<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Danilo De Marco: R/ESISTENZE	</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/2010/02/25/30500/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/25/30500/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 28 Feb 2010 13:49:04 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.16</generator>
	<item>
		<title>
		Di: danilo de marco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/25/30500/#comment-130181</link>

		<dc:creator><![CDATA[danilo de marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 13:49:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2010/02/18/30500/#comment-130181</guid>

					<description><![CDATA[Non vengono certo dimenticati tutti quei ragazzi che sono stati mandati a morire e a far morire da governi fascisti. C&#039;è però chi ha disertato, una minoranza certo, e si è rifiutato di partire per quella guerra fascista di occupazione: e non solo in Italia.  Una parte di quelli che sono riusciti a rientrare prima dell&#039;8 settembre, quelli che ne avevano ancora la forza e il coraggio,  hanno preso la via della montagna e hanno raggiunto la Resistenza. 
Una questione però dovremmo porci e, dalle righe di Erri De Luca, lo si può leggere chiaramente: una minoranza ha avuto il coraggio di rischiare la propria vita, non perchè obbligato a partire: ma perchè  coscientemente ribelle ad  una situazione insostenibile: eticamente inaccettabile.... 
Far parte della Resistenza è stata un atto difficile, alle volte non sempre chiaro, ma una cosa è stata chiara: mai dall&#039;altra parte. Nessuno ha imposto a nessuno nulla. 
Ecco perchè ho voluto con il mio lavoro ricordare quei giovani, oggi diventati nonni e bisnonni. E i motivi credo siano chiari nelle poche righeche ho scritto e che accompagnano le fotografie...e non vogliono essere solo memoria, ma anche motivo di riflessione per quello che oggi ci sta accadendo. 
Invece e ci risiamo, devo ancora una volta insorgere, la parola INSORGERE mi piace molto e vorrei diventasse fatto quotidiano di fronte alla barbarie e alle ingiustizie di ogni giorno... per la -pardon- ma temo, &#039;voluta&#039; confusione, paragonando partigiani a chi collaborò con i nazisti e i fascisti, e addirittura -qui sì- con una assenza totale di -pietas- versi i milioni di esseri umani, bambini vecchi donne zingari omosessuali comunisti ebrei dissidenti che sono stati inviati nei campi di concentramento di cui moltissimi mai ritornati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vengono certo dimenticati tutti quei ragazzi che sono stati mandati a morire e a far morire da governi fascisti. C&#8217;è però chi ha disertato, una minoranza certo, e si è rifiutato di partire per quella guerra fascista di occupazione: e non solo in Italia.  Una parte di quelli che sono riusciti a rientrare prima dell&#8217;8 settembre, quelli che ne avevano ancora la forza e il coraggio,  hanno preso la via della montagna e hanno raggiunto la Resistenza.<br />
Una questione però dovremmo porci e, dalle righe di Erri De Luca, lo si può leggere chiaramente: una minoranza ha avuto il coraggio di rischiare la propria vita, non perchè obbligato a partire: ma perchè  coscientemente ribelle ad  una situazione insostenibile: eticamente inaccettabile&#8230;.<br />
Far parte della Resistenza è stata un atto difficile, alle volte non sempre chiaro, ma una cosa è stata chiara: mai dall&#8217;altra parte. Nessuno ha imposto a nessuno nulla.<br />
Ecco perchè ho voluto con il mio lavoro ricordare quei giovani, oggi diventati nonni e bisnonni. E i motivi credo siano chiari nelle poche righeche ho scritto e che accompagnano le fotografie&#8230;e non vogliono essere solo memoria, ma anche motivo di riflessione per quello che oggi ci sta accadendo.<br />
Invece e ci risiamo, devo ancora una volta insorgere, la parola INSORGERE mi piace molto e vorrei diventasse fatto quotidiano di fronte alla barbarie e alle ingiustizie di ogni giorno&#8230; per la -pardon- ma temo, &#8216;voluta&#8217; confusione, paragonando partigiani a chi collaborò con i nazisti e i fascisti, e addirittura -qui sì- con una assenza totale di -pietas- versi i milioni di esseri umani, bambini vecchi donne zingari omosessuali comunisti ebrei dissidenti che sono stati inviati nei campi di concentramento di cui moltissimi mai ritornati.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/25/30500/#comment-130042</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 08:35:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2010/02/18/30500/#comment-130042</guid>

					<description><![CDATA[strano che la memoria storica del novecento italiano consideri principalmente chi resistette, chi collaborò coi nazi e chi fu deportato e ucciso.
poca attenzione per chi fu mandato a combattere in guerra, magari lasciandoci le penne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>strano che la memoria storica del novecento italiano consideri principalmente chi resistette, chi collaborò coi nazi e chi fu deportato e ucciso.<br />
poca attenzione per chi fu mandato a combattere in guerra, magari lasciandoci le penne.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Milena		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/25/30500/#comment-130007</link>

		<dc:creator><![CDATA[Milena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 12:34:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2010/02/18/30500/#comment-130007</guid>

					<description><![CDATA[... &quot;quello spazio della vita per cui avevano combattuto&quot; non è cancellato, vive in ogni cm quadrato della loro pelle.

