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	Commenti a: Letteratura come filosofia naturale	</title>
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		Di: Letteratura come filosofia naturale – Nazione Indiana		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/23/letteratura-come-filosofia-naturale/#comment-124812</link>

		<dc:creator><![CDATA[Letteratura come filosofia naturale – Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 02:36:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Fonte Articolo:  Letteratura come filosofia naturale – Nazione Indiana [...]]]></description>
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		Di: (pare)		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/23/letteratura-come-filosofia-naturale/#comment-124771</link>

		<dc:creator><![CDATA[(pare)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 19:22:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[neanche a me convince il &quot;certamente&quot; con cui belpoliti antepone gadda a calvino... per molti, fra cui me, la cosa non è tanto certa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>neanche a me convince il &#8220;certamente&#8221; con cui belpoliti antepone gadda a calvino&#8230; per molti, fra cui me, la cosa non è tanto certa&#8230;</p>
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		Di: carmelo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/23/letteratura-come-filosofia-naturale/#comment-124678</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:01:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non credo che basti denunciare questa specie di &quot;rimbecillimento generalizzato&quot; di cui siamo vittime e complici e  &quot;agenti&quot; nello stesso tempo. Bisogna trovare il coraggio, la pazienza e l&#039;intelligenza per sottrarsi a questa progressiva perdita di profondita&#039;, di memoria e di senso, delle nostre vite. Mi viene voglia di chiedere quanti di noi hanno vietato l&#039;uso della TV nella sala da pranzo, quanti di noi dedicano ai lori figli piu&#039; di mezz&#039;ora al giorno, quanti di noi dedicano piu&#039; di 20 minuti al giorno all&#039;amicizia mettendo in secondo piano tutte quelle attività che ahnno come unico scopo la carriera e il profitto. Quanti di noi rinuncerebbero a una quota del proprio reddito e quindi di consumi idioti superflui che vieppiù alimentano il processo di rimbecillimento, in cambio di tempo, di piu&#039; tempo da dedicare a se stessi e alla propria anima. Siamo tutti dentro, come dice Kundera viviamo in &quot;un mondo dove    l&#039;arte scompare perchè scompaiono il bisogno dell&#039;arte, la sensibilità, l&#039;amore dell&#039;arte. Non abbiamo bisogno di &quot;nessun mago&quot; e di nesun &quot;eroe&quot;  (Dio ce ne scansi) come dice Robugliani (di cui condivido in parte  le cose che ha detto sopra), abbiamo bisogno  di IDEE, di un&#039;idea forte, di una chiave capace di sciogliere l&#039;enigma e farci uscire da questa trappola idiota in cui l&#039;occidente si e&#039; cacciato e che ci porta dritti dritti alla progressivo dissolvimento. A meno che, come diceva un tedesco di cui non ricordo il nome, non sia una catastrofe di dimensioni inusitate a svegliarci da questo rincoglionimento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che basti denunciare questa specie di &#8220;rimbecillimento generalizzato&#8221; di cui siamo vittime e complici e  &#8220;agenti&#8221; nello stesso tempo. Bisogna trovare il coraggio, la pazienza e l&#8217;intelligenza per sottrarsi a questa progressiva perdita di profondita&#8217;, di memoria e di senso, delle nostre vite. Mi viene voglia di chiedere quanti di noi hanno vietato l&#8217;uso della TV nella sala da pranzo, quanti di noi dedicano ai lori figli piu&#8217; di mezz&#8217;ora al giorno, quanti di noi dedicano piu&#8217; di 20 minuti al giorno all&#8217;amicizia mettendo in secondo piano tutte quelle attività che ahnno come unico scopo la carriera e il profitto. Quanti di noi rinuncerebbero a una quota del proprio reddito e quindi di consumi idioti superflui che vieppiù alimentano il processo di rimbecillimento, in cambio di tempo, di piu&#8217; tempo da dedicare a se stessi e alla propria anima. Siamo tutti dentro, come dice Kundera viviamo in &#8220;un mondo dove    l&#8217;arte scompare perchè scompaiono il bisogno dell&#8217;arte, la sensibilità, l&#8217;amore dell&#8217;arte. Non abbiamo bisogno di &#8220;nessun mago&#8221; e di nesun &#8220;eroe&#8221;  (Dio ce ne scansi) come dice Robugliani (di cui condivido in parte  le cose che ha detto sopra), abbiamo bisogno  di IDEE, di un&#8217;idea forte, di una chiave capace di sciogliere l&#8217;enigma e farci uscire da questa trappola idiota in cui l&#8217;occidente si e&#8217; cacciato e che ci porta dritti dritti alla progressivo dissolvimento. A meno che, come diceva un tedesco di cui non ricordo il nome, non sia una catastrofe di dimensioni inusitate a svegliarci da questo rincoglionimento</p>
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		<title>
		Di: robugliani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/23/letteratura-come-filosofia-naturale/#comment-124524</link>

