STATO LAICO ?

18 gennaio 2010
Pubblicato da

di Luigi Tosti, magistrato

Ricordo a tutti coloro che mi hanno sostenuto nella battaglia per la rimozione dei crocifissi dalle aule dei tribunali italiani che ho subito due condanne penali a un anno di reclusione (poi annullate dalla Corte di Cassazione) per essermi rifiutato di tenere le udienze in aule coi crocifisso. E che sto subendo, da quattro anni, la sospensione dallo stipendio e dalle funzioni.
Mi difenderò da solo venerdì 22 gennaio, alle ore 9,30, dinanzi al Consiglio superiore della Magistratura, in piazza Indipendenza 4 a Roma.
L’udienza sarà pubblica, anche se l’aula non è particolarmente capiente. La presenza di televisioni sarebbe oltremodo gradita, non avendo io alcunché da nascondere o di cui vergognarmi: credo, però, che il Vicepresidente Nicola Mancino negherà le autorizzazioni per impedire che questo processo – degno della migliore Santa Inquisizione della Chiesa cattolica – venga ripreso.
In ogni caso, presterò il consenso preventivo a quanti vogliano chiedere di riprendere il processo e divulgarlo. In caso di condanna e di conseguente rimozione dalla magistratura, ricorrerò alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo. in caso di assoluzione e di reintegrazione in servizio, seguiterò a rifiutarmi di tenere le udienze sino a che il ministro della Giustizia Alfano non avrà fatto rimuovere i crocifissi dalle aule dei tribunali italiani.

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21 Responses to STATO LAICO ?

  1. jacopo galimberti il 19 gennaio 2010 alle 12:41

    Cosa si puo’ fare per essere solidali con Luigi Tosti, oltre ad andare al processo?

  2. franco buffoni il 19 gennaio 2010 alle 13:21

    Caro Jacopo, credo che si debba continuare a ricordare in tutti i modi agli italiani che dal 1984 il cattolicesimo non è più religione di stato.

  3. Stranoforte il 19 gennaio 2010 alle 13:52

    In effetti con i problemi ed i gravissimi ritardi che affliggono la Magistratura (ossia i cittadini che devono necessariamente adirla), la scelta di non celebrare processi nelle aule in cui è esposto il Crocfisso è davvero importante.
    Non si poteva adire la via Giudiziaria per far valere le proprie convinzioni, eventualmente, visto che in una democrazia è ancora possibile. Risposta:”No, oggi vince chi la spara più grossa”.
    Mi auguro che certi Magistrati, attenti a fesserie, vengano rimossi dall’amministrazione della Giustizia.

  4. francesco pecoraro il 19 gennaio 2010 alle 14:23

    da wikipedia

    Il Concordato (ma non il Trattato) fu rivisto, dopo lunghissime e difficili trattative, nel 1984, fondamentalmente per rimuovere la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia. La revisione che portò al nuovo Concordato venne firmata a Villa Madama, a Roma, il 18 febbraio dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, per lo Stato italiano, e dal cardinale Agostino Casaroli, in rappresentanza della Santa Sede. Il nuovo Concordato stabilì che il clero cattolico venisse finanziato da una frazione del gettito totale IRPEF, attraverso il meccanismo noto come otto per mille e che la nomina dei vescovi non richiedesse più l’approvazione del governo italiano. Inoltre, per quanto riguarda la celebrazione del matrimonio, si stabilirono le clausole da rispettare perché un matrimonio celebrato secondo il rito cattolico possa essere trascritto dall’ufficiale di stato civile e produrre gli effetti riconosciuti dall’ordinamento giuridico italiano oltre a porre delle limitazioni al riconoscimento in Italia delle sentenze di nullità matrimoniale pronunciate dai tribunali della Chiesa che prima avveniva in modo automatico. Fu anche stabilito che l’ora di religione cattolica nelle scuole diventasse da obbligatoria a facoltativa, scelta che deve essere effettuata e comunicata all’atto dell’iscrizione all’anno scolastico successivo.

  5. francesco pecoraro il 19 gennaio 2010 alle 14:26

    in sostanza, l’abolizione della religione di stato, fu “pagata” con l’otto per mille.
    vale a dire in denaro.

  6. francesco pecoraro il 19 gennaio 2010 alle 14:34

    stranoforte non è strano per niente.
    anzi.

