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	Commenti a: Trenini elettrici, dinosauri, pianeti	</title>
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		<title>
		Di: xenia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/03/15/trenini-elettrici-dinosuari-pianeti/#comment-131510</link>

		<dc:creator><![CDATA[xenia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 05:11:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io volevo dire questo: di leggervi una bella poesia di Magrelli, &quot;Lettera sull&#039;invasione dei dinosauri&quot;.

Io, da parte mia, sono con le bestie estinte. I dinosauri e i morti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io volevo dire questo: di leggervi una bella poesia di Magrelli, &#8220;Lettera sull&#8217;invasione dei dinosauri&#8221;.</p>
<p>Io, da parte mia, sono con le bestie estinte. I dinosauri e i morti.</p>
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		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/03/15/trenini-elettrici-dinosuari-pianeti/#comment-131392</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 18:26:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la mia quota rosa di porzione materica si è sviluppata in ambiente nordico, laddove una gigantesca bambina con gli zoccoli rossi esce ancor oggi subito dopo ogni pioggia, per mangiarsi i lumaconi tirati su da Terra. 
così orribilmente situata oltre l&#039;orribile spazio e l&#039;orribile tempo, la mia quota rosso rosa di porzione materica in divenire fuggiva dunque già a suo tempo dalla prosa adulta con la fantasia dei polpacci (gli stessi che ora serbano memoria), nella fattispecie fuggiva a pedali.
Prima con la barbi nuda tra i denti e i suoi capelli di barbi negli occhi (causa visagloria, nome proprio di triciclo di ferro da 7 tonnellate senza portapacchi),  poi con la barbi a volte vestita+topolino+panino burro e zucchero schiacciati in poltiglia unica contro il parafango ( grazie a graziella, nome proprio di bici con portapacchi posteriore a molla sbudellante).
Sia chiaro. 
Sebbene miseramente situata, la mia quota rosso rosa di porzione materica  in divenire, se le cose con la  zoccola famelica di cui sopra si  mettevano male, sapeva ben mollare la due ruote fuori dal portone di casa e rifugiarsi in cantina,  ma non si creda che la cantina fosse più ospitale: bui stretti e immensi, i cubicoli per sicurezza andavano comunque percorsi in skate, cioè drittofilatoconfìfa y dégradé,  dal rosso al viola al verde (traduzione per il sopramondo: dal rosso al viola al verde è  lo spettro dai colori esatti, proprio di una tavola a rotelle al buio, ma  anche l&#039;esatta progressione propria dei lividi-da-curva-ad-angolo improvvisa-CHE-NON-C&#039;ERA-MAI-STATA-pRIMA. Il che apriva, e apre a tutt&#039;oggi soprattutto dopo ogni pioggia,  tutta una serie di interrogativi sull&#039;adattamento all&#039;ambiente fine della traduzione per il sopramondo)
Così orribilmente stupita, nel senso di colorata nel senso di martoriata, la mia quota rossa rosa viola e verde  di porzione materica in losco divenire a rotelle si aggirava dunque dopo ogni pioggia nei detti sotterranei, armata solo delle sue forcine, quelle stesse che le assicuravano i codini. Ma un bel giorno, il c&#039;era una volta storico tipo l&#039;anno fatidico del fottiti tu, signore e tutti i tuoi -ini, ella prese con i suoi compari a spettinarsi, e a scassinare i lucchetti di chiusa alle cantine del palazzone multiblocco anni 70 ove abitava. 
Cantine iperprotette - a loro volta e a monte del labirinto dei corridoi - da una fortezza di portone pesantone ANTIatomicone che ci volevano 5 della mini banda di sottosviluppini in fuga dalla mangialumache per spostarle più 2 di Sentinella (nome proprio di quelli dell&#039;inframondo che, a turno, avevano il compito di avvistare il capolli, nome proprio di furioso portinaio, che solo molto più tardi divenne IL guardiano della soglia).
Il numero proprio, nel senso di capitale umano sine qua non per muoversi decentemente nell&#039;inframondo, tra sopra e sotto scala e addetti allo spostaggio di porte anti bomba atomica era dunque 7 (traduzione per il sopramondo sempre piuttosto lento: 7 = numero proprio minimo di bimbi necessario per far la cerca nelle cantine E per salvarsi il culo. Quindi se ne  mancava uno, malato o in castigo che fosse,  niente fantastici oggetti da trovare causa paranoia planetaria da guerra fredda espressa in barriere architettoniche di chilotoni di cemento armato+il capolli che se ti beccava pigiava il fantomatico bottone rosso ground zero del campanello genitoriale, fine della traduzione per il sopramondo sempre piuttosto lento). 