		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 23:57:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non credo all&#039;esistenza di epoche, società o formazioni economico-sociali &quot;complesse&quot;, magari in relazione a epoche ecc. meno complesse o addirittura semplici, avendo in questo caso il termine &quot;semplice&quot; connotazione di inferiorità, dunque negativo. Semmai vi sono epoche ecc. complicate, ma sostanzialmente semplici anch&#039;esse, almeno per una loro lettura fondata su precisi criteri interpretativi. Ritenere che una società moderna sia passata dalla semplicità premoderna alla complesità attuale a mio avviso significa conferire valore di superiorità al cosiddetto sviluppo storico o progresso, che lineare non è, ma fatto di scarti, fratture e ritorni indietro. Altra cosa è invece la banalizzazione e la semplificazione dei concetti, dei problemi, dei discorsi, che mistificano o riducono il concetto a una superficialità che gli è impropria. Insomma, quando una cosa la si analizza con strumenti adeguati, anche la più complessa, diventa semplice. Questo per dire che la nostra epoca non è complessa nella sua realtà, ma nella sua percezione. E la percezione della realtà ha oramai sostituito, nella coscienza collettiva, la realtà stessa. Quindi, vedo impossibile, a livello di coscienza collettiva, ossia della maggioranza, un presunto &quot;ritorno al reale&quot;, perché per l&#039;ipotetico ritorno al reale, ossia alla coscienza della sua oggettività materiale, occorrerebbe che la maggioranza degli italiani (perché di costoro si tratta) fosse in grado di dissolvere quella sorta di incantesimo che è la percezione della realtà per riappropriarsi della realtà stessa, della &quot;cosa in sé&quot;. E al momento non vedo sulla piazza nessun mago o nessun eroe in grado di distruggere l&#039;incantesimo. Se non l&#039;irruzione di eventi epocali...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo all&#8217;esistenza di epoche, società o formazioni economico-sociali &#8220;complesse&#8221;, magari in relazione a epoche ecc. meno complesse o addirittura semplici, avendo in questo caso il termine &#8220;semplice&#8221; connotazione di inferiorità, dunque negativo. Semmai vi sono epoche ecc. complicate, ma sostanzialmente semplici anch&#8217;esse, almeno per una loro lettura fondata su precisi criteri interpretativi. Ritenere che una società moderna sia passata dalla semplicità premoderna alla complesità attuale a mio avviso significa conferire valore di superiorità al cosiddetto sviluppo storico o progresso, che lineare non è, ma fatto di scarti, fratture e ritorni indietro. Altra cosa è invece la banalizzazione e la semplificazione dei concetti, dei problemi, dei discorsi, che mistificano o riducono il concetto a una superficialità che gli è impropria. Insomma, quando una cosa la si analizza con strumenti adeguati, anche la più complessa, diventa semplice. Questo per dire che la nostra epoca non è complessa nella sua realtà, ma nella sua percezione. E la percezione della realtà ha oramai sostituito, nella coscienza collettiva, la realtà stessa. Quindi, vedo impossibile, a livello di coscienza collettiva, ossia della maggioranza, un presunto &#8220;ritorno al reale&#8221;, perché per l&#8217;ipotetico ritorno al reale, ossia alla coscienza della sua oggettività materiale, occorrerebbe che la maggioranza degli italiani (perché di costoro si tratta) fosse in grado di dissolvere quella sorta di incantesimo che è la percezione della realtà per riappropriarsi della realtà stessa, della &#8220;cosa in sé&#8221;. E al momento non vedo sulla piazza nessun mago o nessun eroe in grado di distruggere l&#8217;incantesimo. Se non l&#8217;irruzione di eventi epocali&#8230;</p>
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		Di: franco arminio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/23/letteratura-come-filosofia-naturale/#comment-124493</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:33:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bellissimo questo pezzo di belpolti. mi sento un sodale di porro immagino a lui ignoto come lui era ignoto a me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimo questo pezzo di belpolti. mi sento un sodale di porro immagino a lui ignoto come lui era ignoto a me.</p>
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/23/letteratura-come-filosofia-naturale/#comment-124485</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:05:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quoto alcor &#038; anfiosso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quoto alcor &amp; anfiosso</p>
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		<title>
		Di: lucy		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/23/letteratura-come-filosofia-naturale/#comment-124482</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucy]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:07:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in età premoderna il letterato si autopercepiva come &quot;saggio&quot;, cioè sapiente, cioè filosofo. non c&#039;era specializzazione, divisione del lavoro, divisione dei poteri: quando la materia prima era l&#039;uomo, qualunque speculazione su di esso era filosofia. così dice dante di virgilio. &quot;famoso saggio&quot;, così in svariate epistulae parla di sé e dei propri studi petrarca, che, come filosofo, tiene testa a due aristotelici. forse il progresso è ritornare all&#039;antico? non è così facile, né le restaurazioni devono farci stare troppo tranquilli. però è anche vero che la filosofia &quot;pura&quot; ha abdicato parecchio nel costruire un orizzonte di senso: qualcuno dovrà pur occuparsi di dare un nome alle cose, in questa specie di eden 2, la vendetta, prossimo venturo, che nascerà sulle ceneri del nulla di questi anni, i peggiori anni della nostra vita. nemmeno io sono troppo ottimista.
quanto alla critica: non c&#039;è perché non c&#039;è molto da criticare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in età premoderna il letterato si autopercepiva come &#8220;saggio&#8221;, cioè sapiente, cioè filosofo. non c&#8217;era specializzazione, divisione del lavoro, divisione dei poteri: quando la materia prima era l&#8217;uomo, qualunque speculazione su di esso era filosofia. così dice dante di virgilio. &#8220;famoso saggio&#8221;, così in svariate epistulae parla di sé e dei propri studi petrarca, che, come filosofo, tiene testa a due aristotelici. forse il progresso è ritornare all&#8217;antico? non è così facile, né le restaurazioni devono farci stare troppo tranquilli. però è anche vero che la filosofia &#8220;pura&#8221; ha abdicato parecchio nel costruire un orizzonte di senso: qualcuno dovrà pur occuparsi di dare un nome alle cose, in questa specie di eden 2, la vendetta, prossimo venturo, che nascerà sulle ceneri del nulla di questi anni, i peggiori anni della nostra vita. nemmeno io sono troppo ottimista.<br />
quanto alla critica: non c&#8217;è perché non c&#8217;è molto da criticare.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: anfiosso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/23/letteratura-come-filosofia-naturale/#comment-124464</link>