  7. Luigi Tosti il 19 gennaio 2010 alle 17:55

    Stranoforte hai proprio ragione: spero anch’io -e non sai quanto- di essere rimosso dalla magistratura. Anzi, quando ho dato l’ultimatum ho proprio scrito al Ministro: rimuovi i crocifissi -per rispettare il principio supremo di laicità e i miei diritti di libertà relgiiosa e di eguaglianza- oppure rimuovi me. E allora dov’è il problema? Non ho mica rubato un centesimo agli italiani! Ho semplicemente detto che se il Ministro riteneva di aver ragione, mi poteva tranquillamente rimuovere. E se verrò rimosso restituirò sino all’ultimo centesimo tutto quello che mi hanno per forza corrisposto dopo avermi sospeso, nonostante li avessi rifiutati. E allora perché ti incazzi? Forse io sono un servo della gleba obbligato a lavorare sotto i tuoi crocifissi? Sono cinque anni che la storia va avanti: ma perché non mi avete rimosso subito dalla magistratura!
    Luigi Tosti

  8. jacopo galimberti il 19 gennaio 2010 alle 20:47

    @Luigi Tosti

    se verrai rimosso, anziche’ restituire i soldi non sarebbe meglio impiegarli in modo che sostengano la battaglia della laicita’ in Italia?

  9. agaragar il 19 gennaio 2010 alle 20:54

    Forza Luigi!

    La tua lotta è una cosa *giusta*: nessuno può imporre un
    *simbolo*, in una aula d’udienza o in una scuola o in un Ospedale, di una religione CHE NON E’ PIU’ *RELIGIONE DI STATO* (1984).

    Il ritardo con cui gli itaGliani comprendono la loro *contemporaneità* difronte alla *laicità necessaria* in una società multiculturale e multiconfessionale è direttamente proporzionale allo *scandalo* che tu stai rappresentando!

    Grazie

  10. Stranoforte il 19 gennaio 2010 alle 21:31

    Nella vita non ci sono solo i soldi degli italiani e gli interessi tuoi, ma anche gli interessi degli degli altri, proprio quelli che le leggi tentano di tutelare. Quelle udienze mai tenute hanno ingenerato ritardi ed ulteriori ingolfamenti. E se permetti sospendere udienze perchè in aula c’è un Crocefisso è – ad essere moderati – una sciocchezza.
    Mi chiedo cosa succederebbe se ti trovassi a dover giudicare un sacerdote di religione cristiana. E mi chiedo anche perchè (ho letto il lungo papello relativo alla ricusazione) accanto al crocefisso poteva starci, tutt’al più, solo il simbolo degli ebrei.
    Il tuo diritto di libertà religiosa? Ma un’aula giudiziaria non è una Chiesa.
    Se tu, da magistrato, ritieni di essere costretto ad agire in un ambiente ostile e pericoloso sotto la minaccia di un crocefisso, puoi tranquillamente – anzi devi – iniziare una azione legale, e non capisco perchè non l’hai intrapresa (e ti guardi bene dal dirlo).
    Infine credo che nella Magistratura non ti ci abbia chiamati nessuno, così come sono certo che ben sapevi che ti avrebbero costretto a lavorare in aule infestate da pericolosissimi crocefissi (che peraltro, sono altrettanto certo, hanno popolato più di una dei localiche hai frequentato).
    Perdona il “tu”, ma il mezzo informattico spesso lo consente.
    Mi incazzo, e si, perchè ogni rinvio delle udienze a cui partecipo, ha riflessi negativi.
    Se la pensi così, e concluso, perchè non dai le dimissioni? Staresti meglio, credo.

  11. Stranoforte il 19 gennaio 2010 alle 21:33

    e perdona i refusi.

  12. Stranoforte il 19 gennaio 2010 alle 21:36

    ANZI RISCRIVO

    Nella vita non ci sono solo i soldi degli italiani e gli interessi tuoi, ma anche gli interessi degli altri, proprio quelli che le leggi tentano di tutelare; quelle udienze mai tenute hanno ingenerato ritardi ed ulteriori ingolfamenti. E se permetti sospendere le udienze perchè in aula c’è un Crocefisso è – ad essere moderati – una sciocchezza.
    Mi chiedo cosa succederebbe se ti trovassi a dover giudicare un sacerdote di religione cristiana. E mi chiedo anche perchè (ho letto il lungo papello relativo alla ricusazione) accanto al crocefisso poteva starci, tutt’al più, solo il simbolo degli ebrei.
    Il tuo diritto di libertà religiosa? Ma un’aula giudiziaria non è una Chiesa.
    Se tu, da magistrato, ritieni di essere costretto ad agire in un ambiente ostile e pericoloso sotto la minaccia di un crocefisso, puoi tranquillamente – anzi devi – iniziare una azione legale e non capisco perchè non l’hai intrapresa (e ti guardi bene dal dirlo).
    Infine credo che nella Magistratura non ti ci abbia chiamato nessuno, così come sono certo che ben sapevi che ti avrebbero costretto a lavorare in aule infestate da pericolosissimi crocefissi (che peraltro, sono altrettanto certo, hanno popolato più di uno dei locali che hai frequentato, senza lamentele).
    Perdona il “tu”, ma il mezzo informattico spesso lo consente.
    Mi incazzo, e si, perchè ogni rinvio delle udienze a cui partecipo, ha riflessi negativi.
    Se la pensi così, e concludo, perchè non dai le dimissioni? Staresti meglio, credo.

