carta st[r]amp[al]ata n.3

2 febbraio 2010
Pubblicato da

di Fabrizio Tonello

Questa settimana avrei voluto occuparmi di telefonini e di criminalità ma, purtroppo, sabato, il solito Daily Mail ha fatto irruzione nel mio tranquillo weekend e quindi dovrò rinviare l’analisi del problema di come 6 miliardi di esseri umani possano essere proprietari di 220 miliardi di iPod, cioè 36,66 iPod a testa. Io due ne ho, ma Vittorio Zucconi dovrebbe spiegarmi chi si è fregato gli altri 34 che mi spettano.

Prima di arrivare al tema che ci interessa, ovvero il Corriere e i felini, devo però segnalare un caso in cui i numeri, come spesso accade, proprio non quadrano. Secondo Marco Castelnuovo sulla Stampa di sabato, “il tasso percentuale di reati commessi da stranieri regolari è di poco più alto rispetto a quello commesso dagli italiani. È circa dell’1,3% contro lo 0,75% dei cittadini italiani.” Parbleu!, come diceva Cavour quando a Torino si parlava ancora francese.

Lo 0,75% è “uguale” all’1,3% esattamente come 75 cioccolatini sono uguali a 130 cioccolatini, un articolo di 750 battute è uguale a uno di 1.300 battute e 7.500 paia di scarpe sono uguali a 13.000 paia di scarpe. Provi, Castelnuovo, a consegnare al suo direttore 1.300 battute quando gliene avevano chieste 750: si ritroverà ben presto a fare il corrispondente dall’Asinara.

La differenza tra 0,75 e 1,3 è tuttavia davvero poco rilevante se facciamo un paio di addizioni: scrive la Stampa, che il “tasso percentuale di reati” degli stranieri regolari è “circa dell’1,3% contro lo 0,75% dei cittadini italiani”. Ora, se sommiamo l’1,3% degli uni allo 0,75% degli altri, il risultato è 2,05%: il restante 97,95% dei reati da chi è commesso? Dai clandestini? Non lo dice nemmeno Bossi, non lo sostiene Borghezio e Maroni non si azzarderebbe a diffondere dati in questo senso. Non restano che gli alieni: una Invasione degli ultracorpi, tutti concentrati a delinquere in Italia.

Magari le percentuali di cui sopra si riferiscono al “quoziente di criminalità ogni 100.000 abitanti”, concetto leggermente differente: 0,75 significa che, ogni centomila italiani, 750 commettono un reato e 1,3 significa che 1.300 immigrati regolari ogni centomila violano ugualmente la legge. I dati, tra l’altro, si riferiscono al 2005, quindi l’interesse di citarli non sembra spasmodico. Per fortuna che il titolo dell’articolo era “Le cifre danno torto a entrambi”…

Ma tutto questo non ha importanza: l’eroe della settimana è il Corriere che, come avevo segnalato ai lettori di Nazione Indiana due settimane fa, ha un’insana passione per i tabloid inglesi. Il 30 gennaio Simona Marchetti scrive che in, Kenia, tre ghepardi “si imbattono in quella che normalmente sarebbe una loro preda”, una piccola antilope, “Ma si limitano a coccolarla”.

Commovente. L’autrice non si è però chiesta se i ghepardi della sequenza fotografica del Daily Mail, non fossero per caso stati fotografati dalla Whiskas per rilanciare il proprio marchio (poco tempo fa l’azienda produttrice Mars Petcare aveva annunciato la sospensione della produzione delle mitiche scatolette Sheba).
Prendiamo, infatti, la foto 1.

Nella versione del Daily Mail, il ghepardo obeso, nutrito fin da piccolo di croccantini, allunga la zampa verso la piccola antilope e si sta palesemente chiedendo: “Cos’è questo?”

Per chi volesse avere un’idea di com’è fatto un ghepardo di quelli che corrono, invece di leccare le scatolette, si guardi qui.

Passiamo alla foto 2 del quotidiano inglese, dove un disgustato ghepardo si volge verso il fotografo per chiedergli: “Dura molto questa seduta?”

Come potete notare, l’eccesso di consumo di Friskies, ha fatto lievitare la pancia del ghepardo, che se fosse lasciato in pace a correre per la savana, avrebbe probabilmente questo aspetto.

Invece, l’Azienda Turismo del Kenia, a corto di idee, ha fatto fotografare tre ghepardi cresciuti a bignè al cioccolato, come si può notare dalla pancia in primo piano della simpatica bestiola nella foto 3 del Daily Mail.

Se li lasciate liberi, e a dieta, per 4-5 anni, magari diventano come questo qui.

Domanda: se Corriere, Repubblica e Stampa si astenessero per un mese dallo scopiazzare i tabloid inglesi non diventerebbero dei giornali un po’ più magri e tonici anche loro?

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3 Responses to carta st[r]amp[al]ata n.3

  1. Antonio Carollo il 2 febbraio 2010 alle 18:27

    Come giustizia l’Italia viene dopo il Gabon, verso il centoquarantesimo posto. Come manipolazione delle informazioni saremo sicuramente nei primi posti. Mi ha divertito la storia dei fotomontaggi del ghepardo obeso. Gli imbonitori si adeguano ai mezzi moderni. Fosse solo questo! Li guardate i telegiornali?

  2. chi il 2 febbraio 2010 alle 21:26

    beh peggio il giornale del telegiornale… o no?

  3. Luigi B. il 6 febbraio 2010 alle 22:08

    Semplicemente esilarante. Sto ancora sghignazzando come un ghepardo… ehm, una iena.



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