		<dc:creator><![CDATA[anfiosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:47:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho come l&#039;impressione - ma il saggio sarebbe da léggere - che l&#039;autore abbia forzato dentro tre autori novecenteschi, forse i più eclettici, e quindi anche i più interessatamente interpretabili, una dichiarazione di poetica forzata. Manca, ma forse nel libro c&#039;è, una definizione di &quot;filosofo naturale&quot;, che ha una sua connotazione fortemente storica, manieristico-barocca, e soprattutto &lt;i&gt;premoderna&lt;/i&gt; che è difficile obliterare quando di modernità, e di contemporaneità, si tratta. Non so se evocare indirettamente le ombre di Telesio, Porta, Campanella abbia molto senso, parlando di Calvino, P. Levi, Gadda. Non amo, poi, svisceratamente Calvino, ma in che senso Gadda è più &quot;importante&quot;?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho come l&#8217;impressione &#8211; ma il saggio sarebbe da léggere &#8211; che l&#8217;autore abbia forzato dentro tre autori novecenteschi, forse i più eclettici, e quindi anche i più interessatamente interpretabili, una dichiarazione di poetica forzata. Manca, ma forse nel libro c&#8217;è, una definizione di &#8220;filosofo naturale&#8221;, che ha una sua connotazione fortemente storica, manieristico-barocca, e soprattutto <i>premoderna</i> che è difficile obliterare quando di modernità, e di contemporaneità, si tratta. Non so se evocare indirettamente le ombre di Telesio, Porta, Campanella abbia molto senso, parlando di Calvino, P. Levi, Gadda. Non amo, poi, svisceratamente Calvino, ma in che senso Gadda è più &#8220;importante&#8221;?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/23/letteratura-come-filosofia-naturale/#comment-124462</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:49:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;e di nuovo lo sarà tra qualche tempo, quando “il ritorno al reale” sarà inevitabile dopo gli anni dell’intrattenimento generalizzato e della cultura dello spettacolo&quot;

non sono altrettanto fiduciosa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;e di nuovo lo sarà tra qualche tempo, quando “il ritorno al reale” sarà inevitabile dopo gli anni dell’intrattenimento generalizzato e della cultura dello spettacolo&#8221;</p>
<p>non sono altrettanto fiduciosa</p>
]]></content:encoded>
		
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