Era dunque in presenza del numero proprio, del 7 perfetto, del veloce, collettivo e performante numero 7 che si ponevano le condizioni per lo scasso assoluto: quello della cantina dell&#039;Edicolante. E&#039; da li, dall&#039;incontro del rosa rosso viola verde di 7 porzioni materiche in divenire coi gialli e coi proibitissimi neri, con gli  harmony, coi porno da ritagliare, coi vecchissimi  topolini, col rosso nero delle ammuffite dispense di “conoscere” , con le nancy drew e con gli hardy boys, coi manuali dell&#039;uomo atrezzo dei suoi gazebo e delle sue perline pendant col centrino perfetto, misti al pane burro e zucchero, al salgari ai topolini nuovissimi e agli atlanti degli animali dei piani di sopra, è da li, dall&#039;incontro tra la p(r)osa didascalica degli adulti, e la fuga barocca e scalcinata dalla p(r)osa didascalica degli adulti in cerca di chissaché, che, parola!, vengono tutte le storie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la mia quota rosa di porzione materica si è sviluppata in ambiente nordico, laddove una gigantesca bambina con gli zoccoli rossi esce ancor oggi subito dopo ogni pioggia, per mangiarsi i lumaconi tirati su da Terra.<br />
così orribilmente situata oltre l&#8217;orribile spazio e l&#8217;orribile tempo, la mia quota rosso rosa di porzione materica in divenire fuggiva dunque già a suo tempo dalla prosa adulta con la fantasia dei polpacci (gli stessi che ora serbano memoria), nella fattispecie fuggiva a pedali.<br />
Prima con la barbi nuda tra i denti e i suoi capelli di barbi negli occhi (causa visagloria, nome proprio di triciclo di ferro da 7 tonnellate senza portapacchi),  poi con la barbi a volte vestita+topolino+panino burro e zucchero schiacciati in poltiglia unica contro il parafango ( grazie a graziella, nome proprio di bici con portapacchi posteriore a molla sbudellante).<br />
Sia chiaro.<br />
Sebbene miseramente situata, la mia quota rosso rosa di porzione materica  in divenire, se le cose con la  zoccola famelica di cui sopra si  mettevano male, sapeva ben mollare la due ruote fuori dal portone di casa e rifugiarsi in cantina,  ma non si creda che la cantina fosse più ospitale: bui stretti e immensi, i cubicoli per sicurezza andavano comunque percorsi in skate, cioè drittofilatoconfìfa y dégradé,  dal rosso al viola al verde (traduzione per il sopramondo: dal rosso al viola al verde è  lo spettro dai colori esatti, proprio di una tavola a rotelle al buio, ma  anche l&#8217;esatta progressione propria dei lividi-da-curva-ad-angolo improvvisa-CHE-NON-C&#8217;ERA-MAI-STATA-pRIMA. Il che apriva, e apre a tutt&#8217;oggi soprattutto dopo ogni pioggia,  tutta una serie di interrogativi sull&#8217;adattamento all&#8217;ambiente fine della traduzione per il sopramondo)<br />
Così orribilmente stupita, nel senso di colorata nel senso di martoriata, la mia quota rossa rosa viola e verde  di porzione materica in losco divenire a rotelle si aggirava dunque dopo ogni pioggia nei detti sotterranei, armata solo delle sue forcine, quelle stesse che le assicuravano i codini. Ma un bel giorno, il c&#8217;era una volta storico tipo l&#8217;anno fatidico del fottiti tu, signore e tutti i tuoi -ini, ella prese con i suoi compari a spettinarsi, e a scassinare i lucchetti di chiusa alle cantine del palazzone multiblocco anni 70 ove abitava.<br />
Cantine iperprotette &#8211; a loro volta e a monte del labirinto dei corridoi &#8211; da una fortezza di portone pesantone ANTIatomicone che ci volevano 5 della mini banda di sottosviluppini in fuga dalla mangialumache per spostarle più 2 di Sentinella (nome proprio di quelli dell&#8217;inframondo che, a turno, avevano il compito di avvistare il capolli, nome proprio di furioso portinaio, che solo molto più tardi divenne IL guardiano della soglia).<br />
Il numero proprio, nel senso di capitale umano sine qua non per muoversi decentemente nell&#8217;inframondo, tra sopra e sotto scala e addetti allo spostaggio di porte anti bomba atomica era dunque 7 (traduzione per il sopramondo sempre piuttosto lento: 7 = numero proprio minimo di bimbi necessario per far la cerca nelle cantine E per salvarsi il culo. Quindi se ne  mancava uno, malato o in castigo che fosse,  niente fantastici oggetti da trovare causa paranoia planetaria da guerra fredda espressa in barriere architettoniche di chilotoni di cemento armato+il capolli che se ti beccava pigiava il fantomatico bottone rosso ground zero del campanello genitoriale, fine della traduzione per il sopramondo sempre piuttosto lento).<br />
Era dunque in presenza del numero proprio, del 7 perfetto, del veloce, collettivo e performante numero 7 che si ponevano le condizioni per lo scasso assoluto: quello della cantina dell&#8217;Edicolante. E&#8217; da li, dall&#8217;incontro del rosa rosso viola verde di 7 porzioni materiche in divenire coi gialli e coi proibitissimi neri, con gli  harmony, coi porno da ritagliare, coi vecchissimi  topolini, col rosso nero delle ammuffite dispense di “conoscere” , con le nancy drew e con gli hardy boys, coi manuali dell&#8217;uomo atrezzo dei suoi gazebo e delle sue perline pendant col centrino perfetto, misti al pane burro e zucchero, al salgari ai topolini nuovissimi e agli atlanti degli animali dei piani di sopra, è da li, dall&#8217;incontro tra la p(r)osa didascalica degli adulti, e la fuga barocca e scalcinata dalla p(r)osa didascalica degli adulti in cerca di chissaché, che, parola!, vengono tutte le storie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/03/15/trenini-elettrici-dinosuari-pianeti/#comment-131340</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 22:53:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a maria 

