un contorto esercizio di combattimento.
Giuseppe ha i capelli rossi, i brufoli e un’inesauribile riserva di denaro nel portafoglio. Vincenzo invece è bello e tenebroso, come ogni antagonista che si rispetti.
Il terzo amico è quello che racconta: l’occhio inquieto che registra con precisione la vertigine dei loro quindici anni, la lunga inerzia del liceo, il precipizio dentro l’età adulta.
Negli angoli dei quartieri periferici li aspetta il lato in ombra di quel tempo che luccica: qualcosa che li costringerà a mettere in discussione le loro famiglie, i loro sentimenti, e perfino se stessi.
Ci metteranno vent’anni per venirne a capo.
Con una scrittura tesa, alta, capace di precisione lenticolare e di accensioni vertiginose, Lagioia racconta una storia di amicizia, di tradimenti, di confitti generazionali – arrivando infine a rappresentare il germe dei giorni che stiamo vivendo, ovvero l’eterna adolescenza di un paese che diventa vecchio senza essere cresciuto.

Nicola Lagioia, Riportando tutto a casa, Einaudi, 2009.

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5 Responses to RIPORTANDO TUTTO A CASA

  1. silvia il 13 novembre 2009 alle 12:57

    un romanzo bellissimo!

  2. Paolo S il 13 novembre 2009 alle 14:14

    Ehm… io l’ho sfogliato in libreria, e ho trovato il periodare più ostile che alto… ma se dite che vale la pena insistere insisterò

  3. TagomiSan il 13 novembre 2009 alle 17:50

    a me e’ piaciuto tanto, soprattutto nella seconda parte. Sone entrato in sisntonia totale da quando si inizia a riportare a casa le cose. L’ho finito stanotte e credo e spero di aver riportato tutto a casa pure io.
    Grazie Nicola

  4. Laura il 15 novembre 2009 alle 17:03

    un libro bellissimo.
    Una grande emozione

  5. […] Franco Buffoni su Nazione Indiana, qui. […]



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