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	Commenti a: Mussolini, Bellocchio, e l&#8217;imbrigliata rappresentazione del male	</title>
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		<title>
		Di: Andrea Cortellessa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cortellessa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 23:27:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il pezzo è bello per quel che dice su Mussolini e su come l&#039;arte, la letteratura, la cultura italiana dal 1945 a oggi (non) riescano a interpretarlo (con pochissime eccezioni). Ma per me non è molto centrato per quanto riguarda invece specificamente Bellocchio, dal momento che (come viene detto esplicitamente dall&#039;autore in sede di commento) parte dal presupposto che il suo film sia un film &quot;su Mussolini&quot; (a parte il lapsus, abbastanza impressionante, che a Mussolini addirittura lo attribuisce). Mussolini è pressoché assente dalla seconda parte del film, ma anche in precedenza è solo il deuteragonista della Dalser. Come la maggior parte dei film del suo autore, il film è bensì sul contrasto fra quello che soggettivamente crediamo vero (il matrimonio fra Dalser e Mussolini, dal punto di vista di Dalser; è proprio il suo punto di vista, naturalmente, che &quot;edulcora&quot; la personalità di Mussolini: ne è infatti innamorata) e quello che credono vero gli altri: la società, lo Stato, la storia. E dunque sul confine tra un soggettivismo esasperato, come per esempio quello dell&#039;artista, e la pura e semplice follia. Così il precedente, e certo meglio riuscito, &quot;Buongiorno, notte&quot; non era un film sulle BR e su Moro, ma sui convincimenti psicotici di un gruppo istericamente chiuso su se stesso e su quel che credeva &quot;reale&quot; il paese istericamente avvolto attorno ad esso (che, concentricamente, a sua volta teneva rinchiuso in una cella il prigioniero). A me &quot;Vincere&quot; non è parso fra i film migliori di Bellocchio, proprio per la patina di &quot;bella confezione&quot; cinematografica rilevata da Sartori, e che mal si addice alla poetica visionaria del suo autore (in ciò comprenderei pure la prova istrionica, ma anche gigionesca, di un attore altrove convincente come Timi); in questo senso ha ragione Sartori, un clic è rappresentato dai manicomi (il vero nucleo psicotopografico della narrazione) che sono troppo lindi e pinti, e questo stupisce in un autore della sensibilità che Bellocchio ha sempre avuto per il tema del disagio psichico. Merita che ci si interroghi, peraltro, sul perché Bellocchio abbia deciso nell&#039;ultimo periodo (con l&#039;eccezione del bellissimo &quot;Regista di matrimoni&quot;) di intrecciare i suoi temi e le sue ossessioni squisitamente individuali ai temi che ossessionano la storia collettiva del nostro paese. E&#039; un esperimento interessante, che sposta in misura significativa il fuoco della sua ricerca. Ma che, come si vede, presta anche il fianco a equivoci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pezzo è bello per quel che dice su Mussolini e su come l&#8217;arte, la letteratura, la cultura italiana dal 1945 a oggi (non) riescano a interpretarlo (con pochissime eccezioni). Ma per me non è molto centrato per quanto riguarda invece specificamente Bellocchio, dal momento che (come viene detto esplicitamente dall&#8217;autore in sede di commento) parte dal presupposto che il suo film sia un film &#8220;su Mussolini&#8221; (a parte il lapsus, abbastanza impressionante, che a Mussolini addirittura lo attribuisce). Mussolini è pressoché assente dalla seconda parte del film, ma anche in precedenza è solo il deuteragonista della Dalser. Come la maggior parte dei film del suo autore, il film è bensì sul contrasto fra quello che soggettivamente crediamo vero (il matrimonio fra Dalser e Mussolini, dal punto di vista di Dalser; è proprio il suo punto di vista, naturalmente, che &#8220;edulcora&#8221; la personalità di Mussolini: ne è infatti innamorata) e quello che credono vero gli altri: la società, lo Stato, la storia. E dunque sul confine tra un soggettivismo esasperato, come per esempio quello dell&#8217;artista, e la pura e semplice follia. Così il precedente, e certo meglio riuscito, &#8220;Buongiorno, notte&#8221; non era un film sulle BR e su Moro, ma sui convincimenti psicotici di un gruppo istericamente chiuso su se stesso e su quel che credeva &#8220;reale&#8221; il paese istericamente avvolto attorno ad esso (che, concentricamente, a sua volta teneva rinchiuso in una cella il prigioniero). A me &#8220;Vincere&#8221; non è parso fra i film migliori di Bellocchio, proprio per la patina di &#8220;bella confezione&#8221; cinematografica rilevata da Sartori, e che mal si addice alla poetica visionaria del suo autore (in ciò comprenderei pure la prova istrionica, ma anche gigionesca, di un attore altrove convincente come Timi); in questo senso ha ragione Sartori, un clic è rappresentato dai manicomi (il vero nucleo psicotopografico della narrazione) che sono troppo lindi e pinti, e questo stupisce in un autore della sensibilità che Bellocchio ha sempre avuto per il tema del disagio psichico. Merita che ci si interroghi, peraltro, sul perché Bellocchio abbia deciso nell&#8217;ultimo periodo (con l&#8217;eccezione del bellissimo &#8220;Regista di matrimoni&#8221;) di intrecciare i suoi temi e le sue ossessioni squisitamente individuali ai temi che ossessionano la storia collettiva del nostro paese. E&#8217; un esperimento interessante, che sposta in misura significativa il fuoco della sua ricerca. Ma che, come si vede, presta anche il fianco a equivoci.</p>
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		<title>
		Di: chi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/16/mussolini-bellocchio-e-la-rappresentazione-del-male/#comment-126007</link>