&quot;Non è di un ceto, specifico, che bisogna fare apologia (demagogica), ma del singolo, unico, irripetibile, sfuggente (giustamente) ad ogni definizione e categoria, trasversale.&quot;

questo è un principio fondamentale.

A me sorprende che si possa leggere un testo così come se fosse l&#039;articolo di un opinionista o di un sociologo, e non come un pezzo che porta in sé tutti gli elementi dell&#039;artificio letterario. Ma è anche un malinteso che mi diverte. Infatti viene letto, come dicono i francesi, ad &quot;un primo livello&quot;. Mi meraviglio a questo punto che nessuno mi abbia dato del razzista per aver bistrattato i famosi nomi longobardi. Ora, in un pezzo come questo, il vero tema sono ovviamente i nomi. E nonostante venga stabilito a livello diciamo d&#039;intreccio manifesto il privilegio dei nomi &quot;astronomici&quot;, è chiaro che il piacere testuale è esteso a tutti e tre i mondi dell&#039;immaginario infantile e alle loro nomeclature, così come l&#039;inclusione dei nomi della provincia di milano testimonia di un amore-odio.

Ad Alessandro,
Il lego, a cui giocai molto, era per me sganciato dalla funzione conoscitiva-denominativa che si è manifestata più tardi con trenini, dinosuari, pianeti. Il lego era una sintesi perfetta tra intelletto e manualità, con le altre tre categorie si entrava già in una zona di divorzio tra mano e intelletto, e in cui l&#039;elemento conoscitivo acquisiva una sua autonomia.