  13. Bibì il 20 gennaio 2010 alle 15:23

    ma scusa Luigi, in base a cosa devono esserci i crocifissi nelle aule di tribunale? sono un giudice civile e nella mia aula non hanno messo il crocifisso; se lo avessero fatto, lo avrei tolto, perchè tante persone di altre religioni vengono nella mia aula e mi piace che sappiano che verranno trattate come i cattolici. ma non credevo ci fosse un obbligo! mi dici quale norma lo prevede?
    comunque mi dispiace per la tua sventura; chi non fa questo lavoro spesso non ne comprende i disagi…e comunque, applicavi l’art. 3 della Costituzione!

  14. Stranoforte il 22 gennaio 2010 alle 14:38

    Leggo adesso, con soddisfazione, che il Giudice – con un atto coraggioso – è stato rimosso, come peraltro lui stesso in questa sede ha auspicato (ma nelle lunghissime memorie difensive, invece, ha più vlte chiesto di essere prosciolto dall’incolpazione.
    Ho anche letto le motivazioni con le quali la Suprema Corte ha assolto il Giudice. Ci sono certi passaggi al limite del surreale.
    Un Giudice non può ingenerare ulteriori danni alla già difficile situazione della Magistratura.

  15. liviobo il 22 gennaio 2010 alle 15:24

    sì, vince chi la spara più grossa, ma anche fra i commentatori… non si può liquidare il gesto di tosti con queste battutine… si può discuterlo, e poi fare un bilancio positivo o negativo fra i pro e i contro…

  16. Stranoforte il 22 gennaio 2010 alle 18:40

    i pro quali sarebbero? AVete letto gli atti messi a disposizione (memorie, sentenza e altro)? Il Crocefisso viene descritto con toni talmente altisonanti che alla fine fanno anche ridere. Poteva iniziare una battaglia legale, visto che le leggi possono essere comunque impugnate da tutti nelle sedi opportune. Ma non spiega il perchè ha omesso di farlo.

  17. liviobo il 22 gennaio 2010 alle 21:21

    “l’unica prova che accetto delle grandi passioni, è che ci rendono ridicoli”, diceva stendhal… a volere darti corda.
    ma qua la questione è che ci troviamo di fronte a una persona che sta pagando drammaticamente la sua coerenza e la sua scelta di laicità… al di là di ogni altra considerazione (anche giusta, come in parte sono le tue)… e qui a NI invece di fare branco su ogni pelo del culo torto a uno di loro farebbero bene a intervenire su questioni come questa

  18. franco buffoni il 22 gennaio 2010 alle 23:52

    A Liviobo. E’ quello che sto facendo, mi pare. fb

  19. Stranoforte il 23 gennaio 2010 alle 08:41

    Insomma filosofia pura, mentre la giustizia è sempre più drammatica. L’importante è pretendere che vengano staccati i crocifissi da TUTTI I TRIBUNALI ITALIANI. Ecco la ricetta per risolverne i problemi… proprio a darti corda.

  20. liviobo il 23 gennaio 2010 alle 15:23

    certo, buffoni, tu sei sempre attento… parlo di una certa mandria che transita spesso in NI, nella sinistra, in italia, nel genere umano… ma il discorso è lungo, è quello del gregarismo, che è per me il vero demonio, la macchina che produce ingiustizia

  21. Elisa il 7 febbraio 2010 alle 01:49

    perchè invece di nascondersi dietro “i gravi problemi della giustizia italiana” non si dice semplicemente che non si desidera la laicità dello Stato e che preferiamo un occhio di riguardo per la Chiesa Cattolica?prima di richiedere coerenza agli altri vediamo se la attuiamo in prima persona.il populismo è una maschera troppo comoda.



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