La scorsa settimana un amico direi &quot;intellettualmente&quot; vivace mi disse detto che per lui la memoria non esiste, che è un concetto di per sè fallace in quanto legato alla storicità del momento in cui gli eventi accadono.

Risposi che la storia non passa, la storia si sedimenta in noi e che è inutile tentare di ignorarla chiamandola &quot;memoria&quot; nella sua accezione, è da codardi farlo perchè tanto ci segue come un&#039;ombra.

E&#039; triste pensare che può essere diffuso il sentimento di non voler ricordare, di volersi estraniare nel proprio presente e fingere che dietro alle nostre spalle non è mai successo niente, è triste ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; &#8220;quello spazio della vita per cui avevano combattuto&#8221; non è cancellato, vive in ogni cm quadrato della loro pelle.</p>
<p>La scorsa settimana un amico direi &#8220;intellettualmente&#8221; vivace mi disse detto che per lui la memoria non esiste, che è un concetto di per sè fallace in quanto legato alla storicità del momento in cui gli eventi accadono.</p>
<p>Risposi che la storia non passa, la storia si sedimenta in noi e che è inutile tentare di ignorarla chiamandola &#8220;memoria&#8221; nella sua accezione, è da codardi farlo perchè tanto ci segue come un&#8217;ombra.</p>
<p>E&#8217; triste pensare che può essere diffuso il sentimento di non voler ricordare, di volersi estraniare nel proprio presente e fingere che dietro alle nostre spalle non è mai successo niente, è triste &#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/25/30500/#comment-130002</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 11:40:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2010/02/18/30500/#comment-130002</guid>

					<description><![CDATA[in effetti la messa a fuoco è regolata sugli occhi (occhi peraltro illuminati con una lampada, mi ha spiegato De Marco), tanto che le parti del viso più &quot;lontane&quot; sono sfuocate: è quello che contribuisce a creare l&#039;incredibile &quot;presenza&quot; di questi visi resistenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in effetti la messa a fuoco è regolata sugli occhi (occhi peraltro illuminati con una lampada, mi ha spiegato De Marco), tanto che le parti del viso più &#8220;lontane&#8221; sono sfuocate: è quello che contribuisce a creare l&#8217;incredibile &#8220;presenza&#8221; di questi visi resistenti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/25/30500/#comment-129999</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 09:49:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2010/02/18/30500/#comment-129999</guid>

					<description><![CDATA[Vedo qualche errore dopo: da tanti inverni, tante stagioni ,delle strade.

Non so se devo corregere o lasciare.

Ho un po&#039;vergogna. Forse dovrei leggere e stare zitta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vedo qualche errore dopo: da tanti inverni, tante stagioni ,delle strade.</p>
<p>Non so se devo corregere o lasciare.</p>
<p>Ho un po&#8217;vergogna. Forse dovrei leggere e stare zitta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/25/30500/#comment-129998</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 09:43:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2010/02/18/30500/#comment-129998</guid>

					<description><![CDATA[Si legge negli occhi una questione sul dolore,
puntano verso noi l&#039;intelligenza di un regno dell&#039;ombra,
quando si lottavano nel pericolo, in luoghi nascosti.

Presenza dell&#039;uomo o della donna venuti di tanti inverni,
tante stagione, il sorriso dimenticato per tanti dolori,
volti segnati, mappa dei strade delal storia, forse nelle
grinze si nasconde una mattina di febbraio dove una ragazza
ha scelta di raggiungere la Resistenza, di giocare la sua vita
al nome di libertà.

Credo che questi volti hanno molto da insegnare a noi e alla giovinezza:
una lezione di coraggio, una lezione d&#039;amore. Un fuoco vivo ancora negli occhi e forse un po&#039; di tristezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si legge negli occhi una questione sul dolore,<br />
puntano verso noi l&#8217;intelligenza di un regno dell&#8217;ombra,<br />
quando si lottavano nel pericolo, in luoghi nascosti.</p>
<p>Presenza dell&#8217;uomo o della donna venuti di tanti inverni,<br />
tante stagione, il sorriso dimenticato per tanti dolori,<br />
volti segnati, mappa dei strade delal storia, forse nelle<br />
grinze si nasconde una mattina di febbraio dove una ragazza<br />
ha scelta di raggiungere la Resistenza, di giocare la sua vita<br />
al nome di libertà.</p>
<p>Credo che questi volti hanno molto da insegnare a noi e alla giovinezza:<br />
una lezione di coraggio, una lezione d&#8217;amore. Un fuoco vivo ancora negli occhi e forse un po&#8217; di tristezza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-08-09 00:38:35 by W3 Total Cache
-->