E&#039; poi vero che questo brano fa parte di un testo, che mi è stato commissionato da Giovanni Andrea Semerano per La Camera Verde. Un testo su &quot;2001 odissea nello spazio&quot;, incentrato quindi sulla fantascienza e la fascinazione per l&#039;astronomia, ecc. ecc.

dopodiché trovo dinosauri e trenini DAVVERO pallosi :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a maria </p>
<p>&#8220;Non è di un ceto, specifico, che bisogna fare apologia (demagogica), ma del singolo, unico, irripetibile, sfuggente (giustamente) ad ogni definizione e categoria, trasversale.&#8221;</p>
<p>questo è un principio fondamentale.</p>
<p>A me sorprende che si possa leggere un testo così come se fosse l&#8217;articolo di un opinionista o di un sociologo, e non come un pezzo che porta in sé tutti gli elementi dell&#8217;artificio letterario. Ma è anche un malinteso che mi diverte. Infatti viene letto, come dicono i francesi, ad &#8220;un primo livello&#8221;. Mi meraviglio a questo punto che nessuno mi abbia dato del razzista per aver bistrattato i famosi nomi longobardi. Ora, in un pezzo come questo, il vero tema sono ovviamente i nomi. E nonostante venga stabilito a livello diciamo d&#8217;intreccio manifesto il privilegio dei nomi &#8220;astronomici&#8221;, è chiaro che il piacere testuale è esteso a tutti e tre i mondi dell&#8217;immaginario infantile e alle loro nomeclature, così come l&#8217;inclusione dei nomi della provincia di milano testimonia di un amore-odio.</p>
<p>Ad Alessandro,<br />
Il lego, a cui giocai molto, era per me sganciato dalla funzione conoscitiva-denominativa che si è manifestata più tardi con trenini, dinosuari, pianeti. Il lego era una sintesi perfetta tra intelletto e manualità, con le altre tre categorie si entrava già in una zona di divorzio tra mano e intelletto, e in cui l&#8217;elemento conoscitivo acquisiva una sua autonomia.</p>
<p>E&#8217; poi vero che questo brano fa parte di un testo, che mi è stato commissionato da Giovanni Andrea Semerano per La Camera Verde. Un testo su &#8220;2001 odissea nello spazio&#8221;, incentrato quindi sulla fantascienza e la fascinazione per l&#8217;astronomia, ecc. ecc.</p>
<p>dopodiché trovo dinosauri e trenini DAVVERO pallosi :)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/03/15/trenini-elettrici-dinosuari-pianeti/#comment-131333</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 19:11:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[eheh, ovviamente molto nera era la copertina, e oltre ai bei nomi suggestivi c&#039;erano anche degli splendidi disegni e fotografie...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>eheh, ovviamente molto nera era la copertina, e oltre ai bei nomi suggestivi c&#8217;erano anche degli splendidi disegni e fotografie&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/03/15/trenini-elettrici-dinosuari-pianeti/#comment-131332</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 19:05:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da bambino, col favore della bella stagione, mi facevo accompagnare da mio padre alla stazione e stavo con lui, monumento vivente alla pazienza, almeno un&#039;ora a guardare i treni fermarsi e ripartire, o solo sfilare. In inverno, collezionavo le figurine panini del già menzionato Animali Preistorici, e dopo aver incollato quelle nuove e accatastato quelle doppie (un po&#039; le scambiavo, quelle il cui disegno mi piaceva di più le incollavo sul &quot;quaderno-delle-cose-che-mi-piacciono&quot;) sfogliavo &quot;L&#039;Universo&quot;, un tomone molto nero dove c&#039;erano un sacco di parole bellissime (le mie preferite erano Aldebaran e Betelgeuse, e il suono rotondo e placido di Orione). Adesso studio filosofia... ho speranze? ;)
ps, forse mi è sfuggito, ma nessuno ha considerato i Lego!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da bambino, col favore della bella stagione, mi facevo accompagnare da mio padre alla stazione e stavo con lui, monumento vivente alla pazienza, almeno un&#8217;ora a guardare i treni fermarsi e ripartire, o solo sfilare. In inverno, collezionavo le figurine panini del già menzionato Animali Preistorici, e dopo aver incollato quelle nuove e accatastato quelle doppie (un po&#8217; le scambiavo, quelle il cui disegno mi piaceva di più le incollavo sul &#8220;quaderno-delle-cose-che-mi-piacciono&#8221;) sfogliavo &#8220;L&#8217;Universo&#8221;, un tomone molto nero dove c&#8217;erano un sacco di parole bellissime (le mie preferite erano Aldebaran e Betelgeuse, e il suono rotondo e placido di Orione). Adesso studio filosofia&#8230; ho speranze? ;)<br />
ps, forse mi è sfuggito, ma nessuno ha considerato i Lego!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/03/15/trenini-elettrici-dinosuari-pianeti/#comment-131305</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:26:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maria,