		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 14:45:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bellissimo pezzo davvero sartor.
chi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimo pezzo davvero sartor.<br />
chi</p>
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		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:17:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[naturalmente Vincere è un film su, e non di, Mussolini;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>naturalmente Vincere è un film su, e non di, Mussolini;</p>
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		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/16/mussolini-bellocchio-e-la-rappresentazione-del-male/#comment-125901</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:16:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ iltrenoavapore

Mussolini c&#039;entra perchè Vincere è un film di Mussolini;
e di &quot;male assoluto&quot; io non ho parlato (lo ha fatto Lorenzo Pompeo); però in qualche modo bisogna pur chiamarli i misfatti e gli omicidi, non pensa? (anche qui: il film in questione parla di due vittime, la moglie e il figlio, uno dei tanti figli, di Mussolini); lei dice &quot;canaglia&quot;, che è la stessa cosa, perchè una canaglia è una persona che compie del male;
ma ha ragione, sono terreni molto scivolosi e delicati; 

in realtà io cercavo solo di capire perchè il film mi aveva lasciato insoddisfatto, perchè anzi in qualche modo mi avesse dato noia; e mi sembrava utile cercare di confrontare il Mussolini del film con l&#039;idea di lui che mi sono fatta - non avendo come lei vissuto di persona quel periodo - documentandomi, vale a dire spazzando via dalla mia testa le immagini di lui che avevo prima, le quali non prendevano le distanze dalla retorica creata dallo stesso fascismo; immagini che mi sembrano purtroppo ancora ben diffuse, proprio perchè non si sono fatti i conti con il fascismo;

ma se qualcuno avesse delle idee diverse sul film, sarei lietissimo di leggerle;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ iltrenoavapore</p>
<p>Mussolini c&#8217;entra perchè Vincere è un film di Mussolini;<br />
e di &#8220;male assoluto&#8221; io non ho parlato (lo ha fatto Lorenzo Pompeo); però in qualche modo bisogna pur chiamarli i misfatti e gli omicidi, non pensa? (anche qui: il film in questione parla di due vittime, la moglie e il figlio, uno dei tanti figli, di Mussolini); lei dice &#8220;canaglia&#8221;, che è la stessa cosa, perchè una canaglia è una persona che compie del male;<br />
ma ha ragione, sono terreni molto scivolosi e delicati; </p>
<p>in realtà io cercavo solo di capire perchè il film mi aveva lasciato insoddisfatto, perchè anzi in qualche modo mi avesse dato noia; e mi sembrava utile cercare di confrontare il Mussolini del film con l&#8217;idea di lui che mi sono fatta &#8211; non avendo come lei vissuto di persona quel periodo &#8211; documentandomi, vale a dire spazzando via dalla mia testa le immagini di lui che avevo prima, le quali non prendevano le distanze dalla retorica creata dallo stesso fascismo; immagini che mi sembrano purtroppo ancora ben diffuse, proprio perchè non si sono fatti i conti con il fascismo;</p>
<p>ma se qualcuno avesse delle idee diverse sul film, sarei lietissimo di leggerle;</p>
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		<title>
		Di: iltrenoavapore		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/16/mussolini-bellocchio-e-la-rappresentazione-del-male/#comment-125891</link>

