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	Commenti a: Appunti sul prato	</title>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/21/appunti-sul-prato/#comment-126247</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:43:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[aria. una boccata d&#039;aria.  grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>aria. una boccata d&#8217;aria.  grazie.</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/21/appunti-sul-prato/#comment-126243</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:05:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si cammina nell&#039;erbe lunga e si sente all&#039;alba del mondo 

Maria Luisa :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si cammina nell&#8217;erbe lunga e si sente all&#8217;alba del mondo </p>
<p>Maria Luisa :-)</p>
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		<title>
		Di: maria luisa		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/21/appunti-sul-prato/#comment-126241</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:01:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Mariasole. Questi testi spostano su altre dimensioni, quelle della memoria. Leggo e rivedo il prato davanti a casa. Non lo vedo, lo rivivo proprio.
Rivivo il vedere l’erba alta, più alta di noi quattro che correvamo in mezzo sotto gli occhi vigili di mia madre dal balcone di casa. Una madre che se poteva scendere anche lei si perdeva nei profumi di quel prato che ci sembrava immenso. Noi avevamo la sicurezza infantile di diventare invisibili e senza corporeità. Pensavamo di non lasciar tracce e che i corridoi aperti dai nostri passaggi si sarebbero richiusi come i labirinti fatati delle fiabe. Chi trovava l’erba cucca mordeva il gambo e sentiva il sapore aspro dell’erba, che valeva come acqua, conquista, prova di sopravvivenza. Ci si chiamava così da un’invisibilità nascosta all’altra. Poi si doveva tornare alla realtà dei doveri, dei grandi. Quando arrivava il contadino e scopriva il prato tracciato da corridoi di corse e sedute era un unico turpiloquio, urlato in modo che potessimo sentirlo bene. Lo guardavamo come se fosse uscito dal bosco, lupo mangia-bambine, rottura della magia, incapace di partecipare al nostro gioco e di capire di avere a che fare con un prato magico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Mariasole. Questi testi spostano su altre dimensioni, quelle della memoria. Leggo e rivedo il prato davanti a casa. Non lo vedo, lo rivivo proprio.<br />
Rivivo il vedere l’erba alta, più alta di noi quattro che correvamo in mezzo sotto gli occhi vigili di mia madre dal balcone di casa. Una madre che se poteva scendere anche lei si perdeva nei profumi di quel prato che ci sembrava immenso. Noi avevamo la sicurezza infantile di diventare invisibili e senza corporeità. Pensavamo di non lasciar tracce e che i corridoi aperti dai nostri passaggi si sarebbero richiusi come i labirinti fatati delle fiabe. Chi trovava l’erba cucca mordeva il gambo e sentiva il sapore aspro dell’erba, che valeva come acqua, conquista, prova di sopravvivenza. Ci si chiamava così da un’invisibilità nascosta all’altra. Poi si doveva tornare alla realtà dei doveri, dei grandi. Quando arrivava il contadino e scopriva il prato tracciato da corridoi di corse e sedute era un unico turpiloquio, urlato in modo che potessimo sentirlo bene. Lo guardavamo come se fosse uscito dal bosco, lupo mangia-bambine, rottura della magia, incapace di partecipare al nostro gioco e di capire di avere a che fare con un prato magico.</p>
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		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/21/appunti-sul-prato/#comment-126189</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 08:41:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e la scritta con su scritto
sui prati &quot; vietato calpestare i prati&quot;
brava MS
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e la scritta con su scritto<br />
sui prati &#8221; vietato calpestare i prati&#8221;<br />
brava MS<br />
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		<title>
		Di: giam.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/21/appunti-sul-prato/#comment-126187</link>