Bella risposta ben temprata :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria,</p>
<p>Bella risposta ben temprata :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria(v)		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/03/15/trenini-elettrici-dinosuari-pianeti/#comment-131298</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria(v)]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 09:21:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tashtego, niente più ecchissenefrega.
 a me interessa molto, la tua, quella di Véronique e la storia di tutti a cosa giocavano quando erano piccoli...

adesso però apro una lunga digressione perché
c&#039;è una cosa nella critica di Pippo che NON mi quadra, cioé premesso che chiunque sia libero di esprimere l&#039;apprezzamento o il dispregio, trovo insidiosa e scorretta quella vaga accusa di snobismo e la velenosa distinzione con gli umili, dettaglio  che avrei tralasciato se non fosse che, riproposta qua e là, in tanti luoghi diversi, in concomitanza con certi eventi che mi sono recentemente capitati mi trova insofferente, irritabile,faziosa, diciamo pure incazzata a morte...
Non è di un ceto, specifico, che bisogna fare apologia (demagogica), ma del singolo, unico, irripetibile, sfuggente (giustamente) ad ogni definizione e categoria, trasversale. Neanch&#039;io sopporto più questa storia, riproposta sempre più frequentemente negli ultimi tempi e dibattiti vari, secondo cui il letterato altezzoso denigra la massa e quindi gli umili, nell&#039;infinita sua presunzione. La massa in sé è una cosa che NON esite, ok? se non nella sua forma deteriore (indistinguibile, amorfa, manovrabile....). che Il cielo, l&#039;universo  appartenga alla massa degli umili che non se ne accorgono -  è una frottola bella e buona! La massa è anche quella che, di solito, ciclicamnete,  elegge i barabba e mi è venuta voglia di rileggere l&#039;Ortis (&quot;I mortali sono naturtalmente schiavi, naturalmente tiranni, naturalmente ciechi&quot;ed è per questo che &quot;la fama degli eroi spetta un quarto alla loro audacia, due quarti alla sorte, e l&#039;altro quarto ai loro delitti&quot;) e con quella tua uscita sugli umili spero che non mi si venga a fare l&#039;elogio dell&#039;inconsapevole, del primitivo, del barbaro...nostalgia di un mondo estinto con a cuore i valori più veri che nulla hanno a che fare con la conoscenza...perché E&#039; un&#039;enorme stronzata, una mistificazione, una menzogna spudorata. Se il presente è  marcio, il passato, l&#039;elementare, l&#039;ingenuo, il primitivo, il popolo fanciullino... lo è stato anche di più. PercHé me la prendo così, con te oggi? parlavo di eventi ocncomitanti che mi sono capitati: ieri ho conosciuto una ragazza di soli 3 anni più grande di me, nata dunque nel &#039;75, laureata e autonoma con una specifica professione di tutto rispetto, che mi ha raccontato parte della sua vita: di origine contadina, cresciuta in una famiglia patriarcale delle più cavernicole tanto da essere obbligata a rivolgersi ai genitori con il &quot;voi&quot; (ripeto, classe &#039;75 non un secolo fa), ostacolata nel suo desiderio di studiare in tutte le maniere possibili e immaginabili, ritirata da scuola alla fine delle medie con l&#039;obbligo di lavorare i campi, dopo mille insistenze e proteste ottiene il consenso di iscriversi alla scuola superiore alle seguenti condizioni: 1) che la scelta sull&#039;istituto fosse  a giudizio insindacabile del padre (e  lo scientifico che avrebbe tanto desiderato fu scartato a priori in quanto scuola mista, ergo peccaminosa!!!)
2) che all&#039;uscita di scuola sarebbe filata dritta al lavoro dei campi per nessuna ragione al mondo trascurabile (oltre al governo della casa e l&#039;assistenza famigliare ai membri più disagiati)
3)che avrebbe dovuto giurare solennemente di NON fidanzarsi mai (il che significa divieto assoluto di approccio al genere maschile, perché la flagranza di reato avrebbe comportato l&#039;automatico decadimento dagli studi)