		<dc:creator><![CDATA[iltrenoavapore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 16:10:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[.]]></description>
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		<title>
		Di: iltrenoavapore		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/16/mussolini-bellocchio-e-la-rappresentazione-del-male/#comment-125890</link>

		<dc:creator><![CDATA[iltrenoavapore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 16:08:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sicuramente bel pezzo. Scritto bene, ampia e ben composta varietà di lemmi, enfasi q.b. Ma che c&#039;entra Mussolini?
E&#039; che io, vecchio oltre il desiderato, non sopporto come mai sopportai le definizioni totalizzanti. Reputo il concetto di &quot;male assoluto&quot; una serena stupidaggine, estraneo agli uomini ed alla storia, e che tra l&#039;altro abbisognerebbe di un contrario, il &quot;bene assoluto&quot; che di pari mi fa sorridere e sconfortare.
Per quanto mi fu dato e potetti fui contro quella canaglia sino al &#039;45 e per i decenni seguenti contro gli epigoni variamente abbigliati, ma senza mai dimenticare che la storia è cosa seria (non complessa, please) e seri per dunque i suoi protagonisti e mai riducibili, uomini e storia, a comodità comiziali. Il male non esiste e né il suo contrario e men che meno in politica. Solo interessi rappresentati come l&#039;evolversi della storia permette, cioè a dire per una strada soltanto.
Quando la condanna politica diviene concione etica si perde la bussola e gli uomini, queli veri, appaiono cosa strana. Ed appare il consenso (amplissimo) al fascismo come una sorta di mattana popolare, mentre fu cosa seria cui si deve il rispetto (e l&#039;etica non c&#039;entra) dovuto a tutto ciò che segna il mondo. Io non andai a pisciare su Mussolini appeso, pur ritenendo politicamente corretta l&#039;operazione. Già allora, ed ero alquanto giovane, la retorica del male mi infastiva. Si sta dalla parte che si ritiene giustae si fa quello che spetta fare. Ma sempre con un dubbio anche quando si fa scattare il grilletto. Quel dubbio è l&#039;unica etica che conosco.
Con un saluto
Mario Ardenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente bel pezzo. Scritto bene, ampia e ben composta varietà di lemmi, enfasi q.b. Ma che c&#8217;entra Mussolini?<br />
E&#8217; che io, vecchio oltre il desiderato, non sopporto come mai sopportai le definizioni totalizzanti. Reputo il concetto di &#8220;male assoluto&#8221; una serena stupidaggine, estraneo agli uomini ed alla storia, e che tra l&#8217;altro abbisognerebbe di un contrario, il &#8220;bene assoluto&#8221; che di pari mi fa sorridere e sconfortare.<br />
Per quanto mi fu dato e potetti fui contro quella canaglia sino al &#8217;45 e per i decenni seguenti contro gli epigoni variamente abbigliati, ma senza mai dimenticare che la storia è cosa seria (non complessa, please) e seri per dunque i suoi protagonisti e mai riducibili, uomini e storia, a comodità comiziali. Il male non esiste e né il suo contrario e men che meno in politica. Solo interessi rappresentati come l&#8217;evolversi della storia permette, cioè a dire per una strada soltanto.<br />
Quando la condanna politica diviene concione etica si perde la bussola e gli uomini, queli veri, appaiono cosa strana. Ed appare il consenso (amplissimo) al fascismo come una sorta di mattana popolare, mentre fu cosa seria cui si deve il rispetto (e l&#8217;etica non c&#8217;entra) dovuto a tutto ciò che segna il mondo. Io non andai a pisciare su Mussolini appeso, pur ritenendo politicamente corretta l&#8217;operazione. Già allora, ed ero alquanto giovane, la retorica del male mi infastiva. Si sta dalla parte che si ritiene giustae si fa quello che spetta fare. Ma sempre con un dubbio anche quando si fa scattare il grilletto. Quel dubbio è l&#8217;unica etica che conosco.<br />
Con un saluto<br />
Mario Ardenti</p>
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		<title>
		Di: nadia agustoni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/16/mussolini-bellocchio-e-la-rappresentazione-del-male/#comment-125886</link>

