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	Commenti a: Radio Kapital : Alain Badiou	</title>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/17/radio-kapital-alain-badiou/#comment-129587</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 12:17:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che il testo proposto meritava meglio che due commenti scarsi, e solo il mio;

Se puo dire che le cose dell&#039;amore non interessa nessuno ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il testo proposto meritava meglio che due commenti scarsi, e solo il mio;</p>
<p>Se puo dire che le cose dell&#8217;amore non interessa nessuno ?</p>
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		<title>
		Di: genseki		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/17/radio-kapital-alain-badiou/#comment-129499</link>

		<dc:creator><![CDATA[genseki]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 15:10:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per Beppe Ratti

A Be&#039;! Che confusione ci fai col francisco, Doveva da dicere: &quot;Lu slogan del partito dell&#039;amore &quot;fotte de mieux&quot; sará Fauttetevi!&quot;
Ruge]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per Beppe Ratti</p>
<p>A Be&#8217;! Che confusione ci fai col francisco, Doveva da dicere: &#8220;Lu slogan del partito dell&#8217;amore &#8220;fotte de mieux&#8221; sará Fauttetevi!&#8221;<br />
Ruge</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/17/radio-kapital-alain-badiou/#comment-129462</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 10:45:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiungo che ( perché sarebbe molto riduttivo dalla mia parte) che ci sono capitoli bellissimi a proposito del teatro di Beckett, del &quot;amour fou&quot;, della parola comunisme( nel senso che dà Alain Badiou): senso dell&#039;amore nella colletività, della differenza, ben distacco del egoismo e dell&#039;individualismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo che ( perché sarebbe molto riduttivo dalla mia parte) che ci sono capitoli bellissimi a proposito del teatro di Beckett, del &#8220;amour fou&#8221;, della parola comunisme( nel senso che dà Alain Badiou): senso dell&#8217;amore nella colletività, della differenza, ben distacco del egoismo e dell&#8217;individualismo.</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/17/radio-kapital-alain-badiou/#comment-129460</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 10:39:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La bella traduzione di Roberto Bugliani mi ha ispirato la lettura del saggio
o piuttosto dell&#039;intervista. Il libro si percorre con una grande facilità di lettura. Il punto di partenza è una riflessione intorno a una publicità di Meetic che offre la possibilità di un &quot;amour sécuritaire&quot;, idea che  Alain Badiou rifiuta di vincolare all&#039;amore.
L&#039;amore è fatto secondo lui di un incontro casuale, non si puo calculare, si deve considerare con il rischio, l&#039;avventura.
L&#039;amore e da reinventare.
Alain Badiou mostra come l&#039;individualismo, l&#039;interesse sono i pericoli della nostra società nella nascita dell&#039;amore. 
Dice il due ( la differenza) comme orizzonte originale della visione del mondo.
Si distacca anche dell&#039;ideale romantico, perché il romantismo si annega nella fusione; devo dire che questo punto non mi ha davvero convinta, sono affezzionata a questo amore che in certo punto raggiunge la morte
( morte simbolica). Penso che l&#039;amore non si puo vivere nella durata come amore romantico, ma in una relazione si deve anche vivere l&#039;instante romantico.
Alain Badiou insiste sulla durata dell&#039;amore, che non è fatto solo di inzio (commencement), ma di continuo.
Paradossalmente ho trovato che l&#039;idea dell&#039;amore vista da Alain Badiou è poco revoluzionario, nononstante la sua convinzione . E molto allontanata dell&#039;idea di Rimbaud da cui accenna eppure il filosofo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La bella traduzione di Roberto Bugliani mi ha ispirato la lettura del saggio<br />
o piuttosto dell&#8217;intervista. Il libro si percorre con una grande facilità di lettura. Il punto di partenza è una riflessione intorno a una publicità di Meetic che offre la possibilità di un &#8220;amour sécuritaire&#8221;, idea che  Alain Badiou rifiuta di vincolare all&#8217;amore.<br />
L&#8217;amore è fatto secondo lui di un incontro casuale, non si puo calculare, si deve considerare con il rischio, l&#8217;avventura.<br />
L&#8217;amore e da reinventare.<br />
Alain Badiou mostra come l&#8217;individualismo, l&#8217;interesse sono i pericoli della nostra società nella nascita dell&#8217;amore.<br />
Dice il due ( la differenza) comme orizzonte originale della visione del mondo.<br />
Si distacca anche dell&#8217;ideale romantico, perché il romantismo si annega nella fusione; devo dire che questo punto non mi ha davvero convinta, sono affezzionata a questo amore che in certo punto raggiunge la morte<br />
( morte simbolica). Penso che l&#8217;amore non si puo vivere nella durata come amore romantico, ma in una relazione si deve anche vivere l&#8217;instante romantico.<br />
Alain Badiou insiste sulla durata dell&#8217;amore, che non è fatto solo di inzio (commencement), ma di continuo.<br />
Paradossalmente ho trovato che l&#8217;idea dell&#8217;amore vista da Alain Badiou è poco revoluzionario, nononstante la sua convinzione . E molto allontanata dell&#8217;idea di Rimbaud da cui accenna eppure il filosofo.</p>
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		<title>
		Di: bepperatti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/17/radio-kapital-alain-badiou/#comment-129363</link>