a tutte queste condizioni, la ragazza col carattere di ferro, avrebbe ottemperato senza tentennamenti. il solo legittimo desiderio di proseguire gli studi,  le è coistato il sacrificio di tutta la giovinezza e buona parte della sua vita, che ancora sconta. Allora, dimmi Pippo,  Sarebbe forse questa la classe che difendi? questa la classe umile, ingenua, che possiede l&#039;universo inconsapevole e le stelle senza nome?
Spero di avere capito, interpretato male, debordando come al solito, partita per la tangente...perché Se sento un&#039;altra volta chi mi ti tesse le lodi dell&#039;umile come categoria astratta, di sani princìpi, in sé meritevole di ogni lode, al contrario di questi intellettuali snob che guardano dall&#039;alto in basso il vecchio mondo, imbraccio il fucile e apro il fuoco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tashtego, niente più ecchissenefrega.<br />
 a me interessa molto, la tua, quella di Véronique e la storia di tutti a cosa giocavano quando erano piccoli&#8230;</p>
<p>adesso però apro una lunga digressione perché<br />
c&#8217;è una cosa nella critica di Pippo che NON mi quadra, cioé premesso che chiunque sia libero di esprimere l&#8217;apprezzamento o il dispregio, trovo insidiosa e scorretta quella vaga accusa di snobismo e la velenosa distinzione con gli umili, dettaglio  che avrei tralasciato se non fosse che, riproposta qua e là, in tanti luoghi diversi, in concomitanza con certi eventi che mi sono recentemente capitati mi trova insofferente, irritabile,faziosa, diciamo pure incazzata a morte&#8230;<br />
Non è di un ceto, specifico, che bisogna fare apologia (demagogica), ma del singolo, unico, irripetibile, sfuggente (giustamente) ad ogni definizione e categoria, trasversale. Neanch&#8217;io sopporto più questa storia, riproposta sempre più frequentemente negli ultimi tempi e dibattiti vari, secondo cui il letterato altezzoso denigra la massa e quindi gli umili, nell&#8217;infinita sua presunzione. La massa in sé è una cosa che NON esite, ok? se non nella sua forma deteriore (indistinguibile, amorfa, manovrabile&#8230;.). che Il cielo, l&#8217;universo  appartenga alla massa degli umili che non se ne accorgono &#8211;  è una frottola bella e buona! La massa è anche quella che, di solito, ciclicamnete,  elegge i barabba e mi è venuta voglia di rileggere l&#8217;Ortis (&#8220;I mortali sono naturtalmente schiavi, naturalmente tiranni, naturalmente ciechi&#8221;ed è per questo che &#8220;la fama degli eroi spetta un quarto alla loro audacia, due quarti alla sorte, e l&#8217;altro quarto ai loro delitti&#8221;) e con quella tua uscita sugli umili spero che non mi si venga a fare l&#8217;elogio dell&#8217;inconsapevole, del primitivo, del barbaro&#8230;nostalgia di un mondo estinto con a cuore i valori più veri che nulla hanno a che fare con la conoscenza&#8230;perché E&#8217; un&#8217;enorme stronzata, una mistificazione, una menzogna spudorata. Se il presente è  marcio, il passato, l&#8217;elementare, l&#8217;ingenuo, il primitivo, il popolo fanciullino&#8230; lo è stato anche di più. PercHé me la prendo così, con te oggi? parlavo di eventi ocncomitanti che mi sono capitati: ieri ho conosciuto una ragazza di soli 3 anni più grande di me, nata dunque nel &#8217;75, laureata e autonoma con una specifica professione di tutto rispetto, che mi ha raccontato parte della sua vita: di origine contadina, cresciuta in una famiglia patriarcale delle più cavernicole tanto da essere obbligata a rivolgersi ai genitori con il &#8220;voi&#8221; (ripeto, classe &#8217;75 non un secolo fa), ostacolata nel suo desiderio di studiare in tutte le maniere possibili e immaginabili, ritirata da scuola alla fine delle medie con l&#8217;obbligo di lavorare i campi, dopo mille insistenze e proteste ottiene il consenso di iscriversi alla scuola superiore alle seguenti condizioni: 1) che la scelta sull&#8217;istituto fosse  a giudizio insindacabile del padre (e  lo scientifico che avrebbe tanto desiderato fu scartato a priori in quanto scuola mista, ergo peccaminosa!!!)<br />
2) che all&#8217;uscita di scuola sarebbe filata dritta al lavoro dei campi per nessuna ragione al mondo trascurabile (oltre al governo della casa e l&#8217;assistenza famigliare ai membri più disagiati)<br />
3)che avrebbe dovuto giurare solennemente di NON fidanzarsi mai (il che significa divieto assoluto di approccio al genere maschile, perché la flagranza di reato avrebbe comportato l&#8217;automatico decadimento dagli studi)</p>
<p>a tutte queste condizioni, la ragazza col carattere di ferro, avrebbe ottemperato senza tentennamenti. il solo legittimo desiderio di proseguire gli studi,  le è coistato il sacrificio di tutta la giovinezza e buona parte della sua vita, che ancora sconta. Allora, dimmi Pippo,  Sarebbe forse questa la classe che difendi? questa la classe umile, ingenua, che possiede l&#8217;universo inconsapevole e le stelle senza nome?<br />
Spero di avere capito, interpretato male, debordando come al solito, partita per la tangente&#8230;perché Se sento un&#8217;altra volta chi mi ti tesse le lodi dell&#8217;umile come categoria astratta, di sani princìpi, in sé meritevole di ogni lode, al contrario di questi intellettuali snob che guardano dall&#8217;alto in basso il vecchio mondo, imbraccio il fucile e apro il fuoco.</p>
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		<title>
		Di: a i		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/03/15/trenini-elettrici-dinosuari-pianeti/#comment-131283</link>