		<dc:creator><![CDATA[nadia agustoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 14:27:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un bellissimo pezzo. C&#039;è molto sulla piaga italiana della smemoratezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un bellissimo pezzo. C&#8217;è molto sulla piaga italiana della smemoratezza.</p>
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		<title>
		Di: Lorenzo Pompeo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/16/mussolini-bellocchio-e-la-rappresentazione-del-male/#comment-125878</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pompeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 12:04:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Giacomo, concordo in pieno. C&#039;è un&#039;ambiguità nel film di Bellocchio, che rimane comunque un ottimo film e una prova di coraggio da parte del regista. In fondo il primo Mussolini può sembrare anche un coraggioso ribelle e non quella canaglia opportunista e abietta che fu. Ultimamente mi è capitato di leggere alcune cose che aveva dichiarato Mussolini poco prima di morire. Non cito a memoria, ma diceva che lui il fascismo non l&#039;aveva inventato, lo aveva tratto dall&#039;anima del popolo italiano e, francamente, mi è sembrata una cosa profondamente vera. Sono nato nel 1968 e ricordo che negli anni della mia infanzia, negli anni &#039;70, &quot;fascista&quot; era considerato solo e semplicemente un insulto e tutti si dichiaravano quantomento antifascisti. Per questo mi era incomprensibile concepire un consenso così largo come quello di cui godette il fascismo per parecchi anni. Com&#039;era possibile? Da dove veniva quel consenso se adesso tutti si dichiarano antifascisti? Allora chi erano i fascisti? In tutta la cultura di allora il fascismo era considerato un &quot;male assoluto&quot;. Ma poi, come sappiamo, le cose sono cambiate. L&#039;operazione di Bellocchio è ambigua perché sembra volere &quot;recuperare&quot; una radice positiva di un Mussolini, e quindi anche del fascismo, che non esiste. Ma non è un problema di Bellocchio, è un problema tutto italiano. A quanto pare gli italiani non hanno fatto veramente in conti col fascismo. Nel corpo politico della democrazia italiana, evidentemente, non si sono formati gli anticorpi in grado di contrastare un fenomeno come il fascismo. Ed è singolare che la dimostrazione di ciò che la offra un regista da sempre impegnato e da sempre schierato a sinistra. Come a dimostrare e dire che le responsabilità non sono sempre tutte a destra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giacomo, concordo in pieno. C&#8217;è un&#8217;ambiguità nel film di Bellocchio, che rimane comunque un ottimo film e una prova di coraggio da parte del regista. In fondo il primo Mussolini può sembrare anche un coraggioso ribelle e non quella canaglia opportunista e abietta che fu. Ultimamente mi è capitato di leggere alcune cose che aveva dichiarato Mussolini poco prima di morire. Non cito a memoria, ma diceva che lui il fascismo non l&#8217;aveva inventato, lo aveva tratto dall&#8217;anima del popolo italiano e, francamente, mi è sembrata una cosa profondamente vera. Sono nato nel 1968 e ricordo che negli anni della mia infanzia, negli anni &#8217;70, &#8220;fascista&#8221; era considerato solo e semplicemente un insulto e tutti si dichiaravano quantomento antifascisti. Per questo mi era incomprensibile concepire un consenso così largo come quello di cui godette il fascismo per parecchi anni. Com&#8217;era possibile? Da dove veniva quel consenso se adesso tutti si dichiarano antifascisti? Allora chi erano i fascisti? In tutta la cultura di allora il fascismo era considerato un &#8220;male assoluto&#8221;. Ma poi, come sappiamo, le cose sono cambiate. L&#8217;operazione di Bellocchio è ambigua perché sembra volere &#8220;recuperare&#8221; una radice positiva di un Mussolini, e quindi anche del fascismo, che non esiste. Ma non è un problema di Bellocchio, è un problema tutto italiano. A quanto pare gli italiani non hanno fatto veramente in conti col fascismo. Nel corpo politico della democrazia italiana, evidentemente, non si sono formati gli anticorpi in grado di contrastare un fenomeno come il fascismo. Ed è singolare che la dimostrazione di ciò che la offra un regista da sempre impegnato e da sempre schierato a sinistra. Come a dimostrare e dire che le responsabilità non sono sempre tutte a destra.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/16/mussolini-bellocchio-e-la-rappresentazione-del-male/#comment-125874</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 10:21:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bellissimo pezzo, Giacomo, grande lucidità, non ho visto il film ma condivido pienamente le tue valutazioni, tipo le molte largamente indipendenti dal film contenute nell&#039;ultimo capoverso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimo pezzo, Giacomo, grande lucidità, non ho visto il film ma condivido pienamente le tue valutazioni, tipo le molte largamente indipendenti dal film contenute nell&#8217;ultimo capoverso.</p>
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