		<dc:creator><![CDATA[bepperatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 16:11:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma lo slogan del Partito De L&#039;amore, faute de mieux, sarà: &quot;fottetevi!&quot; ?
bepperatti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma lo slogan del Partito De L&#8217;amore, faute de mieux, sarà: &#8220;fottetevi!&#8221; ?<br />
bepperatti</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/17/radio-kapital-alain-badiou/#comment-129339</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 11:14:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E davvero l&#039;articolo che preferisco perché tocca al lato debole delle miei preoccupazioni - l&#039;amore - nello stato di osservatrice, e quasi mai come attrice.

 Nella parte dedicata alla gelosia  mi pare molto interessante l&#039;acenno a Marcel Proust che ha fatto un analisa quasi psicanalitica del sentimento.

C&#039;è un aspetto della gelosia che mi interessa molto è tutta la parte immaginaria. Mi chiedo se il geloso non è finalmente innamorato della sua propia storia immaginaria, soprattuto se non conosce il suo rivale.
Inizia forse un fervore nella ricerca di quello che è nascosto, dei tratti del rivale, la sua manera di fare l&#039;amore,  mano a mano forse si diventa quasi innamorato, ossessionato dal suo rivale. Parlo con l&#039;esperienza di un amore dove trovavo quasi un piacere malefico a immaginare le incontre del mio amore con la sua amante, quasi a indossare il corpo immaginario dell&#039;uomo e provare qualche desiderio di essere osservatrice, attrice della scène amoureuse.

Mi fermo qui, perché scrivero durante ore, al rischio di allontanarmi dell&#039;argomento dell&#039;articolo.

Invece la politica non è allacciata all&#039;immaginario, è nella parola certo
bugiarda, ma non sognatrice. La joute politique mi pare sempre un combattimento, di scontro, non di incontra. Si parla di odia, di invidia, di miserabile lotta per il potere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E davvero l&#8217;articolo che preferisco perché tocca al lato debole delle miei preoccupazioni &#8211; l&#8217;amore &#8211; nello stato di osservatrice, e quasi mai come attrice.</p>
<p> Nella parte dedicata alla gelosia  mi pare molto interessante l&#8217;acenno a Marcel Proust che ha fatto un analisa quasi psicanalitica del sentimento.</p>
<p>C&#8217;è un aspetto della gelosia che mi interessa molto è tutta la parte immaginaria. Mi chiedo se il geloso non è finalmente innamorato della sua propia storia immaginaria, soprattuto se non conosce il suo rivale.<br />
Inizia forse un fervore nella ricerca di quello che è nascosto, dei tratti del rivale, la sua manera di fare l&#8217;amore,  mano a mano forse si diventa quasi innamorato, ossessionato dal suo rivale. Parlo con l&#8217;esperienza di un amore dove trovavo quasi un piacere malefico a immaginare le incontre del mio amore con la sua amante, quasi a indossare il corpo immaginario dell&#8217;uomo e provare qualche desiderio di essere osservatrice, attrice della scène amoureuse.</p>
<p>Mi fermo qui, perché scrivero durante ore, al rischio di allontanarmi dell&#8217;argomento dell&#8217;articolo.</p>
<p>Invece la politica non è allacciata all&#8217;immaginario, è nella parola certo<br />
bugiarda, ma non sognatrice. La joute politique mi pare sempre un combattimento, di scontro, non di incontra. Si parla di odia, di invidia, di miserabile lotta per il potere.</p>
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