		<dc:creator><![CDATA[giam.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 07:34:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[che belle volte quelle tra i fili d&#039;erba e il respiro. le descrizioni minuziose, quelle però sotto i polsi, tra i paesaggi infantili. La scrittura di Mariasole, adesso verde schiarita come in sogno diluita, mi ha colpito a primo incontro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>che belle volte quelle tra i fili d&#8217;erba e il respiro. le descrizioni minuziose, quelle però sotto i polsi, tra i paesaggi infantili. La scrittura di Mariasole, adesso verde schiarita come in sogno diluita, mi ha colpito a primo incontro.</p>
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		<title>
		Di: andrea branco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/21/appunti-sul-prato/#comment-126182</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea branco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 23:06:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prato. &quot;Per parlare dei prati è necessario parlare d’infanzia, come se entrambe le cose vivessero l’uno dell’altra, indissolubilmente legati. Amanti perfetti.&quot; Eppure. Non ricordo. Ricordo vigne. Ricordo alberi. Cerco di ricordare. Prato. Dove andava a lavorare mio padre, ma. Città. Prato, no. Sempre qualcosa, nel mio ricordo, i filari di viti, alberi, piante, olivi. 
(Noto: Appunti sul prato, Appunti dal parco. Ariot-Matteoni)
Ma sarà che la parola, prato, non la usavo. Non so. 
Da quando ho cominciato questo commento è passato. Va beh.
Lascio una canzone.
http://www.youtube.com/watch?v=t5HsQsmJsRY&#038;feature=related]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prato. &#8220;Per parlare dei prati è necessario parlare d’infanzia, come se entrambe le cose vivessero l’uno dell’altra, indissolubilmente legati. Amanti perfetti.&#8221; Eppure. Non ricordo. Ricordo vigne. Ricordo alberi. Cerco di ricordare. Prato. Dove andava a lavorare mio padre, ma. Città. Prato, no. Sempre qualcosa, nel mio ricordo, i filari di viti, alberi, piante, olivi.<br />
(Noto: Appunti sul prato, Appunti dal parco. Ariot-Matteoni)<br />
Ma sarà che la parola, prato, non la usavo. Non so.<br />
Da quando ho cominciato questo commento è passato. Va beh.<br />
Lascio una canzone.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=t5HsQsmJsRY&#038;feature=related" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=t5HsQsmJsRY&#038;feature=related</a></p>
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		<title>
		Di: aitan		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/21/appunti-sul-prato/#comment-126177</link>

		<dc:creator><![CDATA[aitan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 19:47:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un brano, una serie di brani, che mi aveva già emozionato altrove, in un altrove che ora non è visibile, ma ancora esiste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un brano, una serie di brani, che mi aveva già emozionato altrove, in un altrove che ora non è visibile, ma ancora esiste.</p>
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		<title>
		Di: Yanez de Gomera		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/21/appunti-sul-prato/#comment-126176</link>

		<dc:creator><![CDATA[Yanez de Gomera]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 19:20:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bella mariasò ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bella mariasò ;)</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/21/appunti-sul-prato/#comment-126158</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 15:35:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per avvicinare il luminoso cammino di Mariasole, il cuore si apre in un immensità di miraggio verde. Il prato si metamorfosa in cieli d&#039;infanzia,con colori, forma del sogno. Il prato è la forma della scrittura
poetica, con erbe in salita e ombra di mare che vuole la pazienza.
Il corpo disteso è all&#039;orrizonte del passaggio dal vivo alla morte, dalla vita
al nuotare nel prato, di liquidità si parla.
Il respiro è il soffio trovato per quello che si ferma, ascolta il corpo
nella sua armonia, e forse il suo dolore.
Magnifico!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per avvicinare il luminoso cammino di Mariasole, il cuore si apre in un immensità di miraggio verde. Il prato si metamorfosa in cieli d&#8217;infanzia,con colori, forma del sogno. Il prato è la forma della scrittura<br />
poetica, con erbe in salita e ombra di mare che vuole la pazienza.<br />
Il corpo disteso è all&#8217;orrizonte del passaggio dal vivo alla morte, dalla vita<br />
al nuotare nel prato, di liquidità si parla.<br />
Il respiro è il soffio trovato per quello che si ferma, ascolta il corpo<br />
nella sua armonia, e forse il suo dolore.<br />
Magnifico!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: francesca matteoni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/21/appunti-sul-prato/#comment-126150</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 13:04:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molto belle, Mariasole! l&#039;immagine del prato che diventa acqua (il lago, le lacrime, il mare) e soprattutto quello che dici sull&#039;infanzia. Un luogo apparentemente &quot;piatto&quot;, aperto su cui tutti credono di sapere molto. Ma che pullula di nascondigli e vite segrete.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>molto belle, Mariasole! l&#8217;immagine del prato che diventa acqua (il lago, le lacrime, il mare) e soprattutto quello che dici sull&#8217;infanzia. Un luogo apparentemente &#8220;piatto&#8221;, aperto su cui tutti credono di sapere molto. Ma che pullula di nascondigli e vite segrete.</p>
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