		<dc:creator><![CDATA[a i]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:17:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Véronique, ne t&#039;inquiète...

Su NI ho sempre avuto uno o due detrattori fedeli (e moltiplicantesi i nick); con gli anni si trasmettono il testimone, nuovi ne arrivano, vecchi ne vanno; è segno di buona salute per tutti; ciò che è veramente sospetto è il pieno consenso (in letteratura come altrove); grazie al cielo c&#039;è sempre chi dice che Proust è una pippa impossibile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Véronique, ne t&#8217;inquiète&#8230;</p>
<p>Su NI ho sempre avuto uno o due detrattori fedeli (e moltiplicantesi i nick); con gli anni si trasmettono il testimone, nuovi ne arrivano, vecchi ne vanno; è segno di buona salute per tutti; ciò che è veramente sospetto è il pieno consenso (in letteratura come altrove); grazie al cielo c&#8217;è sempre chi dice che Proust è una pippa impossibile</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/03/15/trenini-elettrici-dinosuari-pianeti/#comment-131278</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:12:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nubar,

che tristezza per te.

Il testo l&#039;ho amato, scritto in una lingua bellissima,
per un argomento accativante: l&#039;infanzia e il gioco,
l&#039;infanzia e l&#039;universo immaginario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nubar,</p>
<p>che tristezza per te.</p>
<p>Il testo l&#8217;ho amato, scritto in una lingua bellissima,<br />
per un argomento accativante: l&#8217;infanzia e il gioco,<br />
l&#8217;infanzia e l&#8217;universo immaginario.</p>
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		<title>
		Di: charles		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/03/15/trenini-elettrici-dinosuari-pianeti/#comment-131233</link>

		<dc:creator><![CDATA[charles]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 09:01:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ecco, non volendo essere così brutale
ma...grazie pippo
dispiace
dispiace perchè è di tutti l&#039;impulso a lasciar scivolare allo scoperto sentenze rivelatrici dei lati più fragili di noi stessi
ci salva però la percezione della meschinità di questo impulso
son convinta, amante dell&#039;universo, che sia stato solo un attimo di smarrimento
è mancata la forza e il coraggio
forse una sobria umiltà
per un attimo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ecco, non volendo essere così brutale<br />
ma&#8230;grazie pippo<br />
dispiace<br />
dispiace perchè è di tutti l&#8217;impulso a lasciar scivolare allo scoperto sentenze rivelatrici dei lati più fragili di noi stessi<br />
ci salva però la percezione della meschinità di questo impulso<br />
son convinta, amante dell&#8217;universo, che sia stato solo un attimo di smarrimento<br />
è mancata la forza e il coraggio<br />
forse una sobria umiltà<br />
per un attimo&#8230;</p>
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